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Informazioni utili online sulla parola italiana «autorità», il significato, curiosità, sillabazione, frasi di esempio, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Autorità

Utili Link

Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
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Liste a cui appartiene

Lista Terminanti con l'accento sulla a [Autorialità, Autoridurrà « * » Autorizzerà, Autosostenibilità]

Informazioni di base

La parola autorità è formata da otto lettere, cinque vocali e tre consonanti. Divisione in sillabe: au-to-ri-tà. È un quadrisillabo tronco (accento sull'ultima sillaba).

Frasi e testi di esempio

»» Vedi anche la pagina frasi con autorità per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Le autorità presenti alla cerimonia erano numerose.
  • Gli uomini, indossando una divisa, esprimono la loro autorità nei confronti del popolo.
  • Sono in molti quelli che sgomitano per trovare posto sul palco delle autorità!
Citazioni da opere letterarie
Malombra di Antonio Fogazzaro (1881): Steinegge era impaziente di vedere Edith, non per parlarle, ma per leggere attraverso quel viso, per assaporare meglio la compiacenza segreta di aver in cuore una buona, insperata notizia da confidarle alla prima occasione; presto, senza dubbio. Ella non era nell'orto. Steinegge si congedò con profonde scappellate dalle autorità e corse su nella camera di sua figlia.

Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello (1926): Monsignore, rasserenato, riprese il discorso sugli scrupoli della coscienza, che a lui pare va il più proprio al mio caso, e l'unico a ogni modo da far valere con l'autorità e il prestigio del suo potere spirituale sulle intenzioni e le mene di quei miei nemici. Potevo fargli intendere che il mio non era propriamente un caso di coscienza com'egli s'immaginava?

Annalena Bilsini di Grazia Deledda (1927): E fra di loro tutti si fecero grandi feste: amiconi, si ritrovavano quasi sempre assieme ai banchetti delle grandi occasioni, nelle famiglie ricche dei dintorni, e venivano invitati, oltre che per la loro autorità, per l'allegria sana che diffondevano intorno, ed anche perché i loro discorsi uscivano dalle solite storie di raccolto, di commercio, di denaro.

Giochi di Parole

Giochi enigmistici, trasformazioni varie e curiosità. Vedi anche: Anagrammi per autorità
Definizioni da Cruciverba di cui è la soluzione
Definizioni da Cruciverba in cui è presente
»» Vedi tutte le definizioni
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: aura, atri, atra, atta, aorta, aria, uria, urta, torta, torà, trita, tria.
Parole con "autorità"
Iniziano con "autorita": autoritari, autoritaria, autoritarie, autoritario, autoritativa, autoritative, autoritativi, autoritativo, autoritarismi, autoritarismo, autoritaristica, autoritaristici, autoritaristico, autoritariamente, autoritaristiche.
Contengono "autorita": antiautoritari, antiautoritaria, antiautoritarie, antiautoritario.
»» Vedi parole che contengono autorità per la lista completa
Parole contenute in "autorita"
ori, auto, rita, tori, autori. Contenute all'inverso: tir, tua, tiro.
Incastri
Inserendo al suo interno ali si ha AUTORIaliTA (autorialità); con dot si ha AUTORIdotTA; con ari si ha AUTORITariA.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "autorità" si può ottenere dalle seguenti coppie: autolinea/linearità, autoriali/alita.
Usando "autorità" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * tazza = autorizza; * tatari = autoritari.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "autorità" si può ottenere dalle seguenti coppie: autori/irrita.
Usando "autorità" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * attratti = autoritratti; * attratto = autoritratto.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "autorità" si può ottenere dalle seguenti coppie: coautori/taco.
Usando "autorità" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * coautori = taco; taco * = coautori.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "autorità" si può ottenere dalle seguenti coppie: autorizza/tazza.
Usando "autorità" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * autoritari = tatari; * linearità = autolinea; * aria = autoritari.
Sciarade e composizione
"autorità" è formata da: auto+rita.
Sciarade incatenate
La parola "autorità" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: autori+rita.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "autorità" (*) con un'altra parola si può ottenere: * tana = autotrainata.

Definizioni da Dizionari Storici

Vocabolario grammaticale della lingua italiana del 1869
Autorità - In fatto di lingua, scrive lo stesso Fulci, due cose debbono regolare lo scrittore cioè, l'Autorità e l'Uso; e chi li disgiunge non potrà mai scriver bene. Chi segue autorità senza uso, commette arcaismi; ma chi segue l'uso senza l'autorità commette neologismi, i quali anche d'origine nostrale, per vaghezza di novità e senza ragione, vogliono taluni introdurre, come aggiornare, attrassare, abbassare un ordine ec. Si osservi infatti che immiare, intuare, allelujare, osannare ec. non son penetrati nel dominio della lingua, malgrado l'autorità di Dante per cinque secoli; salvo però se sien termini d'arti e scienze derivati dal greco, come quelli adoperati oggi in chimica, e i nomi delle nuove macchine telegrafo, piroscafo ec. (Ved. uso). [immagine]
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Autorità, Predominio, Influenza, Potere, Potenza - L'Autorità è potere legittimo, o legittimato dal tempo, o dato dalla legge e spesso mantenuto dalla prepotenza; nei privati è sempre originato dalla superiorità del merito, e si esercita con la persuasione. - Predominio è il sopraffare gli altri, o con accortezza, o coll'esercizio del merito vero, per modo che restino, quasi senza accorgersene, soggetti e si lascino guidare. - Influenza è rimasto dall'astrologia giudiciaria; ed è il fare sull'animo altrui tal effetto, o di stima o di affetto, che una parola, o una preghiera, lo volga per quel verso che noi vogliamo. Si esercita più che altro sulla moltitudine e con le persone di autorità. - Il Potere procede o da legami di affetto o di interessi, e opera in modo più efficace; ed è l'esercizio dell'Autorità. - Potenza è la forza che basta a vincer gli ostacoli che le resistono. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Facoltà, Potenza, Possibilità, Potestà, Forza, Balìa, Potere, Possanza, Autorità, Impero - Facoltà in generale è potenza data; in ispecie, è potenza naturale dell'uomo, fisica o intellettuale: egli ha la facoltà di digerire, di muoversi, d'imparare, di commettere, di giudicare ecc.; le potenze dell'anima sua, le forze del suo corpo sono altrettante ammirande facoltà di cui Dio lo volle dotato. Potenza è forza sufficiente a produrre un effetto, e a questo rivolta (v. Efficacia). Potestà è il potere conferito o riconosciuto in una persona: molte delle repubblichette del medio evo si eleggevano un potestà o podestà, e a quello ubbidivano; potestà appunto detto perchè era in esso il sommo potere. Il potere è l'unione della forza e del diritto, ma considerati ancora astrattamente come forza morale: perché il potere venga esercitato legalmente debb'essere in mano d'un magistrato sovrano, qualunque ei siasi. La forza è adunque la metà del potere, ne è uno degli essenziali elementi; v'ha chi ha il diritto dalla sua, ma non avendo forza sufficiente da farlo prevalere, questo cade e si disperde, se non in ragione, in effetto. La possanza pare l'esercizio ragionato, moderato della potestà, del potere: far con possanza è fare con cognizione di causa, con quella padronanza e sicurezza di ben fare che dà l'uso del comandare, del regolare, del disporre. Balìa è potere assoluto; avere in sua balìa, vale poter fare della cosa o della persona assolutamente ciò che si vuole; essere in balìa, significa essere in mano, in potere di una forza anche capricciosa e volubile, senza difesa né schermo. L'impero è quella dominazione generale sulle cose per cui dipendono dal nostro comando, dal nostro cenno; l'autorità è ne' maggiori, ne' superiori, più propriamente negli autori: ogni autorità perciò viene da Dio, autore d'ogni cosa: non v'ha autorità vera senza diritto; altrimenti è usurpata, apocrifa: l'età, l'esperienza, lo studio rendono autorevoli le parole de' vecchi, degli scienziati, delle persone alto locate pe' meriti loro. La possibilità di fare suppone che l'efficacia de' mezzi superi la difficoltà della cosa; la possibilità del succedere dipende dallo stare la cosa in quell'ordine naturale e logico, entro il cui limite si svolgono quasi necessariamente tutte le cose possibili. L'autorità senza la forza è inutile, la forza senza l'autorità può riuscire dannosa: senza potere non è potenza, potestà, possanza; essi sarebbero nomi vuoti di senso: la facoltà senza esercizio anneghittisce, s'attuta. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Autorità - e † ALTORITÀ e † ALTURITÀ. Aff. al lat. Auctoritas. [T.] S. f. Facoltà di dire in modo da essere creduto e seguito, d'ingiungere e d'operare efficacemente. Dant. Conv. 154. (C) Autorità non è altro che atto d'autore. E poi: Autorità vale atto degno di fede e d'obbedienza. T. Un antico: Autorità è argomento al quale dar fede sia quasi necessario. (Rosm.) Prendendo la parola in senso proprio, autorità è la testimonianza esterna che persona degna di fede rende alla verità d'un giudizio. T. A far fede richiedesi autorità, Cic. (Rosm.) Autorità talora è usata in un senso largo, come anche Fede. Così si suol dire: L'autorità della ragione; alle prime verità che sono evidenti convien credere. T. Questo signif. ha del trasl.; Autorità qui significa l'Intrinseca dignità della verità stessa. – Autorità è un principio estrinseco della certezza.

2. T. Autorità talora pare contrap. a Ragione, talora a Libertà; ma è all'una e all'altra sostegno, com'esse a lei.

T. Autorità celeste, la Rivelazione divina. S. Ag. Se Dio chiamasi autore, autorità può dirsi la sua. – Autorità di Dio che parla all'uomo. Segner. Crist. Instr.1. 136. L'altro, che è ancor più grave (peccato), è chiamare in testimonio di sì rea volontà quel Dio che l'ha tanto in odio, ed abusare la divina autorità in autenticazione di que' prevaricamenti da lei vietati. = Dant. Par. 26. (C) Per filosofici argomenti E per autorità che quindi scende, Cotale amor convien che 'n me s'imprenti (l'amore di Dio è impresso nella mia persuasione e nel cuore da ragioni filosofiche e da autorità di parola rivelata). E poi: Per intelletto umano E per autoritade a lui concorde, De' tuoi amori a Dio guarda il sovrano. (Ama Dio sopra ogni cosa, perchè così impongono e la ragione, e la parola divina, concorde a essa ragione.)

T. Autorità nel ling. filos. intendesi ora quella di Dio, autore vero; ora quella degli uomini affermanti o ordinanti in nome o di Dio o d'altri uomini o d'un principio più o meno astratto o pratico, o in loro nome proprio. Nel primo senso segnatam. dicesi l'autorità che è di Dio rivelante immediatamente o mediatamente, e delle parole e delle cose insegnate o ordinate. Dicesi che l'autorità fa fede d'un principio o d'un fatto; e dicesi la fede dell'uomo alla o nella autorità. Ma agli uomini stessi in tanto crediamo noi, in quanto parlano non da sè, ma con un'autorità, o per un'autorità maggiore di quella che può essere negli uomini singoli.

T. Il Lamennais poneva per criterio del vero l'autorità del genere umano, facendolo interprete della divina autorità; e applicava alla teologia e alla logica i comodi e risichi del suffragio universale.

T. Altri diede autorità alla ragione umana in astratto; altri alla ragione de' singoli, confondendo il soggetto coll'oggetto, la luce coll'occhio, la parola coll'orecchio e colla lingua.

T. Può dirsi in un senso l'autorità della ragione, non perchè la ragione ne sia fonte, ma perchè ne partecipa; e può dirsi la ragione dell'autorità in quanto il vero e il bene dell'autorità può e deve dalla ragione essere comprovato, o almeno accettato.

T. Può dunque l'autorità riguardare i generali e i particolari, il da credere e il da operare. Può essere infallibile, e fallace; onde Cic.: l'autorità de' sogni; può essere mista di vero e di falso, di bene e di male, e in chi la accetta e in colui dal quale deriva.

3. T. La logica abusata contrappone Ragione a Autorità, ma si può e devesi Dall'autorità dedurre argomento, Cic.; e possono le ragioni avere in se stesse più o meno autorità, e questa essere confermata da detti e da fatti autorevoli. = Rucell. Lett. 20. (Man.) Per dare più autorità alle mie ragioni, mi vaglio (valgo) di una proposizione platonica. Varch. Err. Giov. 11. Distenderli e dichiararli più ampiamente o colle ragioni o colle autorità. E Quest. Alch. 10. T. Tass. Lett.5. 215. E il filosofare non consiste nella sottigliezza dell'argomentare… ma nella saldezza delle ragioni che non può essere abbattuta dall'autorità, e nella bontà della vita. Magal. Lett. Scient. 178. Ella è sempre una soperchieria, dice il Galileo, a chi viene colle sole armi della ragione umana, venirgli súbito addosso col fulmine dell'autorità (nelle cose umane). = Rucel. Tim. 7. 7. 164. (Man.) Salvin. in Alc. Lett. ill. ital. 37. (Gh.) T. Car. Com. 98. Qui bisogna, poichè le autorità sono di pari, attendere alle ragioni. – Tralasciate le autorità, con la ragione possiamo cercare il vero nel fatto, Cic.

4. L'aderire all'autorità è dunque una specie di credenza, ma non da confondere colla fede, presa nell'altissimo senso relig. T. C'è un'autorità sopra naturale,una filosofica, o storica, o filologica, una morale, una civile.

T. Per estens. diciamo: L'autorità dell'esperienza de' sensi.

Nel senso segnatam. intell. T. Accettare l'autorità di taluno. – Starsene, Attenersi.

T. Muoversi per l'autorità di taluno, Nep. – Far cosa con l'autorità e con l'esempio d'alcuno, Cic.

5. Segnatam. del detto. T. Autorità del testimone, della testimonianza. Cic. Ad verum probandum auctoritatem adjuvare. = Serd. Galeot. Marz. 74. (Man.) Sarebbe tenuto atto d'uomo inconsiderato, se si tacesse il nome di colui della cui autorità ci servissimo spessamente per testimonio. Pros. fior. par. 3. v. 2. p.60. (Gh.) Egli è dottore e il suo detto fa autorità.

T. L'uomo stesso in tale o tal cosa, sebbene autorevole in altre (Pros. fior. par. 1. v. 1. p. 227. (Gh.)), fa poca o niuna autorità.

6. In questo e in altri sensi autorità dice le parole stesse che recansi a testimonianza e conferma, e il luogo dove esse si trovano. Salvin. Annot. Mur. 2. 272. (Man.) Che gli antichi ponessero un crivello nel letto de' nuovi sposi, non ho memoria d'aver letto; e gran piacere riceverei da chi me ne facesse vedere l'autorità. T. Citare la o le autorità. = Barber. Rim. 339. (Gh.) E con queste autoritadi (di Seneca, di Isidoro) se ne poriano scrivere infinite (sentenze). Cavalc. Frutt. Ling. 52. (Diz. Ver.) Pongo alcune altoritadi. T. Accumulare autorità.

7. T. Parlare con autorità, non solo di chi l'ha veramente, ma di chi fa mostra d'averla.

8. D'autore e scrittore. Quanto alle idee generali. [Camp.] Bin. Bon. Canz. 19. 1. [Cam.] Cecch. Com. 1. T. Pallav. Stor. Conc. 1. 482. Comincerò dal men forte (argomento), come quello che solo abbatte l'autorità, qual ella per altro si fosse, degli affermatori, ma non dimostra determinatamente la falsità dell'affermazione. Deput. Decam. 8. Aombrato in questa parola, si gittò all'autorità di costui. [Camp.] Dant. Conv. 4. 3. La eccellentissima puritade della reale maestade (così legge il Cod. Parig.), la quale rende di grande autorità la definizione dello Imperadore. (Dove definisce la nobiltà, giacchè Dante assegna all'Imp. tedesco l'autorità del definire.) = Varch. Quest. Alch. 47. (Man.) All'autorità di Avicenna si riguarda, che ella non è vera; e che ad Avicenna, ancorchè filosofo e medico di grande autorità appresso molti, nè ad alcun altro, non si deve credere senza ragione.

T. Fag. Pros. 252. Accreditatissimo legale, e che fa in ciò autorità più che grande.

Quanto ai fatti. T. Lam. Ant. Tosc. 1. 62. Altri, aderendo all'autorità del Malespini e del Villani, credono che le terme fiorentine fossero dove ora è la strada che Terma si appella. = Borgh. Rim. in Pros. fior. par. 4. v. 4. p. 114. (Gh.) Io non dubito punto del nome della Colomba, avendone autorità di scrittori assai bene antichi.

Quanto allo stile e alla lingua. T. Salvin. Pros. Rim. 218. Non (bisogna) essere nell'errore nel quale sono buona parte, che credono che quando l'accademia (della Crusca) cita un autore, lo canonizzi per d'autorità infallibile nella lingua. = Tas. Lez. son. Cas. 182. (Man.) Non voglio per ora che mi vaglia l'autorità del Petrarca. Bert. Giamp. 100. Quel che è detto contro l'autorità de' buoni scrittori. Infar. Sec. 229. (Gh.) Il Filocolo non è scrittura d'autorità. Bertin. Fals. Scop. 141. Arrivò (il Redi) infino a fare autorità nella lingua fiorentina.

T. Autorità de' Codici, che portano una lezione.

Modi com. alle autorità degli scritti distinte in questo §. T. Autorità valida, calzante, opportuna; debole, inferma, recata a sproposito. Giot. Canz. Vas. 1. 348. In ciò inducon certa autoritate. (A provar ciò: più com. Adducono.)

Plur. T. Usare le autorità, gli esempi, Cic. – Disprezzi le autorità, Cic. [Cors.] † Ricevere in autorità un libro, riceverlo come autorevole. S. Ag. C. D. 17. 20.

9. E perchè le idee di fiducia e di fede, di credenza e di credito si corrispondono; autorità dice più espressam. l'opinione buona nella quale uno è tenuto, onde i suoi detti e fatti acquistan valore. Autorità, quando è potente sull'animo altrui, può tener luogo del gallico Ascendente. T. Autorità morale della virtù, dell'esempio, de' chiari fatti.

T. Guicc. Stor. 1. Per nobiltà e opinione erano di maggiore autorità. = Salvin. Annot. Mur. 1. 396. (Man.) Diomede, come giovane, per accreditare il consiglio che egli era per dare, e conciliarsi quella autorità che l'età non gli donava, l'accatta dagli antenati. [Giust.] G. B. Gell. 245. Dobbiamo considerare che questa età arreca seco una certa autorità. T. Gli anni gli dánno autorità.

Autorità morale. T. Sav. Pr. I. del 1495. Voi volete usurpare autorità per avere i capegli canuti: bisogna avere i sensi canuti, non i capegli. Voi siete più ambiziosi, più lussuriosi, più avari che i giovani. [Cam.] Giov. Gell. Vil. 7. 103. Vi fu morto il Patriarca di Costantinopoli, uomo di grande valore e autorità.

Autorità nelle cose civili, senza che vi sia immediatamente congiunta l'idea di potere. [Camp.] Volg. Com. Ces. Grande autorità era negli Edui, e grandi clientele possedevano (summa auctoritas erat in Aeduis). = Giov. Gel. Vit. Alf. 80. (Man.) Sforzandosi di sbarbare o almeno indebolire l'autorità di Papa Giulio. [Val.] Mach. Disc. Dec. Tit. Liv. 3. 8. È bisogno, a voler pigliare autorità in una repubblica, e mettervi trista forma, trovare la materia disordinata dal tempo.

Autorità dell'ingegno. Varch. Quest. Alch. 18. (Man.) Lesse nello studio di Pisa… con tanta autorità e riputazione… T. Autorità d'insegnare.

T. Autorità di consigliare.

T. Più in gen. Autorità del consiglio, del senno. – Del parlare, del suffragio.

Giov. Gell. Vit. Alf. 207. (Man.) L. Ariosto, per la famigliarità strettissima che ei teneva col Principe e per l'autorità de' versi toscani, andava innanzi a tutti quanti. E 19. Superò i migliori artefici e di più autorità, che si trovassero a' tempi suoi.

Più specialm. della buona opinione che uno ha presso tali o tali pers. e dell'efficacia di quella. T. Molto potere per autorità presso alcuno, Cic. – Valore d'autorità presso alcuno, Cic. – L'autorità sua è grande e gravissima presso di me, Cic. – Molto vale presso di me. = Bentiv. Lett. p. 16. (Gh.) Non avendo minore autorità e confidenza Lusson appresso la Regina di quel che l'abbia Luines appresso il Re. E 114. Degno di gran lode è il sig. Duca di Luines in aver fatti sì buoni uffizi e impiegata sì vivamente la sua autorità appresso il Re, perchè le cose terminassero nel modo c'han fatto. Bemb. Lett. par. 2. l. 10. 8. Con la molta autorità che meritamente avete con quelli signori auditori. Car. Lett. 1. 15. (Man.) Desidero vederli d'accordo, e so l'autorità ch'Ella tiene con l'uno e con l'altro. T. Autorità dell'affetto vale e l'affetto sentito dalla pers., che però è tenuta e si tiene degna d'ascolto; e vale l'affetto sentito da chi la ascolta, il quale affetto è cagione di fiducia e d'obbedienza.

Modi com. all'idee distinte in questo. §. T. Autorità dell'origine. – Del nome. = Vettor. Franch. Viag. Alem. p. 17. (Gh.) Bisognò pigliare partito di mandarvi persona di molta autorità; e però fu eletto F. Vettori. Benv. Cell. Vit. 3. 218. T. Segner. Crist. Instr. 1. 332. = Cas. Lett. Caraf. p. 42. (Gh.) [Cam.] Salvin. Disc. vol. 2. 5. Questa autorità (creando l'Accademia degli Apatisti) gli aveva conciliata non l'artifizio, non la finezza, ma il suo buon naturale perfezionato dal suo costume mansueto, amorevole, savio, innamorato della pietà e delle lettere. T. L'autorità sua ha assai di peso, Nep. – Autorità che è di gran peso,Cic. – Nè per età nè per ingegno nè per autorità sono da paragonare con essi, Cic. – Valse l'autorità di lui, Cic.

T. L'autorità vostra alla mia autorità sia fautrice e ajutatrice, Ter.

T. Intendesi che parecchi de' sensi not. in questo § possono distendere l'uso loro a certe idee distinte in altri; e così vicev.

10. E perchè all'opinione molto fanno i segni esterni; autorità concerne anco quelle apparenze della persona che sogliono conciliarla, o ne dimostrano o ne simulano la coscienza. Dant. Inf. 4. (C) Genti v'eran con occhi tardi e gravi, Di grande autorità ne' lor sembianti: Parlavan rado, con voci soavi. T. Autorità e dignità di presenza, Svet. = Bocc. Amet. 139. (Gh.) Con atto di autorità pieno incominciò.

T. Aspetto, Maniere, Fare, Parole d'autorità, che dimostrano o l'autorità vera, o il diritto che pretendesi averne.

T. Nel senso della pretensione o dell'affettazione usansi i verbi Assumere, Pigliare: il secondo è più fam. e suona più biasimo.

11. Ma la credenza e l'opinione e la parola recandosi sempre al fatto, autorità spesso porta l'idea di potestà, essendo appunto una potestà in potenza, la quale dal potere sociale è recata in atto. Se non che l'autorità può essere e colla potestà, e troppo divisa da quella. Essa dá veramente il potere di diritto, perchè autorità vera non c'è senza consenso o espresso o tacito e ragionevole di chi la deve onorare e ubbidirle. Ancorchè per abusione dicasi autorità illegittima, ingiusta. Quindi è che la spirituale è per eccellenza autorità. – Pass. 92. (C) Adoperando a ciò le chiavi e l'autorità apostolica della S. Chiesa. [Camp.] Pist. S. Gir. 75. Costretto per l'altorità del sommo Pontefice, divenni (venni) a Roma. = G. V. 9. 342. 1. (C) Fecelo paciaro (paciere) in Toscana, acciocchè mettesse consiglio, e pace nelle discordie di Toscana, dandogli grande autoritade di procedere spiritualmente a chi fosse disubbiente alla Chiesa.

T. Quindi l'autorità spirituale contrapponesi, siccome concernente le cose eterne, alla temporale; e, siccome comprendente e la vita interiore e la domestica e tutto il genere umano, contrapponesi alla civile; non però alla sociale, giacchè l'autorità spirituale si merita titolo di sociale ben più veramente.

T. In questo rispetto diciamo: e l'autorità della Chiesa, e l'autorità delle persone di Chiesa, e l'autorità del ministero di quelle, e l'autorità de' loro ordinamenti e precetti.

12. Le persone stesse diconsi le autorità; come è personificato potestà: e pur troppo corona, maestà, signoria, e oggidì più barbaramente le Notabilità eredi delle Maestà.

Onde diciamo: T. Le autorità ecclesiastiche, militari e civili assistevano alla funzione, guatandosi caninamente e cantando.

T. Dicendo assolutam. Le autorità, intendonsi le civili.

T. Così personificato, non ha il singolare, ma ci sta tramezzo la locuz. Gli è una delle autorità.

T. E anco in senso intell. non solamente diciamo che quell'esempio, quel passo è un'autorità, che quel libro è da citare come autorità, ma essere un'autorità l'autore, lo scrittore stesso.

13. Così diciamo: le autorità municipali. Anche fuor di personificazione. T. L'autorità del municipio, germe della autorità sociale meglio che della civile.

T. L'autorità giudiciale sorge dal municipio ed è, prima e meglio della militare, il germe dell'autorità sovrana e l'esercizio di quella.

Autorità giudiciale denota la cosa in astr. Autorità de' giudici dice le facoltà, più o men late, che hann' essi nel giudicare; Autorità del giudice può denotare l'autorevolezza sua propria, che gli viene dalla virtù e dal sapere.

T. Autorità de' giudizi può accennare in gen. quel che dicesi la cosa giudicata: Autorità del giudizio o della sentenza, il valore di tale o tal giudicato speciale.

T. Autorità, in gen., di magistrato. – Autorità dell'ordinare e dell'operare che il magistrato ha. Stat. Cec. 3. Abbia il vicario autorità di condannare ciascheduno che non obbedisce. – Autorità del fare le leggi, Cic., e dell'eseguirle. (Rosm.) L'autorità legislativa è quel ramo dell'autorità governante che consiste nel potere di far leggi, ordinazioni, disposizioni. L'autorità esecutiva è quel ramo dell'autorità governante che consiste nel potere di dare esecuzione alle medesime (leggi, ordinazioni, disposizioni).

14. Della legge stessa. Bocc. Introd. 12. (C) Era la reverenda autorità delle leggi così divine come umane, quasi caduta. T. Più chiaramente personif. Ivi:Coloro li quali l'autorità delle pubbliche leggi già condannò ad esilio.

[Val.] Cellin. Vit. 2. 7. Qui non c'è pericolo nessuno per me, che io dovessi essere gastigato da pena corporale, avendo le leggi in quel tempo perso tutte le sue autorità. (Qui il plur. al modo burlesco dell'uomo.)

15. Autorità più specialm. politica. Segr. Fior. Disc. 1. 1. (C) (Atene) sotto l'autorità di Teseo, fu dagli abitatori dispersi edificata. Adim. L. Pros. sacr. 10. Molti de' cittadini, guelfi chiamandosi, aderivano al Romano Pontefice; e molti di contrario affetto, nominandosi ghibellini, l'imperiale autorità difendevano.T. Il Guicciardini intendeva limitare al principe (imposto da lui alla patria) l'autorità nel comandare e la libertà nello spendere. P. Panciatichi. I capi de' regni latini non sono mai stati nè potenti, nè d'autorità, se non son nati e vivuti da furfanti.

T. Autorità del popolo, del senato. – Coll'autorità dell'impero nostro (parla l'uomo di Rep.) far salvi i nostri alleati, Cic.

T. Autorità del senato, in Roma, quei decreti del Senato che i tribuni del popolo non accettavano, e avevano pur qualche peso, ma non forza di legge.

T. Autorità costituita, riconosciuta. Machiav. Stor. 2. 9. Vollono (vollero) che gli accoppiatori preposti all'imborsazione de' nuovi squittini, insieme con la signoria vecchia avessero autorità di creare la nuova. Memor. bell. Art. 1. 91. Non può inferirsi che vi fossero perciò scuole ed accademie pubbliche, protette dalla pubblica autorità.

T. I satelliti, custodi assidui dell'autorità, Plin.

T. Autorità, anche quand'ha senso di potestà esteriore, è meno assoluto e più morale di Balía; onde può unirsi a quest'altra voce senza superfluità. Stat. Com. Cec. Abbia il vicario, insieme co' consiglieri, autorità e balía in onore ed utilità comune. = Segn. Stor. 14. 379. (Man.) Andava destinando per quel governo e per regno di Napoli il duca d'Alba con autorità grandissima. T. Sansov. Conc. Polit. In tempi e in casi importanti nelle cose di guerra, si deve dare l'intera autorità a chi lo merita, e rimettere in lui il maneggio, con questo però che abbia appresso consiglieri bene intendenti, co' quali conferisca il tutto. [Val.] Cerch. Batt. Montap. 129. El popolo di Firenze… diede in guardia al detto Cerchi la città. E questa alturità ebbe fino che la città fosse riformata. T. Autorità a tempo, perpetua, assoluta. = Dav. Scism. 78. (Man.) Il Seimuro lasciò l'autorità e nome di protettore.

Mor. S. Greg. (C) Voi comandate loro con autorità e con podestà.

T. Guicc. Stor. 1. 352. Costringeva i Fiorentini a cedere a qualche desiderio de' Veneziani, non tanto con l'autorità… quanto con l'accennare, che, non si facendo la concordia, sarebbe necessitato a rimuovere, se non tutte, almeno parte delle sue genti. = E 1. 52. (Man.) La qual città, confederata col Re di Napoli e co' Fiorentini, aveva seguitato la loro autorità. (A questo modo non com.)

16. S'è detto che autorità, sebbene naturalmente fondata sul diritto, accenna talvolta al materiale esercizio della forza. T. Tac. Dav. Ann. 15. 224. Non potendosi, dove non era peccato nè accusa, dar figura di giudizio, giuocò d'autorità. (Ad vim comminationis se convertit.) = Machiav. Op. 2. 94. (Gh.) Dettero agli Otto di guardia autorità sopra il sangue. E 93. I magistrati, i quali del sangue hanno autorità.

T. In senso ancora più prettamente pr. alla St. rom. Contro lo straniero non amico sia eterna l'autorità (di dominio o conquista). Le XII Tav.

17. D'autorità che non è il vero credito, fondato nella stima e nell'affetto, ma che è una specie di forza, bene o male acquistata o adoprata, nella civile società. Così diciamo: T. Autorità d'un partito, o de' partigiani. = Plut. Adr. Op. Mor. 3. 546. (Man.) Avea molti parenti e amici d'autorità. T. Autorità della ricchezza, Cic.

18. Più legittima, perchè più naturale e necessaria di tutte, avvegnachè fatta anch'essa arme di partito, l'autorità domestica; più propriam. paterna, se del padre; patria, se del capo di casa, sia il fratello maggiore o altri. (Rosm.) Se si dovesse definire l'autorità paterna, dovrebbe dirsi ch'ell'è un diritto all'obbedienza volontaria del figlio, o che è un diritto al consenso del figliuolo in ciò che viene comandato dal padre. T. Autorità del tutore, Giulian.

19. Modi com. alle esposte idee d'autorità, in quanto potere. Ubbidire alla… Varch. Quest. Alch. 5. (Man.) T. Offenderla, Violarla.

T. Gli atti dell'autorità sono gli esercitati dalle persone che hanno potestà. Fare atto d'autorità dice in gen. uno di quegli atti che sola un'autorità riconosciuta può esercitare.

T. Usarla, Metterla in atto. (Sav. pr. 1. 1495.) Abusarne.

T. Abuso dell'autorità comprende e la naturale domestica, e la spirituale e la sociale. Abuso d'autorità, propriam. la colpa o il delitto d'autorità civile dalle leggi punito.

20. E perchè l'autorità è una facoltà la quale può, almeno in parte, trasmettersi; Dare e Ricevere autorità denota licenza di poter fare, più o men ampia. T. Serdon. Stor. Genov. 272. E fu dato loro autorità d'eleggere un Vicario a lor modo per fare giustizia, e di dare l'Abate al popolo. Buonar. Fier. 294. 1. Con quell'autorità privilegiata… E da voi aderita Convocaro il consiglio. Pallav. Stor. Conc. 748. Deputò otto Cardinali che soprastessero alla piena esecuzione del Concilio, e diè loro l'autorità opportuna. = Machiav. Op. 5. 214. (Gh.) Benchè il popolo Romano avesse fatto quell'errore di dare autorità al Maestro de' cavalli di Fabio, di potersi azzuffare. E 2. 401. Gli dette autorità di collegarsi con quello. M. V. 2. 27. (C) E di ciò diedono agli ambasciadori piena autorità e balía. Guicc. Stor. 9. 443. (Man.) Mandasse a Mantova una persona notabile con ampla autorità. E 16. 817. Indirizzò la forma dell'accordo; al quale per ultimo si risolveva, con autorità di stipularlo in caso che… T. Legazioni con pubbliche autorità e testimonianze, Cic. – Instr. Canc. 22. Nel mandato sia al mandatario espressamente conceduto da chi s'aspetta autorità bastante.

21. L'atto stesso della licenza e facoltà conceduta dicesi Autorità, ed è non men chiaro di Autorizzazione, e meno pesante. Dav. Scism. 65. (Man.) Dichiarato fu con giuramento, il Re d'Inghilterra essere Signore di Ibernia per autorità apostolica. Giov. Gell. Vit. Alf. 11. Per essere stati per lo addietro chiamati lungamente Marchesi, e di poi ultimamente, per autorità e decreto del Papa e dello Imperatore, Duchi di Ferrara.

22. T. Di sua autorità, Di sua propria autorità (più com. che per sua), dicesi non solo di potestà o d'atto che non dipenda da altra potestà, ma d'atto che facciasi senza la richiesta licenza, o che più o meno abbia del non legittimo e non conveniente. = Cron. Strin. 126. (Diz. Ver.) Per sua altoritade, e non di ragione, ma di fatto, il messe in possessione (un giudice). Stor. Eur. 2. 34. (Man.) Avendo Baldoino, per propria autorità sua, occupata la Badia di,… la concesse al predetto Folco. Guicc. Stor. 2. 112. Le quali (Lance francesi) quasi tutte, fra pochi giorni, di propria autorità lo seguitarono. E 17. 6. Rispondevano (i capitani) che (i fanti) vi erano venuti di propria autorità.

23. Quindi Prendersi autorità, o Pigliarsi (che è anche più licenzioso) diciamo, non solo dell'Usurpare in fatto, in molti e continui atti o in un solo, più autorità che non si convenga; ma del Prendere ardire. [Val.] Mach. Disc. Tit. Liv. 1. 6. La comodità non v'era, perchè chi reggeva gli teneva in freno, e non gli adoprava in cosa dove potessino pigliare autorità. E Princ. cap. 3. Ha… a pensare che non piglino troppe forze e troppa autorità.

† Per Franchezza in atti estrinseci. [Tav.] Dial. S. Greg. 4. 32.

24. In senso ancora più materiale e non imitabile. † Red. Cons. 2. 35. (Man.) Non sono stati cagionati (alcuni travagli) dal latte, il quale non ha tanta autorità nè tanta possanza.

25. Idee e modi com., se non a tutti, a molti de' varii sensi not. (V. anco § 9 e 19.)

T. Autorità può avere in più luoghi senso dell'esotico Influenza.

T. Un uomo, Una società, Un popolo, Un libro, Un codice fa autorità, quando i fatti, gli esempi, i detti, le lezioni son tali da meritar fede e da sciogliere, o rendere men grave, il dubbio.

T. Autorità coll'Inf. porta e il Di e l'A. Il comune è col Di. Autorità di governare, di dire. Ma quando trattasi d'autorità ricevuta, comunicata, o di facoltà autorevole a tempo, o che è data dalle occorrenze della natura o de' fatti, l'A può caderci. Ne' pericoli pubblici, all'uomo che senta la potenza del proprio dovere, da Dio e dalla coscienza pubblica è data autorità a fare e a dire cose che nelle condizioni ordinarie sarebbero illecite, o parrebbero.

T. Potenza dell'autorità è miglior cosa che autorità della potenza. – Forza dell'autorità diremo, non mai Autorità della forza.

T. Era autorità grande in lui, Nep. – Essere uno in autorità (anco in senso di Credito), Plin.

T. Autorità sopra alcuno, dice o l'esteriore potenza o una autorità che pesi o risichi di pesare soverchio.

T. Autorità nell'animo d'alcuno, è più libero e intimo che Sull'animo. E così Nelle menti meglio che Sulle.

T. Autorità poca, debole. – È senza autorità.

T. Avere autorità, Cic. – Ottenerla, Plin. – Acquistarla, perderla (Segner. Pred.), adoprarla, conservarla. – Mantenersi in autorità, dice piuttosto la condizione esteriore; Mantenere l'autorità, dice la dignità sua estrinseca. – Stabilirla, Aggiungere ad essa. – Ampliarla.

T. Dare, Scemare, Togliere, Cic.

T. Valersi dell'autorità; con essa difendersi, farsene scudo. – Interporla, Cic.

T. Respingerla, Ripudiarla, Cic. – Cedere, Inchinarsi all'autorità.

T. Sovrastare tra gli altri d'autorità, Ces. – Prevalere d'autorità. – Autorità prevalente. – Vincere altri d'autorità, Cic. – In autorità superare, Cic.
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