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Informazioni utili online sulla parola italiana «biblioteca», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Biblioteca

Parole Collegate
Nomi Alterati e Derivati
Diminutivi: bibliotechina. Accrescitivi: bibliotecona. Vezzeggiativi: bibliotecuccia. Dispregiativi: bibliotecaccia.
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La parola biblioteca è formata da dieci lettere, cinque vocali e cinque consonanti.
Divisione in sillabe: bi-blio-tè-ca. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
biblioteca si può ottenere combinando le lettere di (tra parentesi quadre le parole con anagrammi): celo + bibita; [colite] + abbi; bot + bielica; [boli] + cibate; [beo] + baltici; bel + [biotica]; belo + [cibati]; bei + baltico; bite + biolca; beoti + cabli; [beli] + [cibato]; [betilo] + [baci]; tibie + cablo; betili + baco; cibo + [albite]; [bici] + [balteo]; obici + beltà; [bilico] + [beat]; cebo + albiti; cebi + [batoli]; bob + [acetili]; bilobi + tace; ebbi + [colati]; bilobe + [cita]; biblico + [eta].
Componendo le lettere di biblioteca con quelle di un'altra parola si ottiene: +rand = abbindolatrice; +[omino, omoni] = biblioteconomia; +[merito, mitreo, morite, ...] = bibliotecometria; +sintomo = biblioteconomista; +[prezzare, prezzerà] = capitalizzerebbero.
Vedi anche: Anagrammi per biblioteca
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: biblica, bibite, bibita, bilie, bilia, bili, bile, bite, bieca, bica, iblea, ilio, ilote, ilota, iota, lite, loca.
Parole con "biblioteca"
Iniziano con "biblioteca": bibliotecacce, bibliotecaccia, bibliotecari, bibliotecaria, bibliotecarie, bibliotecario.
Parole contenute in "biblioteca"
teca. Contenute all'inverso: ace, ceto, aceto.
Incastri
Inserendo al suo interno ari si ha BIBLIOTECariA.
Lucchetti
Usando "biblioteca" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * cache = biblioteche.
Lucchetti Alterni
Usando "biblioteca" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: bibliotecari * = carica; bibliotecario * = carioca; * carica = bibliotecari; * carioca = bibliotecario.
Intarsi e sciarade alterne
"biblioteca" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: bibite/loca.
Intrecciando le lettere di "biblioteca" (*) con un'altra parola si può ottenere: * cuci = bibliotecuccia.
Frasi con "biblioteca"
»» Vedi anche la pagina frasi con biblioteca per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La biblioteca svolge un servizio molto importante per la collettività.
  • Andare in biblioteca a leggere è molto rilassante!
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Libreria, Biblioteca - Libreria è propriamente la bottega dove si tiene in vendita ogni sorta di libri, e se ne fa commercio anche in grande. - Biblioteca è luogo dove sono raccolti, ordinati e custoditi libri di ogni maniera, per comodo degli studiosi. Sono pubbliche e private: nelle prime ciascuno può andarvi; nelle private ci bisogna la licenza del padrone; ma queste spesso sono a pura mostra di lusso e di magnificenza. - [Libreria a Firenze si dice familiarmente anche la Biblioteca, pubblica o privata che sia. Biblioteca, parlandosi della stanza ove un privato tiene i suoi libri e ci studia, parrebbe affettato, e si dice invece Libreria. Così il Giusti nella Terra de' morti:

« Niccolini è spedito,
Manzoni è seppellito
Co' morti in libreria. »

G. F.] [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Biblioteca, Libreria - Per biblioteche s'intendono le pubbliche; librerie si dicono quelle de' privati: vi sono però private librerie di principi, o gran signori, o conventi che puonno dirsi vere biblioteche: la biblioteca suppone anche la regolare ordinazione de' libri in classi, appunto perchè essendo grande il numero de' libri, disordinati non si potrebbon trovare all'occorrenza. Libreria è pur la bottega del libraio. Biblioteca costumasi anche dire una raccolta d'opere stampate nel medesimo sesto, caratteri, carta, ecc., come: biblioteca classica, storica, ecc., e citeremo anche la Biblioteca popolare stampata nel 1830 dal benemerito Pomba, famosa pel numero di copie a cui si tirava, ch'erano ben diecimila, per la modicità del prezzo de' volumi, 50 centesimi di franco, e pel bene immenso che fece, sviluppando in Italia lo spirito e la voglia de' buoni studii e della lettura, e rendendo popolari una quantità di opere che prima non erano proprio che da biblioteche. Libreriuccia si dice, bibliotecuccia no, perchè una piccola biblioteca sarebbe pur ancora una grande libreria; al più potrebbe dirsi per dispregio di biblioteca non sufficientemente fornita di buoni libri. [immagine]
Dizionario delle invenzioni, origini e scoperte del 1850
Biblioteca - Gli Ebrei furono il primo popolo che avesse una biblioteca. Oltre alle Tavole della Legge, i libri di Mosè e quelli dei profeti, che conservavansi nella parte più segreta del Santuario, v'era anche una biblioteca in ogni sinagoga.

Presso gli Egizj, secondo Goguet, si trova poscia l'esempio della più antica biblioteca di cui parli la storia. Tra i fabbricati che accompagnavano la superba tomba di Osimandia uno ve n'era il quale racchiudeva la biblioteca sacra; e sopra vi si leggeva l'iscrizione Il tesoro dei rimedj dell'anima. A Memfi pure n'era una bellissima, depositata nel tempio di Vulcano: colà Neucrate accusa Omero di aver rubato l'Illiade e l'Odissea e averle date quindi per produzioni sue proprie. Ma la più ricca, e forse più numerosa che mai abbiavi esistito è quella dei Tolomei in Alessandria: essa fu incominciata da Tolomeo Soter, e composta per cura di Demetrio di Falere, il quale con molta spesa fece ricercar libri presso tutte le nazioni, e ne formò secondo Epifanio una collezione di 54800. volumi. Questa fu accresciuta immensamente sotto i successori di Tolomeo Soter, poiché vi si contarono sino a 400,000 volumi. Cesare assediato in un quartiere di Alessandria, si vide costretto a far appiccare il fuoco alla sua flotta; il vento portò la fiamma più lontano di quello ch'egli avrebbe voluto, e l'incendio si comunicò dal porto alla biblioteca, in guisa che essa fu quasi del tutto distrutta. Ricomposta in seguito, divenne in breve tempo numerosissima, ma fu nuovamente distrutta nell'anno 640 dell'era nostra per ordine del Califfo Omar, e i libri che la formavano servirono a scaldare per sei mesi i bagni pubblici di Alessandria. Eumene re di Pergamo, bramoso di proteggere le lettere e le scienze, fondò in Pergamo stesso una famosa biblioteca destinata ad uso del pubblico. Plinio sembra in dubbio quale fra queste due librerie, di Pergamo e di Alessandria, sia stata la prima stabilita con sì lodevole scopo.

Pisistrate fu il primo tra i Greci che raccolse le opere dei sapienti e ne formò in Atene una pubblica biblioteca. Dopo la morte di quel tiranno gli Ateniesi la aumentarono considerevolmente, ed anche ne crearono altre.

Paolo Emilio per il primo portò a Roma una grande quantità di libri che aveva radunati in Macedonia e nella Grecia, e ne fece una biblioteca particolare. Silla seguitò il suo esempio, e così poi Lucullo, il quale fè trasportare a Roma la ricca biblioteca da lui trovata a Pergamo, e onde collocarla comodamente, fè costruire un vasto edifizio adorno di portici e gallerie, con grandi sale ove adunavansi i dotti a conferire tra loro sopra oggetti di letteratura. E questa fu la prima biblioteca pubblica che si vide in Roma.

I primi Cristiani pure ebbero delle biblioteche. Eusebio assicura che ogni chiesa aveva la sua, ma esse furono arse e distrutte da Diocleziano.

Secondo Zonara, Costantino il Grande fondò nell'anno 336 la biblioteca di Costantinopoli contenente cento venti mila volumi:

Finalmente, i Barbari che inondarono l'Europa distrussero dovunque le biblioteche; appena alcune opere si sottrassero al loro furore, e nei monasteri si conservò porzione dei libri che giunsero sino a noi.

La Biblioteca del Re, a Parigi, la più ricca e numerosa che si conosca, fondata da Carlo V. possede oggi un milione di volumi.

La biblioteca di Bourgogne, in Brusselles, è preziosissima e molto ricca in manoscritti di sommo valore, radunati da Filippo il Buono.

In Italia, quella del Vaticano in Roma, fondata da Niccola V, e poi arricchita da Sisto V, Clemente VII e Leone X, è la più celebre e preziosa di tutto il paese.

La più ragguardevole in Spagna è quella dell'Escuriale, formata da Carlo Quinto.

Le principali d'Inghilterra sono quelle di Oxford e delle Società Reale di Londra.

Le biblioteche turche sono poco rimarchevoli.

I Chinesi ne possedono immense.

N'esistono digià parecchie in America. [immagine]
Dizionario compendiato di antichità del 1821/1822
Biblioteca - Eusebio narra nella Praep. Evangel. Che i fenicj erano molto dediti alla collezione de' libri, ma che le biblioteche le più numerose e le meglio scelte erano quelle degli Egizj, che superavano tutte le altre nazioni tanto in biblioteche quanto nella dottrina.

Secondo Diodoro Siculo, il primo, che fondò una biblioteca in Egitto, fu Osymandia successore di Proteo, e contemporaneo di Priamo Re di Troja. Prierio dice che questo Principe amava tanto lo studio che fece costruire una biblioteca magnifica ornata di statue di tutti gli dei d'Egitto, sull'ingresso della quale fece scrivere queste parole: Il Tesoro dei rimedj dell'anima; ma Diodoro di Sicilia, nè gli altri Storici non ci dicono nulla del numero dei volumi, che conteneva; sebbene si possa giudicare che non fossero molti, attesochè pochi Libri dovevano esistere in quel tempo che erano tutti scritti da' Sacerdoti; poichè per quelli dei due Mercurj, che si riguardavano come opere divine, non si conoscono che di nome, e quelli di Manettone sono molto posteriori al tempo, di cui parliamo. Vi era una bellissima Biblioteca a Menfi, oggi il Gran Cairo, che era situata nel Tempio di Vulcano, e dalla quale Naucrate accusa Omero d'avere involato l'Iliade e l'Odissea, e d'averle quindi spacciate per sue produzioni.

Per altro la più grande e la più magnifica Biblioteca dell'Egitto era quella dei Tolomei in Alessandria, della quale non dispiacerà al Lettore udire un breve ragguaglio. Essa fu cominciata da Tolomeo Sotèro, sotto la direzione di Demetrio Falerèo, che fece rintracciare con molta premura e molte spese presso di tutte le Nazioni i Libri più riguardevoli, formandone secondo S. Epifanio, una Collezione di 54800. Volumi. Gioseffo dice che ve ne erano 200. mila, e che Demetrio sperava, in breve di ridurla a 500. mila. Frattanto Eusebio assicura che alla morte di Filadelfo successor di Sotèro questa Biblioteca non era composta che di 100. mila Volumi. È vero però che sotto i di lui successori si andò aumentando a grado a grado fino a comprendere 700. mila Volumi; ma per la parola Volumi si deve intendere dei rotoli, che contenevano molto meno d'un nostro Volume ordinario. Uno dei più preziosi Libri era la Sacra Scrittura, che fece collocare nella principale stanza dopo averla fatta tradurre in Greco dai 72. Interpetri, che il Gran Sacerdote Eleazar aveva a questo effetto inviati al Re Tolomeo.

Dall'Istoria rilevasi ciò che obbligò Giulio Cesare assediato in un quartiere d'Alessandria a far appiccare il Fuoco alla flotta, che era nel Porto. Per tal disgraziato incidente il vento portò le fiamme più lontano di quello che Cesare avrebbe voluto, ed in fine si comunicò alla Biblioteca, e ne cagionò il bruciamento. Alcuni credono che non perissero che soli 400. mila Volumi, e che tanto dei Libri, che si poterono in tal occasione salvare, quanto degli avanzi di quella Libreria famosa dei Re di Pergamo, di cui 200. mila Volumi furono dati da Antonio a Cleopatra, si formasse la nuova Biblioteca di Serapione, che divenne in breve tempo numerosissima. Ma dopo diverse rivoluzioni sotto gl'Imperatori Romani, ed in cui la Biblioteca fu ora saccheggiata, ora riordinata, alla fine fu essa distrutta l'anno 650. di G. C. Perocchè Amry Generale dei Saraceni dietro ad un ordine del Califfo Omar comandò, che i Libri della Biblioteca d'Alessandria fossero distribuiti ai Bagni pubblici di quella Città, ove servirono a scaldarli per più di sei mesi.

Tra le principali Biblioteche de' Romani si annovera quella di Paolo Emilio, già spettante a Perseo Re di Macedonia, e l'altre di Asinio Pollione, di cui fece dono al Pubblico, di Varrone, di Cicerone, di Lucullo, di Cesare, della quale era Bibliotecario Varrone, ec.

In quanto ai Greci, si può dire che gli Spartani non avevano Libri; e siccome si esprimevano nei loro discorsi concisamente, così gli Scritti sembravan loro superflui, e la memoria faceva lor rammentare ciò che avevano necessità di sapere. Gli Ateniesi al contrario gran parlatori scrissero molto, e così ebbero molte Opere in breve tempo.

Valerio Massimo dice che Pisistrato fu il primo, che pensasse a fare una raccolta di Libri; e Cicerone dice che siamo debitori a lui di aver riunite le Opere di Omero, che prima cantavansi per tutta la Grecia a pezzi staccati e senz'ordine. Platone attribuisce quest'onore ad Ipparco figlio di Pisistrato.
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