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Informazioni utili online sulla parola italiana «entrata», il significato, curiosità, associazioni, sillabazione, frasi di esempio, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Entrata

Parole Collegate

Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
uscita (45%), porta (12%), libera (10%), ingresso (4%), principale (3%), atrio (2%), uscio (2%), vigore (2%), laterale (2%). Vedi anche: Parole associate a entrata.

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Informazioni di base

La parola entrata è formata da sette lettere, tre vocali e quattro consonanti. Divisione in sillabe: en-trà-ta. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).

Frasi e testi di esempio

»» Vedi anche la pagina frasi con entrata per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • L'entrata è in quella direzione, ma stai attento ci sono dei divieti.
  • Sono entrata in un labirinto e non sapevo come uscirne.
  • Oggi all'entrata del casello autostradale c'era molto traffico.
Citazioni da opere letterarie
Un sogno di Federico De Roberto (1917): «La rividi a pranzo, alla tavola rotonda.... Come mai nel mio stesso albergo? Non me ne ero accorto prima, o vi si era traslocata quel giorno?... Stava seduta ad una tavola non molto discosta dalla mia, ed io che l'avevo trattata con tanto rispetto dinanzi all'entrata delle sale, con altrettanta indiscrezione fermai allora su lei l'avido sguardo. Non parve che se ne accorgesse. Dopo pranzo, quando il marito l'ebbe lasciata, mi ritrovai accanto a lei nel vestibolo, presso al guardaroba: le chiesi il permesso d'aiutarla a mettersi il mantello, le porsi la borsa ed i guanti.

La biondina di Marco Praga (1893): La porta si aperse e la donnina entrò: ma appena entrata, alzò gli occhi, vide James, e un piccolo grido di terrore gli sfuggì dalle labbra. E, rapidissima, rifece un passo indietro, come per riguadagnare la soglia. Ma James, che si aspettava questo tentativo di fuga fu pronto alla sua volta, e, senza muoversi, disse, in tono di comando: — Adelina!

Il deserto dei tartari di Dino Buzzati (1940): Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolio leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo.
Proverbi
  • Del prossimo anno chi l'entrata intacca, mangia il vitello in corpo della vacca.
  • Chi ha bravo cuoco e amici sempre invita, se non ha buona entrata, ha buona uscita.

Giochi di Parole

Giochi enigmistici, trasformazioni varie e curiosità. Vedi anche: Anagrammi per entrata
Definizioni da Cruciverba di cui è la soluzione
Definizioni da Cruciverba in cui è presente
»» Vedi tutte le definizioni
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: entrate, entrati, entrato, entrava.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: erta, nata, tata.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si può avere: centrata.
Parole con "entrata"
Finiscono con "entrata": centrata, rientrata, sventrata, accentrata, addentrata, decentrata, incentrata, subentrata, concentrata, riaccentrata, deconcentrata, riconcentrata.
»» Vedi parole che contengono entrata per la lista completa
Parole contenute in "entrata"
tra, rata, entra. Contenute all'inverso: tar.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "entrata" si può ottenere dalle seguenti coppie: enti/irata, entrai/aiata, entrare/areata, entrano/nota, entravi/vita, entravo/vota.
Usando "entrata" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * tare = entrare; * tante = entrante; * tanti = entranti; * tarli = entrarli; * tarlo = entrarlo; * tasse = entrasse; * tassi = entrassi; * tasti = entrasti; * aura = entratura; * aure = entrature; * tasserò = entrassero.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "entrata" si può ottenere dalle seguenti coppie: entrerà/areata, entrano/onta, entrare/erta.
Usando "entrata" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * atre = entrare; lane * = latrata; mine * = mitrata; vene * = vetrata; svenne * = sventrata; decenne * = decentrata.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "entrata" si può ottenere dalle seguenti coppie: centra/tac, rientra/tari.
Usando "entrata" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: tari * = rientra.
Lucchetti Alterni
Usando "entrata" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * nota = entrano; * areata = entrare; * vita = entravi; * vota = entravo; rita * = rientra; * urea = entrature.
Sciarade incatenate
La parola "entrata" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: entra+rata.

Definizioni da Dizionari Storici

Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Entrata, Entratura, Ingresso, Androne - Entrata significa il luogo per il quale si entra: e anche l'atto di entrare. - «Arrivati all'entrata della città, furono cacciati. - Fece la solenne entrata.» - Anche la voce Entratura ha nell'uso ambedue que' significati, secondo i casi; ma ha poi l'uso speciale di significare la prima stanza che si trova entrando in una casa, in un quartiere. - Ingresso è quel medesimo che Entrata, salvo che è più nobile; nè si userebbe se non per L'atto di entrare. Il contrario di Entrata è Uscita; di Ingresso è Egresso. - [Androne è Luogo coperto, stretto e lungo, che dalla porta di strada mette alla scala o alla corte. Nelle case che non hanno Atrio o Vestibolo, specialmente se corto e stretto, dicesi anche Andito. A Firenze c'è la via dell'Androne. In qualche luogo di Toscana lo dicono Entrone. G.F.] [immagine]
Censo, Rendita, Entrata, Patrimonio - Censo è la rendita computata dalla amministrazione pubblica, e secondo la quale si pagano le imposte. - Rendita è tutto ciò che fruttano le possessioni, o titoli di credito, anno per anno. - Patrimonio sono tutti i beni mobili e immobili, che altri possiede, specialmente per erdità paterna. Il gran banchiere può non aver patrimonio, ma può aver grandissima rendita e largo censo. - La Entrata è quel medesimo che Rendita, se non quanto si considera in questa l'atto dell'entrar in cassa la rendita, e si usa per riscontro della voce Uscita. [immagine]
Entrata, Rendita, Frutti - L'Entrata o le Entrate è tutto ciò che a capo all'anno entra nella cassa, specialmente di un privato, o venga da rendite o da frutti. - La Rendita è quel tanto di denato sul quale fa assegnamento un proprietario, nel corso dell'anno e specialmente per la ricolta e per le pigioni. - «Ha una rendita di 10,000 lire.» - Il Frutto o i Frutti è quel tanto per cento che si riscuote del denaro prestato, o messo in commercio, o in titoli di credito. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Rendita, Reddito, Entrata, Provento, Prodotto, Utile, Utili, Profitto, Profitti - Rendita e reddito si dicono le entrate nette che ha una casa, una persona; e così sono chiamati, la prima perchè significa ciò che la terra o il capitale rende; il secondo perchè ritorna, ricorre (reddit) ogni anno. L'entrata è tutto ciò che entra come danaro o roba; ma da questa s'hanno da dedurre le spese; all'entrata fa bilancio la uscita, e il profitto netto che resta in casa o in cassa. Profitti e perdite sono anch'essi due partite che figurano sui libri dei negozianti o de' grandi proprietarii che non puonno fare a menadito i conti del loro patrimonio, ma hanno bisogno di libri. L'utile o gli utili, cioè il guadagno assoluto che dà un'impresa o commercio qualunque, è ciò che viene diviso dai socii, dagl'interessati nella cosa: a parte degli utili, il negoziante e il banchiere mettono que' giovani di negozio che si mostrano più attivi e interessati degli affari del fondaco e del banco. Provento è tutto ciò che viene sotto forma di utile per qualunque mezzo o motivo; prodotto è il risultato di qualche fattore o di qualche causa; però non tutti i prodotti adeguano le speranze, non tutti sono di natura tale da essere considerati come utile. [immagine]
Entrata, Entratura, Ingresso, Introito - Entrata è proprio l'apertura, il vano della porta; è ciò che dà adito ad entrare. Ingresso è, secondo me, più il suolo che dall'entrata o dalla porta mette sotto l'atrio e nel cortile; tutto questo spazio dicesi o può dirsi ingresso, onde star sull'ingresso è non essere nè dentro nè fuori. Entratura è ogni porta o adito per cui si può entrare nella casa; l'entrata è la maggiore e la più nobile di queste porte, e sta nel bel mezzo dell'edifizio per lo più. Entrata ha diversi altri sensi, e 1° vale rendita; 2° è contrapposto d'uscita ne' libri di commercio, o di casa che tenga registro delle rendite sue e del come le spende; 3° per l'atto d'entrare che fa qualche principe od altra autorità in una città o chiesa o altro luogo in modo solenne. Ingresso ha eziandio quest'ultimo senso, ma se non è meno solenne, è, parmi almeno, più ostile, e così mi suona, per quella sua consonanza con aggresso, aggressione; onde direi la solenne entrata del papa, del principe, del vescovo, della municipalità; e, l'ingresso delle truppe. Da ciò si vede che le parole si giudicano sovente dal suono come certe persone dal volto; ma così è l'uomo, che per l'innata pigrizia attiensi d'ordinario al più facile. Entratura per ingresso dicesi di monaca nel monastero. Introito, quel della messa; e quel tanto che entra nella cassa o salvadanaio del mercante giorno per giorno, o in una serata teatrale. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Entrata - S. f. Ingresso, Luogo d'entrata. (Fanf.) Introitus, aureo lat. Dant. Inf. 8. (C) Venimmo in parte, dove il nocchier forte: Uscite, ci gridò; qui è l'entrata. E Purg. 9. Vedi l'entrata là 've par disgiunto. Petr. canz. 18. 7. Ma perchè la memoria innamorata Chiude lor poi l'entrata. Tass. Ger. 16. 2. (M.) Per l'entrata maggior (però che cento L'ampio albergo n'avea) passâr costoro.

[Cont.] Bart. C. Arch. Alb. 92. 47. L'entrata si adorna, sì della strada verso la quale ella sta aperta, sì ancora della maiesta dell'opera con la quale sarà finita. Vas. V. Vas. In tre (tavole) che sono sopra l'entrata del refettorio, è il piovere della manna. Serlio, Arch. III. 126. Quest'arco, per quanto si comprende, era così ornato davanti come di dietro, ed anco per i fianchi avea due entrate. Doc. Arte San. M. I. 116. Fornito (il coro) di intrate di sagrestia.

2. [Cont.] Atrio. Pall. A. Arch. I. 21. Hanno oltre di ciò tutte le case bene ordinate, nel mezzo e nella più bella parte loro, alcuni luoghi ne' quali rispondono e riescono tutti gli altri. Queste nella parte di sotto si chiamano volgarmente entrate, e in quella di sopra sale. Barbaro, Arch. Vitr. 301. Subito che egli s'entrava in casa era una entrata coperta non molto larga che da una parte aveva i luoghi de i cavalli, e dall'altra le stanze de' portinari, ed in fronte v'era un'altra porta.

3. [Fanf.] Atrio. Vesp. Bisticci 233. Domandava licenza al papa di mettere dua corpi di dua martiri in chiesa; rispuosegli che si mettessino nella entrata della chiesa.

T. Entrata a un luogo dice lo spazio, che può essere non piccolo, il quale vi ci conduce, Entrata d'un luogo, la parte per l'appunto dalla quale s'entra.

4. (Tom.) Di città, fortezza, provincia, meglio Entrata che Entratura. – Entrata della trinciera, del giardino, del porto. Non sarebbe però improprio il chiamarla anco Ingresso.

[Cont.] Mart. Arch. V. Es. 16. Le entrate dei ricetti siano per vie anguste con più difese, acciocchè non senza difficoltà in esse entrar si possa.

(Tom.) Impedire l'entrata, non l'entratura.

5. (Ar. Mes.) [Cont.] Entrata della forma da fonditore. Cell. Scul. 3. Il qual (metallo fuso) abbi passato quella prima furia, la qual saria causa talvolta a far pigliar vento all'entrata della tua forma. Biring. Pirot. VI. 10. Ogni forma di che cosa la sia, volendo empire il suo vacuo di bronzo o d'altro metallo, ha di bisogno d'avere secondo la materia conveniente entrata.

6. (Ar. Mes.) [Cont.] Entrata della fornace. Cell. Scul. 4. Debbesi avvertire a fare alla detta vôlta (della fornace) due entrate, sì come prima si disse, da mettere il bronzo.

(Ar. Mes.) [Cont.] Entrata delle fiamme. Biring. Pirot. VI. 12. Metterete per una delle bocche uno castagnolo secco e con la ponta toccando il fondo passerete spingendolo in diversi luochi il diametro del forno cercandolo alla spina all'entrata delle fiamme, e per li fianchi, se vi fosse pezzi di bronzo non fusi.

7. (Min.) [Cont.] Entrata della cava. Biring. Pirot. Pr. Luogo dove avete destinato far l'entrata e principio della cava.

8. L'Atto di entrare. G. V. 12. 81. 3. (C) Acciocchè 'l comune di Firenze avesse spedita l'entrata e la guardia della detta rôcca.

T. Suona l'entrata della Messa (il suono ultimo che annunzia il cominciar della Messa, o anche d'altre funzioni).

9. Onde Dare l'entrata vale Concedere l'ingresso. V. DARE. Din. Comp. Ist. Fior. 2. (M.) Per la porta che noi gli demmo in guardia, diè l'entrata a Gherardino Buondelmonti. [Val.] Pucc. Guerr. Pisan. 2. 21. Presono il Castellano, e diêr l'entrata.

10. Aprire l'entrata vale Dar luogo, Opportunità ad entrare. Bocc. g. 10. n. 6. (Mt.) Le violenze fatte alle donne da Manfredi avervi l'entrata aperta in questo regno?

11. [Val.] Pigliare l'entrata. Entrare. Lanc. Eneid. 6. 301. Enea pigliò l'entrata, e, giacendo il guardiano, sano e salvo passò.

12. Tenere l'entrata vale Impedire, Vietare l'ingresso. But. Purg. (C) Lo malo amore delle cose mondane, che ci tiene l'entrata della penitenza. (Qui fig.)

13. All'entrata. Nell'atto di entrare. Bocc. g. 7. n. 5. (M.) Stette molte notti per volere giugnere il… prete all'entrata.

14. Nella prima entrata. Post. avverb., vale A prima vista. Bocc. g. 3. p. 4. (C) Parendo loro nella prima entrata di maravigliosa bellezza.

15. Per L'atto di entrare solennemente in una città. Cas. Lett. 62. (M.) La quale stia sicura che l'entrata di lor Magnif. in Roma, e lo andar loro a palazzo, e la orazion pubblica, e le visite private, e la compagnia, sono state tutte laudatissime. Dav. Camb. 99. (Man.) E quando occorre spese pubbliche per onorare una entrata di un principe,…

(Tom.) L'entrata di Carlo ottavo in Firenze.

16. T. Entrata da paese straniero, contrapp. a Uscita. Entrata e Uscita de' legni in un porto. Entrata delle merci nello Stato. Più spedito di Importazione: ma Entrata dicesi anco delle portate dallo Stato stesso in un'altra città o terra.

[Cont.] Stat. Gab. Siena. Di ciascuno centonajo di ferro non lavorato all'entrata j soldo. Ord. Gab. Siena. La soma della cenere all'entrata ij soldi kabella, e all'escita iij soldi.

17. Fig. Per Adito, Occasione. S. Agost. C. D. 19. 14. (Man.) Gli appartiene la cura delli suoi; perchè a loro ha più agevole e più acconcia entrata di consigliare.

18. Per l'Atto di prender possesso di un ufficio, d'una carica, o sim. Dep. Decam. 132. (M.) I cittadini romani nell'entrata de' loro Sacerdozi solevano fare un solennissimo convito.

19. La ben entrata. Lo stesso che Entratura, nel signif. del § 3. Fir. Asin. 164. (M.) Questi sieno per la bene entrata del vostro collegio.

20. Parlandosi di tempo, o cosa che si riferisca a tempo, vale Principio. Franc. Sacch. Op. div. (M.) In ogni altra lettera s'intende all'entrata 4 aprile, cioè al principio. Bocc. g. 5. n. 8. Venendo quasi all'entrata di maggio (verso i primi dì, ecc.). Dant. Conv. 55. Ed io in quella (opera) dinanzi all'entrata di mia gioventute parlai; e in questa di poi, quella già trapassata.

[Cont.] Stat. Lan. Radic. 1. E' quali scrittori bastino uno anno e sieno eletti a l'entrata del mese di gennaio.

21. Parlandosi di scritti vale Introduzione, Proemio. Dant. Vit. Nuov. 36. (C) Questo dico, acciocch'altri non si maravigli perchè io l'abbia allegato di sopra quasi come entrata della nuova materia.

22. [Camp.] Per Pretesto, Occasione, e sim. Mor. S. Greg. Li uomini malvagi odono con perversa intenzione le buone parole de' giusti; e sempre si sforzano di avere alcuna entrata di riprensione contra le parole loro.

23. (Mar.) [Camp.] Entrata all'albero. Per l'Andito dell'albero nelle galee, ecc. Diz. mar. mil. L'entrata all'albero serve al comito per servirsi delle vele e sartiami, e le sue robe, e per li passeggieri e per la mercanzia.

[Camp.] Entrata di prora dicesi l'Andito dalla parte della prora nelle galee, ecc. Diz. mar. mil. L'entrata della prora serve al sotto-comito per li sartiami, per le gomene, per le sue robe, e per li marinari e loro robe. In questa il cappellano, ed il barbiere hanno le poste per dormire, e per li medicamenti.

[Cont.] Entrata della vela. Cr. B. Naut. med. I. 41. Questa altezza si chiama l'entrata (della vela); perchè in questo modo verrà il terzo del filo che è il più lungo di tutti, e che si lega alla cima della penna, a esser alto da 57 cubiti in circa.

24. (Mus.) Principio delle sonate di strumenti. Tratt. Pat. Nost. (Mt.) Ora avete voi udito il prologo del santo Pater nostro, che è altresì come una entrata di vivuola.

Detto anche del cantante. [Ross.] Mart. Es. 1. 8. 5. 185. Questa piccola Pausa serve mirabilmente a dare un maggior risalto all'Entrata del Soprano. Tev. 4. 10. 305. Se l'entrata delle parti sarà diversa…, sarà migliore.

25. (Idr.) [Cont.] Luogo ove un corso d'acqua entra in uno stagno o lago. Mart. Arch. III. 2. All'entrata ed uscita del fiume sia fatta una steccaia o chiusa di mura collegate di retti e traversi legni, sicchè l'acqua fra l'una e l'altra faccia pelago. Aleo. Ripar. somm. 52. Acque, di cui l'uscita (dalla valle) sarà quanto l'entrata.

26. Per Rendita. (Tom.) È quella parte di prodotto che uno ottiene nell'anno, sia lavorando, sia prestando i mezzi che possiede perch'altri lavori.

(Tom.) Si oppone ad Uscita e comprende tutte insieme le varie specie di rendite. Il tal podere mi dá tanto di rendita, mi rende tanto; non è lì tutta quanta l'entrata mia. G. V. 11. 90. 1. (C) Narreremo appresso del podere del nostro comune l'entrata, e così l'uscita. E 12. 8. 9. Montavano l'anno più di dugentomila fiorini d'oro, senza l'altre entrate… Bocc. Nov. 13. 8. Il quale messo s'era in prestare a' Baroni sopra castella, e altre loro entrate. Esp. P. N. Dee rendere… sue entrate e uscite dinanzi a suo signore. Esp. Vang. Il tempo del sonno scrivilo al libro delle cose perdute; ma quello della vigilia è scritto in quello dell'entrata e guadagno. Cavalc. Med. Spir. È adunque stolta cosa riputarsi a entrata e credito quello che è debito. Nov. ant. 11. 2. Spendo più, ch'io non ho d'entrata, 200 libbre di tornesi lo mese. Sen. Ben. Varch. 7. 10. Se alcuno si diletta di vedere un gran libro delle sue entrate. Guicc. Stor. lib. 13. p. 212. (M.) Fare vive in qualunque modo l'entrate sue,…

[Cors.] Gucc. Viag. 290. Egli ha da otto in dieci entrate, che gli risponde catuna, l'una per l'altra, cinquecento migliaia di fiorini l'anno d'entrata. [Cont.] Egio, Edif. Giusto Proc. 5. v. Fugli donato (allo spedale) d'entrata ogn'anno di gran somma di danari, acciò che vi si potesseno medicare diverse e varie infermità di molti e infiniti uomini meschini, che quivi ricorrano.

T. Bilancio d'entrata. – Commercio d'entrata. – Tassa sull'entrata. – Entrate commerciali e sulle industrie. – Crescere l'entrate.

(Tom.) Entrata delle pecore; quel che rendono.

T. Prov. Tosc. 330. Vescovo senza entrata.

T. Prov. Chi non ha entrata nè mestiere e va a spasso, va allo spedale passo passo.

27. [Camp.] Contare ad entrata, per Registrare la rendita in resoconto, ecc. Somm. 8. Restringono le rendite di loro signori, e contano più ad uscita che ad entrata.

28. [Cont.] Vivere d'entrata. Barbaro, Arch. Vitr. 347. Quelli nobili Atleti, che vinto avessero giuochi olimpii… in vita loro per publica deliberazione vivono d'entrata.

T. Vivere sull'entrate.

29. T. Anco di Società e dell'intero Stato. Amministrazione delle entrate pubbliche. (Nell'entrata comprendonsi più immediatamente le spese che possono essere maggiori di quella: nella rendita si pensa d'ordinario qualcosa di netto. – Entrate del regno. [Cont.] Ram. Viaggi Mosto, I. 101. D. Questo Re non ha entrata certa di gabelle, ma li signori del paese ogni anno per star ben con lui li fan presenti di alcuni cavalli. T. Quando Finanze intendesi, come spesso, per la Rendita, potrà dirsi Entrata.

30. [Camp.] Maestro dell'entrate, per Questore. Vit. Imp. Rom. Sendo Cesare maestro dell'entrate, gli toccò d'essere mandato più oltre in Ispagna. E ivi: Dopo questo, Cesare fu fatto Questore, cioè Maestro dell'entrate.

31. T. Anco fig. Prov. Tosc. 233. Bisogna far la spesa secondo l'entrata (imprendere secondo le forze).

32. T. Quel che ora Frutto. Mell. Mise i denari a entrata. Non com.

33. Entrata e Uscita diciamo anche a Quel libro, dove si scrivono le rendite, e le spese. (C)

[Cont.] Cit. Tipocosm. 479. Metter partite in libro, e le partite e lor maniere, cioè il dare, l'avere, l'entrata, l'uscita.

Onde Mettere a entrata. Scrivere tra le rendite e tra' guadagni. [Cont.] Stat. Mere. Siena. I. 26. Debbia il camarlengo tenere un libro marcato, nel quale giornalmente prima si metta ad entrata tutti i danari che gli saranno pagati per conto di pigioni, decime ordinarie, tasse. Stat. Legn. 27. L'altre parti siano dell'arte, e siano messe a entrata del camarlingo dell'arte detta per lo notaio di quella.

34. [Val.] Fig. Mettere a entrata; Considerar per guadagno, per utile fatto. Fag. Rim. 3. 187. Sicchè una gamba, che vi fu storpiata, Fu il bel guadagno, che in quella campagna Vi parve di poter mettere a entrata.

35. Fig. [Val.] Avventura. Fortig. Ricciard. 4. 26. Gran tempo vissi anch' io, seguì l'Abate, Trastullo e giuoco di fortuna e amore, E su le prime giovanili entrate Mi fecero ambedue gran festa e onore.

36. [Val.] Ha pur senso di Gravezza, Balzello. Pucc. Centil. 62. 97. Benchè i Fiorentin fossero offesi, Non isbigottîr, ma crescêr l'entrata.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: entrarvi, entrasse, entrassero, entrassi, entrassimo, entraste, entrasti « entrata » entrate, entrati, entrato, entratura, entrature, entrava, entravamo
Parole di sette lettere: entozoo, entrano, entrare « entrata » entrate, entrati, entrato
Vocabolario inverso (per trovare le rime): arbitrata, recalcitrata, mitrata, nitrata, filtrata, infiltrata, inoltrata « entrata (atartne) » subentrata, centrata, accentrata, riaccentrata, decentrata, incentrata, concentrata
Indice parole che: iniziano con E, con EN, parole che iniziano con ENT, finiscono con A

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