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Informazioni utili online sulla parola italiana «errore», il significato, curiosità, associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Errore

Parole Collegate
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
sbaglio (42%), umano (8%), grave (6%), madornale (3%), fatale (2%), marchiano (2%), grammatica (2%), fallo (2%)
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
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Liste a cui appartiene
Parole Monoconsonantiche [Erro « * » Errori]
Giochi di Parole
La parola errore è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti (tutte uguali, è monoconsonantica). In particolare risulta avere una consonante doppia: rr. Lettera maggiormente presente: erre (tre).
Divisione in sillabe: er-ró-re. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si può avere questa parola: errerò (scambio di vocali).
Componendo le lettere di errore con quelle di un'altra parola si ottiene: +hac = arrecherò; +[dan, dna] = arrenderò; +sta = arresterò; +[tar, tra] = arretrerò; +doc = correderò; +col = correlerò; +doc = corrodere; +doc = decorrerò; +giù = guerriero; +rii = irrorerei; +[api, pia] = perorerai; +pie = perorerei; +app = preparerò; +cap = procreare; +cap = procreerà; +vip = proverrei; +pil = reperirlo; +psi = respirerò; +tic = ricorrete; ...
Vedi anche: Anagrammi per errore
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: errare, errori, orrore.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: irrora, irrori, irroro, irrorò, orrori.
Con il cambio di doppia si ha: ettore.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: erre, eroe.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si può avere: terrore.
Parole con "errore"
Iniziano con "errore": erroretti, erroretto.
Finiscono con "errore": terrore.
Parole contenute in "errore"
ore, erro. Contenute all'inverso: ero.
Lucchetti
Usando "errore" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * eone = errorone; * eoni = erroroni.
Lucchetti Riflessi
Usando "errore" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: murre * = muore; afre * = afrore; aure * = aurore; chiare * = chiarore; * errino = errorino.
Lucchetti Alterni
Usando "errore" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: erroretto * = rettore.
Sciarade incatenate
La parola "errore" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: erro+ore.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "errore"
»» Vedi anche la pagina frasi con errore per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Riconoscere un proprio errore è capacità di pochi.
  • L'errore più grande è fidarsi delle persone sbagliate.
  • Rileggendo il testo, mi sono resa conto che c'era un grave errore grammaticale.
Proverbi
  • Chi domanda non fa errore.
  • La credenza è un errore si perde il denaro e l'avventore.
Espressioni e Modi di Dire
  • Trarre in errore
  • Errore sesquipedale
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Abbaglio, Sbaglio, Errore, Sproposito, Svista - Abbaglio è il non apprendere la cosa se non confusamente, e però mal descriverla: Sbaglio il pigliare l'una cosa per l'altra; Errore è il deviare dal buon raziocinio, e il rappresentare la cosa quale essa non è. - Sproposito è quando si dice cosa aliena dal proposito del nostro discorso; Svista è il non conoscere l'errore manifesto, non per cagione d'ignoranza, ma per difetto di attenzione. - L'Abbaglio è cagionato da falsa apparenza; lo Sbaglio e la Svista da disattenzione; nell'Errore e nello Sproposito concorrono altresì il difetto della mente ed il poco sapere. [immagine]
Errore, Sbaglio, Sproposito, Svista - Errore è l'operare, il parlare o lo scrivere contro le regole dell'arte; ed altresì l'intendere una dottrina, un luogo d'autore, e simili, in modo contrario al vero; e ciò avviene o per ignoranza o per leggerezza o per ispirito di setta. - Sproposito è errore più materiale; e generalmente procede da cortezza d'intelletto. - Lo Sbaglio è più leggiero: è il non intendere la cosa per il suo verso, il dirla in modo non conforme al vero e alla regola, e procede da disattenzione. - La Svista è il più lieve tra gli errori, ed è quando si devia dal vero, porchè il non porre ben mente a una cosa ce la fa apprendere diversa da ciò che è di fatto. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Colpa, Difetto, Fallo, Peccato, Delitto, Misfatto, Reato, Eccesso, Demerito, Errore, Scelleraggine, Mancamento - « Nel difetto cade l'uomo o per poca avvertenza, o per manco di forza, ma senza vera malizia. Fallo è atto in cui si manca alle regole del decoro, o della ragione, o dell'uso. Può essere un esercizio, a dir così, del difetto. Peccato, dice il Passavanti, è ogni detto, o fatto, o desiderio contro la legge di Dio. Delitto è peccato contro la legge umana segnatamente. Misfatto è delitto grave. Colpa è fallo, o delitto, o difetto, secondo i casi; ma esprime segnatamente l'imputazione che se ne fa a tale o tale persona. Reato è lo stato dell'uomo di cui la colpa è riconosciuta vera ». Romani.

Difetto non indica un solo atto, ma una frequente ricorrenza del medesimo, prodotta talvolta da cause organiche, e tal altra da mala abitudine cangiata in natura: chi non può dir bene la r, la s, per es., ha difetto di pronunzia, contratto il più delle volte per mala abitudine da bambino. L'eccesso, se è di cosa non dannosa, può essere più difetto che colpa o vizio; ma se la materia ne è grave, può riescire delitto e misfatto; un eccesso d'allegria, di loquacità, può essere biasimevole; ma gli eccessi dei Neroni e dei Caligola immergevano nel lutto pressochè tutto il mondo. Demerito non è sempre colpa; molte volte il demerito è immaginario, e sta solo nella fantasia di chi vuol trovarlo: molti v'hanno che, demeritando dal mondo, molto meritano presso Dio: vero demerito è quello che avvilisce, per azioni colpevoli o turpi, meritamente l'uomo che le commette. L'errore, a parlare rigorosamente, non è di necessità colpa o peccato: può divenirlo se è volontario e grave; del resto, errare humanum est. La scelleraggine è delitto moralmente mostruoso; ma come niuno diventa in un istante scellerato, la scelleraggine non è qualificata, se non quando è fatta dallo scellerato; commessa da un altro, può essere scusabile in parte o per ignoranza o per impeto di passione. Mancamento è fallo o colpa leggera proveniente dal mancare a regola o precetto; se fosse grave, il vocabolo mancamento non sarebbe sufficiente, e bisognerebbe chiamarla con altro de' surriferiti vocaboli. [immagine]
Errore, Aberrazione, Sbaglio, Fallo, Equivoco, Pregiudizio; Errare, Sbagliare, Scambiare, Fallare - L'errore è una falsa idea o principio di cui la mente è compresa. L'aberrazione è, dirò così, errore momentaneo della mente, che, illusa da qualche falso bagliore, lo segue e perciò travia. Lo sbaglio è dell'intelletto, e la conseguenza di un errore nel giudicare: chi su tutto vuol ragionare, o direm meglio, argomentare, spesso la sbaglia. Il fallo non è più errore speculativo, è errore di fatto: il proverbio dice: chi fa, falla. L'equivoco può provenire da un errore de' sensi o dal non intendere a dovere; l'equivoco sta nel pigliare una cosa per un'altra: non è dunque sempre pericoloso o dannoso: sonvi degli equivoci innocenti, e che muovono a saporitissime risa. Il pregiudizio è un modo di vedere esclusivo, giudicando tutto dietro certi principii, che concessi anche veri per qualche lato, non possono essere così generali da volere comprendere e misurare ogni cosa; peggio poi, se siano in tutto falsi o esagerati. Pregiudizii, in fatto, sono poi questi strambi giudizii che si radicano così fattamente nello spirito, da non poterneli più divellere a niun patto. I pregiudizii del popolo sono tanti e taii, che a guarirnelo ci vorranno non anni, ma secoli; e sarà questa la parte più difficile della sua educazione: ciò non s'otterrà che quando le scienze, o almeno i loro corollarii più ovvii saranno divenuti patrimonio di tutti. Il pregiudizio è il pessimo degli errori. Errare è andar lungi dal vero: sbagliare è sragionare o giudicare male. Scambiare è prendere una cosa per un'altra, apposta o inavvertentemente. Fallare è mancare alla giustizia più che alla verità: non tutti son capaci di ragionare rettamente, di discernere a prima vista il vero dal falso; ma tutti hanno un intimo senso che di ciò che sarebbe fallo gli avverte. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Errore - e † ERRO. [T.] S. m. Atto e Effetto e Cagione dello sviarsi o del Vagare. V. ERRARE.

Per cominciare dall'uomo, giacchè questa voce pur troppo il più spesso s'applica al fatto suo; in quel che concerne le cose corp. I sensi non traggono in errore, ma sono occasione d'errore, allorchè l'uomo sulle prime impressioni di quelli affretta il giudizio. Per abus. dicesi Errore de' sensi, Errore del senso, in quanto il giudizio errato concerne le cose sensibili. Bocc. Nov. 55. 3. (C) Molte volte.. si truova che il visivo senso degli uomini vi prese errore, quello credendo esser vero, ch'era dipinto. T. D. 1. 31. Come, quando la nebbia si dissipa, Lo sguardo a poco a poco raffigura Ciò che cela il vapor… Così forando (penetrando con gli occhi) l'aer grossa e scura Più e più appressando invêr la sponda, Fuggemi errore, e giugnemi paura (All'errore del prendere i giganti per torri succedè la paura della loro grandezza mostruosa.) = Car. En. 10. 612. (Man.) Eran costoro (i gemelli) Si l'un del tutto all'altro somigliante, Che, dal padre indistinti e dalla madre, Facean lor grato errore e dolce inganno. T. Virg. Due gemelli, somigliantissima prole, indistinta a' suoi stessi, e grato errore ai parenti. (Qui cagione d'errore, di sbaglio.)

2. Segnatam per quel che concerne la mente. Ma s'è già veduto che anco gli Errori circa le cose corpi son giudizi della mente. Errore è Apprensione difettiva del vero. O: Giudizio che prende l'accidente delle cose per sostanza. (Rosm.) Assenso dato contrariamente a ragione, cioè assenso gratuito o conseguenza di questo. – Ma possonsi distinguere gli errori in gratuiti e non gratuiti, teoretici e pratici; volontarii e involontarii (sebbene l'Errore, in quanta è tale, abbia sempre del volontario, non foss'altro il difetto d'attenzione, ch'è pure atto di volontà). Vengono dunque da leggierezza o da passione. (Rosm.) L'autorità ingannatrice è una delle più gravi cause d'errore. T. gost. Ignoranza, dalla quale ogni errore. – Non dall'ignoranza di per sè, ma da quella che precipita il giudizio, è l'errore. Cic. In sì gravi tenebre d'errore e d'ignoranza. – Sbaglio è Errore in cui si travede o frantende. Ogni Sbaglio è Errore, non ogni Errore è Sbaglio. Non sempre, errando scambiasi cosa con cosa; ancorchè sequela dell'Errore sia sempre la confusione. Ma Sbaglio è per lo più Errore, non de' più gravi, anche per ciò che la somiglianza delle cose scambiate è scusa al falso giudizio, e quindi attenua la colpa.

T. Arrighet. N. Oraz. 1. 3. Per la ricognizione dell'errore, e per l'acquistamento della notizia. – Errore sarebbe il credere che… Planc. a Cic.La credulità è più errore che colpa; e anco agli ottimi s'insinua nella mente. = Segner. Mann. Magg. 13. 5. (C) Ciascuno saprà tutti gli errori ch'egli avrà tolti (presi: locuz. ambigua) nel giudicare degli altri, saprà tutti gli errori ch'altri avran tolti nel giudicare di lui. T. Cic. Dalle opinioni del volgo siam tratti in errore, e il vero non discerniamo.

3. Varie specie d'errori intell. Red. Ins. 38. (C) Meco medesimo più volte ho tenuto che nel ventunesimo libro potesse essere errore di scrittura. T. Errore di stampa. Di pronunzia.

Errore di conto. Galil. Sagg. 310. (Man.) Ecco, non solo misurata in una sola stazione qualsivoglia lontananza in terra, ma senza errore alcuno, stabilite le distanze de' corpi celesti.

T. Errore di nome. – Errore di lingua. = Tass. Lett. 2. 172. (Man.) Oltre agli errori di lingua, n'ho fatti alcuni altri pur di memoria. (Rosm.) Le metafore tolte dal senso della vista,… possano indurci in errore. T. Buom. Non si pigliasse errore nell'equivoco.

In fatto d'arte. Varch. Framm. Gramm. 141. (C) Commettono quel medesimo errore, che farebbe un architetto, se per desiderio di tosto vedere la faccia fornita, non facesse i fondamenti, o gli facesse cattivi.

T. Errore di storia, di citazione, d'interpretazione. = Borgh. Fast. 465. (C) Hanno commesso errori infiniti, a talchè non si troverà… uno anno nel medesimo libro, che si riscontri cogli altri. T. Liv. Che ci sia errore in ciò, che gli antichi annali portino console A. Cornelio.

T. Errore di principio. D. 2. 18. Fieti manifesto L'error de' ciechi che si fanno duci (quanto alla dottrina dell'affetto). = E 4. (C) E questo è contra quell'error che crede Ch'un'anima sovr'altra in noi s'accenda (che siano più anime nell'uomo medesimo). Qui come in altri es. l'Erroreè quasi personif. E Ov. lo personifica, e colloca con la Fama.

4. Segnatam. nel senso rel., Errore ha uso ass.; come la verità rel. dicesi Verità per eccellenza. T. D. 3. 8. A lei (Venere) faceano onore Di sacrifici… Le genti antiche nell'antico errore. = Guicc. Stor. 20. 163. (Man.) Si credeva che l'autorità de' decreti… bastasse… a rimuovere gli animi de' capi degli eretici da' loro errori. G. V. 12. 40. 3. (C) E apparimento di alcun profeta, e di nuovi errori a Fede. Coll'A inusit. Il com. è Errori di Fede. T. Vang. Tanto che inducansi in errore, se si può, anco gli eletti.

Quindi ass. T. Abiurare l'errore, gli errori (in materia di fede). – Spirito d'errore (in tale o tal punto); Spirito dell'errore (quello che senza l'uomo, o piuttosto con cui l'uomo tenta se stesso a errare dalla Verità necessaria: questo nel senso e intell. e mor.

5. Errore di mente, grave e continuato, va fino alla demenza. Nel seg. la locuz. è compiuta. T. Cic. Ti dicono che il dolore in me cagiona errore di mente: ma io ho la mente sana. = Franc. Barb. 195. 11. (C) Se non come 'l demente, Ch'erro, o dritto non sente. T. Hor. assomiglia la smania de' cattivi poeti al Morbus regius e al Fanaticus error; altrove, più indulgente: Hic error tamen et levis haec insania quantas Virtutes habeat, sic collige. = † In tal senso. Bern. Orl. 23. 29. (Gh.) E, come disperato e pien d'errore, Addosso a quel d'Amon suona a martello. T. Virg., di bestie che per malattia entrano in furore, esce in una preghiera, mezzo pagana, ma in sul primo degna di Cristiano: Dii meliora, piis, erroremque hostibus illum.

6. T. In D. 1. 3. Altri legge: Io che avea d'error la testa cinta,: al primo tuono del tumulto infernale; altri Orror, forse meglio. Ma in 2. 15. Quando l'anima mia tornò di fuori Alle cose che son fuor di lei vere, Io riconobbi i miei non falsi errori; egli aveva, dormendo, vedute cose vere, simbolo d'altre verità: ora s'accorge d'aver sognato, ma il Vero meditabile. – Similm. Errore e Errori della fantasia potrà dirsi e nel sogno e nella veglia. E siccome Bacone dice la Poesia Sogno della Filosofia, Gli errori poetici posson dirsi fecondi di verità. In altro senso, cioè di Deviazione e di Vagamento (V. §§ 14-17), potrebbesi Errori del discorso, Errori lirici; e piaccia a Dio che in questo senso soltanto abbiansi a dire così. Ma non è modo usit.

7. Segnatam. dell'animo. T. D. 2. 17. (L'amore d'istinto) Fu sempre senza errore (il libero arbitrio lo perverte). Sansov. Conc. Polit. Nelle cose piccole, dove non… si mette studio di apparenza, nè si teme d'esser punito, facilmente si comprende l'abito della virtù e la segreta inclinazione… che l'uomo ha verso i vizi. Perciocchè allora, non avendo occhio a piacere all'universale ma a se medesimo, non avverte, tratto dal suo particolare, a quell'errore, nel quale può incorrere per soddisfar l'appetito.

Segnatam. di deviazione mor. abit. T. Virg. Vidi, e fui perduto; e un tristo errore mi portò via. Or. Dove la virtù, dove porti l'errore. Beniv. Canz. «Delle cui man'» St. 6. Amando, il cor d'un dolce error si pasce. Petr. Son. 1. (C) Di quei sospiri ond'io nudriva il core In sul mio primo giovenile errore, Quand'era in parte altr'uom da quel ch'io sono. (T. Errori giovanili, comprende i leggieri e i gravi.) – Gli errori della vita.D. 2. 31. Perchè me' (meglio tu abbi) vergogna porte Del tuo errore (dell'esserti sviato da Beatrice e da Dio)… Cic. Correggere col pentimento l'errore.

8. D'ordin. ha senso men grave. T. Cic. Veruno non dico vizio, ma errore. Tass. Torrism. Error di cavalier, di re, d'amico Fu questo vostro, e dee chiamarsi errore; E, se volete pur, peccato e colpa: Nome di scelleraggine non merta.

Ma può avere anche senso gravissimo. T. D. 3. 7. L'umana specie inferma giacque, Giù, per secoli molti, in grande errore. Ar. Fur. 43. 69. Che nel medesmo error vide il consorte, Di ch'esso avea lei condannata a morte. Vang. Sarà l'ultimo errore peggiore del primo.

9. Nel seg. Errore o Erro è causa d'inganno; come nell'es. del Caro e di Virg. § 1. – Uso non com.; ma può cadere. Rim. ant. Pucciand. F. R. (C) Amor che in veritate Pien è d'erro: mostrando gio' (gioja), m'ha dato Pene. T. Virg. Grajarum errore jubarum. (Errore causato dal travestimento de' Trojani sotto i greci elmetti e armature.) Così: Novo veterum deceptum errore locorum.

10. Ne' seg. è quell'errore d'opinioni e di passioni che, sviando gli uomini dall'unità della pace, li disperde e trae in errori e in rea rovina. G. V.9. 8. (Gh.) (Re Roberto) In riconciliarli (i Guelfi), poco potèo adoperare (operare), tanto era l'errore cresciuto tra loro. E 124. Crebbe sì l'errore, che la villa (città) di Bruggia si rubellò. E 214.

11. Ma d'errori pratici soc., troppo il senso è usit., e così fosse morto. T. Cic. Di qui generaronsi false opinioni e errori turbolenti. E:Immischiarsi e impacciarsi ne' vizi e negli errori degli uomini. E: Gli errori della mia età. – Errori politici.

T. Machiav. Disc. 3. 127. Appio, lasciando il popolo e Accostandosi a' nobili, fece un errore evidentissimo.

T. Vas. IV. 1. Non piccolo errore fanno que' padri di famiglia, che non lasciano fare nella fanciullezza il corso della natura agli ingegni de' figliuoli.

T. Prov. Tosc. 250. Gli errori de' medici sono ricoperti dalla terra; quelli de' ricchi, da' danari.

12. Per quel che concerne interessi. T. Prov. Tosc. 113. Error non è frodo. (Non sempre chi sbaglia, sbaglia per ingannare.) Altro modo prov. Errore non paga debito. O: Non fa pagamento. = Pulc. Morg. 21. 129. (Gh.) Presto s'armò per andare a vedere (un guerriero testè giunto). Ma l'ostier suo, per non pigliare errore, Volle che pegno lasciasse il destriere, Chè non istà degli scotti alla fede. Sen. ben. Varch. 6. 10. (C)Volendo ingiuriarmi, mi beneficò per errore.

T. Chiamato, Invitato per errore. – Ricevette un pugno, una croce per errore. – Diconsi Errori della sorte, del caso, certe fortune o disgrazie che pajono immeritate: ma Dio sa i veri meriti, e sa che certe fortune sono gastigo, certe disgrazie, corona.

13. Di cose mater. Buon. Fier. 2. 1. 1. (Man.) Dove (nelle mercanzie) posson trovarsi cento errori, mende a dozzine, e difetti infiniti. A questo modo, non com.; ma può Commettersi errori in ogni più mater. lavoro, così come in que' d'arte bella. V. es. d'architettura, § 3.

II. 14. Dell'uscire di via. T. Hor. L'errore li caccia vaganti dal retto sentiero nelle foreste; quegli a sinistra, questi se ne va a dritta: uno è l'errore d'entrambi, ma in varie parti li illude. = Ar. Fur. 17. 39. (C) Disir mi mena, e non error di via, Ch'ho di morir presso la moglie mia.T. Virg. Condotti da errore di via.

15. T. Siccome al § 9 Errore quello che lo cagiona, così Virg. L'inestricabile errore, del laberinto. E potrebbesi anche it.

16. De' viaggi. Latinismo che parve comportabile anco al Delille in fr. Car. En. 1. 1226. (C) Incomincia a contar fin dal principio, E l'insidie de' Greci, e la ruina, E l'incendio di Troja, e 'l corso intero Degli error'vostri. E 7. 187. (Gh.) E voi ringrazio, Santi Numi di Troja, amiche e fide Scorte degli error' miei. Petr. cap. 10. (C) Cantò gli errori e le fatiche Del figliuol di Laerte e della Diva (nell'Odissea). Ovid. Simint. 1. 177. (Man.) Menato (Cadmo) per lunghi errori, capitò… ne' confini illirici. Ott. Com. D. 1. 433. (Gh.) Tass. Ger. 9. 89. (C) E furon già delle milizie antiche Di Solimano, e seco ne' deserti Seguir d'Arabia i suo' errori infelici. [F.T-s.] Nard. Liv. 1. 1. Gl'incerti errori del navigar loro.

T. † Virg. Ugurg. 201. Gli errori del pelago (l'andare errando per il mare. Pelagi erroribus). Sim. al not. nel § preced.

Sing. più inusit. Sen. Art. lib. pag. 27. (C) Va cercando ove Ulisse errò… Noi non possiamo intendere, a udire, s'egli solamente tra Italia e Cicilia fu gittato dal vento, ovvero se fu menato dal vento fuori del mare usato da noi, perocchè non potè in sì piccolo spazio essere errore così lungo.

17. In senso sim., di cose. T. Ov. I fiumi menano al mare le acque da lunghi errori stanche. Dell'acque l'ha anco il fr. La Harpe.

Menz. Rim. 1. 72. (C) Aura dolce odorata, Scherzi con vago errore. Tass. Rim. 1. 61. (Man.) Deh, se pietoso spirto in te mai suole Svegliarsi, lascia i tuoi lascivi errori (a un'auretta).

T. Petr. Canz. 27. 4. Da' be' rami scendea… Una pioggia di fior' sovra il suo grembo… Qual fior cadea… sulle treccie bionde,… Qual si posava in terra, e qual sull'onde, Qual con un vago errore Girando parea dir: Qui regna Amore.

Men bene. Tass. Ger. 16. 23. (C) Poi che intrecciò le chiome, e che ripresse Con ordin vago i lor lascivi errori.

18. Mod. com. a parecchi de' sensi not. Cominciamo da quelli ove le locuz. più tengono dell'imagine di via o di moto. T. Via dell'errore, dice ben più che Errore di via. Cic. Il cui animo vada vagando nell'errore e non abbia che seguire.

T. Ov. Qua ci condusse l'errore. Curz. Portati dall'errore. Cic. Indurre in errore gl'imperiti. – Condurveli (Nep.), può essere malizia più deliberata e più pertinace. Può l'uomo essere Indotto in errore non da altri uomini ma dalle apparenze, può indurvisi più pensatamente da sè: peggio è se vi si conduca. – Tratto in errore. – Seduzione dell'errore. Ov. Sospinto per lunghi errori (nel senso del § 16). Ma può l'uomo essere dall'altro uomo sospinto in errori di mente e d'animo; ed è più grave che Tratto.

T. D. 3. 3. Dentro all'error contrario corsi (a quel di Narciso. Egli credette vera persona l'imagine propria; io credetti imagine di specchio quel che era persona vera). = Castigl. Corteg. 2. 155. (Gh.) Per vietar che i popoli non incorrano in questi errori, non è miglior via che guardarli dalle male consuetudini. Baldov. Am. Scart. 250. (C) Con questi io non mi impiccio, Nè per cagion sì lieve In error caderei tanto massiccio.

Il seg. men pr. Bocc. Nov. 27. 9. (C) Cominciò a riguardare quanti e quali fossero gli errori che potevano cader nelle menti degli uomini. T.Piuttosto direbbesi: Non accadono errori, segnatam. in cose di fatto; ed è locuz. temperata, perchè pare li dica non tanto deliberati.

T. È corso un errore, dice non tanto volontario, e quasi inavvertito. – Altri disse: Gli errori che occorrono. Non pare pr. Com. M'è sfuggito un errore (vale e Non me ne sono avveduto poi, o del mio errore o dell'altrui, e L'ho fatto senza avvedermene).

T. C'è errore. – Qui fu l'errore. Plin. Sono in grande errore. – Modo di rimprovero più o men severo o amorevole, Siete in errore. Cic. Versare in errore. – Vivere nell'errore, dice più che In, dice errore più volontario, e in cose più essenziali.

19. Locuz. dove l'imag. dello sviarsi o vagare è meno diretta. Bocc. Nov. 2. 1. (C) La benignità di Dio non guardare a' nostri errori, quando da cosa che per noi veder non si possa procedano.

Pulc. Morg. 19. 108. (Gh.) E del cammin l'ostier ne l'avvisava, Se capitar volevano a Belfiore; Che sempre lungo la riva s'andava Del Nilo, e non potean pigliare errore. D. Purg. 24. (C) Se nel mio mormorar prendesti errore, Dichiareranti ancor le cose vere. T. Ar. Fur. 25. 23. Errore, in ciò, preso hanno. = Malm. 2. 61. (C) – Pigliare è più fam. di Prendere; e parrebbero voler dire Errore deliberato, ma non sempre han questo senso nell'uso.

Pulc. Morg. 19. 53. (Gh.) Disse Morgante: S'io non presi errore, E' ti toccò di vecchie bastonate. Qui, con forma di dubbio, è ironica affermaz., come s'è not. in Errare, § 4.

T. P. Fil. Pandolf. Oraz. Commettere errore. – Proclive all'errore. – Ingannato dall'… Malm. 10. 2. Ma e' son da compatir se e' fanno errore. – Fare un errore per quel che concerne e del giudizio e della parola e dell'opera, in senso scientif. e mor. e soc. e mater. – Ma sovente Fare un errore, Molti errori, dicesi del parlare e dello scrivere. – Dire errori, parlando o scrivendo, concerne le cose. Si fanno errori di grammatica, diconsi errori di teologia, di filosofia.

T. Docum. Fior. 1497. Ha avuto degli errori, segnatam. in cose di rel. e di mor. e di scienza. – Libro che ha degli errori.

T. Ripetere l'errore, e nelle parole e ne' fatti.

20. Ne' seg. le locuz. non s'attengono all'imagine di Sviarsi o Vagare; e però parrebbero impr.: ma l'uso le accetta. T. Ceston. Diac. osserv. pellic. 160. Non s'inciampi più… in errori di simil sorta. (Inciampo, per vero, è altro da Errore; sebbene chi erra più risichi d'inciampare.) Cic. Pare che abbiamo, col latte della nutrice, succiato l'errore. E: Menti imbevute d'errore. E: Preso da… Virg. Tenéri. E: Qui si nasconde un qualche errore. – Spargere errori, Seminarli, non pare pr., ma si dice.

21. Locuz. concernenti il contr. d'Errore. T. Prov. Tosc. 116. Con l'error d'altri il proprio si conosce. – Riconoscerlo. Cic. Chiedere perdono all'errore. – Ritrattarlo. Cic. Stornare dall'… (avertere). D. 1. 34. Trar d'errore. = Car. En. 3. 313. (Man.) E, d'erro uscito io m'avveggio, disse… che… Bocc. Nov. 58. 2. (C) Lo sciocco error d'una giovane,… con un piacevol motto, corretto da un suo zio. T. Correggere, in Plin. – Raddrizzare dice più l'effetto ottenuto. Si può voler correggere, senza raddrizzare. Ma d'errori di lingua e di stile, Correggere è il più com. e più efficace.

T. Liberare, Liberarsi dall'errore, della mente o dell'animo.

I modi seg. si scostano dall'imag. dell'errare, come s'è not. nel § preced. T. Combattere l'errore, Toglierlo. † D. 1. 10. Io pensava Già nell'error che m'avete soluto. Solvere è in Fedr. – Cic. Depellere. E: Eripere alicui. E: Deponere. – Purgare gli errori negli scritti proprii e negli altrui. – Animo purgato dagli errori, in senso mor. – Ripararli. – Dissipare le tenebre dell'errore.

22. Accoppiamenti coll'Agg. T. Prov. Tosc. 323. Guardati dal primo errore. – Volontario, Involontario, Più o meno avvertito. Deliberato.Quindi Più o meno scusabile. Ov. L'errore ha scusa.

T. Grato, Dolce errore, dell'affetto illuso; della passione.

T. Leggiero; Grave. Pravo; Pravità dell'errore (segnatam. nel senso rel. e mor.). – Errore grossolano. Grosso errore, è più fam. e men grave.Tristo, Pericoloso, Funesto. – Fonti dell'errore; meglio che Fonti o Cause, Occasioni.

T. Gradi dell'… Ter. Minore errore. Cic. Sommo (che in it. non sarebbe pr., perchè Sommo non ha il senso di Estremo). Ben potrebbesiL'estremo dell'errore, L'eccesso dell'…

T. Vita, Mente, Scritto, pieno d'errori.

23. Col Di. T. Errore di forma, di materia. Il formale (nel senso ant. filos.) è più grave del materiale.

T. Errore di raziocinio. – Errore di diritto. – Di fatto. – Di tempo, di luogo. – Di nome. – Errore di persona, o che cade sulla persona, annulla il matrimonio.

24. Accoppiamenti di partic. T. Errore dell'uomo, della mente, dell'animo; commesso da… – Errore della vita, del tempo, commesso nella o nel. – Errore di scienza, di fede, che concerne la scienza, la fede. Errore contro la fede, contro tale o tale dottrina, dice espressam. la falsità che s'oppone al vero. – Errore in arte, in politica, dice il soggetto; e quel ch'è errore in un rispetto, può non essere in altro, o men grave. Da ciò confermasi il già not. che Essere, Vivere nell'errore, dice più che In.

T. Per errore, sovente, è scusa e sottintende Men volontario e Men reo. Cosa detta, Omessa per per errore. Cic. Labi per errorem.

T. Non senza errore, Non senza errori, all'incontro, è forma di biasimo grave più che non suoni; dice più che Non scevro d'errore.

T. Salvo errore, a modo di parent., tempera l'affermaz. Salvo errore quest'è il vostro conto. Talvolta è iron. fam. Galantuomo, Grand'uomo, Dottore, salvo errore.

25. Ass. A modo d'escl., al sentir cosa che non s'approvi: T. Errore! (Questa volta non mi far eco, o lettore.)
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