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Informazioni utili online sulla parola italiana «essenze», il significato, curiosità, anagrammi, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Essenze

Liste a cui appartiene
Parole Monovocaliche [Esse « * » Essere]
Giochi di Parole
La parola essenze è formata da sette lettere, tre vocali (tutte uguali, è monovocalica) e quattro consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: ss. Lettera maggiormente presente: e (tre).
Anagrammi
Componendo le lettere di essenze con quelle di un'altra parola si ottiene: +[ali, ila, lai] = essenziale; +tir = resistenze; +can = senescenza; +[nati, tina] = assenziente; +cito = coesistenze; +crac = escrescenza; +tini = inesistenze; +[noti, tino, toni] = sentenziose; +[colai, laico, locai] = coessenziale; +[garzi, grazi] = energizzasse; +[aliti, itali] = esistenziale; +[adivi, avidi] = evidenziasse; +[anili, inali, linai] = inessenziale; +[antri, trani, trina] = interessenza; +cobol = obsolescenze; +[parti, patri, prati, ...] = preesistenza; +preti = preesistenze; +[aspri, prasi, raspi, ...] = presenziasse; +[parti, patri, prati, ...] = presenziaste; ...
Vedi anche: Anagrammi per essenze
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: assenze, essenza.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si può avere: assenza.
Parole con "essenze"
Finiscono con "essenze": interessenze, quintessenze, cointeressenze.
Parole contenute in "essenze"
esse.
Lucchetti Riflessi
Usando "essenze" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: scisse * = scienze; trasse * = traenze; udisse * = udienze; capisse * = capienze; prese * = presenze; salisse * = salienze; obbedisse * = obbedienze; ubbidisse * = ubbidienze; disubbidisse * = disubbidienze.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "essenze"
»» Vedi anche la pagina frasi con essenze per una lista di esempi.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Essenze - e † ESSÈNZIA. [T.] S. f. Il complesso delle qualità che l'ente ha comuni con altri e delle sue proprie; complesso che costituisce la più notabile e miglior parte dell'ente. È nella rad. e nei sensi filos. corrispondente al gr. Οὐσία. Serg. Flavio dicono che primo usasse in lat. Ente e Essentia; ma la vogliono usata anco da Cic. T. Quintil. Perchè tali parole dobbiamo tanto spregiare, non veggo; senonchè siamo giudici non retti delle cose nostre, e però ci travaglia la povertà del linguaggio. Nondimeno Sidon. la dice voce nuova, non mai potuta accomunarsi al linguaggio forse per la sua astrattezza, e perchè tenevano poter farne le veci Natura e altre. In gr. Οὐσία valeva Sostanza, Corpo, Esistenza, Vita, Coabitazione: Οὐσιδίον, Poco avere. Più nobile il senso di Οὐσιόω, Dar l'essenza, e passivo Riceverla. Οὐσιαρχία, Dion. Areop., Principio delle sostanze.

2. Ne' seg. par che confondasi Essenza, Natura, Sostanza, Quiddità. T. Galil. Sist. 397. Voi sapete quanto la cognizione degli accidenti conferisca alla investigazione della sostanza ed essenza delle cose. = Salvin. Pros. Tosc. 1. 81. (Gh.) Agostino dice la natura essere la quiddità, e l'essenza di ciascuna cosa.Varch. Lez. 142. (C) Le molte e varie oppenioni degli antichi intorno alla quidità, ed essenza, ovvero natura, e sostanza dell'anima. – Quiddità dice la Cr. Essenza; ma bene aggiunge: Definizione di ciascuna cosa, perchè nella quiddità riguardasi segnatam. che s'intenda e abbia a intendere nell'oggetto di cui si tratta. Gell. Lett. 1. lez. 10. (Gh.) Comprendesse la quiddità e natura delle cose. T. D. 3. 20. (Però distingue meglio): Fai come quei che la cosa per nome Comprende ben, ma la sua quidditate Veder non puote, s'altri non la prome (gliela spiega). E 24. (Definita la fede), Questa pare a me sua quidditate, per denotare che definizione non piena non porge la quiddità. (Rosm.) Secundum quid, termine della scuola, dicesi quando si predica di un subbietto una cosa che non gli appartiene per essenza ma sotto un rapporto accidentale.

[Cont.] Gal. B. Arch. Vitr. III. Pr. Nel secondo (libro) ho esaminato l'essenza e natura de' materiali, ed il loro uso nelle opere. T. Ma può distinguersi Natura, Origine dell'ente, e sue proprietà originarie, e virtù d'originare altri enti, onde può dirsi, Essenza della natura corporea; non Natura dell'essenza corporea. – Sostanza, Virtù che regge, raccolte in unità attiva, le qualità o gli attributi dell'ente. – Certo, l'essenza è indivisibile dalla natura e dalla ragione dell'essere; ma della natura delle cose noi non conosciamo se non una parte; la sostanza è latente, la quiddità è l'essenza da noi definita; l'essenza, la quiddità conosciuta. Possonsi nondimeno distinguere le essenze in note ed ignote, in quanto Essenza prendesi per Ente, o Natura, o Sostanza. E si può in certo senso dire: Essenza delle qualità accidentali, de' modi d'essere; ma il senso ordinario d'Essenza è più intimo.

T. Che l'anima sia forma del corpo, questo è della sua natura, non della sua essenza.

[Cont.] Picc. A. Filos. nat. 36. Non potendosi pure immaginare come una cosa medesima abbia due essenze diverse, da ciascheduna delle quali riceva tutto 'l suo essere, per esser proprio di ogni forma sostanziale di dar tutto l'essere a quel soggetto in cui si ritrovi.

3. (Rosm.) L'essenza in quanto è distinta dall'essere, è una limitazione di lui. E: Essenza è l'entità che s'intuisce nell'idea. Anche: L'essenza è ciò che una cosa è. E: La determinazione primaria dell'idea di esistenza io chiamo essenza astratta specifica della cosa. E: L'essenza dell'Ente fu da noi chiamata essere ideale: le sue realizzazioni, enti reali. E: La sostanza è quell'atto onde esiste la essenza specifica astratta nell'Ente. E: Sostanza è l'essenza specifica astratta considerata nell'ente determinato. Un ente privo di quest'essenza non potrebbe dirsi sostanza. – La varietà delle essenze specifiche astratte è la causa delle diverse sostanze. E: Perchè noi abbiamo cognizione di una sostanza, dobbiamo pensare l'essere e l'essenza specifica della cosa. Ora noi conosciamo l'essenza specifica della cosa in diversi modi e gradi; e secondo questi modi e gradi conosciamo l'essenza della cosa stessa. E: I predicabili ideologici si devono distinguere in due classi secondo la loro estensione e comprensione, e si devono portare al numero di sette, cioè essenza universalissima, essenza generica, essenza specifica, che sono tratti dalla estensione; e differenza specifica, proprio accidente e reale, tratti dalla comprensione: questa classificazione non riguarda punto il subietto ed è ideologica. E: I predicati si distribuiscono in dieci classi secondo la diversa specie di identità che passa tra essi e il subietto a cui si attribuiscono, e sono: l'equivalente, l'ideale antecedente, il condizionale, il primo dell'essenza, la relazione essenziale, l'essenziale, la parte conseguente all'essenza, il proprio, l'accidentale, la relazione reale accidentale. [Cont.] Picc. A. Instr. filos. 121. Ogni volta che vedremo che sotto quel predicato che si pon per genere d'alcun soggetto non si contiene altra specie che quello stesso soggetto, negheremo esser genere di quello, non bastando una specie sola all'essenzia d'un genere.

(Rosm.) La percezione de' segni e massime della parola è il terzo mezzo della cognizione dell'essenza: per essa si han le idee generiche mentali più o men positive. E: Lo stato incompleto dell'essenza cognita, dipende dalla limitazione della potenza, con cui si percepisce. E: Essenze complesse degli enti si dicono quelle risultanti da più entità collegate insieme per modo da formare un tutto. E: Le proposizioni universali non si possono avere dall'esperienza, ma solo dalla contemplazione delle essenze. E: Omonime o equivoche si dicono quelle cose che hanno comune il vocabolo, ma non l'essenza. E: Nella definizione non manchi il carattere indispensabile dell'essenza. E: I Nominali suppongono due essenze negli oggetti, l'una nominale, l'altra reale. E: Tra sensazione ed idea vi ha differenza di essenza, non di grado.

4. Di Dio. T. D. 3. 2. Veder quell'Essenzia in che si vede Come nostra natura e Dio s'unío. S. Tom. Som. L'essenza divina si congiunge all'intelletto (nella visione beatifica). D. 3. 21. Io veggio La somma Essenzia. Sim. in Arist. – Sidon. Platone, Della prima essenza. = Bern. Orl. 3. 9. 3. (C) La divina Essenzia.T. D. 3. 24. Credo in tre Persone eterne; e queste Credo una Essenzia sì una e sì trina, Che si può dire di loro e sono ed è. = Amet. 92. (C)

T. D. 3. 26. All'Essenza che ha tanto avvantaggio, Che ciascun ben che fuor di lei si trova Esser non può che del suo lume un raggio. E Lett. a Cane, spiegando il § 1. Penetra quanto all'essenza, risplende quanto all'essere. = Ott. Com. Par. 1. 7. (C) Dio è per essenzia in cielo. Maestruzz. 2. 15. Veduto per essenzia. (in paradiso).

T. Dio è non l'essenza di tutte le cose, ma di tutte le essenze la sovra eccellente e universalissima causa. – Idee o ragioni o essenze immutabili delle cose sono nella mente divina, non formate, ma forme delle cose. – Οὐσιοποία, Dion. Areop., Che crea la essenza.

5. La potenza dell'ente essendo misurata dal suo grado d'essere negli enti finiti, Essenza vale sovente Quel che dá valore all'azione e in essi atti dice il loro valore. Macr. Se l'essenza dell'anima è il moto (secondo le idee di Platone, le quali congiungono moto e creazione; onde da questa sentenza deducesi che l'anima umana è simile a Dio).

Degli atti. T. D. 3. 5. Due cose si convengono all'essenza Di questo sacrifizio (del voto: La materia sulla quale esso cade e l'atto della volontà). Il matrimonio ha l'essenza sua nel consenso. (Ling. leg.) Errore d'essenza. – Condizione che concerne l'essenza del contratto. = Borgh. Mon. 144. (C) Nel che ha per compagni altri famosi e gravi dottori, e, quello che molto più importa, la verità ed essenza del fatto.

T. L'essenza dell'arte.

Modo avv., non com., aff. a In sostanza. Plut. Adr. Op. mor. 1. 123. (Man.) Perchè, in essenza, non può il rozzo diventar bello.

6. Personif. D. Purg. 17. (C) Altro ben è che non fa l'uom felice. Non è felicità, non è la buona Essenzia d'ogni ben frutto e radice. Può qui intendersi Dio stesso secondo il § preced.; ma nell'es. seg. ha più chiaro il senso di cui qui si parla. T. E 3. 2. (Nel cielo empireo) Si gira un corpo nella cui virtute L'esser di tutto suo contento giace (di tutti i cieli ch'egli contiene. Il cielo stellato): Quest'esser parte per diverse essenze, Da lui distinte e da lui contenute.

7. Quint'essenza e Quintessenza, dall'idea ant. de' quattro elementi, quasi Estratto e stillato da tutti e quattro, o Il di più o il Meglio di loro. Lab. 151. (C) Non d'elemental composizione, ma d'una essenzia quinta fu formata, a dovere essere abitacolo e ostello del Figliuolo di Dio. (Posp. è inusit.)

T. L'essenza d'una dottrina, o d'un libro, non è tutta la sostanza del libro, ma quel che se ne estrae o può estrarre; il meglio o anche il peggio; o che sia, o che paja tale.

† Dat. Lep. 80. (Gh.) Bracc. Rinal. Dial. p. 70. T. Saperne la quint'essenza (d'una cosa), il meglio, quel che comprende le restanti notizie.

8. (Chim.) [Sel.] Essenza, quella Sostanza dei vegetabili, e anche degli animali che è più volatile ed odorosa, sia o no grato l'odore.

[Sel.] Essenza artificiale dicesi di certi prodotti dell'arte, i quali somigliano per qualità e composizione alle essenze che si estraggono dai vegetabili. = Sagg. Nat. Esp. 231. (Gh.) Tutti i liquori artificiati, come i giulebbi, le essenze, gli spiriti, gli olii che si estraggono per distillamento. E ivi: (C) Pur che non vi sieno mescolate delle essenze e degli olii. T. Un vasetto d'essenza. – Essenza di rosmarino.
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