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Informazioni utili online sulla parola italiana «fato», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Fato

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La parola fato è formata da quattro lettere, due vocali e due consonanti.
Divisione in sillabe: fà-to. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Componendo le lettere di fato con quelle di un'altra parola si ottiene: +fai = affiato; +[sai, sia] = afosità; +[ali, ila, lai] = alofita; +[ile, lei] = alofite; +[api, pia] = apofita; +pie = apofite; +[ari, ira, ria] = atrofia; +[eri, ire, rei] = atrofie; +tre = faretto; +tic = fattoci; +tir = fattori; +ani = fiatano; +tai = fiatato; +[avi, iva, vai, ...] = fiatavo; +[eri, ire, rei] = fiaterò; +nei = fiatone; +[ari, ira, ria] = fiorata; +[eri, ire, rei] = fiorate; +rii = fiorati; +[ori, rio] = fiorato; +rii = fiorita; ...
Vedi anche: Anagrammi per fato
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: dato, falò, fano, faro, fata, fate, fati, favo, faxo, feto, foto, iato, lato, nato.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: data, date, dati, iati, lati, mate, nata, nate, nati, paté, patì, rata, rate, tata, tate, vate, watt.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: fasto, fatto, fatuo, fiato, flato, sfato.
Antipodi (con o senza cambio)
Spostando la prima lettera in fondo (eventualmente cambiandola) e invertendo il tutto si possono ottenere: dota, gota, iota, jota, mota, nota, pota, rota, vota.
Parole con "fato"
Finiscono con "fato": sfato, sfatò, gufato, tifato, beffato, fosfato, ronfato, solfato, stufato, tuffato, bleffato, bluffato, calafato, graffato, griffato, sbuffato, schifato, sniffato, truffato, arraffato, arruffato, bisolfato, califfato, camuffato, difosfato, ingolfato, rituffato, sbruffato, tartufato, trionfato, ...
Contengono "fato": beffatomi, beffatore, beffatori, beffatoti, prefatore, prefatori, tuffatore, tuffatori, bluffatore, bluffatori, sniffatore, sniffatori, truffatore, truffatori, arraffatore, arraffatori, tariffatore, tariffatori, trionfatore, trionfatori.
»» Vedi parole che contengono fato per la lista completa
Incastri
Inserendo al suo interno alci si ha FalciATO; con scia si ha FAsciaTO; con oggi si ha FoggiATO; con regi si ha FregiATO; con tacci si ha FATtacciO; con ischi si ha FischiATO.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "fato" si può ottenere dalle seguenti coppie: fai/ito, falò/loto, famedi/medito, fano/noto, faradica/radicato, faremo/remoto, fari/rito, farina/rinato, fasatura/saturato, fascia/sciato, fasciami/sciamito, fasi/sito, fauni/unito, fave/veto, favela/velato, favi/vito, favina/vinato, favo/voto, favola/volato.
Usando "fato" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: alfa * = alto; * toma = fama; * toni = fani; * tono = fano; * tori = fari; * toro = faro; * torà = farà; * tosi = fasi; disfa * = disto; * togli = fagli; * tolda = falda; * tolde = falde; * tolla = falla; * tolse = false; * tolsi = falsi; * tonno = fanno; * tonte = fante; * tonti = fanti; * torci = farci; * torri = farri; ...
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "fato" si può ottenere dalle seguenti coppie: faida/adito, faide/edito, farà/arto, fare/erto, fari/irto, faro/orto.
Usando "fato" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: ciaf * = cito; * otre = fare; * otri = fari; * ottale = fatale; * ottali = fatali; * ottica = fatica; * ottico = fatico; * ottiche = fatiche.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "fato" si può ottenere dalle seguenti coppie: fifa/tofi, rifa'/tori, ronfa/toron, schifa/toschi, sofà/toso.
Usando "fato" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: tofi * = fifa; tori * = rifa'; tori * = rifà; toso * = sofà; * fifa = tofi; * sofà = toso; toron * = ronfa; * ronfa = toron; toschi * = schifa; * schifa = toschi.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "fato" si può ottenere dalle seguenti coppie: facchino/tocchino, fagli/togli, faglie/toglie, falda/tolda, falde/tolde, falla/tolla, false/tolse, falserò/tolsero, falsi/tolsi, fama/toma, fan/ton, fanale/tonale, fanali/tonali, fani/toni, fanno/tonno, fano/tono, fante/tonte, fanti/tonti, farà/torà, farcendo/torcendo, farcente/torcente...
Usando "fato" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: alto * = alfa; * loto = falò; * noto = fano; * rito = fari; * sito = fasi; * veto = fave; * vito = favi; * voto = favo; rito * = rifa'; rito * = rifà; far * = arato; disto * = disfa; * tao = fatta; * unito = fauni; * medito = famedi; * remoto = faremo; * ateo = fatate; * eleo = fatele; * elio = fateli; scroto * = scrofa; ...
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "fato" (*) con un'altra parola si può ottenere: si * = sfiato; * sos = fastoso; * tre = fattore; * uri = fautori; * ili = filatoi; * ori = foratoi; * rna = franato; rii * = rifiato; san * = sfatano; sta * = sfatato; albe * = alfabeto; * ilio = filatoio; siam * = sfatiamo; sita * = sfiatato; soci * = sfociato; * colse = facoltose; * colsi = facoltosi; * sciai = fasciatoi; * trina = fattorina; * trine = fattorine; ...
Frasi con "fato"
»» Vedi anche la pagina frasi con fato per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Nessuno di noi può cambiare gli eventi perché così ha voluto il fato.
  • Nelle tragedie greche i personaggi subiscono il potere del fato.
  • Sono convinta che ad ognuno di noi il fato abbia già segnato la strada.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Fato, Fatalità, Fatalismo, Destino - Fato è dell'antica teologia e della poesia; ed è quella forza ignota che opera irresistibilmente sugli uomini e sulle cose; e ridotto alla filosofia cristiana, è disposizione della Provvidenza divina, che vuole la cosa in quel dato modo. - Fatalità è la necessità che porta seco il fato. - Fatalismo è la dottrina di coloro che attribuiscono ogni cosa a quella forza ignota detta fato, le cui disposizioni credono inevitabili. - Destino, che è voce volgare, significa quasi lo stesso che Fato; ma si riferisce più specialmente alla disposizione ultima del fato. - «Il destino de' regni. - E' destino che sia così. » [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Fato - [T.] S. m. Secondo la tradizione di Roma pagana, dalla qual ci viene il voc., Concatenazione necessaria, ineluttabile, ignota, degli eventi e delle cause loro. L'aurea voce lat. è da For; ch'è forse in orig. non la parola degli uomini vaticinanti, ma della stessa Divinità, in cui Opera e Parola son uno. Il Fato dunque sarebbe una versione infedele del Verbo, il Verbo franteso anzichè sconosciuto. l Pagani poi lo fecero nascere dall'Erebo e dalla Notte, per denotare l'oscurità delle cause, o l'incomprensibilità del vincolo tra le cause e gli effetti; e forse anco accennavasi in confuso alla tradizione del Caos, a cui la Parola creatrice fa succedere l'ordine, la luce, la vita.

2. T. Segnatam. del destino de' popoli, traducendo autori pagani, o facendo, in dramma o altra opera d'arte, parlare uomini di quella credenza, si dirà Fato e pl. Fati. Virg. l'ha frequente, e non in senso di cieca fatalità. Giove manda Mercurio a disporre Didone in pro de' Trojani, acciocch'essa, ignara del fato, non li respingesse. E: Nel Lazio, ove i fati ci promettono sede tranquilla. E: Terra debita a me dai fati. E: Non pënsa al paese che gli è dato da' fati. E: De' suoi fati dimentico. E: Se i fati consentissero a me condurre a mio senno la vita (vorrei riedificare le mura della patria, distrutte).

3. Del destino d'un solo. T. Virg. Se il fato era ch'io cadessi in battaglia. E: Didone infelice da' suoi fati atterrita (dolori a cui non credeva poter resistere). E: (Enea a lei nell'Eliso) Quest'è l'estrema volta che per volere del fato io ti parlo (Fato te alloquor).

T. Virg. Le anime a cui per fato son debiti corpi novelli (da ritornare nel mondo immemori del passato).

4. Impers. Esser ne' fati, destinato, predetto o preconosciuto che sia o no. T. Svet. S'era diffusa in tutto l'Oriente l'antica e costante opinione essere ne' fati, che uomini partitisi di Giudea avrebbero in que' tempi il dominio delle cose. Ov. Era dunque ne' fati che…? (Questo modo porta sempre il pl.)

T. È scritto, Era scritto ne' fati, diciamo per fam. di cel. anche noi di cosa inevitabile o che fingasi di creder tale; o anco d'altrui volontà, potente sull'esser nostro. In senso sim., ma men com.. Era, È ne' fati.

Nel seg. non è cel.; ma imitazione pagana. Bocc. Nov. 98. 47. (C) I miei fati mi traggono a dover solvere la dura quistion di costoro.

5. Ma anco i Pagani congiungevano l'idea del Fato e della divinità. T. Cic. Il fato e il cenno di Giove O. M. e il volere degli Dei immortali. E i fati stessi erano forse Dei, se in tutte le Iscr. non s'abbia a intendere femm. le Parche. E Fari Cic. dice della Divinità, come noi. In Arist. θεία μοῖρα, la Provvidenza. Virg. Sic fata Deûm rex Sortitur volvitque vices, is vertitur ordo. Hor.I fati, e i buoni Dei. Virg. I fati rinverranno la via, e Apollo invocato assisterà. E: Voi, o celesti, e tu, Giove Massimo reggitor delle cose, udite le mie preghiere: Se il vostro Nume, se i fati mi serbano Pallante salvo, io chieggo di vivere; comporterò qualsiasi dolore. E: (Didone morente) O spoglie care, persin che i fati e un Dio lo concessero. E: (Evandro) Me, espulso di patria e lungo i mari vagante, l'onnipossente Fortuna e l'inesorabile Fato han collocato qui, e della madre Carmenta gli ammonimenti tremendi mi ci condussero, e l'autorità divina d'Apollo. (Qui il Dio, la Fortuna, il Fato, conciliati a Provvidenza.) E in senso più pagano: Concordes stabili fatorum numine Parcae. (V. FATA.) – Aristeo si duole alla madre che l'abbia da stirpe divina generato invisum fatis; ma Proteo poi glieli promette non immutabili: ni Fata resistant; e la madre gl'insegna a mutarli pregando: modus orandi Qui sit, prius ordine reddam.

6. T. Ma se in Virg. Enea: Me i fati degli Dei, che ora mi sospingono a ire per queste ombre di notte profonda, col loro imperio condussero (a partirmi da te); = in senso migliore D. 2. 30. (C) L'alto fato di Dio sarebbe rotto (se quest'anima, già errante, potesse senza espiazione ascendere a' Cieli). T. E 1. 21. Credi tu, Malacoda, qui vedermi Esser venuto… Senza voler divino o fato destro…? Nel cielo è voluto. = E della provvida necessità del suo viaggio. D. 1. 9. (C) Che giova nelle fata dar di cozzo? (a' diavoli resistenti).

7. T. Che anco i Pagani per Fato potes sero intendere l'ordine necessario, in quanto è giusto, non in quanto sopprime il libero arbitrio, lo prova l'orig. del gr. Μοῖρα, che valeva non solamente Destino o Caso; ma eziandio Equità; da Μείρω, Distribuire, e questo forse da Μέρος onde Μοῖρα valeva an che Parte e Possessione, come ne' libri sacri. Però il fato è a Cic. Ordine delle ragioni, che, l'una all'altra collegandosi, producono un effetto. = Meglio Cic. che Senec. Ben. Varch. l. 4. c. 7. p. 87. (Gh.) Non essendo altro il fato, che l'ordine delle cagioni appiccate l'una all'altra. Rucell. Prov. 15. 5. 165. (Man.) Il fato naturale chiamano quell'ordine delle naturali cagioni, le quali senza impedimento ch'ell'abbiano, per loro forza e natura producono mai sempre un certo e medesimo effetto. S. Agost. C. D. La qual providenza, se alcuno però la chiama fato, perchè chiama la volontà e la podestà di Dio per nome del fato? Tenga la sentenza, e ammendi il parlare. [Camp.] Com. Boez. IV. Fato si prende per questa disposizione delle cose, secondo che dipende dalla divina volontate o potestate.

8. Siccome Sorte dice la condizione in cui uomo o società d'uomini si trova e dura per alcun tempo; così Pataff. 10. (C) Chi muta lato… muta fato. Agn. Allor. Rim. ined. 107. (Gh.) D'amore altera e del suo fato andava. T. Ma questi es. non s'usano convenientemente se non si rechino a idee pagane. Come quando in Virg. Giove sulla bilancia pesa i fati d'Enea e di Turno, e Ilioneo giura per i fati d'Enea e per quella destra potente, ch'altri sperimentò e in pace e in armi; e Anchise, nell'Eliso, fa la rassegna delle anime de' lontani nepoti: Fataque Fortunasque virûm moresque manusque, e Enea contempla lo scudo dov'erano disegnate le glorie di Roma portando la fama e i fati de' posteri: e questo sa un po' di Lucano. Così delle sorti de' popoli; Ettore, apparsogli ombra mestissima, gli si raccomanda di prendere gli Dei Penati: Fatorum comites. E: Da' quali fati condotto, il mondo d'Europa con quel d'Asia s'affrontò. Cic. Il Fato della repubblica.

9. T. Abbiam visto in Virg. Fata sortiri, e noi pur diciamo Il destino che gli è sortito; e Sorte e Sortire in Virg. e in D. (1. 12. E3. 32. E altrove) è non casuale decreto di potenza divina. A vicenda. Fato prende senso aff. a Sorte, in quanto questa è aff. a Ventura. = Onde, But. Par. 1. 2. (Gh.) Sorte, che viene a dire tanto quanto fato, cioè ventura. T. E il Dir la ventura, che gl'indovini fanno, è appunto il predire quel che a ciascuno si vuol far credere che sia destinato. In senso sim. Ov. Illa dies fatum miserae mihi dixit. Virg. Ahi! mente degli uomini ignara del fato e della sorte futura.

[Camp.] † Lib. Cat. Non curare molto i tempi del futuro fato.

T. Quel che comunem. La sorte, Il destino della guerra, Virg. Noi di qui ad altre lagrime chiamano i fati della guerra tremendi. E: Vivete felici, voi che avete già certa la vostra sorte: noi d'uni in altri fati siam tratti. [Val.] † Lanc. Eneid. 3. 221. Comanda che le vele siano date alli fati (dare fatis vela). T. Virg. Incerti dove i fati ci portino. E: Ove i fati ci traggono e ritraggono, seguitiamo. E: AEnean in fata extrema sequutus. E: O figlio mio, travagliato da' fati di Troja. E: Ahi, da quali fati agitato! Che guerre sostenute narrava!

In senso pagano il Card. impregnato di paganesimo, traducendo il lat. Nescio quo fato, Bemb. Stor. 5. 60. (C) Picciolo spazio quivi dimorati, non so per qual fato tornarono addietro. E ivi.

10. T. Nell'ultimo es. ha senso sinistro sim. al mod. Fatalità. Fatum e il gr. Μοῖρα aveva senso di Morte; non però sì che ivi stesso non si accennasse al destino di tutta la vita; onde Virg. Se i Fati serbano quest'eroe, se e' si nutre di quest'aura viva, e non ancora soggiace alle crudeli ombre. E: Lui mostreranno soltanto i fati alla terra, e più a lungo non vorranno che sia.

Della morte. T. Virg. (Dice Euridice a Orfeo) I fati crudeli mi chiamano addietro. Hor. Un triste fato mi sovrasta, che una vecchia Sabella prenunziò a me fanciullo, scuotendo il bossolo indovino. (Che non veleni o spade o tosse o gotta ma un ciarlone l'avrebbe ammazzato.)

[Camp.] † Aquil. II. 54. Ma perchè ogni cosa terrena ha el suo fato ed ene transitoria e poco dura, la inclita Camilla ricevette il suo fato. – Ass., segnatam. ai Lat. T. Virg. Post fata Sichaei. E: Priami. E: Lyci. E: Eadem me ad fata vocasses. E: Fatis debitus Arruns.

† Tass. Ger. 4. 44. (Man.) Ma il primo lustro appena era varcato Dal dì ch'ella spogliossi il mortal velo, Quando il mio genitor. cedendo al fato, Forse con lei si ricongiunse in cielo. (Modo lat.) E i Lat. Fatum ass. intendevano Morte non violenta, ma la mandata dalla natura, cioè dagli Dei. Car. En. 4. 1069. Non le avea Proserpina divelto anco il fatale Suo devoto capello.

11. Modi com. a parecchi degli usi not. Ripetasi nell'it. se non si accenni a tradizioni pagane; è pedantesco, quando non suoni cel. o iron. Petr. son. 257. (C) O mia stella, o Fortuna, o Fato, o Morte, Come m'avete in basso stato messo! (Non c'è più tanto da ridere del Metastasiano Oh stelle!) [Camp.] Il Virg. Melioribus utere fatis. Un volg. ant. Fati migliori.

Sannaz. Arc. egl. 5. (Man.) Tanto dolse a ciascun l'acerbo fato. T. Hor. Acerba fata. Iscr. Infelix. Virg. Si qua Fata aspera rumpas. D. 1. 2. Duro giudicio lassù frange. – Duro fato.

T. Il fato è contrario. Virg. Fata obstant. Cic. S'egli è tuo fato che… – Era, È, fato che… Cic. Per qual mio fato dirò che ciò sia? = Petr. son. 100. (C) Son dilungato Dagli occhi, ov'era, i' non so per qual fato, Riposto il guiderdon d'ogni mia fede. In senso più gen. di quello del Bembo al § 9.

12. Siccome nella rad. di Profeta è l'idea di parlare, e Vate, dicevasi Fates (V. F), Parlante; così Fatum la Parola rivelata dalla Divinità e annunziante l'ignoto. T. Virg. Genitor mihi talia… fatorum arcana reliquit. Enn. Fari, Predire. Acc. Aperte fatur dictio. In Virg. Dietum, l'Oracolo. Hor. (Nereo a Paride) Caneret fera fata. Virg. (Proteo) Fatis ora resolvit. E: Rupe sub ima Fata canit (la Sibilla). E: Poscere Fata tempus. Prop. Cortina Sibillae Dixit… rura pianda. – I fati scritti ne' libri sibillini.Cic. Ex fatis Veientes scripta haberent. – Modo fam. d'iron. o di cel. sim. al già not. È scritto, Era scritto ne' Fati (era deciso da chi può più di noi).

13. † Siccome Fato si fece aff. a Ventura, così Parlare a fato; come A fata, V. FATA, § 3. Nel seg. vedesi la ragione dell'uso. Cavalc. Specch. pecc. 76. (Gh.) Avvegnachè spesse volte molti indivini, massimamente certe femmine maladette, parlino a fato, dicendo: Così fia, e così è. Onde spesse volte mentono.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: fatidiche, fatidici, fatidico, fatina, fatine, fatiscente, fatiscenti « fato » fatta, fattacci, fattaccio, fatte, fatteci, fattegli, fattela
Parole di quattro lettere: fati « fato » fava
Vocabolario inverso (per trovare le rime): toreato, laureato, baccalaureato, neolaureato, nauseato, roteato, bratteato « fato (otaf) » calafato, telegrafato, radiotelegrafato, poligrafato, serigrafato, radiografato, dattilografato
Indice parole che: iniziano con F, con FA, iniziano con FAT, finiscono con O

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