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Informazioni utili online sulla parola italiana «fine», il significato, curiosità, aggettivo qualificativo, forma dell'aggettivo «fino», associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Fine

Aggettivo
Fine è un aggettivo qualificativo. Forme per genere e per numero: fine (femminile singolare); fini (maschile plurale); fini (femminile plurale).
Forma di un Aggettivo
"fine" è il femminile plurale dell'aggettivo qualificativo fino.
Parole Collegate
»» Sinonimi e contrari di fine (termine, conclusione, finale, chiusura, ...)
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
inizio (27%), termine (8%), corsa (4%), storia (4%), stop (3%), settimana (3%), meta (3%), lieto (3%), conclusione (3%), brutta (2%), mondo (2%), buon (2%), sottile (2%), film (2%), triste (2%)
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Wikipedia
Giochi di Parole
La parola fine è formata da quattro lettere, due vocali e due consonanti.
È una parola bifronte senza capo né coda, la lettura all’inverso produce una parola di senso compiuto (ni).
Divisione in sillabe: fì-ne. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Componendo le lettere di fine con quelle di un'altra parola si ottiene: +[lao, ola] = anofeli; +idi = definii; +ada = diafane; +[dio, odi] = difonie; +sei = efesini; +osé = efesino; +[era, rea] = enfiare; +[lao, ola] = enofila; +olé = enofile; +[ilo, oli] = enofili; +tac = facenti; +doc = fecondi; +gel = feeling; +[ciò, coi] = fenicio; +rom = fermino; +sto = festino; +tot = fettoni; +[ila, lai] = fialine; +tao = fiatone; +lei = fienile; +osé = fienose; ...
Vedi anche: Anagrammi per fine
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: cine, dine, fide, file, fina, fini, fino, fune, mine.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: cina, dina, dino, gina, gino, kina, king, kini, kino, lina, lini, link, lino, mina, mini, mino, minò, pina, pini, pino, ring, sino, tina, tini, tino, vini, vino.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: fin.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: faine, finge, finse, finte.
Antipodi (con o senza cambio)
Spostando la prima lettera in fondo (eventualmente cambiandola) e invertendo il tutto si possono ottenere: beni, ceni, geni, lenì, meni, peni, reni, seni.
Parole con "fine"
Iniziano con "fine": finendo, finente, finenti, finezza, finezze, finestra, finestre, finecorsa, finemente, finestrina, finestrine, finestrini, finestrino, finestrona, finestrone, finestroni, finestracce, finestrella, finestrelle, finestretta, finestrette, finestrucce, finestraccia, finestruccia, finestrucola, finestrucole.
Finiscono con "fine": affine, alfine, infine, confine, cuffine, morfine, olefine, caraffine, endorfine, paraffine, passafine, superfine, filosofine, sopraffine, poliolefine, oltreconfine, cicloparaffine.
Contengono "fine": affinerà, affinerò, sfinendo, sfinente, sfinenti, affinerai, affinerei, confinerà, confinerò, definendo, definente, raffinerà, raffinerò, rifinendo, rifinente, affineremo, affinerete, confinerai, confinerei, raffinerai, raffinerei, raffineria, raffinerie, sconfinerà, sconfinerò, strofinerà, strofinerò, affineranno, affinerebbe, affineremmo, ...
»» Vedi parole che contengono fine per la lista completa
Parole contenute in "fine"
fin.
Incastri
Inserito nella parola afra dà AFfineRA (affinerà); in afro dà AFfineRO (affinerò); in dente dà DEfineNTE.
Inserendo al suo interno ali si ha FIaliNE; con già si ha FIgiaNE; con oro si ha FIoroNE; con ras si ha FrasINE; con asco si ha FIascoNE; con dici si ha FIdiciNE; con tale si ha FtaleINE; con danzati si ha FIdanzatiNE; con nocchio si ha FInocchioNE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "fine" si può ottenere dalle seguenti coppie: fiato/atone, fibrillanti/brillantine, fichi/chine, fidi/dine, figlie/gliene, fila/lane, filaria/lariane, filati/latine, file/lene, filetto/lettone, filino/linone, fiochi/ochine, fiondi/ondine, fiondo/ondone, fiordi/ordine, fioretti/orettine, fiossi/ossine, fiotto/ottone, fiscale/scalene, fisica/sicane.
Usando "fine" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: cefi * = cene; * negli = figli; * ego = fingo; * eta = finta; * nessi = fissi; * nesso = fisso; * netta = fitta; * nette = fitte; * netti = fitti; * netto = fitto; * neumi = fiumi; gonfi * = gonne; grafi * = grane; colf * = coline; * nebbia = fibbia; * nebbie = fibbie; * nebula = fibula; * nebule = fibule; * negata = figata; * negate = figate; ...
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "fine" si può ottenere dalle seguenti coppie: fiat/tane, fiera/arene, fieri/irene.
Usando "fine" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: naif * = nane.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "fine" si può ottenere dalle seguenti coppie: glifi/negli, grafi/negra, grifi/negri.
Usando "fine" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: nere * = refi; negli * = glifi; negra * = grafi; negri * = grifi; * glifi = negli; * grafi = negra; * grifi = negri.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "fine" si può ottenere dalle seguenti coppie: fibbia/nebbia, fibbie/nebbie, fibbietta/nebbietta, fibbiette/nebbiette, fibbiettina/nebbiettina, fibbiettine/nebbiettine, fibula/nebula, fibulare/nebulare, fibulari/nebulari, fibule/nebule, figata/negata, figate/negate, figli/negli, fissi/nessi, fisso/nesso, fitta/netta, fittamente/nettamente, fitte/nette, fitti/netti, fitto/netto, fiumi/neumi.
Usando "fine" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: cene * = cefi; * lane = fila; * lene = file; rene * = refi; * atone = fiato; gonne * = gonfi; grane * = grafi; * gliene = figlie; * linone = filino; * alee = finale; * ondone = fiondo; * ottone = fiotto; * sicane = fisica; fide * = ideine; * lariane = filaria; * lettone = filetto; * scalene = fiscale; finisse * = nissene; * estrae = finestra.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "fine" (*) con un'altra parola si può ottenere: * uso = fusione; sir * = sfinire; arca * = africane; * argo = faringeo; * elsa = felsinea; * else = felsinee; * emma = femminea; * emme = femminee; * irte = finirete; * isso = fissione; slat * = sfilante; * lesso = flessione; * lusso = flussione; porri * = porfirine; * nazirei = finanzierei; caliorna * = californiane.
Rotazioni
Slittando le lettere in egual modo si ha: lori.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "fine"
»» Vedi anche la pagina frasi con fine per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Alla fine del film mi sono molto commosso, ti consiglio di vederlo!
  • Alla fine ti accorgi che seguendo i consigli dei vecchi non hai fatto niente di nuovo.
  • Cercare di rendere comprensibili le cose a tutti è un lavoro senza fine.
Proverbi
  • La vita è il fine e il dì loda la sera.
  • Chi porta la moglie a ogni festa e il cavallo a bere a ogni fontana, alla fine dell'anno avrà il cavallo bolso e la moglie puttana.
  • La semplicità era al principio del mondo, la semplicità sarà alla fine del mondo.
Espressioni e Modi di Dire
  • Alla fine della fiera
Libri
  • La fine del mondo storto (Scritto da: Mauro Corona; Anno 2011)
  • Vite senza fine (Scritto da: Ernesto Franco; Anno 1999)
Canzoni
  • Alla fine della strada (Cantata da: Junior Magli e The Casuals; Anno 1969)
  • Amore senza fine (Cantata da: Pino Daniele; Anno 1998)
  • Fino alla fine (Cantata da: Paola e Chiara; Anno 2001)
  • La fine del mondo (Cantata da: Gigi Sabani; Anno 1989)
  • Fine di un viaggio (Cantata da: Le Orme; Anno 1979)
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Fine, Termine, Por fine, Dar fine, Finirla, Farla finita - Fine è opposto di Principio, e dicesi di tempo e di luogo. - Termine è il punto fisso al quale si va o si vuol andare, o non si può passare. - Porre o Dar fine è il cessar di fare una cosa; e dovendo porre una differenza tra queste due frasi, la prima si dirà essere il puro atto del cessare dall'opera; e la seconda accenna a certo compimento e ripulitura di essa. - Finirla è restar di fare una cosa che altrui riesce spiacevole. - Farla finita è lo stesso, ma è più imperativo, e indica noja maggiore. [immagine]
Scopo, Proposito, Fine, Mira - Proposito è ciò che l'uomo propone di fare. - Delle cose che si propone, esso ne fa come Scopo, come segno e bersaglio, dove dirige tutti gli strali del suo ingegno, pigliando esattamente la mira per colpirlo, e così arrivare al compimento del suo desiderio, che è il Fine a cui tendeva il Proposito. [immagine]
Fine, Fino, Sottile - Fine dice più specialmente la qualità materiale, e accenna a eccellenza di tessuto, a pregio intrinseco, o simili: Panno fine, tela fine, oro fine. - Invece quando si vuol accennare qualità della mente arguta e penetrante, si dice Fino e Fina, per es.: «È la donna più fina che abbia conosciuta.» - La voce Sottile si usa a significare materialmente cosa di piccolissime dimensioni, o si consideri la lunghezza o la grossezza: Filo sottile, Ago sottile, Lastra sottile, ecc. Si trasferisce anche alle qualità della mente, ed allora è qualcosa più che Fino. [immagine]
Finalmente, Alla fine, All’ultimo, Alla fin fine, In fin dei conti, In fin delle fini - Finalmente si usa nella conclusione di un discorso; e non di rado è voce di esclamazione impaziente. - «Finalmente è arrivato.» - La forma Alla fine può corrispondere ad Al principio. - E lo stesso dicasi di All'ultimo. - Le altre tre Alla fin fine, In fin de' conti, In fine delle fini, sono tutte formule conclusive, tra le quali non c'è differenza se non di maggiore o minore efficacia. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Vista, Mira, Intento, Intenzione, Disegno, Fine, Scopo - La vista è più generale; è considerata più in grande, ed infatti si dice più sovente al plurale; le mie, le tue viste sono, ecc.; la mira è più speciale: debb'essere ristretta in un punto; prender la mira, rivolgere ogni sua mira verso, ecc. Il fine è l'effetto ultimo a cui si giunge, ben diverso sovente da quello che si aspettava. Lo scopo è come il fine segreto a cui tendono i desiderii e gli sforzi dell'uomo: il mio scopo, dicesi sovente, non è questo; a più sublime scopo sono diretti i miei conati. Il disegno non riguarda soltanto il fine o lo scopo di un'azione o di una serie di azioni; ma sì abbraccia tutta l'azione, tutta la serie; sovente però i bei disegni vanno guasti per l'obblio di una minima circostanza impreveduta o a cui non si è dato il peso che meritava. La intenzione è nell'idea; l'intento, nello sforzo, nell'opera: quante volte colle migliori intenzioni non si riesce nell'intento per mancanza di volontà, di energia! [immagine]
Ultimare, Finire, Compire, Terminare, Consumare; Il fine, La fine, Fine, Finimento - Si ultima ordinariamente per non più parlare della cosa e per isbrigarsene; vi si dà un'ultima mano e poi si lascia lì. Si finisce invece con un certo amore, con una diligenza che dà all'oggetto proprio quella finitezza che se non è perfezione, vi si accosta però di molto. Si compie per dovere, obbligo o necessità ciò che si era incominciato e intrapreso. Si termina conducendo a un punto voluto la cosa per cui si possa dire finita o lo paia, ma talvolta non è: il termine a cui si porta non è sempre l'apice o il sommo cui potrebbe raggiungere. Si consuma un sacrifizio, un’impresa che per essere rata e legale ha bisogno di certe formalità o condizioni. Consumare ha poi altri significati che però stanno sempre nella linea del ridurre a un ultimo termine: il consumare la vita, il tempo, le sostanze, è un dilapidarle senza pro ordinariamente. Il fine è usato in certi sensi che la fine non comporta. Qual è il vero fine dell'uomo? avere un fine, tendere a un fine; è come la logica conseguenza di questo. Sentire la fine di un discorso può dirsi; andare alla fine della pagina, del libro; fine onorata. Fine è dunque meglio usato per indicare scopo, meta o conseguenza. Finimento non ha altro senso che di cosa materiale; finimento da tavola; e il complesso degli arnesi che si mettono addosso ai cavalli da sella o da tiro dicesi finimenti. [immagine]
Per, A fine - Per riguarda il fine e i mezzi; a fine, il primo soltanto: per ragionare, a fine di persuadere; per andare, a fine di giungere sani e salvi. [immagine]
Gusto (buon), Sentir fine - « Il buon gusto viene da arte, da studio, almeno da pratica; il sentir fine da nativa attitudine ad essere accorto del buono: cioè del bello ». Ghiglione.

Poi per una certa trasposizione dell'idea appropriamo il gusto alla cosa dicendo: il tal frutto per es. ha un gusto delicato, squisito. Ma noto che il sentire è sempre dell'uomo. [immagine]
Il fine, La fine, Il finale - Il fine è opposto al principio; sono i due termini estremi della cosa; la fine è l'opposto dell'esordio, dell'introduzione; ha talora senso vicino a finale; che non è l'ultima parola d'un discorso, l'estrema nota di una suonata, l'ultimo punto di una linea; ma ne è come l'ultimo squarcio, l'ultimo periodo, l'ultimo membro. [immagine]
Dall’a fino alla zeta, Dal principio alla fine - Per andare dall'a fino alla zeta bisogna passare necessariamente per tutte le lettere dell'alfabeto; dunque questa prima maniera di dire sembra voler significare che non debbasi o non vogliasi ommettere alcuna particolarità o circostanza: dal principio alla fine, siccome non è così espressamente tracciata la strada, si va anche a salti, e d'un solo salto se non è troppo lunga la distanza: con tre parole raccontò Cesare la sua famosa vittoria contro Farnace, veni, vidi, vici; in due salti; dal principio alla metà, da questa alla fine: se l'avesse dovuta raccontare dall'a fino alla zeta, non sarebbe bastata una lunghissima lettera. [immagine]
Compimento (dare), Mandare ad effetto, Portare a buon fine - Mandare ad effetto è un passare dalle parole ai fatti; cioè fare o anche far fare la cosa discorsa, bilanciata, controversa. Dar compimento è un approssimarsi o toccare il fine dell'operazione stessa. Portare a buon fine, dà ad intendere o lascia supporre che si sian trovati nell'esecuzione ostacoli, difficoltà, e che vi è un certo merito nell'averli superati. [immagine]
Fine, Delicato, Sottile, Minuto, Tenue - Può una cosa muovere da animo, da sentimento delicato, e non essere tanto finamente, sottilmente detta; può invece la cosa esser detta finamente, sottilmente e riuscire appunto più acuta, e cagionare puntura più acre e dolorosa: fine è adunque la forma, delicato dice meglio la natura e quasi la materia della cosa stessa: satira fine; lode, elogio delicato: fine educazione, delicati sentimenti. Fine, de’ sensi parlando, esprime la loro acutezza, il grado d’energia di cui sono dotati; delicato, la sensibilità loro, la suscettività di ricevere le esterne impressioni; vista fine, vale penetrante, acuta; occhi delicati, quelli che una luce alquanto viva offende e danneggia. Tenue, in senso astratto, vale non grande, non molto esteso: tenue lode, tenue intelligenza, capacità. Di cose materiali parlando, tenue vale pochezza e debolezza in genere; minuto, cosa circoscritta in brevi termini in ogni senso; sottile, dice cosa estesa in larghezza assieme e in lunghezza, o in lunghezza soltanto; vaso, prezzo tenue; grano, erba minuta; carta, filo, ago sottile. Può la cosa sottile esser forte di molto, proporzionatamente parlando; può la cosa minuta acquistare importanza o per la materia o per la quantità; ma ciò che è tenue non può aumentare le qualità sue se non cangiando natura, perchè tale è la legge che governa la mediocrità: unite più cose mediocri e invece di giovarsi si nuoceranno.

«Fine, ora s’usa per puro (oro), ora per sottile (pannolino), ora per minuto (polvere); ma puro s’oppone ad impuro, sottile a grosso, minuto a grande od a grave. Fine è più generale. Tutto ciò che per natura o per arte vince l’ordinaria forma o misura, in purezza, sottigliezza, delicatezza, si può chiamare fine». Romani.

Il vero perchè i Fiorentini dicano fine a tutto andare, invece di fino e fina, non mi saprei; a meno che nell’uso di questa loro parola di genere che dirò neutro, non trovino, non sentano una finezza, che a noi, lontani dalle ridenti sponde dell’Arno, sfugge per essere troppo delicata e sottile. [immagine]
Finalmente, Alla fine, Alfine - Alla fine può corrispondere con al principio; gli altri due no. Finalmente è non di rado voce di esclamazione impaziente; finalmente, cioè, dopo un lungo aspettare, giunse! Alfine è meno usato: può servire al verso, nel quale nè alla fine, nè finalmente calzerebbero per certo per la loro forma prosaica affatto e per il tuono dottorale che seco importano; e così: alfin giungesti, giunsero alfine, stanno benissimo nella poesia seria: alla giocosa possono servire gli altri due, poichè non esclude alcun elemento, e ogni cosa le vale purchè trovi lo scherzo, il frizzo, il pungolo di cui abbisogna, e muova a intelligente sorriso. [immagine]
Estremità, Fine, termine, Capo - Estremità si riferisce a lunghezza, e così anche capo; fine, a tempo; termine ad opera: fra estremità e capo, parlando di cosa materiale, ravviso questa differenza, che questo significa meglio il principio; quella, la fine; capo, quindi, è anche la prima spanna, il primo raso, o almeno quanto può prendersene in mano per cominciare a misurare o a svolgere il filo, la stoffa; l'estremità è proprio il punto dove finisce o anche dove comincia, se vuolsi. Dopo il fine o la fine non c'è, ragionevolmente parlando, più nulla: le cose invece possono condursi fino a un certo termine, e quivi lasciarle o ripigliarle per progredirle sino al loro compimento: mezzo termine, è un compromesso, un modo di finire a un modo o all'altro, alla meglio, cosa intricata e pendente. Venirne a capo, esprime quella soddisfazione che si prova nel vedere felicemente vinte le difficoltà; essere alla fine, vale in sul finire; venire alle estremità, vale a passi, a risoluzioni estreme, avventate, arrischiate, che in altre circostanze neppure ci verrebbero in mente. Ogni punto della superficie d'un corpo è un'estremità, se vuolsi; pure estremità, nell'uso, non dicesi che del punto ove finisce parte di forma allungata; le estremità delle mani, de' piedi. [immagine]
Ultimo (da), Sull’ultimo, Sulla fine, Finalmente - Sull'ultimo indica l'avvicinarsi del termine; sulla fine, l'ultimo periodo della cosa; finalmente, la conclusione; e per servirmi di un esempio materiale ma giornaliero dirò: sull'ultimo del pranzo è servito l'arrosto e l'insalata; sulla fine vengono in tavola frutta, dolci e liquori; finalmente si prende il caffè e tutto è finito. Da ultimo è termine proprio de' retori: da ultimo farò vedere le conseguenze delle premesse stabilite ne' primi due punti della mia orazione. Finalmente è anco una specie di esclamazione in chi è stanco di aspettare o di operare senza pro: finalmente che volete? finalmente non ne posso più! [immagine]
Buon termine, Buon fine - Una cosa è portata a buon termine quando si sono superate le difficoltà maggiori, e ch'è presso ad esser finita; è portata a buon fine quando venne finita o pacificamente e direi naturalmente, senza intoppi o traversie nel suo corso; oppure, che gloriosamente, vittoriosamente si superarono, ed ebbe buona riuscita malgrado ogni ostacolo. [immagine]
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: finca, fincata, fincate, fincati, fincato, finché, finche « fine » finecorsa, finemente, finendo, finente, finenti, finestra, finestracce
Parole di quattro lettere: fina « fine » fini
Lista Aggettivi: finanziario, finanziato « fine » finito, finlandese
Vocabolario inverso (per trovare le rime): lipoproteine, sieroproteine, scleroproteine, cisteine, genisteine, luteine, malveine « fine (enif) » passafine, olefine, poliolefine, affine, caraffine, paraffine, cicloparaffine
Indice parole che: iniziano con F, con FI, iniziano con FIN, finiscono con E

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