Dizy - dizionario

login/registrati
contest - guida

Informazioni utili online sulla parola italiana «gentilezza», il significato, curiosità, sillabazione, frasi di esempio, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Gentilezza

Parole Collegate

»» Sinonimi e contrari di gentilezza (cortesia, creanza, cordialità, garbo, ...)

Utili Link

Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani

Informazioni di base

La parola gentilezza è formata da dieci lettere, quattro vocali e sei consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: zz. Divisione in sillabe: gen-ti-léz-za. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).

Frasi e testi di esempio

»» Vedi anche la pagina frasi con gentilezza per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Nel 2012 è stata istituita la "Giornata mondiale della gentilezza".
Non ancora verificati:
  • Per ottenere maggiore consenso è meglio rivolgersi con gentilezza ai nostri interlocutori.
  • Tutta la tua gentilezza mi mette quasi in imbarazzo.
Citazioni da opere letterarie
L'amuleto di Neera (1897): Usciva da esso la sua voce sonora, imperiosa, il suo sguardo scrutatore, la sua anima così fuori dal comune. Non c'era in quella breve riga una sola parola gentile, non un accenno affettuoso, ma era tutta una gentilezza di concetto o tale mi parve, pensando che le idee elevate erano ciò che Egli amava più che tutto al mondo e facendone parte a me così umile ed oscura, mi dava la maggior prova di simpatia ch'io avessi mai ricevuta. Compresi allora più che mai la vacuità delle solite frasi, dei complimenti superficiali e sentii l'umiliazione di essermene qualche volta compiaciuta.

Una grande storia d’amore di Susanna Tamaro (2020): Per tutto il resto dell'inverno e della primavera non avevo fatto altro che cercare di dimenticarti. In fondo, mi ripetevo nei momenti di fragilità, che cos'è successo? Assolutamente nulla. La prima volta eri stata odiosa, la seconda ero stato semplicemente gentile perché la gentilezza era una parte irrinunciabile della mia natura. La terza eri stata distaccata.

L'isola di Arturo di Elsa Morante (1957): A quel tempo però, io nel suo ritratto vedevo una madre, non potevo vederci una creatura puerile. L'età che le davo era, se ci penso, forse una maturità, grande come la rena e come la stagione calda sul mare; ma forse anche un'eternità, virginea, gentile e senza mutamento, come una stella. Essa era una persona inventata dai miei rimpianti, e quindi aveva, per me, ogni gentilezza desiderata, e diverse espressioni, voci diverse. Ma soprattutto, nella nostalgia impossibile che ne avevo, io pensavo a lei come alla fedeltà, alla confidenza, alla conversazione: insomma, a tutto ciò che i padri non erano, secondo l'esperienza mia.

Giochi di Parole

Giochi enigmistici, trasformazioni varie e curiosità. Vedi anche: Anagrammi per gentilezza
Definizioni da Cruciverba di cui è la soluzione
Definizioni da Cruciverba in cui è presente
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: gentilezze.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: gente, genie, genia, geni, gene, gela, gilè, ente, etile, elea.
Parole contenute in "gentilezza"
ile, enti, genti, gentil, gentile. Contenute all'inverso: azze, zeli.

Definizioni da Dizionari Storici

Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Favore, Piacere, Gentilezza, Finezza - Favore è atto di cortesia fatto per secondare il desiderio d'alcuno, liberandolo spesso da qualche seccatura o spesa. - Piacere è piccolo servigio fatto in altrui utilità, ma senza idea di guadagno o simile. - Gentilezza è atto di compita cortesia fatto per dimostrazione di riverenza e di affetto; che se è delicatissimo suol dirsi Finezza. - «Lo potei ottenere per favore. - Fammi il piacere di portare questa lettera a C. - Mi fecero un monte di gentilezze.» La differenza tra Favore e Protezione si raccoglie dalle voci Fautore e Protettore. (V. num. 1305). [immagine]
Cortesia, Gentilezza - Cortesia è l'abito e la disposizione ad esser benigno, affabile e generoso verso gli altri, con ogni atto possibile di nobiltà d'animo, sempre intento a cose nobili e generose. - La Gentilezza viene quasi tutta da natura, ed è la disposizione dell'animo a tutto ciò che è virtuoso, ed a fuggire tutto ciò che sa di villano e di rozzo: la Gentilezza si manifesta negli atti e nelle parole. - La Cortesia può esercitarsi senza gentilezza o leggiadria di parole o di modi; la Gentilezza è difficile che sia scompagnata dalla Cortesia. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Garbo, Grazia, Graziosità, Leggiadria, Gentilezza, Cortesia - Il garbo è una specie di grazia. Uomo, donna di garbo è quello o quella che fanno le cose a modo, con aggiustatezza e bella maniera; direi che il garbo sta nelle circostanze di modo con cui si accompagna la cosa; la grazia invece è personale di chi la fa; persona che è per altro tutta grazia vi fa uno sgarbo, volendo o non; un'altra che farà con bella grazia un complimento, una riverenza, non sa fare con garbo gli onori di casa sua: nel garbo adunque ci va più riflessione, più giudizio, è la grazia che possono avere le persone già avanzate in età; poichè la vera grazia, fare il grazioso, muoversi, ridere, fare sciocchezze perfino con grazia è proprio della prima giovinezza. «Il garbo, bene il Tommaseo, viene da certa pratica, da certa compostezza. La grazia è nativa, spontanea, vivace». Leggiadria è grazia unita a bellezza: la bellezza stupida non si dirà leggiadra; nè tanto meno la grazia in corpo mal fatto. La leggiadria è propria delle forme; la grazia, de' moti; il garbo, de' modi. La gentilezza è la grazia dell'animo; la cortesia, la grazia del cuore; la gentilezza è promettente; la cortesia, generosa. Una signora di molto spirito mi diceva d'un personaggio alto locato e perciò potente: «ei riceve e parla così gentilmente, che quantunque non v'accordi ciò che gli chiedete, partite da lui soddisfatti»; ei non era cortese certamente, perchè non dava, ma superlativamente gentile. Graziosità, voce d'uso e dello stile famigliare che vale, grazia cortese; il Tommaseo la dice affine a gentilezza; a me pare più affine a cortesia; farsi delle graziosità fra vicini è un prestarsi dei piccoli servigi: una vera graziosità deve consistere più in un favore che in una mera gentilezza. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Gentilezza - [T.] S. f. Qualità di pers. o cosa gentile.

Nel senso orig. di Nobiltà di sangue. T. Eg. Reg. Pr. II. 16. Nobilezza, vuoli (cioè) gentilezza. – Gentillesse, ant. fr., Nobiltà. = Varch. Lez. 515. (Man.) Il proprio significato suo è nobile; onde si dice gentilezza di sangue. Petr. Son. 225. (C) Gentilezza di sangue, e l'altre care Cose tra noi, perle e rubini ed oro, Quasi vil soma, egualmente dispregi.

Ass. But. Par. 16. 1. (C) (Spiegando O poca nostra nobiltà di sangue) Gentilezza è mantello, che tosto scorcia, imperocchè, come lo mantello adorna di sopra l'uomo, così la nobiltà degli antichi adorna in apparenzia, ma non in esistenzia, se l'uomo non ha la sua nobiltà delle (dalle) virtù. Mirac. Mad. M. Questi avea per moglie una donna di gran gentilezza, ed era bellissima del corpo.

2. † Siccome Nobiltà, i Nobili stessi; così Gentilezza nome collett. Cronich. d'Amar. 48. (C) Della gente de' Romani fu morto un de' consoli, cioè Gneo Mallio, e gran parte della gentilezza di Roma. Introd. Virt. 59. Non vi vergognate voi, con sì cattivi cavalieri di popolo… di richiedere di battaglia i re e baroni e tutta la gentilezza del mondo?

3. Questi sono passaggio al senso mor. ch'è il più degno e più usit. benauguratamente oggidì. Lab. 327. (C) La gentilezza non si può lasciare per eredità;… ciascuno conviene che la si procacci, e acquistila chi aver la vuole. T. Prov. Tosc. 253. Povertà non guasta gentilezza. E 254. Ricchezza non fa gentilezza. E52. Onestà e gentilezza sopravanza ogni bellezza. = D. Conv. 69. (C) Federigo di Soave, ultimo imperadore degli Romani…, domandato che fosse gentilezza, rispose, che era antica ricchezza e be' costumi. Filoc. 2. 77. Se riguardiamo… che cosa gentilezza sia…, troveremo, che è sola virtù d'animo. D. Rim. 39. È gentilezza dovunque è vertude, Ma non vertù dov'ella; Siccome è cielo dovunque è la stella. [Camp.] Bin. Bon. X. 2. S'è con virtù, saver fa gentilezza. =Bocc. Nov. 98. 49. (C) Ritornatolo nell'abito debito alla sua virtù e gentilezza, primieramente con lui ogni suo tesoro e possessione fece comune. Lab. 323. Non sai tu qual sia la vera gentilezza, e quale la falsa? [B.] Ar. Fur. 26. 2. Alta. T. Gentilezza dell'animo. – Gentilezza d'affetto.

4. Senso più direttam. sociale. Franc. Sacch. Nov. 129. (C) Non vogliate provare la vostra gentilezza co' villani. (Il contrapp. di Gentile è Villano. Tien dell'orig.) T. Prov. Tosc. 55. Gentilezza corre la prima al perdono. (Qui in senso aff. a Generosità, e nel veramente gentile è sempre del generoso: anzi il velare la generosità con la gentilezza può essere corona a quella.)

Qui aff. a Generosità del dare. Gell. Sport. 5. 4. (C) Manco ne' suoi maggior bisogni al mio padrone, al quale io sono per le sue gentilezze infinitamente obbligato. Bocc. Nov. 8. 6. Avendo in sè, quantunque avaro fosse, alcuna favilluzza di gentilezza.

In senso men ampio. [F.] Zanott. Fil. Mor. 3. 10. È anche un'altra virtù lodare ed approvare i detti e le azioni altrui, purchè si faccia a buon fine, e convenientemente, e secondo ragione. La qual virtù se noi chiameremo gentilezza, non credo che molto ci allontaneremo dal parlar popolare. T. Gentilezza nelle dispute.

Della cortesia e abit. e attuale. T. Red. Lett. fam. 2. 60. Ne rendo affettuosissime grazie alla sua gentilezza.

5. Gentilezza può essere Grazia dignitosa ed eletta; può essere Garbo di pers. ben allevata, e non sempre bene, cioè moralm., educata; può essere, non abito, ma Atto d'urbanità debita. T. Chiedesi una gentilezza, cioè un atto che significhi o paja significare affetto gentile, anco da chi non abbia anima e cuor gentile.– Fare gentilezze.

Cel. fam. T. Fatemi la gentilezza d'andarvene pe' fatti vostri. E per ell. Fatemi la gentilezza… (Smettete, State zitto).

† In altro senso, d'atto gentile per Nobile e generoso. [Val.] Lanc. Eneid. 11. 749. Che gentilezza fai tu, se tu fuggi?

T. Dire gentilezze, Cose di benevolenza gradevole, che delicatamente lusinghino, diano speranza. – Usar gentilezze ne' fatti. Chi più ne dice, sovente men ne usa. M'ha detto un monte di gentilezze; Le gentilezze che non m'ha usato!

6. D'atti esterni che non riguardano il senso soc. [Tav.] Luc. Nob. p. 292. E così bevve una guastada d'acqua con gran gentilezza. T. A questo modo non cadrebbe di dirlo, ma Atteggiarsi, Muoversi con gentilezza, può dire più che Con garbo, e fors'anco che Con grazia, perchè dalla gentilezza traspare un senso mor.

7. Ma risica di saper d'iron. Il seg., segnatam. nel pl., non s'intenderebbe sul serio T. Guinizz. Guid. Rim. 1. 94. Che in lei ènno adornezze, Gentilezze, savere e bel parlare, E compiute bellezze.

[Val.] Gozz. Serm. 4. È gentilezza Che la fanciulla col garzon passeggi. = Tac. Dav. St. 3. 300. (Man.) Nel cerchio (circo), ne' teatri, nelle gentilezze di Roma, fatti morbidi…

Cecch. Stiav. 4. 3. (Man.) Tua madre mi mandò pe' suoi fratelli, perchè venissino a lei. I. Per che farne? S. Per contar loro questa bella gentilezza di Nastagio. T. Ah, queste sono le gentilezze che sapete far voi? – Dopo numerate parecchie reità o ingiurie o anche goffaggini, concluderebbesi: E simili gentilezze. Franz. Matt. Rim. burl. 2. 120. E forse che la gente non ci è avvezza, E ch'ogni barilajo ed acquajuolo Non sa parlar, che è una gentilezza?

8. Ma nel senso intell. e estet. può anche essere lode vera. T. La gentilezza delle imagini, se non viene da quella del sentimento, è una affettazione penosa. – In fatto di stile, la gentilezza è più pensata, più arguta, più artifiziosa della grazia; più pregevole e più difficile del garbo; più grave e più varia della leggiadria, – Gentilezza di spirito è l'arguta delicatezza che rispetta e fa sentire altrui le morali convenienze; ma il plur. Gentilezze di spirito può suonare iron.

T. Segnatam. breve componimento di genere delicato; Una canzoncina, Un'ode d'Anacreonte, Una letterina di donna non letterata, è una gentilezza.

T. Fr. Gentillesses, d'arte o d'ornato. Lor. Med. al figliuolo: Si compiaccia, non in arnesi di lusso vano, ma in qualche gentilezza di cose antiche. (Ora direbbesi, men bene, Curiosità. V. es. sim. nel § ult., ma di cose meno elette.) [Tor.] Red. Lett. Mor. Manoscritti… miniati d'oro con gran lustro e gentilezza.

Il bello meramente esteriore. Bellin. Disc. 3. 152. (Man.) Non vi par egli che biancheggi un po' nel colore, ma che sia trapuntato d'un certo rossellino a rete, e alberini che son proprio una gentilezza a vederli?

9. In senso del § 14 di Gentile. Segner. Mann. Nov. 4. 4. (C) Egli, nobilissimo di natali, allevato fra le comodità, avvezzo al comando, ridursi, in una tal gentilezza di complessione, a durare sì gran fatiche di prediche, di viaggi… T. Non si direbbe così; ma per eufem., per non dire Debolezza e Gracilità,potrebbe cadere Gentilezza di fibra. E Gentilezza del sesso.

10. T. Il plur. Cose gentili, o che tali si dicono per iron. Agn. All. cap. 301. E chiedendo udienza, porgean piene L'ugna del piè di mille gentilezze, Come dir, gioje e perle ed ogni bene. = Sassett. Lett. 215. (Man.) Ne comprasse curiosità e gentilezze, come era il gusto di V. E. E 260. Non ho comperato niente, perchè qui non viene gentilezza, nè cosa buona. [Tav.] E 183. Quanto a' cento fiorini che si avevano a spendere in tante galanterie, e' non sono spesi altrimenti, perchè quest'anno non è venuto una gentilezza al mondo, d'India. = Serd. Vit. Innoc. VIII. 41. (Gh.) Di consentimento del Papa si visitavano, e spesso si donavano l'un l'altro diversi rinfrescamenti. Ove avvenne che, mandando il cav. Asc. Sforza alcune gentilezze al Duca, egli domandò a che fare gliele mandava. Buon. Tanc. 4. 8. Orsù, stasera e' la verrà a vedere; So ch'e' l'è per recar sei gentilezze; Vorre'anch'io pur qualcosa provedere… per fargli carezze. Allegr. 57. De' miei rivali, che non son pochi,… chi l'ha regalata d'un pajo di maniche di tela vergata d'oro falso, chi d'un taffettà co' dinderli d'orpello, chi d'una gentilezza simile, e chi d'un'altra. [Tav.] Sass. Lett. p. 100. Una gentilezza m'aveva detto volere, che rendermene senza villania il costo non si poteva. T. Più vivo in gen. Lavoro ch'è una gentilezza: dice più che Una galanteria, meno che Una bellezza.

11. In senso sim. di cose mater. (ma il primo es. può cadere anche sotto il § 7). T. Legg. del 400. Loggie, pergole, orti e molte altre gentilezze. = Dav. Colt.189. (C) Rosai d'ogni sorta, gelsomini, sparagi, uva spina, madreselva, e simili gentilezze. Gell. Sport. 3. 4. Questa (insalata) è una gentilezza.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: gentaglie, gente, genti, gentil, gentildonna, gentildonne, gentile « gentilezza » gentilezze, gentili, gentiliana, gentiliane, gentiliani, gentiliano, gentilissima
Parole di dieci lettere: genotipica, genotipici, genotipico « gentilezza » gentilezze, gentiliana, gentiliane
Vocabolario inverso (per trovare le rime): dubbiezza, gonfiezza, vecchiezza, sottigliezza, ampiezza, doppiezza, naturalezza « gentilezza (azzelitneg) » giallezza, bellezza, snellezza, mollezza, fanciullezza, debolezza, piccolezza
Indice parole che: iniziano con G, con GE, parole che iniziano con GEN, finiscono con A

Commenti sulla voce «gentilezza» | sottoscrizione

Scrivi un commento
I commenti devono essere in tema, costruttivi ed usare un linguaggio decoroso. Non sono ammessi commenti "fotocopia" o in maiuscolo.

Per inserire un commento effettua il login.


 
Dizy © 2013 - 2024 Prometheo Informativa Privacy - Avvertenze