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Informazioni utili online sulla parola italiana «leggere», il significato, curiosità, coniugazione del verbo, forma dell'aggettivo «leggero», associazioni, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Leggere

Verbo
Leggere è un verbo della 2ª coniugazione. È un verbo irregolare, transitivo. Ha come ausiliare avere. Il participio passato è letto. Il gerundio è leggendo. Il participio presente è leggente. Vedi: coniugazione del verbo leggere.
Forma di un Aggettivo
"leggere" è il femminile plurale dell'aggettivo qualificativo leggero.
Parole Collegate
»» Sinonimi e contrari di leggere (scorrere con gli occhi, dare una lettura, sfogliare, leggicchiare, ...)
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
libro (28%), scrivere (23%), libri (7%), romanzo (4%), giornale (4%), piume (3%), attentamente (3%), imparare (2%), lettura (2%), istruzioni (2%), studiare (2%), pesanti (2%)
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani | Wikipedia
Liste a cui appartiene
Verbi relativi al libro [Impaginare « * » Plagiare]
Parole Monovocaliche [Leggente « * » Leggerebbe]

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Numeri che non invecchiano.

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Assorta
Tag correlati: lettura, libro, giornale, donna, uomo, panchina, ragazza, cappello, lettore, mani, seduta, occhiali, anziano, borsa, persona, seduto, alberi, parco, prato, sedie, mare, tavolo, sedia, muro, bicicletta, libri, tavolino, muretto, rivista, due
Giochi di Parole
La parola leggere è formata da sette lettere, tre vocali (tutte uguali, è monovocalica) e quattro consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: gg. Lettera maggiormente presente: e (tre).
È una parola bifronte senza capo né coda, la lettura all’inverso produce una parola di senso compiuto (regge).
Divisione in sillabe: lèg-ge-re / leg-gè-re .
Anagrammi
leggere si può ottenere combinando le lettere di: gel + erge.
Componendo le lettere di leggere con quelle di un'altra parola si ottiene: +sos = leggessero; +[ari, ira, ria] = raggelerei; +don = reggendole; +[ari, ira, ria] = rieleggerà; +[ori, rio] = rieleggerò; +[avi, iva, vai, ...] = rieleggeva; +ivi = rieleggevi; +voi = rieleggevo; +sto = sloggerete; +[avi, iva, vai, ...] = veleggerai; +[avi, iva, vai, ...] = veleggiare; +[ambo, boma] = albeggeremo; +[beat, beta, tabe] = albeggerete; +[lari, lira, rial] = alleggerire; +[alti, lati, tali] = alleggerite; +[alto, lato] = alloggerete; +[nano, nona] = eleggeranno; +esso = eleggessero; +[nato, nota, onta] = gagnolerete; +[noto, tono] = gongolerete; +[irti, riti, tiri, ...] = griglierete; +dina = leggendarie; ...
Vedi anche: Anagrammi per leggere
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: leggera, leggeri, leggero, leggete, reggere.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: reggerà, reggerò.
Con il cambio di doppia si ha: lettere.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: egee.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: eleggere, leggerei, leggerle, leggerne.
Parole con "leggere"
Iniziano con "leggere": leggerei, leggeremo, leggerete, leggerebbe, leggeremmo, leggereste, leggeresti, leggeretta, leggerette, leggeretti, leggeretto, leggerezza, leggerezze, leggerebbero.
Finiscono con "leggere": eleggere, rileggere, rieleggere, motoleggere, medioleggere, superleggere, ultraleggere.
Contengono "leggere": aleggerei, eleggerei, aleggeremo, aleggerete, dileggerei, eleggeremo, eleggerete, noleggerei, rileggerei, veleggerei, aleggerebbe, aleggeremmo, aleggereste, aleggeresti, dileggeremo, dileggerete, eleggerebbe, eleggeremmo, eleggereste, eleggeresti, folleggerei, galleggerei, idoleggerei, molleggerei, noleggeremo, noleggerete, palleggerei, rieleggerei, rileggeremo, rileggerete, ...
»» Vedi parole che contengono leggere per la lista completa
Parole contenute in "leggere"
ere, legge. Contenute all'inverso: gel, regge.
Incastri
Inserito nella parola ai dà AleggereI; in ei dà EleggereI; in amo dà AleggereMO; in emo dà EleggereMO; in noi dà NOleggereI; in rii dà RIleggereI; in aste dà AleggereSTE; in asti dà AleggereSTI; in dite dà DIleggereTE; in ebbe dà EleggereBBE; in moli dà MOLleggereI; in note dà NOleggereTE; in pali dà PALleggereI; in rimo dà RIleggereMO; in vili dà VILleggereI; in disti dà DIleggereSTI; in folte dà FOLleggereTE; in molte dà MOLleggereTE; in palmo dà PALleggereMO; in rivai dà RIVAleggereI; ...
Inserendo al suo interno est si ha LEGGERestE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "leggere" si può ottenere dalle seguenti coppie: legarmi/armigere.
Usando "leggere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: pulegge * = pure; * rete = leggete; relè * = reggere; * renda = leggenda; * rende = leggende; * rendo = leggendo; * evi = leggervi; * resse = leggesse; * ressi = leggessi; * reste = leggeste; * resti = leggesti; * eone = leggerone; * eoni = leggeroni; * ressero = leggessero; messale * = messaggere; protele * = proteggere; trafile * = trafiggere.
Lucchetti Riflessi
Usando "leggere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * erte = leggete; * errai = leggerai; * errino = leggerino.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "leggere" si può ottenere dalle seguenti coppie: elegge/ree.
Lucchetti Alterni
Usando "leggere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * armigere = legarmi; messaggere * = messale; pure * = pulegge; leggeretto * = rettore; trafiggere * = trafile; * aie = leggerai; * mie = leggermi; * vie = leggervi; * remore = leggeremo; * rettore = leggeretto.
Sciarade incatenate
La parola "leggere" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: legge+ere.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "leggere" (*) con un'altra parola si può ottenere: cadi * = caldeggerei; * ampi = lampeggerei; papi * = palpeggerei; voti * = volteggerei.
Frasi con "leggere"
»» Vedi anche la pagina frasi con leggere per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Il potere di leggere nella mente porterebbe in breve tempo all'estinzione della razza umana.
  • Si è strappata la mia trapunta e sono stata inondata dalle piume leggere!
  • Leggere un buon libro fa bene alla mente e si impara sempre qualcosa.
Libri
  • Le parole tra noi leggere (Scritto da: Lalla Romano; Anno 1969)
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Leggere - V. a., e N. ass. Aff. al lat. aureo Legere. Scorrere con gli occhi ciò che è scritto e stampato, e scorrerlo con sapere il valor delle lettere, e ricavar le parole dalla loro tessitura, o tacitamente o pronunziandole. (Fanf.)

T. Prov. Tosc. 294. Non tutti quelli che leggono intendono. Vang. Chi legge intenda. [Cont.] Fiorav. Spec. sci. I. 26. Ma dipoi, che questa benedetta stampa è suscitata, la maggior parte delle genti, tanto uomini quanto donne, sanno leggere. = Galat. 64. (Man.) A guisa di maestro che insegni leggere e compitare a' fanciulli. Salvin. Annot. Buon. Fier. 517. Costui leggeva, non compitava, come fanno molti. Barber. Reggim. 210. (Gh.) Ogni trattato e novelle di amore E legger (libri di) d'arme e simiglianti cose Lassino (lascino le monache) a quelle che nel mondo sono.

T. G. Gozzi. Saper leggere correntemente. Magal. Lett. Leggergli correntemente. [G.M.] Legger corrente, stentato (avv.). – Maestro di leggere e scrivere. – Qui s'insegna leggere e scrivere; dicono al pubblico certi cartelli di maestri: in uno dei quali cartelli un bell'umore, per canzonare il maestro, cambiò una volta così: Chi m'insegna leggere e scrivere?

T. Prov. Tosc. 208. Ognuno legge le sue carte (intende le cose proprie).

T. Prov. Tosc. 207. Dio ti guardi da chi legge un libro solo (lo medita, e s'addestra a metterne in pratica tutti gl'insegnamenti. Vale anco È pericoloso il riguardare le cose da un solo lato e non credere che a una sola fallibile autorità).

E in forza di Sost. Arrigh. 50. (C) Lo spesso leggere menoma le mie pene.

2. Leggere a compito. Compitare, Leggere compitando. Malm. 8. 58. (Gh.) Ma benchè la lettura sia fantastica A un che, si può dir, non sa nïente, E ch'altro di virtù non ha scolastica, Che pelle pelle l'alfabeto a mente, Tanto la biascia, strologa e rimastica, Che, a compito leggendo, finalmente Il punto apprende…Arios. Len. a. 2. s. 1. Non sapea leggere Nella tavola il Pater pure a compito.

3. Per Pronunziare ad alta voce quello che è scritto, o stampato. Dav. Scism. 90. (Man.) Produsse la bolla della sua legazione, ed il luogo lesse, dove il Pontefice gli dava la potestà dell'assolvergli. Segn. Stor. 5. 143. Il quale (lodo) racchiuso in questo Breve, segnato d'oro, si leggerà alla presenza vostra.

[Giust.] Om. Gre. 14. La lezione del Santo Evangelio, la quale ora fu letta nelle vostre orecchie, fratelli carissimi.

E a modo di Sost. Salvin. Annot. Buon. Fier. 518. (Man.) Il leggere ha da essere una cosa di mezzo tra il recitare in palco, ed il parlare ordinario.

4. Si dice altresì delle letture che si fanno per propria istruzione, o per passatempo. Bocc. Proem. 9. (C) Delle quali le già dette donne, che queste leggeranno, parimente diletto ed utile consiglio potranno pigliare. E g. 4. p. 3. Sono… stati alcuni, che, queste novellette leggendo, hanno detto che voi mi piacete troppo.Dant. Par. 12. Ancor troveria carta, Du' leggerebbe: i' mi son quel ch'io soglio. Fr. Giord. Pred. p. 16. col. 1. (Gh.) Siccome si legge di S. Ambrogio,… che fu eletto Vescovo, ch'era mondano, secolare, pagano.

5. T. Leggesi e un libro e un autore. Chi mi leggerà di qui a venticinque anni, m'intenderà meglio di chi legge adesso.

T. Coll'In poi. Non leggeste nel libro.

6. T. Con partic. Vang. Non leggeste come David entrò nella casa di Dio? – O non leggeste nella legge che?…

7. T. De' fatti, de' concetti in gen., non del libro proprio e delle parole. Vang. Non leggeste mai quel che fece David quand'ebbe necessità?

8. T. Leggere compreso L'intendere. Questo passo io lo leggo così; così dispongo grammaticalmente le parole, e le spiego.

9. T. Leggere a senso, senza senso (facendo o no intendere d'avere inteso quel che si legge, e con l'accento ajutando altri a intendere).

10. T. Farsi leggere; e dello scritto e dello scrittore, Invogliare altri che legga e continui la lettura. Volentieri si fanno leggere.

T. Lasciarsi leggere; Essere scritto o scrittore comportabile. Non si lascia leggere, non si può andare avanti leggendolo.

11. T. Coll'A. Domin. Gov. fam. 5. Ti prego se vorrai la risposta di tue domande ad alcuna persona leggere o comunicare, guardi prudentemente a cui.

12. T. Ass. sottint. il nome. Metta in opra la pazienza a leggere (questo scritto).

13. Insegnar leggere a' dottori. Pauli, Mod. dir. tos. cap. 3. pag. 14. (Gh.) È quel de' Latini Sus Minervam, che i Francesi solevano dire Parler latin devant les clercs.

14. Fig. T. Non sa leggere che nel suo libro; intende le cose a suo modo.

T. In altro senso prov. di quel prete ignorante che diceva di Non saper leggere altro che nel suo breviario. Prov. Tosc. 354. Essere come il Piovano Arlotto, che non sapeva leggere altro che nel suo libro.

[G.M.] Dicesi non solo nel pr., per significare Leggitore mal esperto, ma anche nel fig. di Chi non vuole ascoltare le ragioni altrui, e bada a ripetere le sue. È un gran pezzo che diciamo che non possiamo pagar di più: ma essi sono come il Pievano Arlotto, che non sapeva leggere altro che nel suo libro.

15. Leggere sul libro di alcuno vale Discorrere de' fatti di alcuno, anzi in biasimo che altrimenti. Non com. Malm. 5. 29. (C) Costui, che quivi s'è posto a bottega A legger sopra il libro della Strega. Cecch. Prov. 57. (M.) Qui si legge sul nostro libro.

16. † Essere indizio, o sim.; Scoprire, Manifestare. (T. Senso del gr. Λέγω, Dire.) [Giust.] Arr. da Sett. Tratt. cont. all'avvers. La magrezza di fuori legge l'amaritudine dentro. T. D. 1. 10. Le sue parole e il modo della pena M'avevan di costui già letto il nome (a vederlo tra le fiamme de' miscredenti, e udirlo parlare a me di suo figlio, questi segni mi dissero ch'egli era Guido Cavalcanti, mi fecero quasi leggere il nome di lui). Lo conferma il 2. 26. Per noi si legge… il nome di colei Che s'imbestiò nell'imbestiate scheggie (per rimproverare a noi i nostri falli sensuali, diciam cantando il nome della regina Pasife). Dichiarato da quello 2. 2. Il celestial nocchiero, Tal che parea beato per iscritto.

17. Vivo l'uso seg. Petr. Canz. 45. 5. (C) Nella fronte a Madonna avrei ben letto (cioè, conosciuto a' contrassegni). E son. 28. (M.) Di fuor si legge com'io dentro avvampi. Tass. Ger. 4. 48. (C) E ben l'istoria del mio mal futuro Leggergli scritta in fronte allor mi parve. Lasc. Parent. 3. 1. (M.) Nella serena fronte leggo com'ella si consuma, com'ella si strugge di trovarsi meco; tosto mi chiarirò se io son losco, o s'io so leggere.

T. Leggere nel viso, negli occhi, i pensieri, i sentimenti dell'animo. = Rucel. Luig. Oraz. fun. p. 12. lin. 1. (Gh.) Raffinò egli ottimamente quell'accorgimento, anzi quella divina perspicacia onde nelle superficie de' volti e ne' movimenti esterni leggeva a un tratto li interni affetti degli animi e le abilità, le nature, e le inclinazioni raffigurava di tutti li uomini.

T. Iddio mi legge nell'anima, nel cuore.

T. Leggere nell'altrui coscienza.

T. Ci par di leggere nell'avvenire. [Camp.] D. 3. 15. Grato e lontan digiuno Tratto, leggendo nel maggior volume U'non si muta mai bianco nè bruno. (Così tutti quanti i miei spogli.)

18. Dell'insegnare nelle scuole. [Camp.] D 3. 29. Ma perchè 'n terra nelle vostre scuole Si legge che l'angelica natura È tal che 'ntende e si ricorda e vuole.

19. T. Col quarto caso. Giambull. St. Ded. Leggendo pubblicamente negli studii e insegnando le scienze e le arti alla gioventù.

† Cas. Lett. 36. (C) Sono similmente richiesto di trovare un filosofo per mandar in Francia a un Prelato… Questo vorrebbe essere atto a leggere a detto signore. Anguill. Metam. 15. 5. (M.) Giunse andando ognor verso Orïente, Dove leggea quell'uom (Pittagora) tanto prudente. Bocc. Nov. 79. 30. (C)

T. Col soggetto espresso. = Diar. Monal. 332. (C) Domenica, a' dì 3 d'ottobre 1373, incominciò in Firenze a leggere il Dante messer Giovanni Boccacci. T.Leggere Aristotile, e sim. – Leggere metafisica.

Ass. Dant. Par. 10. (C) Che, leggendo nel vico degli strami, Sillogizzò invidïosi veri. Cas. Lett. P. Vett. p. 160. (Gh.) M. Lazaro avea 500 ducati di salario; il Rubertello non ne ha che 250; e a chi legge qui in Venezia si suol dare 240.

Varch. Lez. 423. (C) Per tacere… di tanti altri, i quali insin qui con tanta dottrina e eloquenza hanno chi orato, e chi letto. Lasc. Rim. 2. 268. (Man.) E perch'io sono un vaso D'ogni scïenza, come si dimostra, Legger contento sono a posta vostra. Dav. Accus. 141.

20. [Camp.] † Per Eleggere. Dittam. I. 6. E però quel ch'io dico nota e leggi. Bib. Eccles. 21. Il piede del pazzo leggerà andare nella casa del prossimo; e l'uomo savio si vergogna della persona del potente (Pes fatui facilis in domum proximi). (Così scrissero gli antichi Lezione per Elezione.) Gris. Om. Perchè cagione cerchi le preminenze e prefetture? Per essere sopra gli altri? Leggi adunque l'ultimo ordine, ed allora otterrai il primo luogo.

21. Riferito al testo nel quale è scritto checchessia. Dep. Decam. 69. (M.) Abbiam giudicato poter sicuramente in questo luogo seguitar l'ottimo libro, che così legge…

22. † Mandare i vestiti, o sim., a leggere vale Impegnarli. Pataff. (C) Le calze ho posto a leggere e imparare.

23. Per Trovare scritto. Petr. Canz. 38. 4. (C) Uomini e Dei solea vincer per forza Amor, come si legge in prosa e 'n versi. T. Leggesi ne' giornali. D. 1. 19. Nuovo Giason… Di cui si legge Ne' Maccabei.

Senza l'In. T. D. 1. 5. Semiramis, di cui si legge Che succedette a Nino. = Cavalc. Frutt. ling. (Man.) Onde eziandio di Cristo leggiamo, che pernottava in orazione. Borgh. Orig. Fir. 283. Come di Cincinnato, Fabbrizio e Curio si legge, che furon trovati lavorando, quando portavan loro i pubblici mazzieri, per dirlo a modo nostro, l'elezione della dittatura e del consolato.

24. Leggere d'alcuna cosa in cattedra vale Esserne molto pratico. Cecch. Inc. 1. 4. (C) A che proposito Innamorarsi chi non ha da spendere? N. Oh favellane meco, che so leggerne (Come si dice per proverbio) in cattedra. E Esalt. Cr. 1. Benissimo sapete quanto male Già fece Cosdroa re de' Persi a questo Regno, e come… D. Di cotesti Danni ve ne potrei leggere in cattedra.

25. Per Vedere. Buon. Tanc. 2. 5. (C) Non è piovuto fin da carnasciale. Piet. In modo che no' arem mala ricolta? Cecc. Leggete voi come sta la campagna: Fuor che del vino, ella non sarà molta.

26. [Cont.] † Leggere un disegno. Dei disegni a quadretti che servono alle ricamatrici ed ai tessitori. Spet. nat. XI. 177. L'artefice legge il disegno per regolare su i colori dei piccioli quadri, che lo compongono, l'ordine delle cordellette e de' pettini da abbassarsi vicendevolmente.

27. Modo fam. [G.M.] Mi avete a insegnar leggere e scrivere, e non già a conoscere certa gente! (cioè, la conosco quanto e meglio di voi; talchè sarebbe lo stesso che m'insegnaste a leggere e scrivere, che so da me). – Tu m'hai a 'nsegnar leggere e scrivere, ma non quel che sono certe promesse di libertà.

28. (Mus.) [Ross.] Cogliere la significazione della scrittura musicale, percorrendola coll'occhio. Don. Ann. Tratt. 1. 162. Alle quali (chiavi) poi, per comodità del leggere, se n'è aggiunta un'altra naturale, la quale si può dire che serva per cantare, come la prima serve per sonare.

[Ross.] Leggere a vista, od a prima vista. Eseguire con esattezza, franchezza e disinvoltura la musica, mentre la si legge per la prima volta.

[T.] Leggere da sè. – Farsi leggere, Ch'altri legga a intelligenza e uso nostro, e noi sentire. Questo anco dell'abitualmente servirsi d'un lettore.

T. Far leggere ad altri uno scritto o un libro, mostrando o ordinando che lo legga. Dar leggere, anche semplicem. lasciargliene facoltà.

T. Scritto che si legge, facilmente, chiaramente. Non si legge, o punto, o male. Questo non lo leggo, non lo posso ben decifrare.

T. Leggere o no il greco, il sanscrito, saper rilevare i caratteri, e cominciare anche a intendere.

Ass. T. Gli antichi avvertimenti dell'editore o dell'autore dicevano: A chi legge, A chi leggerà, A chi vorrà leggere. Ora non si dice più, essendo cosa disperata.

T. Il dicitore, interrompendo il parlare, dice al segretario o ad altri: Leggete. O egli stesso: Ora vi leggerò. O, congiungendosi in ispirito agli uditori: Ora leggeremo.

II. T. E ai lettori e agli editori, il parlante o lo scrivente domanda: In queste parole che ci leggete voi? Che c'intendete? Qual senso raccapezzate? Anco che non siano parole scritte. Leggiamo nel tal libro. – Leggiamo negli scrittori.

Ass. T. G. V. 10. 155. 4. E la cinta di fossi e di steccati che si legge, fece Giulio Cesare al castello d'Aliso in Borgogna.

T. Leggere i grandi scrittori, sottint. Sovente, Volentieri, Assaporarli, Insaporarsene.

T. E del libro e dello scrittore. Comincia a essere letto, È letto, Non è punto letto, dell'avere o no lettori in numero grande o sufficiente.

III. T. Leggesi non solo uno scritto o parte di quello, ma la materia contenutavi. Leggere le costui querimonie, insolenze.

T. Leggere in Omero il rincontro d'Andromaca, in Virgilio l'addio d'Andromaca. – Leggere la morte di tale o tal principe, quale una storia la narra.

IV. Leggevano, in cattedra gl'insegnanti, prima il testo d'autore, e poi dichiaravano. Quindi ogni insegnamento, Lezione. Scherza su ciò T. Salv. Rosa. Sat.Leggere al mondo Umanità le bestie.

V. Fig. T. Leggere augurii sinistri, ne' segni che porgono uomini o cose. – Leggeva nei pianeti il futuro. – Leggere nel libro de' giudizi di Dio.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: leggendovi, leggente, leggerà, leggera, leggerai, leggeranno, leggerci « leggere » leggerebbe, leggerebbero, leggerei, leggeremmo, leggeremo, leggereste, leggeresti
Parole di sette lettere: leggera « leggere » leggeri
Lista Verbi: legalizzare, legare « leggere » legiferare, legittimare
Vocabolario inverso (per trovare le rime): magnetosfere, litosfere, fotosfere, glusfere, bufere, megere, messaggere « leggere (ereggel) » ultraleggere, eleggere, rieleggere, rileggere, medioleggere, motoleggere, superleggere
Indice parole che: iniziano con L, con LE, iniziano con LEG, finiscono con E

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