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Informazioni utili online sulla parola italiana «pregiudizio», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Pregiudizio

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Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani | Wikipedia
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La parola pregiudizio è formata da undici lettere, sei vocali e cinque consonanti. Lettera maggiormente presente: i (tre).
Divisione in sillabe: pre-giu-dì-zio. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
pregiudizio si può ottenere combinando le lettere di: pizi + [godurie, guiderò]; prozii + guide; zurigo + piedi; prozie + guidi; perizi + [giudò, guido]; egizi + [dirupo, pudori]; pigrizie + duo.
Componendo le lettere di pregiudizio con quelle di un'altra parola si ottiene: +[leve, vele] = pregiudizievole; +[levi, live, veli, ...] = pregiudizievoli.
Vedi anche: Anagrammi per pregiudizio
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: pregiudizi.
Altri scarti con resto non consecutivo: pregio, prego, prudi, pizio, pizi, regio, riudii, riudì, ridi, rido, rudi, egizio, egizi, giudò, udii.
Parole contenute in "pregiudizio"
giù, udì, zio, regi, pregi, giudizi, giudizio, pregiudizi.
Lucchetti
Usando "pregiudizio" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * giudiziosa = presa; * giudiziose = prese; * giudiziosi = presi; * giudizioso = preso.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "pregiudizio" si può ottenere dalle seguenti coppie: presa/giudiziosa, prese/giudiziose, presi/giudiziosi, preso/giudizioso.
Sciarade incatenate
La parola "pregiudizio" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: pregi+giudizio, pregiudizi+zio, pregiudizi+giudizio.
Intarsi e sciarade alterne
"pregiudizio" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: prudi/egizio.
Frasi con "pregiudizio"
»» Vedi anche la pagina frasi con pregiudizio per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Non ho alcun pregiudizio se mio figlio si sposa con una donna di colore.
  • Non ho nessun pregiudizio a parlare con persone in difficoltà.
  • Pensare che la guerra possa risolvere ogni conflitto è un pregiudizio, la realtà è che si cerca il potere sul mondo.
Libri
  • Orgoglio e pregiudizio (Scritto da: Jane Austen; Anno 1813)
Titoli di Film
  • Orgoglio e pregiudizio (Regia di Joe Wright; Anno 2005)
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Ubbia, Pregiudizio, Fisima, Uria - L'Ubbia è vana opinione, o pensiero superstizioso di chi crede cose portentose o di mal augurio, onde spesso piglia quasi significato di Avversione. - Pregiudizio è Giudizio fatto senza pensare alle cose che dovrebbero determinare il giudizio, e il fondare sopra esso un'opinione. - Fisima è opinione capricciosa, nata spesso da pregiudizii e da superstizioni. - [Uria, probabilmente corruzione di Augurio, è voce del volgo fiorentino e dei campagnuoli toscani a indicare sinistro presagio, brutto pronostico e simili. G. F.] [immagine]
Preoccupazione, Prevenzione, Pregiudizio - Preoccupazione è quello stato dell'animo si compreso da un'idea, che difficilmente può prenderne una contraria. - Prevenzione è una disposizione dell'animo che ci consiglia a giudicare favorevolmente o sfavorevolmente una cosa. - Il Pregiudizio è un giudizio anticipato, una credenza stabilita senza esame. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Danno, Detrimento, Nocumento, Scapito, Discapito, Perdita, Pregiudizio, Svantaggio, Aggravio, Iattura - «Danno, da demere, indica qualunque privazione che soffre una persona o un oggetto, sia corpo o spirito. Detrimento, da deterere, indica diminuzione fatta per lenta detrazione, per attenuazione. Nocumento, da nocere, è privazione di bene prodotta per forza di male, senza idea diretta di detrazione o scemamento. Svantaggio è il danno che viene dalla privazione di un utile: è idea negativa. Iattura è propriamente il gettare delle merci in mare, per alleggerire la barca pericolante. Ma in traslato, iattura vale ogni danno che viene dal gettar via. Discapito è propriamente danno di capitale in denaro ed in merci: ha sottintese le due idee relative del guadagno che se ne poteva attendere, e del fondo scemato. Perdita è la causa o una del danno. Aggravio è peso indebito che rechi danno alle facoltà, o nocumento al benessere». Romani.

«Pregiudizio è nocumento che procede da giudizio anticipato, o come che sia erroneo, che altri porti sul conto nostro. E chi prima applicò questa voce a significare ogni altro danno, mostrò di ben conoscere quanto l’uomo esser possa danneggiato dalle false opinioni degli uomini». Polidori.

Scapito è lo stesso presso a poco che discapito: è perdita reale, ovvero è non conseguimento di guadagno creduto certo. Discapito pare vorrebbe dire più precisamente intacco del capitale, quasi discapitalizzare; e scapito, soltanto il provento, il guadagno, il reddito: scapita però la merce nello stare nei magazzini, invecchiando. Si scapita nella riputazione, si scapita nell’onore per colpa nostra e d’altri. [immagine]
Errore, Aberrazione, Sbaglio, Fallo, Equivoco, Pregiudizio; Errare, Sbagliare, Scambiare, Fallare - L'errore è una falsa idea o principio di cui la mente è compresa. L'aberrazione è, dirò così, errore momentaneo della mente, che, illusa da qualche falso bagliore, lo segue e perciò travia. Lo sbaglio è dell'intelletto, e la conseguenza di un errore nel giudicare: chi su tutto vuol ragionare, o direm meglio, argomentare, spesso la sbaglia. Il fallo non è più errore speculativo, è errore di fatto: il proverbio dice: chi fa, falla. L'equivoco può provenire da un errore de' sensi o dal non intendere a dovere; l'equivoco sta nel pigliare una cosa per un'altra: non è dunque sempre pericoloso o dannoso: sonvi degli equivoci innocenti, e che muovono a saporitissime risa. Il pregiudizio è un modo di vedere esclusivo, giudicando tutto dietro certi principii, che concessi anche veri per qualche lato, non possono essere così generali da volere comprendere e misurare ogni cosa; peggio poi, se siano in tutto falsi o esagerati. Pregiudizii, in fatto, sono poi questi strambi giudizii che si radicano così fattamente nello spirito, da non poterneli più divellere a niun patto. I pregiudizii del popolo sono tanti e taii, che a guarirnelo ci vorranno non anni, ma secoli; e sarà questa la parte più difficile della sua educazione: ciò non s'otterrà che quando le scienze, o almeno i loro corollarii più ovvii saranno divenuti patrimonio di tutti. Il pregiudizio è il pessimo degli errori. Errare è andar lungi dal vero: sbagliare è sragionare o giudicare male. Scambiare è prendere una cosa per un'altra, apposta o inavvertentemente. Fallare è mancare alla giustizia più che alla verità: non tutti son capaci di ragionare rettamente, di discernere a prima vista il vero dal falso; ma tutti hanno un intimo senso che di ciò che sarebbe fallo gli avverte. [immagine]
Pregiudizio, Preoccupazione, Prevenzione - La prevenzione è in noi o per fatto altrui, o per sospetto nostro, e il più delle volte contro persona o cosa, e ben più raramente in favore: dalla prevenzione, il pregiudizio, che è appunto un giudicare avventato sopra dati insufficienti o falsi. Preoccupazione vale, alla lettera, occupazione antecedente; ora se lo spirito rimane assorto da questa non può la successiva comprendere. La preoccupazione disturba la mente, la prevenzione mette in sospetto o in apprensione, il pregiudizio ci fa sovente ciechi o ingiusti. [immagine]
Ubbia, Paura, Pregiudizio, Superstizione - Ubbìa è una certa vana credenza, speranza, o temenza proveniente da cosa logicamente impossibile: è ubbìa tanto il credere che un sogno possa avere relazione cogli avvenimenti successivi della nostra vita, quanto lo sperare un terno al lotto pei numeri dal sogno medesimo ricavati, o il temere disgrazia o disavventura per aver sognato, veduto, inteso pronostici, secondo una certa maniera di vedere, nefasti. L'ubbìa viene da pregiudicato errore; è paura vana in quanto ci affligge realmente per cose o pericoli immaginarii; è superstizione perchè rimasuglio superstite appunto di credenze riprovate e riprovevoli come ogni altra superstizione è, e che alla luce della verità religiosa e scientifica dovrebbero scomparire. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Pregiudizio - e PREGIUDICIO e † PROGIUDIZIO (che il pop. tuttavia dice) e † PROGIUDICIO. S. m. Atto del giudicare innanzi, e Effetto dell'anticipato giudizio. Il senso più gen. è dato nell'es. seg. Salvin. Disc. 1. 370. (M.) Sarebbe prima di mestieri, che, insieme coll'altre cose giudicate avanti di conoscere, che da loro sogliono appellarsi pregiudizii, o sentimenti antigiudicati, si disfacessero in primo luogo della opinione di se medesimi. (Rosm.) Pregiudizio è un giudizio ammesso senza esame. E: Pregiudizio vero distinto da pregiudizio falso. T. Ma perchè nell'affrettare il giudizio è sovente pericolo, la parola ha, d'ordin., mal senso. – Nondimeno, il Pregiudizio, anche causa d'errori, Errore non è. Distinguesi anco dalla Prevenzione, perchè la mente prevenuta può ancora astenersi dal giudicare.

T. In Ces. è una locuz. di potente semplicità: Pregiudizio de' fatti, e vale che i fatti hanno deciso, la cosa dover essere così, e non altrimenti; hanno prevenuto il giudizio e la deliberazione degli uomini.

Magal. Lett. fam. 1. 136. (M.) Questo ombrare… può essere un pregiudizio di quelle prime apprensioni… T. Ulp. Far pregiudizio alla verità.

2. In senso più espressam. non buono. Magal. Lett. Ateis. 1. 9. (C) Ell'era preoccupatissima dai pregiudizii d'una educazione superstiziosa. T. Il pregiudizio preoccupa la mente, preoccupa lo stesso giudizio; ma la preoccupazione può stare senza il pregiudizio, può l'affetto essere preoccupato, e non ancora pregiudicata la mente. Menz. Op. 2. 37. (Gh.) Queste sono debolezze che ci rimangono da' pregiudizii suoi. T. Pregiudizii de' luoghi piccoli. – Pregiudizii politici, letterari. – Pregiudizii di scuola.

T. Vieti pregiudizii, Concernenti idee o consuetudini che non hanno più luogo. – Pregiudizii veterati, nell'uomo, in una società d'uomini.

T. Animo libero da pregiudizii. – Imbevuti dei pregiudizii. – Infetto di pregiudizii. – Tor via i pregiudizii. = Buondelm. Lett. 115. (C) Distruggere i falsi pregiudizii d'una educazione ridicolosa. T. Dissipare i pregiudizii.

3. T. Il senso forense non è che un uso particolane, e rimane nel ling. della giurisprudenza; nel qual senso, come storico, sarebbe forse più chiaro scrivere Pregiudicio. Ulp. Pregiudicio, l'indagine pregiudiciale, con la quale ricercasi p. es. l'esistenza e il carattere della persona, per quindi cercare s'ella abbia tale o tale dovere o diritto, merito o colpa. Plin. Ep. Chiese che non si facesse pregiudicio alla cognizione che aveva Cesare a prendere della causa (che tutta l'informazione fosse serbata a Cesare stesso). Fare, anco in Cic. – Gell. Tauro invitò il padre del preside a sedersi, e quegli: Segga questi, piuttosto, ch'è magistrato del pop. rom. Ma Tauro rispose: senza pregiudicio, siedi tu intanto, mentre che… Cic. Già da due pregiudicii condannato. – Anco in senso buono. Liv. Così grande pregiudicio del senato (in favore d'uno Scipione).

T. Ascon. Pregiudicio è quando la cosa stabilita per anteriore giudizio serve d'esempio a nuovi giudizii. Giudizio è la sentenza che diffinisce la causa. Nel Ven. lo dicevano: Caso seguìto. Ora francesem. I precedenti, Un precedente. Gordian. In Cod. Le cose giudicate in altre cause non recano nè vantaggio nè pregiudizio a coloro che non hanno in quel giudizio avuta parte. Trif. Dig. Senza alcun pregiudizio della lite.

4. † Quindi usavasi per Pena giudicata o da giudicarsi. Dav. Scism. l. 1. c. 37. (M.) A pena di scomunica, privazion del regno, e di tutti i beni, d'interdetto, e sino a dieci altri pregiudicii tremendi. [F.T-s.] Nard. St. I. Perdonando a tali debitori le pene e pregiudici ne' quali, secondo la giustizia, incorsi fussero. = Ambr. Cof. 1. 3. (M.) Con una patente amplissima, Che lo ribenedica, e che lo liberi, Come innocente, d'ogni pregiudizio. Dep. Decam. proem. Un testo di casa i Cavalcanti… da' vecchi loro sotto stretto fedecommesso, e gravi pregiudizii, cavandolo di casa, lasciato a' posteri loro. [Val.] Fag. Comm. 6. 353. Parlai in tuo favore, ti liberai da ogni pregiudicio, nel quale eri incorso.

5. Quindi in senso aff. a Danno; ma più pr. sarà laddove un'idea, diretta o indiretta, di giudizio abbia luogo. T. Scevola: Patire pregiudizio. – Se le fossi di pregiudizio. – Non voleva farmi nessun pregiudizio. Segner. Pred. 420. Non v'accorgete di quanto gran pregiudizio vi siete fatto con cotesto vostro discorso. Bertin. Specch. 35. Che finalmente vi apporta un pregiudizio più grave. Salvin. Disc. 2. 377. Stante queste premesse, io non veggo come lo studio delle lingue… possa recare pregiudizio allo studio delle scienze.

6. Con partic. – In. Pass. 345. Pospognendo e dimenticando la propria salute, in progiudizio e pericolo delle loro anime. Bocc. Nov. 9. g. 7. A me pare, che tu da capo ritorni a colui, che in mio pregiudicio nuovamente vuol divenir leale. E nov. 7. g. 6. (C) Se voi volete in pregiudicio del mio corpo e della vostra anima esser di quella esecutore, a voi sta. Red. Lett. fam. 2. 437. Non è possibile che io da lontano possa scriverle cosa alcuna di sicuro sanza pericolo manifestissimo d'incontrare qualche errore in suo progiudizio.

A. [Cors.] Pallav. Stor. Conc. 2. 3. 3. Fu costretto a ritorre a molti le rendite… ma nullamente a pregiudizio del possessore.

Con. T. Con grave pregiudizio. = Pass. 11. (Man.) Dicendo con progiudicio delle loro anime, che… Car. Lett. 1. 306. E Dio voglia che non sia con troppo vostro pregiudizio.
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