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Informazioni utili online sulla parola italiana «sé», il significato, curiosità, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


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La parola è formata da due lettere, una vocale e una consonante.
Per i giochi di parole vedi se.
Frasi con "sé"
»» Vedi anche la pagina frasi con sé per una lista di esempi.
Citazioni
  • Nel 1745, su Lettere d'Eugenio Apologista delle dissertazioni della Storia del probalismo, e del rigorismo ad un collega del padre F. Daniello Concina, è riportato: "Vi ricordo qui intanto alla sfuggita, che anche San Tommaso non sa riconoscere quelle individue azioni morali, le quali non siano in sé stesse né oneste, e meritorie e né meno moralmente ree, e con del positivo demerito".
  • Nel 2011, Osho, in Essere se stessi, scrive: "Un invito alla consapevolezza, alla responsabilità e alla ricerca del Sé, per uscire dal sonno che annebbia la nostra coscienza e sentire che ogni istante è il migliore e ogni rosa la più bella".
  • Il 18 novembre 2013, il quotidiano Corriere della Sera, in un articolo sportivo sulla partita di pallacanestro giocata dalla Virtus Acea Roma contro Bologna, riporta: "Jordan Taylor non trova il canestro neppure quando davanti a sé ha praterie da percorrere a occhi chiusi e i giovani di Bologna Fontecchio e Imbrò inventano triple che hanno il sapore della condanna".
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Da per sé, Di per sé, Da sé, Da sé da sé - Fare o stare da sè vale senza bisogno d'aiuto, sostegno o compagnia. Da per sè, e di per sè vale indipendenza, legittima o illegittima che sia: fa da per sè chi non vuole consiglio, comando o altra suggezione: di per sè è meno usato. Da sè da sè vale segregazione assoluta, qualunque sia lo stato o l'azione. [immagine]
Egoista, Tutto di sè, Di sè - L'egoista, non solo è di sè, tutto di sè egli, ma vorrebbe anche che altri fosse tutto di lui, e tenta di farsi centro di ogni affezione, di ogni riguardo, di ogni preferenza altrui, e smania o si rode se non vi riesce: vuol che tutto converga in sè e per sè, senza dar nulla in ricambio: l'uomo di sè, tutto di sè è meno esigente; si contenta di fare di sè un idolo, e di sacrificare a sè, unicamente a sè, tutte le sue affezioni; del mondo, de' suoi simili non gl'importa un bel nulla: è molto se sa che esistano: ben di sovente non se ne ricorda. [immagine]
Fra sè, Dentro di sè, Fra sè e sè - L'uomo pensa o dice fra sè qualche cosa, ma o in silenzio, o così piano che altri non possa udirlo: dentro di sè è più nascosto; di chi parla fra sè vedonsi gesti, moti di testa, di labbra, di fisonomia, da cui un fino osservatore potrebbe arguire qualche cosa; chi parla o pensa dentro di sè non lascia trapelar segno alcuno che lo tradisca. Parla o pensa fra sè e sè chi quasi va facendo un dialogo, come s'egli fosse due persone, e dice il pro e il contro: quei due mi fatto l'effetto di due enti di ragione che sulla tesi posta contendano: può per altro significare il semplice fra sè. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
- Pronome primitivo sing. e plur., e di tutti i generi, che gli antichi talora dissero anche Sene. Non ha se non quattro casi: secondo, terzo, quarto e sesto. (C) Lat. aureo Se, Sibi.

2. Nel secondo caso. Petr. Son. 4. part. I. (C) Di sè, nascendo, a Roma non fe' grazia. Bocc. Nov. 2. g. 2. E quivi ad istanzia di sè la facea stare. E nov. 7. g. 2. Il Duca, queste cose sentendo, a difesa di sè similmente ogni suo sforzo apparecchiò.

[G.M.] Uomo tutto di sè; Gente tutta di sè; A cui non importa che di sè, e che non ha cuore per nessun altro.

3. Il secondo caso riceve, senza perdere il segno tutte queste preposizioni Fuori, Verso, Appresso, Sopra, Contro. Bocc. Nov. 1. g. 1. (C) Manifesta cosa è, siccome le cose temporali tutte sono transitorie e mortali, così in sè e fuor di sè essere piene di noja e d'angoscia. E Introd.Ciascuna verso di sè bellissima. E nov. 3. g. 1. In grande e onorevole stato appresso di sè il mantenne. E Lett. Pin. Ross. 269. Chi è sì fuor di sè che non conosca invano darsi conforti alla misera madre, mentre ella davanti da sè il corpo vede del morto figliuolo? Fior. S. Franc. 6. Perciocchè egli era sì fuori di sè, che delle tue parole non udiva nulla. Fr. Jac. Tod. 5. 24. 75. Accorta vede bene La bellezza che tiene, Che la trae fuor di sene. Rim. ant. Guitt. R. Le sembra allora d'esser fuor di sene.

4. Nel terzo caso. Petr. Canz. 2. 6. part. II. (C) Orsi, lupi, leoni, aquile e serpi Ad una gran marmorea colonna Fanno noja sovente, ed a sè danno. [Camp.] Guid. G. A. Lib. 4. Fece congregare (lo re Peleo) Jasone ed Hercules e gli altri re davante a sene. = Bocc. Nov. 10. g. 3. (C)Dirimpetto a sè fece star lei. E nov. 5. g. 2. E a se medesimo dispiacendo per lo puzzo…, su per una via chiamata la ruga Catalana si mise. E g. 4. p. 10. Era sì abituato al servigio di Dio, che malagevolmente le cose del mondo a sè il dovrebbono omai poter trarre.

5. E senza segno pure del caso. Bocc. Nov. 5. g. 7. (C) Quando la gelosia gli bisognava, del tutto se la spogliò. E nov. 9. g. 3. Se 'l fece chiamare, e sì gli disse.

6. Nel quarto caso. Bocc. Nov. 3. g. 4. (C) A così fatto partito il folle amore di Restagnone, e l'ira della Ninetta sè condussero e altrui.

Bocc. Nov. 3. g. 2. (C) E sè ad ogni suo servigio… offerse. E nov. 7. g. 3. Apertamente confessarono, sè essere stati coloro che Tedaldo Elisei ucciso aveano.

7. Il quarto caso riceve le preposizioni Infra, Intra, Tra, che vagliono lo stesso; e In, Appresso, Per, Verso, e Sopra. Bocc. Intr. (C) Avien già più particolarmente tra sè cominciato a trattar del modo. E nov. 9. g. 2. Sopra sè recatasi, disse:… (cioè, in atto di pensare). E nov. 7. g. 3. Ma ciascuno per sè, e poi tutti insieme apertamente confessarono… (cioè, di per sè). E nov. 1. g. 4. Tirata sopra sè la cortina…, quivi s'addormentò. E nov. 2. g. 5. Dando loro licenza di fare intra sè quello che più fosse a grado a ciascheduno. E nov. 5. g. 8. Fra sè ordinato che dovessero fare e dire, la seguente mattina vi ritornarono. E nov. 7. g. 8. Con le barbe più nere gli vedete, e sopra sè andare, e carolare, e giostrare (cioè, colla persona diritta e in sulla vita, che si direbbe anche sopra di sè). E Canz. 7. 2. Ciascun per sè accese novo foco. Pass. 58. Santo Antonio, tornando in sè, tutto confortato cognobbe la presenza di Dio in quella luce. Petr. cap. 2. Costui certo per sè già non mi spiace.E cap. 6. Ma ciascuna per sè parea ben degna Di poema chiarissimo e d'istoria (cioè, nel suo essere, di sua natura).

Dant. Inf. 3. (C) Non furon ribelli, Nè fur fedeli a Dio, ma per sè foro. T. Qui Per vale quello che il lat. Pro, e corrisponderebbe al sesto caso lat. V. il § seg.

8. Nel sesto caso. Bocc. Introd. (C) Non d'altra maniera, che se similmente tutti i suoi avesse da sè cacciati. E nov. 1. g. 6. Cominciò una sua novella, la quale nel vero da sè, era bellissima (cioè, di sua natura). Petr. Canz. 6. 1. part. I. A cui rivolgo il mio debile stile, Pigro da sè, ma il gran piacer lo sprona (cioè, naturalmente). F. V. 11. 87. Bindo v'andò, e da sè a lui aperto gli mostrò tutti i suoi errori (cioè, a solo a solo).

9. Il sesto caso riceve le preposizioni In e Con, ma la prep. Con molte volte gli si pon dietro e gli s'affigge, facendosene una sola dizione, e per rispetto del suono gli toglie la N. V. SECO. Rim. ant. Guitt. R. (C) E discorre con sene entro il suo core. Dant. Inf. 30. Sostenne… Falsificare in sè Buoso Donati, Testando e dando al testamento norma (facendolo in testa d'un morto, e mettendosi in letto per lui). Bocc. Nov. 6. g. 3. Ricciardo in se medesimo godeva di queste parole. E nov. 10. g. 6. Seco proposero di fargli di questa penna alcuna beffa. Franc. Sacch. Nov.166. L'amico appena era ancora in sè, che cominciò a dire:… (cioè, appena era rinvenuto dallo sbalordimento).

10. Si pone avanti le particelle Il, Lo, Gli, La, Le, scrivendosi talora in vece di Se il, Se 'l, o anche Sel. Bocc. Nov. 9. g. 3. (C) Sel fece chiamare, e sì gli disse. E nov. 1. g. 4. Appressatoselo alla bocca, sel baciò. E nov. 5. g. 7. Quando la gelosia gli bisognava, del tutto se la spogliò.

11. Se, fu usato anche per Loro. [Val.] Bart. Simb. 16. Il mare e i venti in rotta fra sè.

12. Se, usato in forza di Sost., significa l'Interno. Salvin. Disc. 1. 371. (C) Parmi che nel suo sè così dicesse Platone.

13. Altri modi.

14. Aver da sè, vale Aver del proprio, del suo. Non com. Cecch. Dot. 4. 2. (Man.) E' ti so dir, che gli è valuto L'aver da sè.

15. Badare, o Abbadare a sè, dicesi di Chi non s'intriga ne' fatti altrui. (Man.)

16. [Val.] Chiamare a sè, parlandosi di Dio, Farlo partir di questa vita, morire. Leggend. Tobia, 8. Credendo che per la sua orazione gli chiamasse l'anima sua a sè, sì chiamò il figliuolo.

17. [Val.] Da sè. Di propria autorità. Fortig. Capit. 1. 1. Avrai… Chi ti chiede ancor con voce tronca E penne e libri, e dà sè se li pigli.

18. [Val.] Da sè. Separatamente, A parte. Bart. Simb. 464. È materia d'un argomento da sè. E 191. Tutte le adunanze, che formano un corpo da sè.

[G.M.] Andare da sè. Bambino che va da sè; Che ha cominciato a sciogliere il passo.

[G.M.] La cosa va da sè (procede da sè, o non ha bisogno di lunghe deduzioni). Il mondo va da sè (dicono gli spensierati). – E ripetuto con più forza. Da sè da sè.

[G.M.] Questo è da sè; È cosa diversa.

[G.M.] Stare da sè; Star di casa da sè; Metter su casa da sè; Tornare a star da sè. (In casa propria, Non convivere con altri.)

19. [Giust.] Esser di sè. Amare se stesso, ma soverchiamente. Il seg. è antiq. Arr. da Settim. Tratt. cont. all'avvers. Lib. III. Tu se' troppo teco, e matto credi troppo a te stesso, e tu solo ti credi essere il valente Cato.

20. [G.M.] Essere in sè; Avere la mente seco. Il contr. Essere fuor di sè. Terenz. Formion. Non sum apud me. – Atqui opus est nunc cum maxume ut sis. Non sono in me. – Ma bisogna che ora tu sia in te più che mai.

21. [G.M.] Fare da sè. Prov. Comandare e far da sè.

22. Fare una cosa sopra di sè, vale Farla a proprie spese. Bott. Lett. Zen. 110. (Man.) Non vogliono stampare sopra di sè nè pure una Dottrina Cristiana. T. In gen. Operare entrando mallevadori, intendendo voler rispondere di quel che si fa. [G.M.] Ha aperto bottega sopra di sè.

23. [Camp.] Farsi in sè, per Volgere la mente sopra se stesso, Esaminare la propria coscienza. Istr. relig. Lo religioso che ha dato se medesimo ad operazione celestiale, conviene ch'elli sia fuore d'ogni sollecitudine di cose temporali, acciocchè fattosi in se medesimo al postutto, non trovi in sè nulla cosa di questo mondo. T. Così, non com.; ma sì Rientrare in sè, Ritornare a sè, alla propria coscienza.

24. [Camp.] Piegare alcuno a sè, per Attraerlo a sè, Volgerne tutta a sè l'attenzione. D. 2. 19. Ed io: con tanta sospiccion fa irmi, Novella visïon, che a sè mi piega, Sì ch'io non posso dal pensar partirmi.

25. [Val.] Recare a sè. Appropriarsi, Far suo. Pucc. Centil. 8. 93. Recando il Fiorentin l'ingiuria a sè, Vi cavalcò.

26. [Camp.] Ristretto dentro di sè, per Concentrato, Alienato da' sensi. D. 2. 17. E qui fu la mia mente sì ristretta Dentro da sè, che di fuor non venía Cosa che fosse allor da lei recetta.

27. [Camp.] Sapere se stesso, per Conoscere se medesimo. Fr. Giord. Tratt. 6. Dice che molti sanno molte cose, e se medesimi non sanno.

28. [Camp.] Stare con se medesimo, per Tenersi tutto in sè chiuso, meditando. Lett. anon. I. Onde stando con seco medesimo, e pensando la misera sua vita…

[G.M.] Stare in sè; Star lì colla mente. Terenz. Andr. Tu face apud te ut sies; Procura di stare in te; di star lì col cervello. Essere in sè, vale anco Non avere smarrito i sensi o la ragione affatto; Stare in sè è proprio dell'attenzione.

29. [Camp.] Stare sopra di sè, Stare raccolto in un pensiero, e simili. Vit. Imp. rom. Stette Cesare sopra di sè; allora, considerando l'impresa grande, e' voltossi ad alcuni i quali erano presso a lui, dicendo…

[G.M.] Stare sopra di sè; vale anco Stare raccolto sulla persona, senza protendersi verso altri, nè sporgersi in fuori.

[G.M.] Stare a sè; Starsene piuttosto ritirato. È un uomo che sta molto a sè.

[G.M.] Stare colle mani a sè; Senza portarle addosso ad altri. Quando parla, stia colle mani a sè; Tenga le mani a sè. T. Se lo dice una donna, dice dimolto.

30. [Camp.] Tenersi per sè, Difendersi da sè, con le proprie forze. M. Pol. Mil. Làe è castella e diserti assai, e 'l luogo molto forte, e tiensi per se medesimo, e avvi re…

31. [G.M.] Tenere una cosa in sè; Non la palesare ad altri.

T. Tenere una cosa per sè; non ne far parte ad altri.

32. [Camp.] Uscire di sè, per Iscostarsi dal suo natural modo d'operare. D. 3. 23. Così la mente mia, tra quelle dape Fatta più grande, di se stessa uscìo, E che si fêsse, rimembrar non sape.

33. [Camp.] Uscire di sè, per Svenire, Smarrire gli spiriti, ecc. Med. Pass. G. C. Al suono del martello la povera Madre venne risentendo; apre gli occhi e dice… lo mio Figliuolo,… uscìo di sè un'altra volta.

34. [Camp.] Volgersi in sè, per Voltarsi l'uno verso l'altro a riguardarsi o parlarsi. D. 1. 23. Mi rimiraron senza far parola; Poi si volsero in sè, e dicean seco: Costui par vivo all'atto della gola.

[T.] Sè, in corrispondenza o in opposizione a Altri o Alcuni altri, o Tutti gli altri. T. Bocc. Nov. 7. g. 8. Venne a seusar sè e a confortar me. D.2. 20. Tragge (viene) un altro Carlo fuor di Francia, Per far conoscer meglio e sè e i suoi.

T. Prov. Tosc. 92. Ognun vuol meglio a sè che agli altri (può intendersi e in senso ignobile, e in più vero; in quanto l'amore di sè, non l'amor proprio, e innato all'uomo; ma non è vero amore di sè il posporre i maggiori beni altrui a' beni nostri minori). D. 2. 14. Molti di vita e sè di pregio priva. Ales. Manz. Compassione di sè e degli altri. Prov. Tosc. 84. Chi sta bene con sè, sta bene con tutti (avere tranquilla la coscienza. Il Sè denota sovente la più spiritual porte della pers., il vero Me umano). Così Tenere in sè, vale Tenere segreto, Non far trasparire nè con parole, nè con altri segni quel che si sa e che si sente. Ass. per ell. Tenga in sè.

Sottint. l'idea degli altri. T. Prov. Tosc. 91. Il fornaio inforna sempre mai, ma non mai sè (la ricerca dell'utile non ci sia danno; e, se incauta, danno diventa).

II. Più ass. T. Contentamento di sè, in senso buono. Può non l'avere buono l'agg. Contento di sè, massime se si dica Troppo contento di sè. l vani paiono beati di sè. L'ass. Uomo pieno di sè, dice che l'orgoglio e la boria, e la smania di quanti vantaggi o utili facciano sperar prevalenza, e tendasi a procacciarli con altrui danno e dolore e depressione. – Dell'Amore di sè, in quanto distinguesi dall'Amor proprio, s'è già not. – I Lat. pagani non distinguevano le due cose. Hor. Caecus amor sui, Et tollens vacuum plus nimio gloria (la boria) verticem. – Non curare di sè, de' proprii vantaggi o utili. Ales. Manz. Oblio di sè. (Qui Oblio ha senso buono, il non troppo pensare),

T. Pensare a sè, vale piuttosto A' casi proprii, ai proprii doveri, ai pericoli che minacciano; contr. del Troppo affannarsi per i beni esteriori.Badare a sè, gli è consiglio, e talvolta rimprovero; non essere curiosi de' fatti altrui, e severi più a' fratelli che a sè.

III. Ass. della pers. in senso corp. T. D. 2. 13. Poi fisamente al sole gli occhi porse, Fece del destro lato al muover centro, E la sinistra parte di sè torse. – Nel modo Gli ha donato, Gli ha consacrato, Gli ha perduto la miglior parte di sè, intendesi di tutta sovente la vita e corp. e intellettuale e mor.

IV. T. Quando concerne un'azione corp. che l'uomo fa, riguardante lui stesso. D. 2. 8. Com'io parlava, e Sordello a sè il trasse, Dicendo: Vedi là il nostro avversaro. – E drizzo 'l dito, perchè 'n là guatasse. E 32. Come vespa che ritragge l'ago, A sè traendo la coda maligna, Trasse del fondo.

V. In senso sim., spirit. D. 2. 14. Poi ch'ebbe la parola a sè raccolta. E 5. L'uomo in cui pensier rampolla Sopra pensier, da se dilunga il segno. – Dio l'aveva pieno di sè, ispirato di sè.

T. Far ridere di sè.

VI. (T. Quando l'azione dell'uomo o del suo pensiero, ritorna sopra se stessa, gli aurei Lat. discernevano bene quest'atto col Sè, non lo denotavano con eum o illum o sim. Tal forma è a noi rara, ma non da antiquare, perchè giova alla chiarezza del linguaggio, segnatam. psicol. Bocc. Nov. Conobbe sè divenire innamorato. Più antiq. ancora e che addita l'orig. dell'Ohimè, detto anche O me! (D. 1. 28.). Bocc. Nov.Dolente sè (querela che fa l'uomo in commiserazione di sè).

VII. T. Sim. uso del Sè riguardante l'azione d'altra pers., ma in riguardo a lei stessa. Non com., ma gioverebbe a chiarezza. D. 2. 13. Con questi Altri rimondo qui (in purg.) la vita ria, Lagrimando a Colui che sè ne presti (a Dia che ci faccia fruire di sè). E 5. Di vita uscimmo a Dio pacificati, Che del desio di sè veder ne accora (ci affligge col non soddisfatto desiderio di veder lui. Ma il Sè è qui più pr.). Salm. Misericordia Domini in aeternum timentibus se. D. 1. 19. Chi è colui… che si cruccia guizzando?… Se tu vuoi ch'i' ti porti Laggiù… Da lui saprai di sè e de' suoi torti (te lo dirà egli da sè. Da lui saprai di lui, sconverrebbe).

VIII. T. Laddove per solito il Sì congiungesi al v. rifl., talvolta per più efficacia si può disgiungere, e porre Sè. D. 2. 28. Sì appressando sè, che il dolce suono (del canto di lei) Veniva a me. E 1. 34. Appigliò sè alle vellute coste. E 3. 28. E sè rivolge per veder se il vetro Gli dice vero (si rivolge, renderebbe l'immag. più sfuggevole). E 2. 30. Al carro volse sè come a sua pace. E 3. Restaro, e trasser sè indietro alquanto. E 32. Come sotto gli scudi, per salvarsi, Volgesi schiera, e sè gira col segno (bandiera), Prima che possa tutta in sè mutarsi (mutare la direzione del suo movimento). Ap. Avvertentium se a veritate. Virg. Atque in se sua per vestigia volvitur annus. E: Nexantem nodos seque in sua membra plicantem. E il pron. schietto in tutte e tre le pers., ferma l'attenzione meglio. Mi guardava, non dice quanto Guardava me, determinatamente, Me solo, o me più che altri, con più attenzione che gli altri.

IX. In altre forme sim., ancor meno usit. Il Me similmente. T. D. 2. 1. Com' io dal loro sguardo fui partito Un poco me volgendo all'altro polo, Vidi… Ivi: Mostrato ho (a) lui tutta la gente ria, E ora intendo mostrar quegli spirti Che purgan sè sotto la tua balìa (da te custoditi, o Catone). E 31. Sè dimostrando del più alto tribo Negli atti; l'altre tre si fero avanti (le Virtù teologali, della più alta schiera tra le virtù, delle quali egli fa tante gerarchie quasi angeliche: tali si dimostrarono negli atti loro). E 3. 13. Attesersi (attesero) a noi quei santi lumi Felicitando sè di cura in cura (con sempre nuove cure d'amore aggiungendo alla propria felicità).

T. Più strano il men vecchio. Dav. Scism. E lui sè scontorcente e giustamente scusante… pinse in tribunale.

Ell. potente e evidente nella sua brevità. T. Prov. Tosc. 208. Ognun sa sè (Sa, se pur ci bada, i proprii difetti, conosce se stesso, le condizioni dell'esser suo, ignote ai più familiari e più esperti e saggi).

X. D'azione di due, nel senso di L'uno all'altro. T. D. 1. 29. Vidi due sedere a sè appoggiati Come a scaldar s'appoggia tegghia a tegghia (teglia). E 2. 15. Poi vidi genti accese in fuoco d'ira Con pietre un giovanetto ancider forte Gridando a sè pur: martira, martira! (martirizziamolo).

T. D. 2. 28. Come si volge con le piante strette A terra ed intra sè donna che balli.

XI. Nel preced. es. accennasi a cose. Così nel seg. T. D. 2. 31. Quando scoppia dalla propria gola L'accusa del peccato, in nostra corte, Rivolge sè contra il taglio la ruota (quando l'uomo confessa la colpa, la giustizia celeste rintuzza il taglio della spada punitrice).

Laddove oggidì potrebbesi Lui. T. D. 2. 25. E come l'aere, quand'è ben piorno (piovoso, pregno di pioggia) Per l'altrui raggio (del sole) che in sè (nell'aere) si ristette, Di diversi color' si mostra adorno.

Più oscuro. T. D. 1. 31. Sentii sonare un alto corno,… Che contra sè la sua via seguitando, Dirizzò gli occhi miei tutti ad un loco (quel suono veniva a me allontanandosi di là dov'era chi lo suonava, ma allontanandosi nella medesima dirittura).

XII. T. Con parole determinanti. Il lat. poteva ripeterlo. Virg. Et se se medium injecit moriturus in agmen. – Se stesso, in lat. una voce solaSeipsum. Ap. Uomini amanti se stessi. E con partic. attaccata al Sè, Seco stesso. E divisa, A, Di, In. Per se stesso. – Sè medesimo, è un'altra forma dell'ipse lat., quasi idem ipse, o Semetipsum; ma, sebbene non sempre osservata la distinz., gioverebbe serbare Medesimo all'idea per l'appunto d'identità, o per richiamare l'oggetto nominato prima; e serbare Stesso al senso intens., e per dar maggiore efficacia al sentimento o all'idea. Come, a tradurre quello dell'Ap. Se non crediamo, egli rimane fedele, non può negare se stesso; Negare se medesimo, di Dio, sarebbe sconveniente. Prov. Tosc. 226. Non v'è più bel messo che se stesso.

Nel seg. il Sè regge il verbo. T. Prov. Tosc. 91. Il primo prossimo è se stesso; che si può intendere non ignobilmente, dell'innato amore di sè, dato anche da Dio per norma all'amore de' prossimi nel precetto Amare il prossimo come se stesso.

T. Sè proprio. intendesi ancorchè non com.; e può parere più vivo a chi pensi d'usarlo come avv.; A sè propriamente. Ente intelligibile a sè proprio.

XIII. Con partic. T. Vivere a sè, in disparte dagli altri o in solitudine. – In questo e in altri sensi taluni usano A sè, per Da sè, denotando soltanto distinzione e separazione; ma l'A, a cotesto modo, sa di fr. Vivere a sè segnatam. dice lo Stare raccolto, ponendo mente a quello che nel vivere importa più.

T. Non tanto com. ma chiaro, e aureo lat.; A sè, per piacere e utile proprio. Prov. Tosc. 91. Ogni grillo grilla a sè. E: Ogni gallina raspa a sè.

XIV. Col Di. [A. Cont.] Uomo tutto di sè, o A sè, o Per sè. Di sè. che non ama altro che se stesso; A sè, che vive solitario, e non cura gli affetti altrui; Per sè, che tutto quello che fa, lo fa per bene proprio, senza pensare al bene altrui. T. Tutto di sè, dice più e peggio che il solo Uomo di sè; quello che con vocabolo esotico, sebbene sia mezzo gr. e mezzo lat., suol dirsi Egoista. ma l'Ego sta qui men bene del Sè. Altri ne faSuista, per l'anal., ma brutto, e rammenta Sus.

T. Col verbo solo È di sè, può valere Tenace della opinione e del sentimento proprio, non per stupidità o ostinazione, ma per amor proprio, che quindi vuol fare a suo modo tenendo sè da più dì molti e di tutti.

XV. Col Da, Separazione. T. Questi fogli più importanti mettiamoli in un involto da sè. Scritto stampato con altri in un volume o in un foglio, poi in libriccino o in foglio da sè. Seggiola più distinta da sè. Avere una stanza da sè. Ha il suo palazzo da sè. Il figliuolo ammogliatosi ha casa da sè.

T. Prov. Tosc. 297. Metti il matto da sè, diventerà savio (che non si confonda con altri matti; e neanche co' savii, che risicano di confonderlo più e più).

Anche senso non mater. T. Non confondiamo: questo è da sè. Questa parte del soggetto la vo' trattare da sè.

T. Riguardo all'orig. L'uomo non si può considerare come un ente da sè, non dipendente punto neanco dalle creature da meno di lui. – Dio è egli solo da sè, perchè creatore. Salm. Dixerunt: linguam nostram magnificabimus; labia nostra a nobis sunt.

Altro senso spirit. T. La cosa è chiara da sè. La conseguenza s'intende da sè. La risposta viene da sè (è dettata dalla proposta e da' fatti).

Più specialm. di moto e d'azione. T. Dice spontaneità. D. 2. 17. Libero è qui da ogni alterazione (in purg., non mutazioni atmosferiche; ma la terra trema o attro moto segue quando per volere del Cielo un'anima purgata ascende alla gloria, Di quel che il cielo in sè da sè riceve, Esser ci puote, e non d'altro, cagione. – Non chiaro. A chi si offre per renderci qualche piccolo servigio, diciamo: Grazie, fo da me: e così Si serve da sè, senza essere ajutato. Cammina da sè senza che lo reggano. Si mantiene da sè, col proprio lavoro. Il ricco non si può dire che si mantenga da sè. La ricca oziosa, anche onesta, è mantenuta.

T. Ci va da sè, non manda altri, Prov. Tosc. 226. Chi fa da sè, fa per tre. O: Chi fa per sè, fa per tre. (Il Per concerne segnatam. l'utile, non l'azione stessa).

T. Senso spirit. Pensa da sè, non colle idee altrui. Sente da sè, senza che lo scuotano o spingano. Parla da sè, non in dettato, non forzato, non provocato. Ma Parla da sè, vuole anche dire, Con se medesimo, non in colloquio. Ripetuto, Da sè da sè, dice più.

T. Siccome Il preced. è segnatam. del parlare; così Da per sè suol concernere il fare, e il Per aggiunto rincalza. Di per sè meno usit., e in questo senso, cioè di libero moto e d'azione non dipendente, ma anche di stato distinto. Questo è di per sè. Questa materia la tratterò di per sè.

XVI. T. Col Per, ne abbiam visto qualcosa ne' preced. Aff. al Da nella proposizione: Non può operare per sè se non quello che sussiste per sè.Ma il Da accenna più propriam. all'orig. dell'essere e al principio dell'operare; il Per ai mezzi e ai modi dell'azione. Principio stante per sè (non avente bisogno di dimostrazione).

Del fine e dell'effetto che ne segue. T. Prov. Tosc. 91. Ognun per se, e Dio per tutti (può voler dire che la fiducia nella Provvidenza non deve lasciare inesercitate le forze in ciascheduno di noi; e può voler dire che non si ama aver comunanza di certi interessi con certa gente. Più nobile il primo.

XVII. Col Tra. – Parlare fra sè e sè, nel segreto dello spirito senza parole; o parole bisbigliate senza volgerle ad altri. Guerra tra sè e sè, degli affetti colle passioni, della ragione cogli appetiti, de' mali abiti colla coscienza.

XVIII. Coll'In. T. È in sè, Nel suo senno, Sente e intende. Contr. Fuori di sè. Ritornare in sè, da svenimento, da turbamento dell'animo o della mente, Da vaneggiamento d'errore, Da delirio di passione.

Non di moto ma di quiete. T. D. 3. 29. Dell'eterno valor… (Dio, bene sommo, che crea), Uno manendo in sè come davanti.

XIX. Con altre partic. [Pol.] Bocc. Nov. 9. g. 3. Sempre appresso di sè teneva un medico. (T. O appresso alla persona, o nella medesima casa, o addetto a qualche servigio o uffizio anche stando distante o lontano per assai tempo).

T. D. 2. 6. Qual è colui Che cosa innanzi a sè subita vede, E poi si maraviglia… Tal parve quegli, e poi chinò le ciglia, E umilmente ritornò ver lui, E abbracciollo. – Lo condurranno con sè. Virg. Omnia secum… agit, tectumque laremque.

T. Anche in seconda pers. La lo prenda, La lo porti con sè, o con seco. Qui potrebbesi anco Con lei; ma Con sè, dice più pr. e meglio.

T. D. 2. 1. Per correr miglior acqua alza le vele Omai la navicella del mio ingegno, Che lascia dietro a sè mar sì crudele. (Qui cosa come personif.).

Trasl. Sopra sè, sulla sua propria fede, la propria mallevadoria. [Pol.] G. V. 8. 32. Ebbero trattato con messer Carlo di fare onore al re, e di rendersi a lui, promettendo messer Carlo sopra sè di guarentirli.

XX. Come sost. T. Nel suo sè, Nel suo interno, Parlare, Sperare, Sospettare.

T. C'entra il suo sè, in quegli atti di zelo, di carità, d'umiltà, quando l'amor proprio vi si mescola. La virtù cristiana insegna all'uomo l'arte difficile del non servire al suo sè; e sollevandolo sopra di sè, lo fa meglio essere presente a sè stesso.
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