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Dall'etimologia latina alla metafora dell'invisibilità: come è nato il termine usato per descrivere attività e redditi che sfuggono ai controlli, e perché non coincide con l'economia illegale.


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Sommerso: da ciò che scompare sott'acqua a ciò che sfugge ai controlli


Quasi 200 miliardi di euro prodotti ogni anno in Italia da attività che sfuggono all'osservazione diretta delle statistiche ufficiali. È il valore dell'economia sommersa nel 2024, secondo i dati diffusi dall'Istat il 16 ottobre 2026. Una cifra enorme, descritta con una parola che sembra appartenere a tutt'altro mondo: quello del mare, delle profondità e delle cose nascoste sott'acqua. Ma perché un fenomeno economico si chiama proprio «sommerso»?

Per comprenderlo bisogna partire dal verbo sommergere, che deriva dal latino submergere, formato da sub, «sotto», e mergere, «immergere», «affondare». Il significato originario è molto concreto: qualcosa che viene ricoperto dall'acqua, scompare alla vista o finisce sotto la superficie. Una città sommersa, una nave che affonda, un territorio invaso da un'alluvione sono immagini che esprimono perfettamente questa condizione.

La caratteristica più interessante della parola, però, è che ciò che è sommerso non necessariamente ha smesso di esistere. Può essere ancora lì, sotto la superficie, anche se non siamo più in grado di vederlo. Ed è proprio questa distinzione tra esistenza e visibilità ad aver reso il termine particolarmente efficace nel linguaggio economico.

L'economia sommersa, infatti, non è un'economia immaginaria. Comprende attività che producono beni, servizi e redditi reali, ma che vengono sottratte, interamente o in parte, agli obblighi fiscali e contributivi oppure sfuggono alle rilevazioni dirette. Può trattarsi di una prestazione pagata senza essere dichiarata, di una parte degli incassi che non compare nella contabilità di un'impresa o di un rapporto di lavoro irregolare.

Il denaro circola, il lavoro viene svolto, i servizi sono effettivamente forniti. Quello che manca è la piena visibilità di queste attività nei registri e nei controlli ufficiali. Come un oggetto sotto la superficie dell'acqua, il sommerso fa parte della realtà economica, anche quando non appare nelle sue rappresentazioni più immediate.

Nel linguaggio specialistico, l'espressione economia sommersa è considerata un calco dell'inglese underground economy, letteralmente «economia sotterranea». Le due lingue ricorrono a immagini leggermente diverse: l'inglese colloca le attività nascoste sotto terra, mentre l'italiano richiama qualcosa che si trova sott'acqua. In entrambi i casi, l'idea fondamentale è la stessa: esiste una dimensione dell'economia che rimane al di sotto di ciò che possiamo osservare direttamente.

Questa metafora è diventata così familiare che oggi utilizziamo sommerso quasi senza pensare alla sua origine. Parliamo di lavoro sommerso, imprese sommerse, attività sommerse. E quando si tenta di riportare queste attività entro le regole, utilizziamo spesso il verbo opposto: emergere. Far emergere il sommerso significa rendere visibile ciò che prima sfuggiva ai controlli, riportandolo nella legalità e nella contabilità ufficiale.

C'è poi un'apparente contraddizione che rende ancora più interessante questa terminologia: se l'economia è sommersa, come possiamo conoscerne il valore? La risposta sta nel lavoro degli statistici, che utilizzano metodi di stima per individuare anche ciò che non emerge direttamente dalle dichiarazioni e dalle rilevazioni. Non osservato, quindi, non significa necessariamente impossibile da misurare. Le stime del sommerso, infatti, vengono incluse nei conti economici nazionali e contribuiscono al calcolo del Pil.

La fortuna di questa parola non si limita all'economia. Nel linguaggio quotidiano possiamo sentirci sommersi dal lavoro, dalle preoccupazioni o dai debiti. Anche in questi casi sopravvive l'immagine originaria di qualcosa che ci ricopre, ci nasconde o ci impedisce di restare a galla. Il passaggio dal significato fisico a quello figurato permette alla stessa parola di descrivere situazioni molto diverse, mantenendo un legame riconoscibile con la sua origine.

Nel caso dell'economia, però, la metafora aggiunge una sfumatura particolare. Non racconta soltanto qualcosa che viene nascosto, ma suggerisce l'esistenza di due livelli della realtà: uno visibile e uno che rimane al di sotto. E forse è proprio questa immagine, più immediata di molte definizioni tecniche, ad aver reso sommerso una delle parole più riconoscibili del vocabolario economico.

Una parola nata per descrivere ciò che scompare sott'acqua è diventata il nome di una parte dell'economia che esiste, produce e pesa sui conti di un Paese, anche quando non si lascia vedere direttamente.



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