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Informazioni utili online sulla parola italiana «albagia», il significato, curiosità, anagrammi, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Albagia

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Giochi di Parole
La parola albagia è formata da sette lettere, quattro vocali e tre consonanti. Lettera maggiormente presente: a (tre).
Anagrammi
albagia si può ottenere combinando le lettere di: gal + baia; biga + ala.
Componendo le lettere di albagia con quelle di un'altra parola si ottiene: +bit = abbagliati; +bot = abbagliato; +bit = abbigliata; +don = badogliana; +ton = baglionata; +sir = sbaragliai; +[ter, tre] = tagliaerba; +bond = abbagliando; +brie = abbaglierai; +drin = garibaldina; +tris = risbagliata; +star = sbaragliata; +tris = sbaragliati; +vengo = albeggiavano; +[retti, ritte, tetri, ...] = battaglierai; +colte = catalogabile; +colti = catalogabili; +vermi = imbavagliare; +vermi = imbavaglierà; +vinti = navigabilità; +[perno, prone] = paragonabile; ...
Vedi anche: Anagrammi per albagia
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: albagie, albagio, albania, albasia.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: albagi. Togliendo tutte le lettere in posizione dispari si ha: lai.
Altri scarti con resto non consecutivo: albi, algia, alga, baia.
Parole contenute in "albagia"
agi, già, alba, albagi.
Incastri
Si può ottenere da alba e agi (ALBagiA).
Lucchetti
Usando "albagia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * giano = albano.
Sciarade e composizione
"albagia" è formata da: alba+già.
Sciarade incatenate
La parola "albagia" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: albagi+già.
Intarsi e sciarade alterne
"albagia" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: albi/agà, alga/bai.
Definizioni da Cruciverba
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Arroganza, Presunzione, Alterigia, Alterezza, Superbia, Albagia - L'Arroganza è il vizio di colui che attribuisce a sè stesso forza e sufficienza sopra a quella che ha, per la quale tratta ciascuno come da meno di sè. - La Presunzione procede dal reputarsi abile e dotto sopra il vero. La prima presume di avere; questa di fare. - Alterigia è quando altri, o per essere ricco, o per aver titoli e gradi, considera ciascuno come da meno di sè, e guarda dall'alto in basso. - Alterezza è Alterigia posta in atto. - Superbia è un reputarsi eccellente in ogni cosa e il mostrarne segno negli atti e nelle parole, sfatando ogni cosa altrui. - L'Albagia, per ultimo, è una pomposa vanità, che partecipa, sfiorandoli, di tutti i vizii già descritti. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Boria, Alterigia, Alterezza, Superbia, Orgoglio, Burbanza, Ambizione, Vanità, Vanagloria, Arroganza, Presunzione, Albagia, Pretensione - La boria è la manifestazione della superbia, è un rigonfiarsi per cose vane e insulse, e quel voler far trasparire negli atti esterni il merito che si ha, o la gloria che si crede ridondare su noi da vani titoli, da altezza di parentele o di aderenze, e perfino dalla grandezza della nazione a cui s'appartiene: la boria spagnuola era passata in proverbio; ora hanno ad essere più dimessi, avendo perdute le miniere del Perù e quasi ogni altra ricca possessione da cui essa prendeva il maggiore alimento. Burbanza è peggiore di boria poichè racchiude eziandio l'idea di dure parole verso di altri, e di atti insolenti. La superbia è la torbida fonte da cui tutti questi malnati sentimenti derivano: poichè la superbia è nell'intimo del cuore, è la cancrena che ne corrode la carità; e l'uomo anche più povero e in apparenza più umile può essere cordialmente e profondamente superbo. La superbia adunque, se talora pur s'appalesa nell'opere, qualche volta se ne sta nascosta, specialmente quando non può all'altezza del sentimento proprio gli atti esterni adeguare; ed è appunto allora che una certa modestia chiamasi falsa: l'orgoglio invece è superbia smascherata e palese; egli è più odioso della superbia, perchè più manifesto, perchè molte volte più vano ne' suoi motivi, e forse perchè essendo cosa tutta artificiale non ha la scusa che, come passione vera, porta con sè la superbia nell'umana fiacchezza. L'alterigia molto partecipa dell'orgoglio; questo però è più nella riflessione, quella più nel carattere; questo talora per ostentazione d'una falsa virtù propria non bada a piccole offese se gli vengon da persone di molto inferiori e ch'egli conta per nulla al mondo; questa invece di ogni cosa s'adonta, si lagna, s'accende; l'orgoglio è serio e severo, l'alterigia preoccupata, irascibile. L'alterezza fra tutte le fasi e metamorfosi della superbia è la meno dannevole: val quasi un sentir alto di sè e delle cose che ci toccano; e come il sentir bassamente può essere vigliaccheria o conseguenza di profonda depravazione, perciò una certa alterezza nell'uomo è scusabile: può essere una esagerazione di delicati sentimenti, di naturale ritrosia, cui l'uomo fornito di vera carità dovrebbe sorpassare; ma se non è sentimento virtuoso, non può dirsi neppure vizioso a tutto rigore. L'albagia è un principio di boria, un misto di vanità e di presunzione; il suono e il senso della voce alba di cui è composta induce a farmela concepire come una presunzione o vanità giovanile più compatibile che ridicola. L'ambizione è desiderio d'onore o di distinzioni onorifiche: la superbia nell'ambizione sta nascosta molto accuratamente, poichè se v'è chi ambisce onori e glorie mondane, v'è perfino chi ambisce parere umile e santo: l'ambizione sacrifica o dissimula anche l'orgoglio per giungere ai suoi fini; in questo caso può dirsi che non ha di superbo che lo scopo. Una giusta e moderata ambizione, quella che risulta dalla coscienza del vero merito, quella che non ricerca che il dovuto premio a diuturni sforzi, a faticosi studii, non solo è innocente ma è pur commendevole, e sarà uomo dappoco chi non ambisce aver fama di galantuomo e d'uomo onesto. La vanità e una vana illusione che ci facciamo circa il proprio nostro merito, e quel voler trarre vanto da cose da poco o da nulla: vanità delle vanità! come ben la definisce la Scrittura. E' difetto della mente, piuttosto che vizioso affetto del cuore; «proviene da leggerezza e da vacuità» dice Tommaseo; è il pascolo degli sciocchi che amano rigonfiarsi di vento; è lo scoglio delle donne e di quegli uomini che alle donne somigliano, per cui la forma esterna, o per meglio dire la veste è tutto, e nulla credono degno di stima in altri e in sè che la vana apparenza.

«La vanagloria è un po' men fatua della vanità: s'aggira intorno cose un po' più serie, le considera in modo più serio: è una specie d'ambizione, ma desiderosa non d'altro che della stima degli uomini. La vanagloria è men leggera della vanità, ma più innocua della superbia, dell'orgoglio; meno brigante dell'ambizione; meno ardita o audace della presunzione o dell'arroganza; si sfoga d'ordinario in parole». Tommaseo.

Il vanaglorioso troppo amante delle lodi degli uomini è capace di mentire alla propria coscienza per ottenerle; questa gloria così mercata è vana, falsa e colpevole. La presunzione deriva in gran parte dalla vanità; chi non conosce bene le proprie forze, chi travede circa i meriti proprii presume più che non può fare: se poi la presunzione è sostenuta con immoderate parole, con provocazioni, con isfrontate accertazioni di capacità, è arroganza: arrogare a sè è quasi voler credere che ci sia dovuta una cosa necessariamente; or l'uomo nulla è più disposto a negare quanto ciò che era già pronto a dare, se ne venga con arroganza richiesto: l'arrogante è adunque il meno scaltro de' superbi, degli orgogliosi, de' presuntuosi, de' vani. La pretensione non sarà biasimevole se non passerà i limiti del dovere e della giustizia: l'uomo può e deve avere la pretensione di essere rispettato; ma se avesse quella che altri lo lodasse, anche meritandolo, sarebbe uno scioccone, e per poco un pazzo. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Albagia - [T.] S. f. Vanità tra d'altero e orgoglioso che si sfoga in modi sprezzanti. (Gh.) Du Cange reca un passo dell'infima latinità, dove Albagìa interpretasi Baldanza, Boria. T. Forse suono imitativo, come Alto, Altero, Ardire, Orgoglio, agli ant. anche Argoglio. Dal § 2 potrebbesi arguire, che in origine valesse Fantastica opinione, e quindi restringessesi il senso alla Vana opinione del merito proprio. = Allegr. 29. (C) Per questa via Cresciuto in albagìa. Salv. Granch. 2. 2.

T. Pl. Giorn. Arch. St. 1858. 234. Levassi loro quelle albagìe del capo.

T. Prov. Tosc. 351. Cervel da riformare statuti e cervel da repubblica in albagìa (D'un che si presuma assai).

T. Albagìa di nobiluccio. Levarsi in albagìa.

2. † Fantastica idea o imagine. [M.F.] Solfinell. Comm. Rustic. p. 7. Vorrei chiarirmi D'un'albagìa ch'ho fitta in su la testa: Mentre ch'io vivo, credete ch'io muoia.

Ambr. Furt. a. 4. 5. 14. in Teat. com. fior. 5. 87. (Gh.) Se trova uno ch'egli abbia un'altra volta veduto, come quel ch'ha quell'albagìa nel capo, parendogli ch'e' sia quel che cerca, chiamandolo zingano, gli fa le più belle moresche intorno che voi vedessi (vedeste) mai. Nov. Grass. Legn. II. ediz. fior. 1820.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: alaska, alata, alate, alati, alato, alba, albagi « albagia » albagie, albagio, albana, albane, albanella, albanelle, albanese
Parole di sette lettere: alaggio, alamari, alamaro « albagia » albagie, albagio, albania
Vocabolario inverso (per trovare le rime): metafilosofia, antroposofia, polimorfia, zigomorfia, omomorfia, smorfia, già « albagia (aigabla) » bambagia, adagia, riadagia, randagia, afagia, tachifagia, polifagia
Indice parole che: iniziano con A, con AL, parole che iniziano con ALB, finiscono con A

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