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Informazioni utili online sulla parola italiana «consuetudine», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Consuetudine

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La parola consuetudine è formata da dodici lettere, sei vocali e sei consonanti.
Divisione in sillabe: con-sue-tù-di-ne. È un pentasillabo sdrucciolo (accento sulla terzultima sillaba).
Anagrammi
consuetudine si può ottenere combinando le lettere di (tra parentesi quadre le parole con anagrammi): [suo] + inducente; uno + seducenti; situo + denunce; [insù] + [centodue]; unse + inceduto; unne + custodie; neuston + cedui; [tenui] + uscendo; unenti + escudo; sunnite + [ceduo]; nudo + uticense; sudi + nuocente; [indù] + [consuete]; snudi + nuocete; duino + uscente; seduto + enunci; [dune] + [consueti]; dunose + [cutine]; desunto + cunei; unendo + uscite; edui + consunte; duine + contuse; stendi + eunuco; [desunti] + [cuneo]; edue + consunti; sedute + uncino; udente + unisco; desunte + [nuoci].
Componendo le lettere di consuetudine con quelle di un'altra parola si ottiene: +[ira, ria] = consuetudinarie; +[cadmie, decima, medica] = duecentoundicesima; +decime = duecentoundicesime; +[decimi, medici] = duecentoundicesimi; +[decimo, medico] = duecentoundicesimo; +movente = duecentoventunesimo; +tremante = duecentotrentunesima; +metterne = duecentotrentunesime; +tormente = duecentotrentunesimo; +mantovane = duecentonovantunesima; +mantenevo = duecentonovantunesime; +mentivano = duecentonovantunesimi; +[dermatite, dimetterà] = duecentotrentaduesimi; +trematode = duecentotrentaduesimo; +[dominavate, meditavano] = duecentonovantaduesimi; +[denotavamo, detonavamo] = duecentonovantaduesimo; +smanettate = duecentosettantunesima; +testamenti = duecentosettantunesimi; +[testamento, tostamente] = duecentosettantunesimo; ...
Vedi anche: Anagrammi per consuetudine
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: consuetudini.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: consueti, consuete, consti, conti, conte, condi, coni, cose, costui, costine, costi, coste, cosine, cosi, coti, cote, codine, code, cutine, cute, ceti, cedi, cede, cene, cine, ondine, onde, osei, ostie, osti, oste, nudi, nude, sudi, suine, sete, sedie, sedi, sede, studi, stie, tuie.
Parole contenute in "consuetudine"
con, din, sue, udì, dine, udine.
Incastri
Inserendo al suo interno ari si ha CONSUETUDINariE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "consuetudine" si può ottenere dalle seguenti coppie: coma/mansuetudine.
Lucchetti Alterni
Usando "consuetudine" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * mansuetudine = coma; * arie = consuetudinari.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "consuetudine"
»» Vedi anche la pagina frasi con consuetudine per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • E' consuetudine dare rigori al Milan nei minuti di recupero!
  • E' consuetudine per l'uomo dormire almeno sei ore al giorno.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Costume, Costumanza, Uso, Usanza, Consuetudine, Abito - Costume riguarda, più che altro, le cose morali, ed è più generico. Riferendosi ad una sola persona, suol dirsi in plurale: «Uomo di buoni costumi.» - Gli atti estrinseci del costume, nel suo significato generico, sono le Costumanze, come dire: «Il costume depravato porta seco queste costumanze.» - Lo stesso divario c'è tra Uso e Usanza, che quello è l'abito, questa è l'atto. L'Uso riguarda cose materiali. - «L'uso fa legge, e però tali usanze non sono condannabili.» - La Consuetudine comprende le usanze già accettate dai più, o anche dall'individuo, legittimate da lungo uso, e rese quasi una necessità. - Abito, o, come alla francese dicono molti, Abitudine, è la consuetudine diventata quasi natura, la quale spesso è difficile a vincersi, onde il proverbio: «L'abito è una seconda natura.» [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Abitudine, Abito, Costume, Costumanza, Assuefazione, Usanza, Consuetudine, Assuetudine, Uso, Vezzo, Abituazione, Riti, Rito - L'abitudine si fa in noi o per inclinazione naturale o per le circostanze che ci mettono nel caso di ripetere un atto o una pratica qualunque. L'abitudine inveterata alquanto è abito. L'assuefazione invece racchiude come un'idea di sforzo: uno s'abitua senza accorgersene, con piacere; uno s'assuefa, ma alla lunga e quasi per necessità. Costume non è l'inclinazione che è in noi, ma la pratica e la ripetizione dell'atto. Usanza è pratica di molti, quasi generale, cosa sancita dall'esempio e dal tempo. Costumanza è cosa più antica che usanza. Consuetudine è uso e pratica che è quasi passata in legge; anzi, prima della promulgazione dei codici generali e speciali, una parte della giurisprudenza era retta dalla consuetudine. L'abituazione è l'atto dell'abituarsi; come l'assuetudine è il principio dell'assuefazione.

«Uso è più generale di usanza: vale esercizio, pratica, conversazione e molte altre cose». Tommaseo.

«Vezzo è abitudine non buona e non opportuna; principio di vizio». Gatti.

Riti diconsi un poco abusivamente le costumanze, le cerimonie religiose, specialmente le cristiane; ma veramente il rito è la regola, quasi la legge che ordina e statuisce le medesime: nella Chiesa cattolica vi sono varii riti, il latino, il greco, l'armeno, l'ambrosiano e forse qualche altro. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Consuetudine - S. f. Aff. al lat. aureo Consuetudo. (Tom.) Ordinario modo d'operare, prodotto da lunga e più o meno frequente ripetizione d'atti, ne' quali entra, operando o permettendo, una popolazione intera, o parte di quella.

Bocc. g. 10. f. 3. (C) Acciocchè per troppa lunga consuetudine alcuna cosa, che in fastidio non si convertisse, nascer non ne potesse. G. V. 11. 142. 2. Mutando l'ordine e la consuetudine de' baronaggi di Francia. [Cors.] Sen. Ben. Varch. 1. 11. Di poi vengono quelle cose, le quali noi avemo care o per amicizia, o per sangue, o per la lunga consuetudine. = Guicc. Stor. 4. 169. (C) Contr'a' quali il Vitelli deliberò servare la sua consuetudine. T. Sansov. Conc. Polit. Quei principi cominciano allora a perder lo Stato, che essi cominciano a rompere le leggi, i modi e quelle consuetudini che sono antiche, e sotto le quali gli uomini sono lungo tempo vivuti. Cic. È tolta via da questa città la consuetudine del perdonare.

T. Dall'uso nasce la consuetudine: questa però non è quello. – Legittima consuetudine.

Può essere più o meno abituata. [F.T-s.] Nard. Vit. Giacomma tornando all'educazione e all'abituata consuetudine, ella è di tanta forza, che i medici affermano quella convertirsi in un'altra natura.

(Tom.) I Lat. dicevano Consuetudine l'Usanza del conversare con altri, e la famigliarità e l'amicizia che nasce. Nè strano sarebbe anco in italiano il dire: Consuetudine presa con tale o con tale, sottint. di vivere, di conversare.

[Cont.] Off. fiumi, strade, Pist. XXII. Non si possa in alcun modo fare cateratte per cavare acqua de' fiumi, nè deviare il corso di detti fiumi, o di parte della lor acqua, senza le debite concessioni, e licenze, nè vaglia in ciò alcuna consuetudine. Muzio, Duello, II. 3. Tutte quelle leggi, per le quali abbattimenti sono stati conceduti, hanno espresse le cagioni speciali senza fare di mentite alcuna menzione. E questa è la vera e antica consuetudine approvata per le leggi de' Longobardi, e per constituzioni di Imperadori.

2. Consuetudine sensibile. (Rosm.) Logica par. 300. La consuetudine sensibile, cioè il veder le cose di continuo in quel solo modo nel quale i sensi le presentano, produce due disposizioni contrarie all'acquisto del sapere.

3. Avere in consuetudine vale Usare, Essere solito. V. AVERE.

4. Essere in consuetudine. Esser in uso. T. Firenz. Ragion. 2. 73. Modi di parlare, i quali, essendo stati in consuetudine, sono poi divenuti (venuti) in abbandono, se e' vorrà l'uso dei più, ritorneranno nella medesima consuetudine.

5. [Camp.] Fare consuetudine, per Convertire in consuetudine, in abito, e sim. Pist. S. Gir. 34. La prima ebrietà fece consuetudine dell'altra notte, e di poi seguentemente dell'altre…

6. Prendere in consuetudine vale Prender l'uso. Vit. SS. Pad. 2. 275. (M.) E dall'ora innanzi presono in consuetudine spesse volte di venire alla predetta chiesa.

7. T. Non di pers., ma di cose. Consuetudine del rito, del celebrare la festa. – Legittime consuetudini. Vang. Consuetudine del dì festivo.

T. Consuetudine della legge; può dirsi, sebbene Consuetudine sia quasi contrapp. di Legge, quando la consuetudine confermi la legge.

8. Per Dimestichezza. (M.)

T. Dant. Conviv. 61. L'amistà s'accresce per la consuetudine.

Baldin. Decem. (M.) Che fra Oderigi, Giotto e Dante passasse la da noi provata amicizia, e che… fusse di vera e attual presenza, e per lunga consuetudine.
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Parole in ordine alfabetico: consuete, consueti, consueto, consuetudinari, consuetudinaria, consuetudinarie, consuetudinario « consuetudine » consuetudini, consulente, consulenti, consulenza, consulenze, consulta, consultabile
Parole di dodici lettere: constaterete « consuetudine » consuetudini
Vocabolario inverso (per trovare le rime): caudine, incudine, ebetudine, irrequietudine, inquietudine, desuetudine, mansuetudine « consuetudine (eniduteusnoc) » abitudine, sollecitudine, longitudine, bianchitudine, similitudine, solitudine, planitudine
Indice parole che: iniziano con C, con CO, parole che iniziano con CON, finiscono con E

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