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Informazioni utili online sulla parola italiana «pudore», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Pudore

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La parola pudore è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti.
Divisione in sillabe: pu-dó-re. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si possono avere queste parole: depuro, depurò.
pudore si può ottenere combinando le lettere di: pur + ode; pro + due; per + duo.
Componendo le lettere di pudore con quelle di un'altra parola si ottiene: +[dan, dna] = depurando; +[ami, mai, mia] = depuriamo; +tan = deturpano; +tav = deturpavo; +[ter, tre] = deturperò; +noi = neuropodi; +rna = perdurano; +[tar, tra] = perdurato; +lev = preludevo; +cra = procedura; +toc = proceduto; +cri = riproduce; +rii = ripudierò; +sta = spudorate; +[nas, san] = superando; +[ansa, sana] = andropause; +orna = depurarono; +vita = depurativo; +[arte, erta, rate, ...] = depuratore; +[arti, irta, rita, ...] = depuratori; +vana = depuravano; +[erme, mere] = depureremo; ...
Vedi anche: Anagrammi per pudore
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: pudori, sudore.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si può avere: sudori.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: pure.
Parole contenute in "pudore"
ore. Contenute all'inverso: ero.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "pudore" si può ottenere dalle seguenti coppie: pulivi/lividore, puma/madore, può/odore.
Usando "pudore" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * dorerà = pura; * dorerò = puro.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "pudore" si può ottenere dalle seguenti coppie: pura/ardore.
Usando "pudore" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * eroica = pudica; * eroici = pudici; * eroico = pudico; * eroiche = pudiche; * eroicamente = pudicamente.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "pudore" si può ottenere dalle seguenti coppie: pura/dorerà, puro/dorerò.
Usando "pudore" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * madore = puma; * lividore = pulivi.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "pudore"
»» Vedi anche la pagina frasi con pudore per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La vecchia generazione ha certamente più pudore dei giovani di oggi.
  • Per il senso del pudore, a volte, è meglio spogliarsi lontano da occhi indiscreti.
  • In alcune trasmissioni TV c'è gente che non ha pudore, mettendo in piazza le proprie storie private.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Modestia, Decenza, Contegno, Compostezza, Pudore - Qui la Modestia occupa il luogo suo, e qui dobbiamo esaminarne l'indole e la qualità, mentre essa senza nessun sospetto viene colle amabili sue compagne a far corteggio alla castità de' costumi, all'innocenza della vita.

La compostezza fa le donne guardinghe nelle maniere; il pudore negli atti e negli sguardi; il contegno nei gesti e nel portamento; la decenza negli abiti e nelle cose esterne; la modestia nei loro sentimenti segreti. Tutte queste preziose doti risplendono più belle nella donna, s'ella non sa d'averle e se ne fa uso per abitudine, e come per naturale istinto, a differenza dell'uomo che le possiede sapendolo e recandole fra' suoi doveri. Queste qualità apparendo nel gran mondo si offrono allo sguardo altrui in atteggiamenti diversi: la modestia fugge a tutto potere le occasioni di comparire e di essere osservata; la compostezza si produce a stento; il contegno si arma di gravità; la decenza si studia; il pudore arrossa e si nasconde. - La decenza è diligente; la compostezza è circospetta; il contegno è severo; la modestia è timida; il pudore selvatichetto.

Il pudore è segno e dimostrazione pressoché involontaria d'onesto timore e di candor d'anima; la decenza è una legge di società varia nelle varie civiltà; la modestia è dovere personale; il contegno è guardiano di questo dovere; la compostezza nelle persone ben nate è regola di decoro, nelle donne è la salvaguardia della buona fama. Il contegno e la decenza, la compostezza ed il pudore circondano la modestia per difenderla. Bandito il contegno, dimessa la compostezza, negletta la decenza, dileguato il pudore, la modestia è astretta a darsi vinta: epperò la decenza, il contegno, la compostezza, lo stesso pudore sono segni ed apparenze di virtù, ma non la virtù propria che è la modestia, la quale ha per altro a compagno inseparabile il pudore; quindi nel dar lode di decenza, di compostezza e di contegno ad una persona, non l'avrai ancora detta né modestapudica.

Nel consorzio degli uomini alcune di queste qualità cambiano d'aspetto, poiché noi opponiamo al modesto il vanaglorioso o lo sboccato, secondo che la modestia vien considerata procedere da innocenza o da umiltà, ed al pudore, che è fra noi meno geloso, opponiamo la sfrontatezza. Noi finalmente abbiamo talvolta la modestia per indizio d'animo timido, e mal atto a grandi ed arrischiate risoluzioni, mentre nelle donne è sempre virtù altrettanto ragguardevole quanto necessaria.

Così il contegno che nelle donne è compagno fedele della modestia, è talvolta segno nell'uomo di troppa gravità, e si accosta alla sostenutezza. Quindi i modi di dire andare in contegno, stare in contegno valgono Stare sul grave e andar con aria di gravità affettata.

All'ultimo noterò che il Vocabolario della Crusca nel definire giustamente il contegno, chiamandolo portamento nobile e grande, guasta la sua definizione col farlo ad un tempo sinonimo del Fasto; perocchè tra questo e il contegno v'ha ancora la sostenutezza, il sussiego e l'alterigia.

Valorosa espressione del contegno in donna, abbiamo nel Dittamondo dove dice:

«Tanto era grande e di nobil contegno,
Ch'io diceva tra me: Ben fu costei,
E pare ancor, da posseder bel regno.»

(Zecchini) [immagine]
Castità, Pudicizia, Pudore, Verecondia, Vergogna, Modestia, Decenza, Ritegno - La Castità, ben dice il Tommaseo, è forte e severa, chè doma il corpo e tiene gli appetiti nel debito freno. - La Pudicizia è virtù delicata, che vieta ogni immodestia; dove il Pudore si stende anche ad evitare ogni cosa solo inconveniente, e si perita anche di mostrarsi, o di parlare cose che crede a sè poco dicevoli. La Verecondia si astiene da ciò che ritien disdicevole, per riverenza dell'aspetto o del giudizio altrui. - La Vergogna non sempre procede dal desiderio di non fare cosa men che onesta, o dalla ripugnanza del farla; ma spesso procede dalla coscienza della colpa. - La Modestia evita di mostrarsi, nè lusinga mai l'amor proprio, nè fa mai pompa del sapere o di altri suoi pregi, nè va mai agli eccessi. Il Ritegno vorrebbe mostrarsi, ma si ferma a mezzo per timore di sembrar vanaglorioso. - La Decenza nasce dal rispetto di sè stesso e dal sentimento della convenienza: è quella virtù che ci trattiene dal far cosa che sia aliena dal convenevole e dal retto.

I concreti di tali astratti sono: Casto, Pudico, Verecondo, Vergognoso, Modesto, Decente, Ritenuto. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Modestia, Decenza, Contegno, Ritegno, Compostezza, Pudore - Il contegno è tutto esterno; in quanto che non è garante de' sentimenti del cuore; unito alla compostezza, che è un contegno convenzionale del corpo, fa supporre la modestia; ma se sono ambedue finti e ipocriti, non la durano alla lunga e sono alla perfine smascherati; il contegno è dignitoso, la compostezza umile o riservata: se sono esagerati però il primo degenera in sussiego; la seconda, in caricatura. Il ritegno è una forza di riflessione la quale fa sì che non ci avventuriamo in cose arrischiate, e ci tratteniamo dal persistere in quelle se già cominciate: il pudore teme, non che il male, l'ombra di esso, si addimostra con la sincera modestia, colla squisita decenza, la quale è quel tale regolo che misura con giustezza le azioni, le parole, i modi, e li classifica in leciti e illeciti. [immagine]
Castità, Castimonia, Purità, Continenza, Pudore, Pudicizia, Verecondia, Vergogna, Erubescenza, Rossore - La castimonia è specialmente la purità e castigatezza del pensiero.

«La purità comprende l'integrità de' costumi e dell'anima. Pudore è avversione a quanto sente di vergognoso. La pudicizia è virtù delicata ch'evita ogni immodestia. La pudicizia è difesa e conservata dal pudore. La continenza ci fa temperanti e sobrii. La castità è virtù forte e severa che doma il corpo e tiene gli appetiti in religioso rispetto della legge ». Roubaud.

«Verecondia, riverenza dell'aspetto e del giudizio altrui». Popma.

La purità è come il fiore della castità. La purità è un fiore delicatissimo; la castità, una forza dell'anima, salda assai finchè intera; la continenza, un moderatore; il pudore, un intimo senso di cui la pudicizia è la manifestazione; e la verecondia, una modesta temenza di abbattersi nel male o di farlo. Il pudore si offende e si ritrae dall'idea sola del male; la vergogna è senso di pentimento del male fatto, o di quello che già si stava per commettere: uno si vergogna di avere aderito anche momentaneamente e col solo pensiero a ciò che riconosce esser male: il rossore è cagionato dal risentimento di quell'intimo pudore che s'adonta a proposizione meno che onesta: l'erubescenza è principio o resto di rossore; chi l'ha perduta, già non ha più rossore alcuno, è uomo svergognato affatto. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Pudore - [T.] S. m. Sentimento che avverte lo spirito di cosa moralm. sconveniente; e Segno esteriore di tal sentimento. Aureo lat. Il pudore nell'uomo è istinto; e pare che certi animali ne abbiano uno assai somigliante; e i più gentili e amabili tra loro più ne dan segni, e quelli che non paiono averlo, più ci fanno schifo o ribrezzo. Nell'uomo ha una radice morale; è il buon senso della decenza. (Rosm.) Il pudore è quell'avviso che è dato dalla parte nobile dell'uomo al sentire o preveder la minaccia che le fa la parte inferiore di soverchiarla: è quella vergogna altresì che prova l'uomo all'immaginar discoperta dagli altri in lui tale minaccia che le vien fatta con più o men forza dalla parte ribelle che assale la superiore nata a imperare. D. Conv.198. (C) Lo pudore è un ritraimento d'animo di laide cose, con paura di cadere in quelle T. Senso di pudore. – Pudore ha sempre significato di bene; Vergogna, non sempre. Anco le impudiche a momenti della propria svergognatezza si vergognano.

2. De' segni. T. S. Greg. Nazianz. Quel rossore le piaceva che vien dal pudore. T. Siccome D. 2. 3. Alquanto del color cosperso Che fa l'uom di perdon talvolta degno; così Sparso di pudore, per lo stesso rossore che lo dimostra, che latinam. altri disse Suffuso. E siccome nel Petr. Il pallor di vïola e d'amor tinto; così Tinto di pudore E Dipinto, come D. 1. 24. E di trista vergogna si dipinse.

D'altri segni. Fr. Giord. Pred. R. (C) Abbassando gli occhi con un maestoso verginale pudore. T. Pudore dello sguardo, del sorriso, degli atti, del linguaggio.

3. T. La pudicizia è la virtù, il deliberato volere e l'abito dell'osservare il senso del pudore, e conformare a quello la vita. La verecondia, coll'orig. di Vereor, dice quel pudore che s'astiene dalle cose sconvenienti, le teme: e però non è tanto amabile e veneranda; è pregio, ma è men del pudore e aff. a virtù. Senonchè, quanto ai semplici segni esterni, Pudore è meno di Verecondia. = Serm. S. Agost. (C) E così con vergognoso pudore di verginità si rimase netta e pura. T. Giglio del pudore,fig., segnatam. per quel che concerne le cose del senso. Intatto. Illibato pudore. – Il vinto pudore.

4. In senso più espressam. soc. T. Le pareti domestiche tutrici della virtù e del pudore. – Portare offesa al pudore. – Insultare al pudore. – Attentati al pudore.

T. Il pudore pubblico, Il rispetto che devesi alla costumatezza degli uomini con cui si vive; o in gen. alla probità loro in quanto la loro coscienza rifugge da ogni male e dai segni di quello.

5. Quindi in signif. più gen. T. Uomo senza pudore, che non arrossisce di fatti e parole o atti turpi, o anco innocenti ma sconvenienti. Quest'uso accenna all'uso nobilissimo degli aurei Lat., che per Pudore intendevano quasi il fiore d'ogni delicata virtù; nè senza delicatezza è forza vera. Hor. Od. 1. 24. 6. Cui Pudor et Justitiae soror Incorrupta Fides, nudaque Veritas, Quando ullum invenient parem?

T. Cose che il pudore vieta di nominare, anco meramente innocenti. C'è dei chiarissimi, tanto disgraziatamente famosi e tanto malauguratamente lodati, che di loro può dirsi: Un Onorevole, che il pudore mi vieta di nominare.

6. In senso men alto.; Vergogna d'atti vili. [Laz.] Mont. Il. 5. 704. De' guerrier' che infiamma Generoso pudore, i salvi sono Più che gli uccisi; chi rossor di fuga Non sente, ha persa coll'onor la forza. E 10. 307. Nè ti freni pudor, nè riverenza Di lignaggio, nè s'altri è re più grande. T. Quello che intendesse Ugo Foscolo dicendo: Il pudor mi fa vile e prode l'ira, non so se si possa intender bene da chi bene intende che sia pudore.
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Parole in ordine alfabetico: pudica, pudicamente, pudiche, pudici, pudicizia, pudicizie, pudico « pudore » pudori, pudu, puericoltore, puericoltori, puericoltrice, puericoltrici, puericoltura
Parole di sei lettere: pudico « pudore » pudori
Vocabolario inverso (per trovare le rime): lividore, candore, splendore, lindore, odore, inodore, ardore « pudore (erodup) » sudore, meteore, idrometeore, diafore, anafore, epanafore, catafore
Indice parole che: iniziano con P, con PU, iniziano con PUD, finiscono con E

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