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Informazioni utili online sulla parola italiana «carbone», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Carbone

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Liste a cui appartiene
Colori [Camoscio « * » Carminio]

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Giochi di Parole
La parola carbone è formata da sette lettere, tre vocali e quattro consonanti.
Divisione in sillabe: car-bó-ne. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si può avere questa parola: barcone (scambio di consonanti).
carbone si può ottenere combinando le lettere di: nero + [abc, cab]; con + [bare, erba]; cren + boa; [ceno, noce, once] + [bar, bra]; [ebro, orbe, robe] + can; ben + [acro, arco, caro, ...]; cebo + rna.
Componendo le lettere di carbone con quelle di un'altra parola si ottiene: +bai = abbacinerò; +auf = afrocubane; +aia = anaerobica; +[ali, ila, lai] = arcobaleni; +[lao, ola] = arcobaleno; +ani = banconiera; +nei = banconiere; +tir = baricentro; +ani = bianconera; +nei = bianconere; +noi = bianconero; +lui = binoculare; +bis = birbonesca; +osi = bisecarono; +con = bocceranno; +cri = borraccine; +ili = bracioline; +alt = brancolate; +hit = brechtiano; +tic = bricconate; +dal = candelabro; +chi = carboniche; ...
Vedi anche: Anagrammi per carbone
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: barbone, carboni, cardone, cartone.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: barbona, barboni.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: caro, carne, care, cane.
Parole con "carbone"
Iniziano con "carbone": carbonella, carbonelle, carboneria, carbonerie, carbonetti, carbonetto.
Finiscono con "carbone": cartacarbone.
Parole contenute in "carbone"
bone. Contenute all'inverso: bra.
Incastri
Inserendo al suo interno eri si ha CARBONeriE; con ciani si ha CARBOcianiNE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "carbone" si può ottenere dalle seguenti coppie: carro/robone, carboliche/lichene.
Usando "carbone" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: bica * = birbone; * echi = carbonchi.
Lucchetti Alterni
Usando "carbone" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: birbone * = bica; * robone = carro; * aie = carbonai; * aree = carbonare; * arie = carbonari; * lichene = carboliche.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "carbone" (*) con un'altra parola si può ottenere: * ira = carboniera; * ire = carboniere.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "carbone"
»» Vedi anche la pagina frasi con carbone per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Ho visitato la miniera di Predoi dove per tantissimi anni hanno estratto il carbone.
  • Un tipo di carbone fossile molto pregiato è l'antracite.
  • A volte per la festa della Befana si usa mettere del carbone dolce dentro la calza.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Brace, Sansa, Carbone, Carbonella - La Brace è di legne minute, generalmente di rami di quercia o di leccio, e si adopra o per i bracieri o per gli scaldini.- Sansa sono i nòccioli delle olive, infranti, che si adoprano all'istesso uso della brace; ma dà calore più forte. - Il Carbone è de' rami più grossi e del tronco ridotto in pezzi; e serve per cucina, e per le officine de' fabbri ed altro. - La Carbonella è il tritume del carbone, che si adopra in certe officine invece del carbone ed anche per i bracieri. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Enfiagione, Enfiamento, Enfiato, Enfiatura, Gonfiezza, Cocciuola, Fignolo, Tubercolo, Gavocciolo, Cicciottolo, Natta, Gavina, Gonga, Nocciolo, Tumore, Postema, Furuncolo, Bubbone, Carbone, Carbonchio - Gonfiezza è il più generale di tutti, ed infatti la gonfiezza d'una parte del corpo indica subito il suo stato patologico o morboso.

«Enfiamento è l'atto dell'enfiare; enfiagione, lo stato; enfiagione ed enfiatura sono il crescimento visibile della parte; enfiato è quella forma che piglia la morbosa enfiagione. Un enfiamento può essere passeggiero; l'enfiagione è più durevole. Nell'enfiato v'ha un punto che sovrasta più o meno agli altri circostanti: enfiatura può essere di tutta una parte del corpo. Ma perché enfiato, in plurale, non suona assai bene, vi si sostituisce enfiatura, per l'affinità grandissima de' due vocaboli. Enfiagione però, nell'uso ordinario, ricorre più frequente assai d'enfiatura, e si scambia con questo. Cocciuola è picciolissima enfiatura cagionata per lo più da morsicature di zanzare, o simili. Anche lo stropicciamento di corpo ruvido e pungente produce cocciuole; anche il ribollimento del sangue. Il gavocciolo viene sul collo ed altrove; il fignolo nel viso, al sedere, nelle parti carnose. Gavoccioli si chiamavano nel trecento i tumori della peste bubbonica. Ora non pare ch'abbian più questo senso. Il tubercolo può essere più piccolo ancora d'un fignolo, come indica la sua forma grammaticale, che è di diminutivo. È più morboso del fignolo, perché interno; mentre il fignolo sfoga sempre al di fuori; i tubercoli, d'ordinario, sono quelli del polmone». Tommaseo.

Il fignolo è anche da qualcheduno detto furuncolo, forse perché dalla sua punta, che viene a suppurazione, si forma un piccolo foro, assai profondo talvolta, da cui esce la marcia e il sangue che racchiudeva, i quali cagionano, oltre dolori assai acuti, ben sovente perfino la febbre. Il gavocciolo, detto anche bubbone, oltre che sul collo, viene all'inguine, sotto le ascelle, e in ogni parte fornita di glandule; anzi non è, secondo i pratici, che il gonfiamento e infiammazione di una di esse: essendo più interno, è rado che venga a suppurazione in un punto; giunto a maturità, abbisogna per lo più dell'opera del chirurgo, che per mezzo di una sua incisione lo vuoti dalla materia viziata che conteneva. Bubboni però diconsi propriamente quei della peste: vi ha infatto la peste bubbonica.

«Cicciottolo è escrescenza di carne: può essere morbosa; può essere semplicemente deforme; e in questa sua doppia natura differisce dagli altri. Natta è una gonfiezza solida e permanente e non piccola, in bocca, sul viso, sul collo, e in altre parti del corpo. Le gavine sono le glandule enfiate della gola; e le gonghe, le cicatrici delle gavine quando vengono a suppurare, cioè le rappiccicature e le striscie che fanno nel collo le dette gavine; e gongosi si chiamano chi ne patisce. Quindi è che il gonga è anco un soprannome dato a chi porta sul collo tali deformità. Nocciolo si dice ogni piccolo tumore che abbia forma di nocella o di noce, e non tiri alla suppurazione. Il tumore è sempre morboso, ed è più grave del fignolo e dell'enfiato; piglia inoltre più spazio e tira a suppurare. Se si corrompe e diventa maligno, è postema. Ma postema dicesi più spesso ogni congestione di materie, quand'anche non abbia forma apparente e circoscritta: come: postema di catarro e simili». Tommaseo.

Carbone e Carbonchio. È un tumore contagioso detto dai medici pustola maligna o antrace. Questa malattia più specialmente e spontaneamente si manifesta negli animali domestici che non nell'uomo; ma per contatto a questo. S'appicca facilmente ed è il più delle volte letale. Carbone in questo senso direi più la malattia in complesso, carbonchi i gavoccioli o bubboni o pustole che dalla pelle per essa emergono. [immagine]
Brace, Bracione, Carbone, Carbonella, Carboncino, Sansa, Brasca - Brace, quel fuoco che, estinta la fiamma, rimane delle legna bruciate: questa specie di carboni, anche spenti conservano il nome di brace. Bracione è brace di legna più grosse. Il carbone è fatto apposta nelle carboniere, e con l'arte voluta, di legne forti e grosse ridotte in pezzi. Carbonella, che in alcuni luoghi dicesi carbonina, è carbone trito e minuto, residuo di fascine bruciate ne' forni o nelle fornaci da calce e mattoni; è leggerissima, perchè fatta di legno dolce. Carboncino, pezzetto di carbone o di brace.

«Carboni, braci, plurali di brace e di carbone, pare che sottintendano lo stato d'ignizione. Brasca è la polvere di carbone più o meno grossa, che alle fucine de' fabbri circonda, contorna e forma il fondo del luogo ove brucia il carbone animato dal soffio del mantice, e dicesi anche polverino». Tommaseo.

La sansa d'altro non è composta che dei nocciuoli delle olive rotti sotto il torchio e carbonizzati ne' forni. [immagine]
Dizionario delle invenzioni, origini e scoperte del 1850
Carbone - Residuo nero della distillazione delle sostanze vegetali e animali. E' uno dei corpi più indistruttibili; esposto all'aria, o sottoterra, vi stà molto tempo senza distruggersi. Prova ne sia, che oltre a mezzo secolo addietro si trovò nel Tamigi gran numero di palizzate, appuntate, carbonizzate, nel luogo ove Tacito narra che gl'Inglesi ne avevano affondate moltissime per impedire a Giulio Cesare di varcare quel fiume col suo esercito.

Esposto ad un calore fortissimo, senza il contatto dell'aria, è infusibile; e riscaldato con l'aria o il gaz ossigeno, arde senza fiamma. Il carbone asciutto si adopra utilmente a render sane le stanze umide, e ciò a motivo della sua proprietà assorbente, ed è giovevole anche per chiarire i liquidi. Lowitz, chimico rinomato, fu il primo ad osservare la proprietà che possiede di togliere alle sostanze vegetali ed animali ch'entrano in istato di putrefazione ogni odore e sapore spiacevole.

Brunier impiegò con successo, circa trenta anni or sono, il metodo inglese a convertire il legno in carbone. Questo metodo, col quale si ottiene doppio prodotto di quel che procura l'antico, differisce da esso essenzialmente in quanto al palco, il quale consiste in un piano di latta su cui è costruito l'apparecchio, dal che deriva che mediante la proprietà conduttrice del calorico che ha la latta, la base del fornello entra in combustione quasi subito, e questa continua gradatamente ed in modo uniforme sino alle parti superiori del fornello, talmente che la perdita del combustibile è di molto meno forte. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Carbone - S. m. Aff. all'aureo lat. Carbo, onis. (Chim.) [Sel.] Il Residuo nero, solido, combustibile che rimane dal legno e dalle sostanze organiche in genere, quando, essendo arse incompiutamente, perdono gli elementi aeriformi in massima parte, e piccola porzione soltanto del loro carbonio. = Bocc. Nov. 36. 9. (C) Mi pareva che… uscisse di non so che parte una veltra nera come carbone. E nov. 60. 13. Vedendo carboni in un canto della camera, di quegli la cassetta empierono. E num. 21. Chiunque di questi carboni in segno di croce è tocco, tutto quell'anno può viver sicuro, che fuoco nel toccherà, che non si senta. Amet. 95. Quale in lucida fiamma si discerne l'acceso carbone, cotale in quella un luminoso corpo, vincente ogn'altra chiarezza, conobbe. Dant. Par. 14. Ma siccome carbon che fiamma rende, E per vivo candor quella soverchia, Sicchè la tua parvenza si difende. E 16. Come s'avviva allo spirar de' venti Carbone in fiamma. Petr. son. 26. Levata era a filar la vecchierella Discinta e scalza, e desto avea il carbone. T. Gazzer. Tratt. Chim. E 2. 28. Al fuoco (l'acido citrico) si fonde: gonfia, e si riduce in carbone.

[G.M.] Carbone in cannelle, Carbone trito, Carbone che schizza. – Che ha molti fumi (quando non è ben cotto).

T. Nero come il carbone, come un carbone.

T. Prov. Tosc. 368. Occhi accesi come due carboni.

2. [Val.] Carbone del fuoco, per Carbone acceso. Leggend. Tobia. 20. Togliesse del cuore di questo pesce, e ponesselo in sul carbone del fuoco.

3. [M.F.] Carbone di squarto. Quello che è fatto di pezzi di legna squartate, e che perciò scoppia nell'accendersi. Uso.

4. (Ar. Mes.) [Cont.] Carbone di castagno, di salcio, di scopa. Stat. fabbri, 134. De' carboni di castagno atti a fabbricare sia abbondanza nella città. Biring. Pirot. III. 10. Se li fabbri volessero bollire un ferro alquanto grosso, e pigliassero carbon di salcio,… non arieno forza di farlo bollire… Se voleste fondere oro, argento, rame, o altro metallo, e pigliaste carbon di scopa, v'affadigareste invano.

[G.M.] Carbone di cerro, di querce, di faggio, di pedagnuolo.

5. (Ar. Mes.) [Cont.] Carbone forte, dolce. Dícesi Forte quello che per la natura del legno riesce più denso e si accende più difficilmente di quello che chiamasi Dolce. Fiorav. Spec. sci. I. 6. Il carbon forte consuma molto il ferro, e scoppia nella fucina, quando si mena i mantici, ma il carbon dolce è assai più benigno, e fa il fuoco assai più temperato di quello che fa l'altro, ed il ferro si lavora meglio.

6. [Camp.] Carbone spento, fig. per Cosa che troppo perda al paragone con altra. Dant. Inf. 20. Ed io: Maestro, i tuoi ragionamenti Mi son sì certi, e prendon sì mia fede, Che gli altri mi sarian carboni spenti.

7. Fare un segno o Segnare con un carbon bianco, si dice quando si vuol mostrare esser avvenuta alcuna cosa insolita, o felice.
[M.F.] La Celidora, III. 35. E chi n'assaggia un bocconcino almanco, La segni nel cammin col carbon bianco.

8. A misura di carboni vale A soprabbondanza, Soprabbondantemente, perchè misurando il carbone suole aggiugnersi il colmo alla misura. Morg. 21. 5. (C) A misura di crusca e di carboni. Fir. Luc. 3. 2. Ch'io non possa mangiare tordi grassi…, s'io non me ne vendico a misura di carboni. Lasc. Gelos. 5. 4. (M.) E sai che i nostri pari (i servi) non sono castigati a misura di carboni? Malm. 12. 14. (C) E' si vorrebbe, Dio me lo perdoni, Castigar a misura di carboni.

9. Prov. T. R. burl. 318. Ei fan come 'l carbon che tigne o cuoce. Il Prov. com. Tinge o scotta. E 65. Di gente che, a andargli presso, a ogni modo ci si perde. Fanno il male e dánno noja quasi senza saperselo.
Bellinc. Son. 134. (C) In ogni cosa se' come il carbone, Che cuoce e tigne.

[Giust.] Cecch. Figl. prod. I. 3. Io so d'avanzo che il carbon sempre cuoce o tigne.

In questo signif. dicesi anche ass. Essere come il carbone. Salv. Spir. (C) Ch'io m'avvidi ch'egli era come il carbone. Cecch. Stiav. 3. 4. (Man.) Sì fatte genti son come il carbone. E Esalt. Cr. 1. 4. Guardatevi da lui, ch'egli è come il carbone.

10. (Med.) Bolla, Enfiato pestilenziale, Carbonchio, Carboncello. Tes. Pov. P. S. (C) Poichè tu hai cavato lo veleno del carbone, per tre o per quattro di togli cime di sambuco. Varch. Stor. 7. Fu molte fiate avvertito, che chi avendo per le gambe… bolla alcuna la grattava, ella convertitasi finalmente in carbone, fra tre dì l'uccideva.

[Cont.] Cit. Tipocosm. 255. I carboni, i foroncoli, le fimate, le scrofole, le meliceridi, le cancrene.

11. (Chir.) Carbone di fuoco, per Bottone di fuoco. Segner. Conf. Instr. cap. 4. (M.) Suol essere come appunto con un carbon di fuoco, che dato in tempo, scuote a maraviglia dall'animo quel letargo…

12. (Min.) Per Carbonchio, Gemma. Dittam. 5. 19. (C) La natura del dïamante prima Appresso del carbone ancor mi chiosa. E appresso: E poi seguì: sopra quante vi sono, Il nobile carbone all'uom più costa.

13. (Min.) Carbone di terra o fossile è una Materia infiammabile che si trova nelle viscere della terra, e che è composta di terra, di pietra, di bitume e di zolfo. Si estrae dalle cave, produce un calore vivissimo, e che lungamente conservasi; ed è molto usato per le fucine e per le macchine a vapore. (Fanf.) Gab. Fis. (Mt.) Carbone fossile, impietrito, lavagnino…

[Cont.] Imp. St. nat. V. 23. La terra nera, e 'l carbon fossile. Spet. nat. IV. 195. Inglesi, i quali posson, non ch'altro, valersi del loro carbone, ch'è un'altra spezie di sansa, consistente in certe zolle di terra combustibili, le quali si scavano.

Carbone minerale. (Min.) [Sel.] È lo stesso che Carbone di terra.

Carbone vegetale. (Chim.) [Sel.] Dicesi quello che si estrae incarbonendo le piante, e più particolarmente quello che si prepara da una sostanza organica di origine e natura vegetale.

Carbone animale. (Chim.) [Sel.] È il Carbone che si fa cogli ossi, col sangue, colla carne muscolare ed in genere con qualsivoglia corpo di natura animale.

Carbone metallico. (Chim.) [Sel.] Dicesi quella specie di Carbone artificiale che fu preparato in modo da avere superficie piuttosto liscia e lucida, e certa sonorità, come se fosse di natura metallica.

Carbone rosso. (Chim.) [Sel.] Carbone che fa prodotto piuttosto per via di ustolazione del legno di quello che spingendo il fuoco fino all'incarbonimento perfetto. Dicesi Rosso, per essere di un nero cadente nel rossigno.

14. (Pitt.) Carboni per disegnare. Piccoli Ramicelli di salcio cotti in forno dentro una pentola nuova, lutata con luto sapientiae, buoni per disegnare in carta e cartone. Baldin. (Mt.)

15. (Agr.) Dicesi Carbone una Malattia del grano, per cui la sostanza del granello diviene nericcia, fetida, e come carbone di legno spento, restando prosciugata e secca, benchè nella scorza vada facilmente in polvere. (Fanf.)
Gran Dizionario Teorico-Militare del 1847
Carbone - s. m. Charbon. Sostanza nota. Ve ne ha di diverse sorti. Il carbone che comunemente si adopera nella polvere da fuoco è fatto col legno del salcio, dell'avellano e della frangola, dando questi legnami un carbone leggiero e facilmente accendibile. Quello che si adopera dai fabbri nella fabbrica e nella manipolazione del ferro è di castagno. [immagine]
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Parole in ordine alfabetico: carbonchio, carbonchiosa, carbonchiose, carbonchiosi, carbonchioso, carboncini, carboncino « carbone » carbonella, carbonelle, carboneria, carbonerie, carbonetti, carbonetto, carboni
Parole di sette lettere: caravan « carbone » carboni
Vocabolario inverso (per trovare le rime): giubbone, ambone, gambone, bimbone, trombone, robone, barbone « carbone (enobrac) » cartacarbone, superbone, birbone, furbone, ubriacone, flacone, lumacone
Indice parole che: iniziano con C, con CA, iniziano con CAR, finiscono con E

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