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Informazioni utili online sulla parola italiana «pubblicare», il significato, curiosità, coniugazione del verbo, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Pubblicare

Verbo
Pubblicare è un verbo della 1ª coniugazione. È un verbo regolare, transitivo. Ha come ausiliare avere. Il participio passato è pubblicato. Il gerundio è pubblicando. Il participio presente è pubblicante. Vedi: coniugazione del verbo pubblicare.
Parole Collegate
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La parola pubblicare è formata da dieci lettere, quattro vocali e sei consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: bb.
Divisione in sillabe: pub-bli-cà-re. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si può avere questa parola: repubblica.
pubblicare si può ottenere combinando le lettere di: cip + barbule; cupi + lebbra; pulci + [barbe, ebbra]; cupe + [labbri, libbra]; pulce + [barbi, birba, rabbi]; bip + bucarle; plebi + bruca; club + bipare; bulbi + [capre, carpe, crepa]; libbre + cupa; crebbi + [lupa, pula].
Componendo le lettere di pubblicare con quelle di un'altra parola si ottiene: +sos = pubblicassero; +vita = ripubblicavate; +[rossi, sorsi] = ripubblicassero; +[renose, sereno] = incapsulerebbero; +semini = repubblicanesimi; +[mesoni, miseno, nosemi, ...] = repubblicanesimo; +erogeno = piagnucolerebbero; +tenerezze = percentualizzerebbe.
Vedi anche: Anagrammi per pubblicare
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: pubblicate.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: pubica, pubi, pube, pulire, pulì, pulce, pula, pule, pure, pica, pare, ubbia, ubbie, ubicare, ubica, bica, bare, lire, lare.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: pubblicarle, pubblicarne.
Parole con "pubblicare"
Finiscono con "pubblicare": ripubblicare.
Parole contenute in "pubblicare"
are, pub, care, pubblica. Contenute all'inverso: era.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "pubblicare" si può ottenere dalle seguenti coppie: pubblicai/ire, pubblicata/tare.
Usando "pubblicare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: autopubblica * = autore; * areata = pubblicata; * areate = pubblicate; * areati = pubblicati; * areato = pubblicato; * rendo = pubblicando; * resse = pubblicasse; * ressi = pubblicassi; * reste = pubblicaste; * resti = pubblicasti; * ressero = pubblicassero.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "pubblicare" si può ottenere dalle seguenti coppie: pubblicata/atre, pubblicato/otre.
Usando "pubblicare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * erta = pubblicata; * erte = pubblicate; * erti = pubblicati; * erto = pubblicato.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "pubblicare" si può ottenere dalle seguenti coppie: pubblica/area, pubblicata/areata, pubblicate/areate, pubblicati/areati, pubblicato/areato, pubblicai/rei, pubblicando/rendo, pubblicasse/resse, pubblicassero/ressero, pubblicassi/ressi, pubblicaste/reste, pubblicasti/resti, pubblicate/rete, pubblicati/reti.
Usando "pubblicare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: autore * = autopubblica.
Sciarade incatenate
La parola "pubblicare" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: pubblica+are, pubblica+care.
Frasi con "pubblicare"
»» Vedi anche la pagina frasi con pubblicare per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • A Federica è stato chiesto di pubblicare la sua tesi di laurea su una rivista specializzata.
  • Passai la nota all'ufficio web per farla pubblicare.
  • L'unico dubbio era se pubblicare l'articolo in prima o seconda pagina.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Divulgare, Spargere, Pubblicare, Propalare - Divulgare è Palesare una cosa e farla nota con tutti i modi da ciò, affinché si sappia da chicchessia. -Spargere, quando si parla di notizie, di calunnie o simili, è l'andarle dicendo in più luoghi perché vengano a notizia di molti. - Pubblicare è lo stesso che Divulgare, se non quanto ha idea di minor diffusione; e più spesso si dice di cose stampate. - [Propalare, che fu usato anche in buon senso, si usa oggi piuttosto in cattivo, dell'andare, cioè, spargendo cose che era forse meglio tacerle. - «Propalava i segreti del Ministro.» - «Notizie da non si propalare per non mettere in timore le popolazioni.» - Nel fôro poi ha senso pessimo; quello del rivelare che fanno i complici le colpe altrui per alleviare a sè la pena. G. F.] [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Dichiarare, Svelare, Scoprire, Rivelare, Disvelare, Manifestare, Divulgare, Pubblicare, Palesare, Mostrare, Aprire - Dichiarare è rendere chiaro, aperto, ciò che non lo è, o non lo è sufficientemente. La dichiarazione però è qualche volta una protesta o manifestazione solenne; come la dichiarazione di guerra. Svelare è dire cosa ignota o segreta, o conosciuta da pochi: ha qualche volta mal senso quando la cosa svelata era un segreto a noi confidato; ma svelare dice più imprudenza che rea intenzione; rivelare invece è dire veramente e di proposito ad altri ciò che di segreto o in segreto si è saputo; un fanciullo con una parola imprudente svela talora profondi segreti domestici; lo spione rivela a chi lo paga il segreto che con infinte o raggiri è riuscito a carpire. Svelarsi è apparire, mostrarsi quale si è; uno sciocco, un malcreato, uno zotico si svela qual è se riuscite a farlo parlare per un quarto d'ora. Disvelare si direbbe del togliere proprio un velo materiale, più che svelare; però ha senso metaforico come quest'ultimo: direi anche che in questo caso è voce di uso e di stile più famigliare che svelare. Scoprire è far vedere o conoscere agli altri ciò che era nascosto: ha poi un senso più alto, e si è quello di penetrare qualche nuovo mistero della natura, o qualche proprietà di cosa non avvertita prima, o qualche combinazione di cose non ancora intraveduta. Rivelare dicesi, nota Tommaseo, o di misteri e cose divine, o di congiure, o di segreti.
Manifestare è un dichiarare apertamente: da qui l'esordio di molti decreti, ordinanze e simili: a tutti sia manifesto. Divulgare è far sì che la cosa venga a cognizione di molti, dei più, che fanno certamente il volgo; a ciò è potente mezzo il pubblicare, cioè metterne a parte il pubblico con iscritti, o stampe, o bandi. Palesare è dir cosa che prima si teneva in sé. Mostrare è mettere in mostra affinché altri vegga; render evidente, facile, cosa non da tutti intesa, e perciò vale anche insegnare. Aprire in questo senso è rendere non solo chiara la cosa, ma facile: si aprono i tesori della scienza al popolo; cioè gli si rende facile, chiara e così evidente da poterne egli fare suo pro: perciò all'aperto non solo significa al chiaro, ma in vista di tutti, senza mistero. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Pubblicare - e † PUBLICARE e † PUBLICARE. V. a. Pubblicamente manifestare, Far sapere a tutti, Rendere noto o notorio. T. Divulgare è meno solenne, è meno deliberato di Pubblicare. Publicare, in un senso, aureo lat. = Pass. 106. (C) E fecionlo pubblicare per messer santo Jacopo.Vit. SS. Pad. 2. 7. L'abate ciò vedendo…, li fece battere amendue, e ripresegli aspramente, perchè avevano pubblicato quel miracolo. [Camp.]Com. Art. am. E innanzi voglio che tu qui ti lamenti di me, che qui le chiose mi pubblichino troppo isfacciato. [Val.] Fag. Rim. 3. 209. E la fama ha saputo pubblicarvi. Stor. Mos. 10. (Man.) E fatta questa legge, fue plubicata al popolo di Dio.

Nota costrutti. Cavalc. Pungil. 233. (M.) Dio permette che li suoi santi siano delle lor buone opere pubblicati, eziandio contro coloro volontà, per esemplo ed edificazione degli altri (cioè, che vengano in fama). Belc. Vit. Colomb. C. 153. Io Benedetto di Pace…, giudice ordinario pubblico, alle predette cose mi trovai presente; e rogato, le predette cose scrissi, e del mio segno e nome pubblicai (cioè: pubblicai sotto il mio segno e nome).

2. T. Annunziare pubblicamente, Proclamare. Non com. Stor. Eur. 1. 1. (M.) Con tutte le antiche cerimonie e solennità onoratissimamente lo dichiarò, e lo pubblicò Monarca ed Imperatore Romano. Giamb. Ist. Eur. (Gh.) Approvarono e confermarono Arrigo re de' Germani, pubblicandolo solennemente e giurandogli fedeltà ed ubbidienza.

[Cont.] Bandire una ordinanza, un avviso ufficiale. Cart. Urb. Arch. St. It. IX. 296. Sono ormai due mesi che si pubblicò la levata del terzo del Marchese di Trevico, ed ancor non è fatto, e quel che è fatto è così colà: perchè come non danno se non 15 in 20 ducati per soldato, e quelli, in vestiti e cose che gli ne costano un terzo almanco più di quel che vagliono; così un uomo di garbo e di spirito non si vuol fare schiavo, nè vendersi senza prezzo. Bandi Fior. XXVIII. 31. 31. Tutto il disposto e contenuto nella presente legge e riforma s'intenda dovere avere, ed abbia effetto, forza e vigore quattro mesi dopo, che sarà stata pubblicata. Muzio, Risp. cav. II. 3. Come un cartello è pubblicato, di quello che in publico è noto colui, a cui ciò spezialmente si appartiene, non dee pretenderne di ignoranza; che, quando ciò fosse lecito, anche de gli editti, che tutto dì si pubblicano dalle corti, e si affiggono, altri se ne farebbe ignorante. Stat. Fior. Calim. I. 80. Dopo la detta dinunziazione cotale padre non sia tenuto per lo detto suo figliuolo di quelle cose che dalla dinunziazione innanzi avesse fatto. E cotale dinunziazione facciano i consoli publicare per l'arte di Calimala per lo loro messo infra tre dì poscia che fatta sarà.

3. † N. pass. Dav. Scism. l. 1. c. 20. (M.) Reginaldo Polo stupisce che il Re (Arrigo VIII) gittasse via tanto tesoro per pubblicarsi d'essere stato vent'anni concubinario.

4. Render pubblico per mezzo della stampa. Car. Apol. 219. (M.) Perchè dovendosi le loro composizioni pubblicare sotto il mio nome, non ci sarebbe la mia dignità, se non passassero per i buchi del vostro cervello. [Laz.] Gal. Gal. Disc. grav. Ho giudicato essere bene render ragione dello scrivere, e del pubblicare questo trattato. [Val.] Cocch. Op. 1. 109. Opere sue postume da pubblicarsi.

[Cont.] Un disegno, Una macchina, e sim. Serlio, Arch. VII. 218. Ricordandomi d'aver veduto in Padova, in Italia, nella casa di Messer Luigi Cornaro un'appartamento nell'entrar del cortile di qua dalla bella loggia: il quale il nobile gentiluomo fece fare per le musiche, come quello che si dilettava di tutte l'arti nobili e virtù singolari… non ho voluto mancare di pubblicare il disegno. Ceredi, Disc. idr. 53. Uno artificioso aratro che guidato da un'uomo solo, senza buoi, in terreno che non sia troppo sassoso, farà poco meno dell'opera che si suol fare con un'aratro comune tirato da un par di buoi. Io spero che per universale beneficio egli porrà finalmente ogni rispetto da canto, e lo pubblicherà in nome suo, perchè in nome di uno o di due suoi amici egli ha già voluto farlo; ancora che quegli uomini da bene non abbiano voluto vestirsi delle penne del pavone. = Vas. Op. Vit. 2. 408. (M.) Miniò Gherardo per la Chiesa un'infinità di libri, i quali… furono… posti nel numero di quelli tanto nominati, che preparavano per far la libreria, e poi da Papa Clemente VII fu fabbricata, ed ora dal Duca Cosimo si dà ordine di pubblicare.

5. Confiscare. M. V. 1. 46. (C) Carlo Artù… fu incolpato della morte del Re Andreas…, e i suoi beni pubblicati, e incorporati alla camera della Reina. Stor. Pist. 204. Pubblicò tutti li loro beni alla Corona. [Camp.] Bib. Esdr. I. 6. Qualunque uomo muterà questo comandamento, sia tolto il legno della casa sua, e sia dirizzato, e siavi confitto suso, e la sua casa sia pubblicata (domus ejus publicetur). Ces. Com. La fede di Cesare seguendo, da lui non essere partito per inimico denunziare; e li suoi beni fece pubblicare (bonaque ejus publicat).

[Cont.] Pubblicare in comune. Comp. St. 118. Il giorno seguente messer Carlo gli fece richiedere, e più altri: e per contumaci e per traditori gli condannò, e arse loro case, ed i beni pubblicò in comune.

6. † Pubblicare a sè, per Applicare, Aggiudicare a se medesimo. M. V. 4 22 (M.) Ma però che egli prese i fratelli, e beni di fra Moriale, e pubblicolli a sè, parve che d'ingratitudine de' servigii ricevuti, e d'avarizia maculasse la sua fama.

V. anco PIUVICARE.
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