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Informazioni utili online sulla parola italiana «valere», il significato, curiosità, coniugazione del verbo, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Valere

Verbo
Valere è un verbo della 2ª coniugazione. È un verbo irregolare, sia transitivo che intransitivo. Ha come ausiliare sia avere che essere. Il participio passato è valso. Il gerundio è valendo. Il participio presente è valente. Vedi: coniugazione del verbo valere.
Parole Collegate
»» Sinonimi e contrari di valere (essere valido, eccellere, contare, essere capace, ...)
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
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Giochi di Parole
La parola valere è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti.
Divisione in sillabe: va-lé-re. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si possono avere queste parole: averle, levare, leverà, velare (scambio di vocali), velerà (scambio di vocali).
valere si può ottenere combinando le lettere di: lev + [era, rea].
Componendo le lettere di valere con quelle di un'altra parola si ottiene: +ago = agevolare; +ago = agevolerà; +[ali, ila, lai] = alleverai; +[ile, lei] = alleverei; +[ila, lai] = alleviare; +[ila, lai] = allevierà; +[ilo, oli] = allevierò; +lao = alveolare; +sos = assolvere; +can = calaverne; +can = carnevale; +[abc, cab] = celebrava; +ito = elevatori; +voi = evolverai; +san = lavarsene; +set = lavereste; +[ori, rio] = lavorerei; +sos = levassero; +non = leveranno; +gin = nevralgie; +[pio, poi] = polveraie; ...
Vedi anche: Anagrammi per valere
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: balere, galere, valete, valore, volere.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: balera, calerà, calerò, falera, galera, salerà, salerò.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: vere, alee.
Parole con "valere"
Finiscono con "valere": prevalere, equivalere.
Parole contenute in "valere"
alé, ere, vale.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "valere" si può ottenere dalle seguenti coppie: vado/dolere, vaga/galere, vaso/solere, valevole/volere.
Usando "valere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: arvale * = arre; bava * = balere; * rete = valete; * rendo = valendo; * resse = valesse; * ressi = valessi; * reste = valeste; * resti = valesti; * ressero = valessero.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "valere" si può ottenere dalle seguenti coppie: vale/ellere, valva/avere.
Usando "valere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * erte = valete.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "valere" si può ottenere dalle seguenti coppie: manovale/remano, navale/rena, nivale/reni, ovale/reo, stivale/resti, trovale/retro.
Usando "valere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * navale = rena; * nivale = reni; * stivale = resti; * trovale = retro; rena * = navale; reni * = nivale; * manovale = remano; resti * = stivale; retro * = trovale; remano * = manovale.
Lucchetti Alterni
Usando "valere" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * dolere = vado; * solere = vaso; arre * = arvale.
Sciarade incatenate
La parola "valere" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: vale+ere.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "valere" (*) con un'altra parola si può ottenere: ali * = avallerei; * idi = validerei; alte * = avallerete; cali * = cavallerie; * gite = vaglierete; avori * = avvalorerei; cachi * = cavalcherei; cachet * = cavalcherete; conidi * = convaliderei.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "valere"
»» Vedi anche la pagina frasi con valere per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • L'impiegato modello si fa sempre valere in ufficio.
  • In certe occasioni occorre farsi valere, altrimenti si corre il rischio che ti mettano i piedi in testa.
  • Per farsi valere in una discussione occorre essere pacati e concreti.
Espressioni e Modi di Dire
  • Non valere un soldo bucato
  • Non valere un tubo
  • Non valere un'acca
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Costare, Valere - Il Costare indica il valore corrente. - Il Valere il valore intrinseco. - «Il valore del napoleone d'oro è venti lire, ma costa assai più.» - Nel Costare c'è l'idea di tanto o quanto di gravezza. - «Costa troppo, e non voglio comprarlo, perchè non vale quel prezzo.» - Ciò è cagione che il Costare si trasporta alla metafora, con idea di sforzo o danno. - «Potei ottenere quella cosa, ma mi costò sudori e dispiaceri.» [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Fare, Giovare, Valere - Giova ciò che produce qualche vantaggio, se non il diretto, l'indiretto, e talora un affatto contrario a quello che si era proposto; il fare, in questo senso, ha da essere un giovamento, un vantaggio diretto, perchè il fare è operare, o almeno aiutare: giovano alla gioventù, a tutti i buoni consigli; ma ciò che fa meglio d'ogni altra cosa, è il buon esempio, l'indirizzo, l'aiuto. Giovare è generico; una cosa, buona in sè, giova ora o più tardi, giova a questa o a quella cosa: il fare è speciale e particolare; i decotti dolcificanti fanno bene per la tosse: i rimedii giovano nelle malattie, ma chi fa più di tutto è la natura. Valere è più di tutti; per valere bisogna che la cosa abbia un valore intrinseco; poi valere è proprio fare al caso: a un giovane scapestrato a cui le ammonizioni, i castighi, gli esempi non giovano, o per cui si direbbe che più nulla fa, una sola parola, una riflessione, un'ispirazione venuta in buon punto vale a farlo cambiar vita: essa aveva il valore, la forza necessaria, essa sola fu valida contro quel cuore indurato. [immagine]
Equivalere, Valere, Valere lo stesso, Equivalente, Valsente - Si dice che una cosa vale tanto, quando ha quel pregio o quel prezzo stabilito dall'uso, dal criterio generale, o anche in parte dall'affezione che si ha alla cosa: quest'ultima peraltro è misura più arbitraria. Si dice che una cosa equivale ad un'altra, quando vale presso a poco lo stesso, sia pel pregio o prezzo, sia per l'uso a cui si destina: le macchine a' giorni nostri sono tali prodotti quasi miracolosi dell'industria e della scienza umana, che equivalgono in molte cose al braccio e all'intendimento dell'uomo nella produzione di svariatissime manifatture. Equivale dovrebbe voler dire vale lo stesso; ma già l'uomo, in ciò che tocca interesse o passione, è sempre portato ad esagerare un pochino: dirà, p. es., la fortuna equivale alla prudenza; la destrezza all'abilità; l'apparenza al vero; ma l'esagerazione qui è manifesta, e si vede chiaro che abbenchè dica equivalgono, non direbbe: valgono lo stesso. Valgono lo stesso due monete in cui l'intrinseco valore sia uguale: di due cose che siano costate un'eguale somma di denaro, se una sia utile, necessaria, e l'altra superflua, sarà detto impropriamente che valgono lo stesso; e dovrà dirsi, costarono lo stesso: così la cognizione degli oggetti, l'esperienza, la destrezza nel contrattare, possono fare che taluno per una somma acquisti uno o più oggetti di un molto maggior valore intrinseco o relativo che un tal altro inesperto, il quale pagherà venti ciò che vale dieci: in questo caso, come in tanti altri pratici, gli oggetti acquistati non valgono certamente lo stesso. Equivalente è cosa che ha presso a poco, o anche esattamente il valore di un'altra e che si dà o si darebbe in cambio. Valsente è veramente il prezzo, l'intrinseco valore della cosa, e ciò che bisogna dare, o che si è dato per acquistarla. Io compro del vino, e se ho del grano, e che il venditore del vino s'accontenti, gli do l'equivalente in grano: il valsente si calcola a danari, e a danari quasi sempre si dà. [immagine]
Potere, Valere - Valere ha talora il senso di potere; poichè si potrebbe dire che l'uomo o la cosa tanto possono quanto valgono; ma potere non ha mai il senso che ha valere, quando questo significa avere un valore intrinseco o relativo o altrimenti. [immagine]
Valere, Costare; Valore, Prezzo, Valuta, Specie, Valsente - Vale la cosa veramente quanto ha in sè d'intrinseco pregio o valore; ma d'ordinario val quanto si può vendere, giusta l'adagio forense res valet quantum vendi potest; e ciò perchè a molte cose si volle dare un pregio d'affezione che supera d'assai il vero: il valore poi varia per tante circostanze, le quali ora lo fanno crescere, ora diminuire, e che non è possibile prevederle tutte non che enumerarle: ma in ultima analisi è poi determinato dal prezzo che può non essere secondo giustizia, ma certo secondo la verità e la somma delle circostanze influenti sul contratto: se un usuraio paga poco un gioiello, un diamante o che so io, non è già che quell'oggetto scada di valore, ma perchè fra quel compratore e quel venditore vi sono circostanze tali di bisogno e di esigenza che, sommate assieme, danno quel quoziente. La cosa costa quanto si paga, qui non c'è dubbio; il che non fa che non si paghi sovente più o meno del giusto suo valore. La valuta è la moneta o altro segno di convenzione o di permuta con cui si paga una cosa da altri venduta: valute, in lingua bancaria, sono le diverse qualità di monete: ho un biglietto di banco di mille lire; lo cambio in pezzi da venti franchi, in zecchini, in doppie, in iscudi; queste sono altrettante specie di valute, che diconsi anche assolutamente valute e anco specie: la parola valuta si mette sulle cambiali, ed è termine tecnico; così valuta in conto, cambiata, avuta, intesa, in merci e simili. Il valsente significa l'equivalente del prezzo o della valuta, approssimativamente: datemi uno staio di grano che ve ne darò il valsente in olio, in vino. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
† Valere - S. m. Valsente, Prezzo. Bocc. Nov. 5. g. 2. (C) Ti toccherà il valere di troppo più che perduto non hai. G. V. 10. 108. 1. Donògli il valere di diecimila fiorini d'oro tra in danari e in giojelli. Ott. Com. Inf. 7. In vendere più caro ch'e' possono, in mentire dello valer della cosa. (La stampa, a pag. 111, legge valore.) [Camp.] Bon. Bin. VII. 3. Nulla compra è sicura del suo valer.

† Modi enf. per dire: Nulla, o quasi nulla. [Val.] Pucc. Guerr. Pis. 7. 7. Non vi lasciaro un valer d'un bottone. E Centil. 65. 4. Partecipando il valer d'una noce. E 87. 21. Di ciò che trovaro Non vi campò valer d'una grattugia. E 87. 87. Non gli lasciò il valere d'un danajo.

2. † Per Valore. Dittam. 1. 17. (C) Contra li quai niun valer potrebbe.
Valere - V. n. Essere di tale o tal prezzo, Costare. Valere, lat.

T. Valere, significa il Valore intrinseco; Costare, il Valore corrente. Cosa che val dieci può costar mille. Può cosa che vale moltissimo costare poco.

Forme gramm. [G.M.] Valgo, Vaglio, Vali, Vale, Valiamo, Vagliamo, e Valghiamo, Valete, Vagliono, Valgono. (Valghiamo, e Valgono, più com. nell'uso.) – Valeva, Valevo, Valevi, ecc. (Ant. e poet. Valiéno.) – Valsi, Valesti, Valse; Valemmo, Valeste, Valsero. – Varrò, Varrai. (Ant. Valerò, Valerai.) – Vali, Valga, Vaglia, Valiamo e Valghiamo, Valete, Vagliano e Valgano. – Che io vaglia o Valga, Che tu Valga, Vaglia (Valghi), Che noi valiamo, Vagliamo, Valghiamo; Che voi valiate o Valghiate, Che quelli Valgano o Vagliano. – Valessi, Valesse, Valessimo… Part. pass. Valuto, Valsuto, Valso.

[G.M.] Il vino val molto quest'anno. – Questo scialle turco chi sa quanto sarà valuto! – Il grano val poco. – Facendo venire i libri dall'estero, valgono troppo. – Di certe cose val più quasi quasi la gabella che la mercanzia. – Quanto valgono trentacinque metri di panno, a lire sette e centesimi ventitrè il braccio?

Di prezzo determinato. Bocc. Nov. 10. g. 8. (C) Potevan valere un cinquecento fiorini d'oro. E ivi: Duemila fiorini d'oro valeva, o più, quello che al presente aveva recato, senza quello che egli aspettava, che valeva più di tremila. [Tor.] Rondin. Descr. Cont. 17. Passati sei anni, fu gran caro in tutta Italia, e valse in Firenze il grano un fiorino lo staio. [G.M.] Una soma d'olio vale cento lire. [Cont.] Sass. F. Lett. 125. Le porcellane non sono da lasciarsi. delle quali credo che ci siano venute quest'anno du gento tinelli… vagliono ragguagliatamente un quarto di ducato il pezzo de' piccoli; e' grandi poi uno, due tre e quattro ducati l'uno.

2. Valere ass., s'intende per Valere assai, Essere di molto costo. Guicc. Dec. 7. (Man.) Donde nascon le carestie, se non in gran parte da costoro, che non pensano mai a altro se non che il grano vaglia, e di serbarlo a' tempi che loro lo possin vendere un occhio d'uomo?

[G.M.] È roba che vale. L'olio vale quest'anno.

3. Delle monete. T. Una moneta val tanto. Non si dice che Costa se non quando un antiquario, o un raccoglitore di reliquie politiche, la compri per metterla in serbo; o n'abbia di bisogno chi deve far pagamento appunto con quella. [G.M.] I napoleoni valgono venti lire italiane. Quando c'erano i francesconi valevano dieci paoli, ossia cinque lire italiane e sessanta centesimi. Ora vale la carta.

Borghin. Mon. 222. (M.) Valeva l'agostaro… alla valuta d'un fiorino e un quarto d'oro.

4. Di assegnamenti, di rendite, di entrate equivalenti a tale o tal somma di danaro. Non com. Bemb. Stor. 6. 85. (M.) Se la Repubblica volea quella rôcca, Remiro gliele darebbe, se… a lui condotta di cinquanta cavalli donasse, con tante case nella città, che due libbre d'oro d'entrata l'anno gli valessero.

5. Senso mor.; e di pers. e di cose.

T. Molti si credono di valer molto, e valgono tanto meno quanto più si credono di valere. – La vittoria di Marengo vale per dieci vittorie. – La virtù vale sempre più di quello che costa. – Un'opera val poco, e costa molto. – Vale moltissimo, e costa poco. – Favore che a voi costa nulla, può a me valere la vita. – Un uomo vale per molti.

Bocc. Nov. 8. g. 2. (C) Niuno era nel paese che valesse quello che egli. E nov. 6. g. 3. Comecchè sia gran tempo che io e le cose mie, e ciò ch'io posso e vaglio, vostre state sieno. E nov. 9. g. 5. Se io mai alcuna cosa valsi, per lo vostro valore e per l'amore che portato v'ho, m'avvenne. E nov. 9. g. 8. Tu non te ne avvedesti miga così tosto, tu, di quel ch'io valeva, come ha fatto egli! Giov. Gell. Vit. Alf. 201. (M.) Ma quantunche e' valesse molto e per prudenza e per gravità,… e' non mancò però ch'e' non fusse biasimato da alcuni.

[G.M.] D. 1. 26. S'ei posson dentro da quelle faville (vampe sfavillanti) Parlar, diss'io, maestro, assai ten priego, E ripriego che 'l priego vaglia mille, Che non mi facci dell'attender niego, Finchè la fiamma cornuta qua vegna (dentro alla quale erano Ulisse e Diomede). E 3. 33. Donna, se' tanto grande, e tanto vali, Che qual vuol grazia ed a te non ricorre, Sua disïanza vuol volar senz'ali. Machiav. Vit. Castr. Ciascuno stima l'anima sua quel che la vale. Cellin. Vit. Questo suo Bandinello non val niente. Morg. 18. 92. Se tanto vali, come ti fe' cader qui mio fratello? E 21. 81. E mancò poco che non l'appiccava Orlando con Rinaldo la schermaglia. Senonchè pur Rinaldo si chetava, Chè sa quando s'adira, quel che vaglia. E 24. 159. Carlo nel volto si venne cambiando, Tanto il savio parlar co' gesti valse. [Cors.] Ciriff. Calv. 1. 142. Non può più indietro ritornar lo strale Sospinto un tratto; il primo error val tutto (è quasi prov.). = Sen. Ben. Varch. 6. 28. (Man.) Se i desiderii miei fosser valuti, dirai tu, e' sarebbero valuti anche nel bene. [G.M.] Ar. Fur. 20. 123. Se in altro conto aver vuoi a far meco, Di quel ch'io vaglio son per farti mostra. E 25. 1. Oh gran contrasto in giovenil pensiero, Desío di laude ed impeto d'amore! Nè chi più vaglia ancor si trova il vero, Chè resta or questo or quel superïore. E 32. 72. Eran tre cavalier che valean tanto, Che pochi al mondo valean più di loro. E46. 115. Ma non sa ritrovar prego che vaglia Perchè Ruggero a lei l'impresa lassi (a Bradamante). Segner. Mann. Febbr. 7. Ma non val più la pace del cuore, che non vagliano tutte quelle tue vittorie da niente? E Quaresim. 10. 13. Signori miei, non c'è caso alcuno nel quale noi abbiamo a far mai getto del paradiso,… perchè il paradiso val troppo,… val più che ricchezze, val più che piaceri, val più che dignità, val più che riputazione, val più che vita.

[G.M.] Coll'In. Valere in una cosa, Aver valore in essa, Essere eccellente in quella. Vale molto in poesia. [Camp.] Guid. G. XV. 165. Allora cominciò a ricordarsi quant'egli era valuto nella guerra, e com'egli…

But. Purg. 28. 1. (C) Dal quale cielo discende la influenzia della virtù, nella quale è valsuto. [G.M.] Borghin. R. Rip. Persona di bello spirito, e che nel dipingere valeva assai. – Donna che vale moltissimo nel canto – Vale assai nel violino.

E ass. [G.M.] È un uomo che vale (vale assai). Professore, maestro che vale. Tenore che vale. = Franc. Barb. 54. 13. (C) Questo chi vuole onore, Intenda di fuggir dove non vale.

6. T. Valga, è forma quasi di richiesta con cui adducesi una ragione atta a persuadere quello che si desidera. Se nulla può valere sull'animo vostro la miseria di molti, valga l'utile vostro a placarvi. = Dant. Inf. 1. (C) Vagliami il lungo studio e 'l grande amore Che m'han fatto cercar lo tuo volume. Rinucc. Eurid. 10. Vagliami il dolce canto Di questa nobil cetra, Ch'io ricovri da te la donna mia.

T. Valga quel che può valere; o Varrà quel che varrà; modo dell'uso, detto di atti o parole, intorno al valore delle quali non abbiasi molta fiducia. [G.M.] Ho fatto la mia protesta; varrà quel che varrà. Non ho mancato di fare la raccomandazione richiestami; valga quel che può valere.

7. Valere coll'A, indicando l'oggetto, il fine a cui la cosa serve. Bocc. g. 4. p. 5. (C) Nè a ciò, quantunque elle sien grandi, resistere varranno le forze nostre.

T. Talvolta il Valere può essere cosa nociva. Cesare: Multum ad terrendos nostros valuit clamor. [G.M.] Segner. Quares. 5. 6. Non pare a te che dovrà esser grande la tua ignominia, mentre, essendo tu nato in grembo alla religione… vedrai che molti de' barbari saranno tuttavia stati di te migliori; sì che, trattane sol la fede, la quale ignuda delle opere, valerà solo a tuo vitupero maggiore non a tua gloria, non potrai…

8. Modi enf. Bocc. Nov. 4. g. 8. (C) Se le femmine fossero d'ariento, elle non varrebbon denaio, perciocchè niuna se ne terrebbe a martello.T. Prov. Tosc. 105. Se le donne fossero d'oro, non varrebbono un quattrino. (E gli uomini?)

Valere oro, tant'oro, o sim., detto di pers. o cosa di gran pregio. [G.M.] Plaut. Epidic. III. 3. Non caru 'st auro contra, cioè, Chi lo mettesse in bilancia con tant'oro, non sarebbe pagato caro. – È un medico che vale oro quanto pesa. – È un cavallo così bravo che vale tant'oro.[A.Con.] Quella fanciulla per la casa vale cent'ori. [G.M.] È una casa che vale cent'ori appetto alla vostra. V. anche ORO, § 22.

Valere un mondo. Bern. Orl. Inn. 7. 1. (C) Fra l'altre molte, la tribulazione, La guerra, e finalmente tutto il male Che tanto ci conturba, un mondo vale. T. G. B. Adrian. Lett. a G. Vasar. Fra i quali fu al medesimo tempo Asclepiodoro, il quale nella proporzione valse un mondo.

Valere un occhio. V. OCCHIO, § 200.

Valere un Perù. [G.M.] Giovane modesto e studioso, che vale un Perù.

[G.M.] E iron. Fag. Comm. Per insegnarle far la civetta, vale un Perù.

Valere un tesoro. [G.M.] Morg. 1. 20. I palchi erano azzurri e pien' di stelle, Ornati sì che valièno un tesoro. E 12. 42. Giunse Terigi e 'l figliuol di Milone Dov'era del Gigante il padiglione, Ch'era tutto di cuoio di serpente, Con certi Macometti messi a oro, Con gran carbonchi (se Turpin non mente), Zaffir, balasci; e valeva un tesoro.

Non valere un fico, un capello, un lupino, o sim; Non aver nessun valore, nessun pregio. Bern. Orl. Inn. 22. 23. (C) Egli era ricco di molto tesoro, Che senza quel non val senno un lupino. E 2. 8. 29. (Man.) Stato o ricchezza non vale un capello, Che si possegga con tanta paura.[G.M.] Morg. 22. 167. Arme ch'avesse, non valse un mellone. Pros. Fior. Forse ch'egli hanno addotte scuse che fra tutte vagliono un fico. Segner. Mann. Genn. 6. Con quanto ardore talor tu chiedi i beni di questa terra che nulla vagliono; e poi sei freddissimo in chiedergli la sua grazia!

9. Proverbi.

T. Prov. Tosc. 21. Cosa per forza, non vale scorza. E 29. La prima uliva è oro, la seconda argento, la terza non val niente. E 39. Casa di terra, caval d'erba, uomo di bocca, non vagliono il piede d'una rocca (il cavallo che mangia erba, ha poca forza; l'uomo di bocca è un amico a parole e non di fatti). E 40. Val più un amico che cento parenti. E: Più vale il cuore che il sangue. E: Casa che ha buon vicino, val più qualche fiorino. E 70. Ira senza forza, nulla vale. E 71. Un uomo ne val cento, e cento non ne vagliono uno. E 74. Dono di consiglio, più vale che d'oro. E 81. La roba va dove vale. E 88. Chi indura, vale e dura (avvezzarsi per tempo alle fatiche). E 111. Un buon servitore val più d'un buon padrone. E 183. Di carnevale ogni scherzo vale. E 202. Di qui a cent'anni tanto varrà il lino quanto la stoppa (chi ci sarà, ci penserà). E206. Chi fa bene per paura, niente vale e poco dura. E 245. Mille piaceri non vagliono un tormento. E 254. Ricchezza poco vale a quel che l'usa male. E 268. Onestà di bocca, assai vale e poco costa. E 279. Un uccello in mano ne val due nel bosco. E 294. Nonè avere che vaglia sapere. E 333. Ogni scusa è buona, purchè vaglia.

Non usit. il seg., ma s'intende. Ogni cosa ci vale (tutto fa pro, tutto viene al bisogno). Cecch. Dot. 1. 2. (M.) Tu non conti quanti Torselli, nastri e cordelline e cuffie Ne cavi l'anno: ogni cosa ci vale; ben sai!

10. Importare, Essere d'importanza. Non com. Salvin. Eneid. l. 1. Tanto valca fondar popol romano! (Tantae molis erat Romanam condere gentem!)

11. Avere stato, dominio, potere, o sim. Dant. Purg. 20. (C) Mentre che la gran dote provenzale Al sangue mio non tolse la vergogna, Poco valea, ma pur non facea male.

12. Aver forza di legge, Avere validità. Stat. Calim. 21. (Man.) Quello che vinto sarà per le due parti, o più, de' consiglieri, a scrutinio segreto, a fave nere e bianche, vaglia; e i consoli il mandino ad esecuzione, e facciano osservare. E 36. E vaglia quello che per le due parti di loro, o più, fatto sarà nelle dette cose. [Cont.] Stat. Sen. Chiav. 46. Salvo e riservato che detti rettori non possano nè debbano comandare, nè comandamenti fare a neuno sottoposto, nè lui costregnare se non per fatto dell'arte, o per cagione di cosa che all'arte s'appartenga. E se contra facessero nè vaglia nè tenga. Stat. Arte lana, Radic. 217. Nella detta lana, della quale si concedesse licenzia come detto è, non si miscoli nè miscolare si debba lana tinta in nero. E chi contra facesse non s'intenda avere avuta la detta licenzia, e no' li vaglia in neuno modo.

[Cont.] Stat. Lan. Radic. 1. Possano e' detti rettori… divietare e fare divietare dell'arte, e nell'arte, cui vorranno e parrà a loro per gli fatti dell'arte; e questa cotale divietagione vaglia infine a tanto che non sarà rivocata per gli rettori, e per loro consiglio. Stat. Chiav. Siena, 239. E' detti rettori possano… procedare contra e' loro sottoposti ed astretti ogne tempo, non ostante chessero fu ferie; e che vaglia e tenga ciò che faranno essi o alcuno di loro in tempo feriato, sì come fusse in tempo giuridico e che si tenesse ragione.

[Cont.] Stat. Fior. Calim. I. 81. Da qui innanzi cotale rinunziagione non vaglia, e non si accetti per li consoli, se non mostra per piuvica carta di partigione com'egli sia partito di quella compagnia; la quale rinunziagione e carta di partigione i consoli siano tenuti di fare piuvicare per l'arte, per lo messo.

[Cont.] Cons. mare, 258. Quel sopradetto compagno vuole che il sopradetto nolo e accordo, che il morto aveva fatto, vaglia e abbia valore.

13. Detto delle note musicali in quanto alla durata loro, secondo la figura che hanno. [G.M.] Una semibreve vale due minime; una minima, due semicrome; una semiminima, due crome; quattro semicrome, otto biscrome.

14. Di cose scientifiche. [Cont.] Scala, Geom. Pom. V. 7. Spartiremo poi la circonferenza DB, la quale è la quarta parte della circonferenza d'un circolo, in 90 parti; ancor la circonferenza AD valerà le medesime 90.

15. E detto di voci, maniere, e sim. Avere un significato, Significare. Salvin. Pros. Tosc. 1. 186. (C) Il Si non è particella riempitiva,… ma è Sìper lo latino sic, e vale così E 187. Ha la nostra lingua le particelle corrispondenti ai Latini, mihi, tibi, sibi; e queste doppie, quando, dicendomi, ti, si, e quando me, te, sè, che vagliono lo stesso. Segner. Mann. Sett. 16. 1. (M.) Giustizia val qui di nome generico, a dinotare tutte le opere buone (cioè, sta in luogo). E Novemb. 14. 2. Dissi a tollerar con pazienza, perchè ciò val qui quella parola patiuntur.

16. Equivalere. Grad. S. Gir. 56. (M.) E perciò si prendano ben guardia che non sieno pigri degli altrui peccati gastigare, chè varrebbe loro come s'eglino gli consentissono. Mil. M. Pol. 77. E puote vedere molte belle viste di vedere prendere bestie e uccelli; e non è sollazzo al mondo che questo vaglia. [G.M.] Morg. 22. 107. Trasse Aldinghieri un colpo, e valse mille:… Due parti al Saracin del capo fece.

17. Esser sufficiente, Bastare. Borgh. Arm. fam. 97. (M.) Le maniere del differenziarsi tra loro queste tali armi son molte, delle quali un solo esempio può valere per tutti.

18. Meritare, Aver merito. Bocc. Nov. 1. g. 10. (C) Gli parve che esso ora ad uno ed ora ad un altro donasse castella e città e baronie assai poco discretamente, siccome dandole a chi nol valea. E nov. 10. g. 1. (M.) Che io ami questo, non dêe esser maraviglia d'alcuno savio, e specialmente voi, perchè il valete. Sen. Ben. Varch. 1. 1. Noi non eleggiamo a beneficare persone che il vagliano.

19. Giovare, Essere profittevole. Bocc. Nov. 1. g. 4. (C) Nè l'un mi varrebbe, nè l'altro voglio che mi vaglia. E nov. 8. g. 5. Gli venne nella mente questa cosa dovergli molto poter valere. E nov. 3. g. 8. Niuna cosa valendole il chiedere mercè colle mani in croce. Nov. Ant. 83. 2. Quellino rivoleano i loro stracci; ma neente valse, chè tutti li mise in un monte, e cacciovvi entro fuoco. Tes. Br. 2. 37. L'aria sostiene gli uccelli quand'elli volano: che se l'aere non fosse spesso, non potrebbero volare, e l'ale loro varrebbero molto poco. Petr. Canz. 1. 2. part. I.Vêr cui poco giammai mi valse, o vale, Ingegno o forza, o dimandar perdono. E son. 183. part. I. L'alto Signor, dinanzi a cui non vale Nasconder nè fuggir. Lasc. Spir. 4. 3. (M.) E noi la demmo a gambe. Nic. E ci valse il correre. Car. En. 7. 451. (Man.) E che le sirti, e che Scilla e Cariddi A me con lor son valse?

[Camp.] D. 1. 24. Se tu m'intendi, or fa' sì che ti vaglia. E 2. 15. Che è quel, dolce padre, a che non posso Schermir lo viso (la vista) tanto che mi vaglia? [G.M.] Morg. 11. 77. Non ti ricordi, figliuol di Pipino, De' beneficii; e 'l penter poi non vale. E 128. Ma dopo il fatto, il penter più non vale. E 20. 38. Ma non valeva ancor prieghi nè voti, Tanto il mar par che la nave percoti! E 22. 38. Ma che val tardi l'essersi pentuto? E60. L'ira del mare è da averne paura, Perocchè contro a lei forza non vale. E 24. 87. Questi son mostri sì feroci e strani, Che poco val qui gli argomenti umani. E 28. 76. Ma passi o sbarre non valsono, o ponti, Che finalmente e' trapassò que' monti. Ar. Fur. 21. 20. E delle sue ferite ancora infermo, L'arme si veste, e del castel si parte; E con animo va costante e fermo Di non mai più tornare in quella parte: Ma che gli val, ch'ogni difesa e schermo Gli dissipa fortuna con nuova arte? Segner. Mann. Apr. 9. Che val che tutti preghino per te, se tu mai per te stesso non sai ridurti a fare un'ora d'orazione divota? Che val che digiunino, se frattanto tu non sai altro che crapolare? Che val che si disciplinino, se frattanto non fai altro che careggiarti? Che val che salmeggino la notte per te, se tu stai forse in quel medesimo tempo lussureggiando? E Magg. 15. Che vagliono tutti i tratti amorevoli senza i fatti? E Crist. instr. 3. 33. 7. Nè vale il dire che in quella conversazione i buoni prevalgono: perchè se prevalgon di numero, non per questo prevalgono di virtù. Un solo che abbia la peste, è abile ad attaccarla in un'ora a molti.

T. Prov. Tosc. 69. Contro la forza la ragion non vale. E 278. Il sospirar non vale.

T. Coll'A dopo. I preghi e le lagrime non gli valsero a nulla, a nulla i lunghi e fedeli servigi prestati.

[G.M.] E ass. Che vale?; qual pro?

20. † Valere una persona ad un'altra, per Esserle utile, Apportarle vantaggio, giovamento. Sen. Pist. 109. (M.) Se tu mi poni che per neente si salda la cosa che è calda perfettamente, e che invano s'affatica colui che vuole valere a colui ch'è pervenuto al sovrano bene, rispondoti… Mor. S. Greg. 6. 23 Essendo loro occupati nella pratica delle opere eziandio virtuose, eglino possono valere ai prossimi loro. [Camp.] Guid. G. XV. 80. Dappoi ch'egli hanno rifiutato mio consiglio, io loro mostrerò quello che io a loro valea (è Achille che parla).

21. Delle cose che servono di medicina; Far buono, Far giovamento. Tes. Pov. P. S. cap. 45. (M.) Nasturzio, mischiato con farina ed aceto ed impiastrato, vale alla sciatica. Cr. 5. 48. 16. A quel medesimo vale lo 'mpiastro delle rose e dell'albume dell'uovo e dell'aceto, fatto e posto sopra 'l pettignone e sopra le reni. Libr. Adorn. donn. cap. 1. (Man.) Vale molto (questo depilatorio) a corrodere la malacarne.

[Cont.] Cr. P. Agr. II. 135. Secondo cibo non è mica convenevole ad usare (il cedro); ma medicina è salubre, e dissolve le posteme, e vale contro al veleno, dato con vino. T. Red. Poes. 209. E mi sveglia un dolor sì vivo e fiero, Ch'erba od incanto addormentar non vale. (Locuz. fig.)

T. Prov. Tosc. 202. A mal mortale, nè medico nè medicina vale. E 278. Dopo morte non val medicina.

22. Locuz. diverse.

[G.M.] Dare una cosa per quel che vale; Darla, Venderla per quel che la ci costa, senza guadagno.

[G.M.] E fig. Parlandosi di novità o avveninimento qualsiasi; Raccontarlo così come uno l'ha sentito, senza voler sostenere che sia vero, nè starne mallevadore. La sapete la novità? il vecchio marchese ripiglia moglie. Ve la do per quel ch'ella vale. – Dicono che venga in Firenze l'imperator della China. Ve la do per quel che vale. (E anco si dice: Ve la vendo come l'ho comprata.)

Farsi valere; Far rispettare la propria autorità, il proprio diritto o sim., Non si lasciar soverchiare. [G.M.] È uomo che sa farsi valere quando vuole. Bisogna che chi ha ufficio di superiore, si faccia valere co' sottoposti.

Malm. 3. 57. (M.) Che non giuoca alla buona, e meno a' goffi; A' noccioli bensì si fa valere.

† Farsi valere una cosa; Farla fruttare a suo pro. G. V. 12. 8. 12. (C) Facendo i suoi decreti di fatto, e sotto suo suggello; il quale il suo cancelliere si facea ben valere.

[G.M.] Far valere le proprie ragioni; Far che ne sia riconosciuta la giustizia, il diritto, segnatamente presso la pubbl. autorità. Farò valere le mie ragioni presso il ministro. Vuol ricorrere al tribunale, e far valere le sue ragioni.

† Potersi valere con uno; Potersi ricattare, e fargli scontare il torto, o l'ingiuria ricevuta. Varch. Stor. 12. 471. (Man.) Il quale sdegno e odio occulto egli serbò, non solo contro il duca, col quale pensava di potersi valere o con gl'inganni o con le forze, ma ancora contra Carlo. – Ora in senso sim. diremmo: Rivalersi con uno, Contro uno.

Valere il pregio; Metter conto, Meritare. Borgh. Tosc. 315. (C) Nè fuor di costoro due saprei nominare autore,… che vaglia il pregio a parlarne.

Valere la pena. V. PENA, § 31.

Valere meglio; Tornar più conto, Esser più utile. Cr. 8. 3. 4. (C) O vi si piantino, e varrà meglio, salci od olmi.

23. Altri modi.

† A perdonar vaglia; Espressione di cerimonia per domandare, scusa di cosa detta o che vogliasi dire. Varch. Suoc. 4. 6. (M.) Doh, sciagurato! tu lo chiami ciurmadore, eh? Se ti sentisse! Costui è il miglior uomo di Firenze… Pist. A perdonar vaglia; io lo vedeva a quel modo… Chi non sa, non sa! E 5. 5. Vaglia a perdonare, se userò con esso voi troppa sicurtà.

E Valga il vero o sim.; maniera della quale ci serviamo allorchè nel ragionare si vuol venire alle prove di ciò che s'è affermato. Rip. Impr. 231. (Man.) Guatate ora voi s'io ho avuto giudizio: io non dico per lodarmi; Vaglia a dire il vero. [G.M.] Segner. Crist. instr. 1. 27. 8. Quanto una radice va più profonda ad inoltrarsi sotterra, tanto poi manda più fronzuti e più folti i suoi rami all'aria… E vaglia la verità: Chi può spiegar quanti mali vengano a pullulare ogni giorno dall'avarizia? E Incred. 1. 4. 3. E vaglia la verità non veggiamo noi tuttogiorno con gli occhi proprii venire al mondo più cose nuove, a guisa di personaggi che compariscono la prima volta in scena. su tanto palco, a fare la loro parte?

Valere, term. del giuoco, o anche di semplice scommessa. Pataff. 9. (C) E zara vaglia, tosto confermai. Dat. Lam. Par. 11. (Man.) Val piastre e scudi doppi? Olà chi tiene? Val meco, val con quel, val con chi vuole?

[G.M.] Vale che non c'è guerra? – Vale mille lire che c'è la guerra? = Salvin. Laerz. 221. (Man.) Vale e che io vi farò, disse, signori, vedere Teofrasto similmente vestito e coperto con uno sciugatajo?

[G.M.] Più che di scommessa talvolta è modo di minaccia. Vale e che ti fo tacere? Vale e che ti do due schiaffi? Fag. Commed. Vale, e ch'i' ti fo sgranchiare?

[G.M.] Non valere dicesi parimente al giuoco, quando s'è fatto cosa contro alle leggi di esso. Questa non vale, perchè non sono state alzate le carte. Non vale, perchè non avete resa la carta al compagno, e l'avete messa a monte.

Valere a dire, maniera dichiarativa; Significare, Voler dire. Brun. Tes. 2. 9. (M.) Pietro, tanto vale a dire quanto conoscente. Mil. M. Pol. 123. (Man.) Avea nome Garibalu, che vale a dire in nostra lingua La città del Signore.

[G.M.] Interrogando, è modo di domandare spiegazione. Libera Chiesa in libero Stato. Vale a dire? Libertà in tutto e per tutti. Varrebbe a dire?

24. Valersi d'una cosa o persona; Servirsene, Adoprarla a tal fine ed effetto. Ambr. Furt 4. 7. (C) Cavar gli uomini qualificati delle case, sotto ombra di valersi di loro, per mettergli poi in questi travagli, eh? Fir. Disc. An. 31. Udita la tua fama, gli è entrato gran desiderio di conoscerti e valersi di te. Cas. Lett. 27. Il quale ho mandato costì per farlo eseguire, e valermi del mio. Giambull. Orig. ling. fior. 43. (Man.) La vostra lingua, diss'egli allora, senza perdere punto del suo, sa valersi benissimo di quello d'altrui. Buon. Fier. 4. Introd. Sin de' diavoli stessi mi son valso.

[G.M.] Machiav. Disc. T. Liv. 1. 10. Disegnando lui. (Tullo) fare la guerra, non pensò di valersi nè di Sanniti nè di Toscani, nè d'altri che fossero consueti stare nell'armi; ma deliberò, come uomo prudentissimo, di valersi de' suoi. E 1. 60. Quando un giovane è di tanta virtù che si sia fatto in qualche cosa notabile conoscere, sarebbe cosa dannosissima che la città non se ne potesse valere allora, e che l'avesse ad aspettare che fusse invecchiato con lui quel vigore dell'animo e quella prontezza, della quale in quella età la patria sua si poteva valere; come si valse Roma di Valerio Corvino, di Scipione, di Pompeo, e di molti altri che trionfarono giovanissimi. E 2. 19. Si vagliono dei soldati o mercenarii o ausiliarii. E Art. Guerr. l. 1. Quella (città) che si vale delle armi forestiere, teme ad un tratto il forestiere ch'ella solda, e il cittadino. Segner. Incred. 1. 7. 1. Valendosi però (l'artefice) di modelli, di manovali e di ordigni i più confacevoli che può ritrovare a tal uopo.E Crist. instr. 3. 35. 12. In prima, dunque, ci proteggono i Santi notabilmente, quando noi, porgendo a Dio le suppliche, ci vagliamo della lor mano.

25. † Valersi contro uno, Vendicarsi, Ricattarsi. Stor. Eur. 1. 6. (Man.) Contro i quali volendosi pur valere il predetto principe,.. mandò segretamente alcuni suoi più fidati a sapere dagli Ungari se…

26. Dell'assicurare le proprie ragioni, i crediti proprii, su' beni di alcuno. [Cont.] Bandi Fior. XI. 2. 50. Alcuno creditore di qualsivoglia ribello o bandito, non si possa valere sopra i beni di alcuno de' sopradetti ribelli o banditi, confiscati o da confiscarsi, se prima non avrà cercato e fatto ogn'opera di valersene contro la persona e beni de' ribelli o banditi, che si trovino fuora di esso Stato; e se non apparirà manifesto, mediante la prenarrata discussione da farsene, che la persona e beni di esso bandito o ribello, non siano abili a poterlo soddisfare: nel qual caso sia lecito al creditore volgersi e venire contro i beni, che furono di esso ribello o bandito, incorporati nel detto fisco.

27. † Valere e Valersi di meglio, Migliorare le proprie condizioni, Avvantaggiarsi. G. V. 10. 149. 3. (C) La qual congiurazione fu scoperta segretamente al Legato per alcuno seguace de' congiurati, credendosene valer di meglio. Agn. Pand. 20. (M.) Non sanno vivere co' buoni, non prezzano onestà, pure che ne vagliano di meglio, o che se ne vantaggino. E 68. Egli dall'altro lato sempre studierà in che modo, perdendo l'autorità tua, possa di meglio valersi; e per satisfare a sè, non curerà del danno nostro.
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Parole in ordine alfabetico: valenciano, valendo, valente, valenti, valentina, valentino, valenza « valere » valeria, valeriana, valerianacea, valerianacee, valerianati, valerianato, valeriane
Parole di sei lettere: vaiolo « valere » valete
Lista Verbi: vagire, vagliare « valere » valicare, validare
Vocabolario inverso (per trovare le rime): corazziere, capezziere, tappezziere, carrozziere, strozziere, balere, galere « valere (erelav) » prevalere, equivalere, sclere, celere, postacelere, ellere, eccellere
Indice parole che: iniziano con V, con VA, iniziano con VAL, finiscono con E

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