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Informazioni utili online sulla parola italiana «affare», il significato, curiosità, associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Affare

Parole Collegate
Nomi Alterati e Derivati
Diminutivi: affaretto, affarino. Accrescitivi: affarone. Vezzeggiativi: affaruccio, affarucolo. Dispregiativi: affaraccio.
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
fatto (21%), stato (6%), losco (6%), sporco (6%), concluso (5%), acquisto (3%), convenienza (2%), lavoro (2%), compravendita (2%), business (2%), ottimo (2%), trattativa (2%), occasione (2%), vantaggioso (2%), offerta (2%), conveniente (2%), guadagno (2%)
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani | Wikipedia
Giochi di Parole
La parola affare è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: ff.
È una parola bifronte senza coda, la lettura all’inverso produce una parola di senso compiuto (raffa).
Divisione in sillabe: af-fà-re. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Componendo le lettere di affare con quelle di un'altra parola si ottiene: +[ami, mai, mia] = affamerai; +mie = affamerei; +non = affannerò; +mio = afferiamo; +tiè = afferiate; +rii = afferirai; +[csi, ics, sci, ...] = afferisca; +rem = affermare; +rem = affermerà; +[tar, tra] = afferrata; +[ter, tre] = afferrate; +tir = afferrati; +tai = affiatare; +tai = affiaterà; +ito = affiaterò; +din = affidarne; +idi = affiderai; +ili = affilerai; ...
Vedi anche: Anagrammi per affare
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: affari.
Con il cambio di doppia si ha: appare.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: afre.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: daffare, zaffare.
Parole con "affare"
Iniziano con "affare": affaretti, affaretto.
Finiscono con "affare": daffare, zaffare, graffare, staffare, arraffare, malaffare, aggraffare, schiaffare, sopraffare, contraffare.
»» Vedi parole che contengono affare per la lista completa
Parole contenute in "affare"
are, far, fare. Contenute all'inverso: era, raffa.
Incastri
Inserendo al suo interno ili si ha AFFiliARE; con scia si ha AFFAsciaRE; con gotta si ha AFFAgottaRE; con stella si ha AFFAstellaRE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "affare" si può ottenere dalle seguenti coppie: afri/rifare, affama/mare, affami/mire, affamino/minore, affamo/more, affastella/stellare.
Usando "affare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * farete = afte; staff * = stare; * rema = affama; * remi = affami; * remo = affamo; * remai = affamai; * renna = affanna; * retto = affatto; bea * = beffare; tua * = tuffare; * remano = affamano; * remare = affamare; * remata = affamata; * remate = affamate; * remati = affamati; * remato = affamato; * remava = affamava; * remavi = affamavi; * remavo = affamavo; * remerà = affamerà; ...
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "affare" si può ottenere dalle seguenti coppie: affido/odiare, affilo/oliare.
Usando "affare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: beffa * = beare; * erma = affama; * ermo = affamo; gufa * = gufare; rifa' * = rifare; tifa * = tifare; disfa * = disfare; ronfa * = ronfare; solfa * = solfare; stufa * = stufare; * errino = affarino; parafa * = parafare; schifa * = schifare; ingolfa * = ingolfare; trionfa * = trionfare; biografa * = biografare; filosofa * = filosofare; soddisfa * = soddisfare; apostrofa * = apostrofare; autografa * = autografare; ...
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "affare" si può ottenere dalle seguenti coppie: afte/farete, affama/rema, affamai/remai, affamammo/remammo, affamando/remando, affamano/remano, affamante/remante, affamanti/remanti, affamare/remare, affamarono/remarono, affamasse/remasse, affamassero/remassero, affamassi/remassi, affamassimo/remassimo, affamaste/remaste, affamasti/remasti, affamata/remata, affamate/remate, affamati/remati, affamato/remato, affamatore/rematore...
Usando "affare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * rifare = afri; stare * = staff; * mire = affami; * more = affamo; affaretto * = rettore; affarista * = ristare; * minore = affamino; * inie = affarini; * rettore = affaretto.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "affare" (*) con un'altra parola si può ottenere: * memo = affameremo; * mete = affamerete; * inca = affiancare; anni * = annaffiare; inni * = innaffiare; trii * = tariffarie; * meste = affamereste; * mesti = affameresti; trito * = tariffatore; riccia * = riaffacciare.
Rotazioni
Slittando le lettere in egual modo si ha: ippico.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "affare"
»» Vedi anche la pagina frasi con affare per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Questo affare non mi convince per niente, meglio lasciar perdere.
  • L'affare era troppo pericoloso e per questo non mi ci sono cimentato.
  • Mi telefonano sempre operatori di call center per propormi un affare, al quale io non credo.
Espressioni e Modi di Dire
Canzoni
  • Che brutto affare (Cantata da: Jo Chiarello; Anno 1981)
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Negozio, Faccenda, Affare - Negozio è opera di qualche importanza, e dove ha luogo il senno e la sufficienza. - Faccenda dicesi per lo più delle cose di abituale esercizio. - Affare è faccenda, trattativa, occupazione che riguarda la economia, il mantenersi in istato; ed è più o meno grave secondo il soggetto. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Fatto, Affare - Un fatto è sempre compito, finito; un affare può esserlo, ma è affare tuttavia quand'è ancora in trattativa: che anzi potrebbe dirsi, come di dieci affari proposti, incominciati, è molto se uno o due si portano a felice compimento: un affare adunque è il più sovente un fatto ancora incompiuto (da fare). Affari ha più tratto alle transazioni commerciali o d'altro interesse: fatti, più alle cose domestiche ed altre abitudini della vita. Vi sono di quelli che si farebbero scrupolo di metter parola in un affare, per timore, dicono, di recar pregiudizio; e ne mettono poi cento, inconsideratamente, in fatti di maggior delicatezza, da cui può dipendere la pace delle famiglie, l'onore degl'individui. Fare i fatti suoi, vale, starsene da sè, non mischiarsi in brighe, in intrighi o altre cose di simil genere. [immagine]
Negozio, Affare, Faccenda, Affaruccio, Affaretto; Faccendiere, Faccendone, Affaccendato; Sfaccendare, Sfangare, Acciapinare - Negozio parrebbe a prima vista valer meglio a significare affare di commercio, perchè della famiglia di negoziare, negoziante ecc., ma pure non è; due negozianti all'incontrarsi non si domanderanno già come vanno i negozii, ma sì, come gli affari. Negozio ha del generico e dell'indeterminato: che negozio è questo? sapete in quale negozio vi siete impacciato? Affare è più esplicito, meglio determinato; ognuno ha i suoi affari, gli affari prima d'ogni altra cosa, andare agli affari, fare affari sono frasi che corrono tuttogiorno nella bocca d'ognuno. Affaruccio è affare buonino, più che la parola non dice: affaretto, sembra voler significare affare di poca entità, e poi intricato, che dà da pensare e da studiare per uscirne bene; dicendo: è un affaretto da cui non so ancora come mi riescirà il sortirne, si dice anche qui meno che non si vorrebbe dire, e l'affaretto non è così piccolo, e sarà forse affare grave e spinoso; ma già al mondo gli eufonismi son molti, e guai a chi dice tutta e schietta la verità! Faccenda in sè dice affare da poco, ma che va fatto subito; anzi si dice per lo più in plurale per aumentarne l'importanza: le faccende di casa; vado alle mie faccende; ho un mondo di faccende e non so a quale metter capo. Faccendiere è chi fa, sbriga di molte faccende, chi in esse si compiace: appellativo meglio spettante alle donne; faccendone, chi si spaccia per persona di molti affari, o faccende: il faccendone ha sempre da fare di grandi cose; così dice, e mai ne fa una; buono a metter sossopra e nulla più, e a dare con ciò da fare agli altri. Affacendato chi è in faccende, in mezzo alle faccende, e dà a divedere che ha da fare: se però un si affaccenda, farà poco o poco bene: la calma dello spirito invece, una sollecita ma tranquilla operosità farà più e meglio. Sfaccendare vorrebbe proprio dire, tor via le faccende, sbrigarle sicchè non ve ne restino più; così giudico dell's, lettera, suono che indica privazione; infatto sfaccendare vale lavorare di molto, sbrigare le cose, farne più che si può, e allora è chiaro che fatte che siano, non restano più a sbrigare. Sfangare, propriamente, levare il fango, la pece, ogn'inciampo che arresta l'andamento delle cose, e significa sudarvi attorno acciò riescano a bene. Acciapinare, è far cosa con fretta, e adirandosi per non vederla riuscire a modo nostro: io, se fosse lecito, darei a questo verbo un significato attivo, e direi che acciapinare le cose è farle male o per la fretta, o per la non sufficiente abilità; a ciò mosso dalle parole sciapin, sciapinà, sciapinè che trovo ne' dialetti genovese e piemontese, le quali hanno in ambidue questo significato: sciapin, come si vede, è il sostantivo, colui che fa male le cose per non saperne abbastanza. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Affare - [T.] S. m. Cosa da dover fare, Da poter fare. Composto dell'A e del verb. Fare, come Avvenire nome da A venire e sim. – E per estens. Cosa fatta; giacchè non solo il dovere e la necessità, ma la possibilità stessa è una verità ideale. Car. Eneid. 3. 239. Era la gente intenta A l'arte, a la cultura, a i maritaggi, Ad ogni affare. [Cam.] Giust. Prov. p. 337. Ogni anno vien col suo affare (con nuove cose da fare esercitare, in modi nuovi: l'Ingegno, il Coraggio, la Virtù).

T. Affare grave, leggiero, urgente; Che preme più o meno. Cominciano, Crescono, Scemano, Finiscono gli affari.
T. Essere in affare, Trovarsi occupato in cose da fare. Essere in affari, Averne parecchi da dover compire o continuare, ancorchè l'uomo non vi si trovi occupato nell'atto.
T. Occupato da affari. – Impacciato in affari. – Libero dagli affari.
T. Trattare, Maneggiare, Condurre gli affari. Maneggiarsi negli affari, dice più industria e più accorgimento, non sempre innocente.
T. Dar mano a un affare; Finirlo, Spedirlo, Spacciarlo, Spicciarlo.
T. Uscir d'un affare, uscirne netto, al netto o Finirlo, o Lasciarlo, quanto a sè. Uscir degli affari, Da un ordine d'occupazioni che formi quasi un regolare esercizio della vita pubblica o della vita privata.

Assol. T. Non volere affari, Non voler brighe nè occupazioni serie. L'affare di taluni è l'ingegnarsi di non fare nulla.

T. Uomo da affari, Che è atto ed esercitato a bene trattarli; Uomo di vita pratica piuttosto che d'altro. Uomo d'affari, Che attende di continuo per professione o per smania, con più o meno buon esito agli affari proprii o agli altrui, di qualunque sorte.
T. Fare gli affari proprii, Amministrarli da sè; o per estens. Saper con l'ingegno o con l'opera bastare a se stesso.

T. Affidare ad altri gli affari proprii. – Curare i proprii o gli altrui.

T. Fare gli affari degli amici, non solo in senso economico, ma in generale. Molti nel fare gli affari altrui pensano ai fatti loro.

2. Di relazioni più generali, in senso indeterminato; siccome comporta la partic. A, che dice, non la necessità o l'obbligo solamente, ma anco la mera possibilità. Magal. Lett. fam. 1. 4. (C) Angustiatissimo in materia di altri affari con mio padre.

T. Dicendo: L'ho io il vostro affare, può intendersi, non solo di cause da difendere in giudizio, ma di qualunque siasi faccenda di cui prendasi cura.

T. Badare agli affari proprii, Inframmettersi negli altrui; non solo di cose propriamente da fare, ma in qualunque riguardo prendasi cura della persona propria o dell'altrui, ed è quasi un dire: Badare a sè più che ad altri, o Più ad altri che a sè.

T. Questo è affar mio, vale non solo: È cosa che devo io operare, ma È cosa che riguarda me, e ad altri non deve importare neanco d'averne conoscenza. Onde a chi vuol cacciarsi in un discorso di cose che non gli appartengono dicesi: Questo non è affare vostro.

T. Non volere affari con uno, è, non solo Non voler negozii privati o pubblici seco, nè partecipare alle opere sue; ma Non volere relazione nessuna con esso, talvolta neppur di parole.

T. Dir male degli affari d'uno. Diffondere triste nuove di lui in gen.; ma poi segnatam. de' suoi interessi.

3. Segnatam. di quanto riguarda l'utilità materiale. Cas. Lett. 2. 8. Prego V. E. che l'ascolti volentieri…, e si degni d'indirizzare e favorire gli suoi affari appresso S. M. Cristianissima.

T. Amministrare i proprii affari, Gli altrui. – Intendersene degli affari.
T. Fare i suoi affari, Pigliare il proprio vantaggio.
T. Far bene o male i suoi affari.

T. Buon affare, Utile nel finale suo esito. Ma dicesi anco per ironia: Ho fatto un buon affare!, e non solo in opere di materiale utilità, ma di checchè non riesca secondo il disegno.
T. Fare un cattivo affare, Perdervi. Affare rovinoso.
T. Vanno male gli affari, non solo in commercio, ma in qualsiasi interesse, A un padre di famiglia, anco A un amministratore di Stato.
T. Non è il mio affare, vale anco Non trovarci in questa cosa il mio conto.
T. Non è affare, assol. Non è cosa conveniente, dicevole o prudente.
T. Nel senso commerciale negozii dice A ffari d'ordinario più rilevanti. Fa affari nella sua botteguccia anche un piccolo merciajuolo quando abbia frequenza d'avventori e venda pur con poco guadagno. Ma possonsi fare affari e in grande e in piccolo.
T. Mettersi negli affari di commercio.
T. Fare affari con taluno, o Averceli, non solo con un negoziante o di casa o società commerciale, con casa o società, ma anco di privati che abbiano insieme interessi.
T. Una città di commercio ha affari (corrispondenze commerciali) con altra città o paese: Fa molti affari con quella.
T. E il negoziante e La bottega e La piazza fa affari.

Assol. vale Non pochi e non cattivi.

T. Anco d'un'impresa d'industria fatta da chi non è negoziante.

T. Un avvocato o altr'uomo che eserciti professione detta liberale, fa affari se lavora con emulomento; ma più propriam. d'avvocato: chè di medico suol dirsi: avere, o no, affari: perchè la causa stessa dicesi affare, versando per lo più sopra cose d'interesse, e la stessa giustizia dai più trattandosi come cosa d'utilità.

T. Donna che fa affari, ha mal senso: e Di mal affare, peggio che mai.

4. Tanto diciamo gli affari di casa, non solo nel senso de' materiali interessi, ma di tutto quel che s'ha a fare e si fa tra le mura domestiche e fuori per il bene e il buon andamento della famiglia; quanto gli affari pubblici, i politici e civili concernenti non solo le utilità, ma tutte le cose che spettano al reggimento. Gli affari del Comune, Dello Stato. [Tav.] Dav. Tac. Ann. volg. I. 11. Non dessero tutte ad uno le cure d'una città fondata da tanti uomini illustri: più compagni ajutantisi compierebbono gli affari pubblici più di leggiere (facilmente). [Cam.] Adr. Plut. Op. 1. 382. Ritirarsi da ogni onesto e glorioso affare pubblico. = Magal. Elog. Leop. 1. (C) Metterlo a parte di tutti i più intimi affari politici.

T. Entrare negli affari di Stato. – Darsi agli affari pubblici. – Reggere gli affari.

Affari esteri, con modo che viene di fuori, ma che non ha forma barbara, in quanto concerne le relazioni tra l'uno e l'altro Stato. Ministro degli affari esteri, che con ellissi potrebbesi anco Degli esteri o Agli esteri. Lo stesso Ministero, con altra ellissi, e l'Uffizio e il luogo d'esso ministero. Ricorrere, Informarsene agli Affari esteri.

In senso più generale. T. Affari ecclesiastici, le Relazioni tra la Chiesa e lo Stato, non che il Ministero o Dicastero che le tratta.

5. D'operazioni di guerra, segnatam. battaglia a corpo a corpo. Alam. L. Gir. 15. 113. (C) Rimontato esso in sella, ha chi gli dia Nuova altra lancia pel secondo affare. (Sebbene i Franc. abbiano questa locuz. in più sensi, non direi che l'Alamanni l'abbia tolta da loro, da che Fatto d'armi hanno gli Ital. e i Lat. Facta.)

6. E perchè facoltà e difficoltà ed efficacia in radice si recano all'idea di fare, però affare denota importanza, gravità, malagevolezza. Segner. Or. Instr. 1. 332. (C) In sì grave affare si prende comunemente da chi fu offeso un abbaglio sommo. Car. Eneid. volg. 3. Di sì gravoso affar, di sì gran mole Fu dar principio alla romana gente! (Tantae molis erat!) Car. Lett. 2. 250. (Man.) Con quanto vostro onore siate adoperato e riuscito in cose di tanto affare. Car. Eneid. volg. 40. In un cosa di tanto affare.

† [Camp.] Bin. Bon. Canz. X. 3. Chi perde libertà, perde tesoro, La cui valuta non si può stimare, Perch'è di tal affare Che ogni altra è, comparando a sè, nïente.

T. Modo fam. e com. in forma d'esclam. Affare grave! Affari serii! E di male vero, e per ironia.

Similm. per ironia fam. Affari di Stato! Di chi dá affettata importanza alle cose e le fa cascare da alto: Ne fa un affare di Stato. E anche assol. D'ogni piccola cosa ne fa un affare. T. E più assol.: È un affare (non è cosa leggiera). O per ironia: Guardate che affare! (difficoltoso, importante).

Qui sta l'affare (qui è il difficile). Qui è, quest'è il forte dell'affare. T. O anco: Nel forte dell'affare (nel punto più importante d'impresa, azione qual sia).

7. [Cam.] Nel Medio-Evo: Affarium comprendeva tutte le possessioni dell'uomo, i diritti su cui versavano le sue faccende, e ne venivano le sue civili facoltà. = E per questo, e per la prenotata idea d'importanza, Affare con aggiunti varii, denota la più o meno importante condizione sociale della persona. [F.] Bern. Orl. Inn. 1. Cavalier di grande affare. = Bocc. Decam. 8. 215. (C) Uomo d'alto affare, e per arme e per cortesia conosciuto per tutto. Guinizz. Guid. Rim. 1. 78. Donna di grande affare, e troppo altera. Liv. Dec. volg. 1. 293. Egli biasimava alla plebe gli alti uomini della città; e pregiava qualunque di basso affare che procacciasse il magistrato. Porz. C. Cong. Bar. Nap. 24. Donna di basso affare ma di alta virtù. Vill. G. 74. 3. (Man.) A cherici sacri della casa degli Abati… e a più altri di basso affare. E ivi, 4. 13. 1. Lignaggi di più piccolo affare che non erano di grande rinomo. Di piccolo affare. [Tav.] Bocc. Nov. e in Marc. Pol. 1. 15. = Malesp. Stor. Fior. 189. (Man.) Uomo di poco affare (non ricco). [Cam.] Rinald. D'Aquin. Rim. 1. 227. Di minore affare. = Brunett. Lat. Fav. in M. N. 1. 472. (Il più comune uso odierno è Persona di grande affare, D'alto affare. Gli aggiunti che detraggono sono assai meno usitati.)

In senso più ampio, cioè dell'importanza che viene dal fare e dal poter fare cose grandi, o stimate tali. † Vill. G. 2. 12. 1. (Man.) Carlo Magno fu di sì grande affare e fu per sua forza e valore rifatta la nostra città di Firenze. Sentenz. Filos. volg. 28. [Cam.] Vill. G. 7. 83. Era valente donzello, e per venire in grande affare, se fosse vivuto.

In riguardo ai fatti della vita, e all'opinione e condizione che quindi l'uomo acquista, dicesi Persona di mal affare, nè ormai questa locuz. può invertersi a senso buono. Guicc. Stor. 4. 99. (Man.) Carcere perpetua, pena conveniente agli uomini di mal affare. Morell. Lion. Cron. 19. 195. (C) Cagnotto di casa, uomo di mal affare. Segner. Pred. 572. Dove a persone di mal affare non tengasi mai portiera.

T. Segnatam. per quel che riguarda il costume. Intendesi luogo o infame o diffamato. Casa di mal affare.

Pulc. Luc. Ciriff. Calv. 1. 116. E vidi ben come di male affare Era la nave, ch'andava rubando.

† Pulc. Luc. Cirif. Calv. 5. 91. Traditor falso, pien di mal affare.

Il seg. modo, più generale, abbraccia o tutta o gran parte delle idee presentate. Anguill. Ovid. Metam. volg. 3. 139. Innamorava tutte le persone, D'ogni affar, d'ogni sesso e d'ogni etade.

† [M.F.] Di noioso affare, usato a modo di Agg. Fastidioso. V. es. in DIGRIGNATO. Così il vocabolo Cosa traduce it neutr. lat.

8. Quindi è che affare rende talvolta i sensi generici del lat. res, resi anco d'affatto, giacchè, siccome il res è a noi cosa, originato da caussa, cioè comprendente l'idea d'efficienza, così in ogni cosa la mente umana vede un fatto o reale o possibile. Di qui viene che affare comprende talvolta anco le semplici relazioni che la mente riconosce fra oggetto ed oggetto. T. Onde è che congiungesi ad altri nomi per il vincolo della partic. Di. L'affare del ballo, del duello, della mascherata, dell'ambasciata. L'affare dell'eterna salute. = Salvin. Avvert. 1. 122. (C) Benchè… in questo affare (della scelta de' vocaboli) fosse Giovanni molto più scrupoloso. E ivi, 123. È (il libro del Crescenzio) una della principali scritture del volgar nostro, sì per li nomi speciali degli affari della villa… Fr. Giord. Pred. D. 123. Tutto l'affare del mondo è uno dormire, e come un sognare. E sim. Affare del mondo. Giamb. Lat. Brun. Tes. volg. 65. T. Giud. Colonn. Stor. volg. 131. Che darli spazio di libertade.

Quindi di caso in genere. Bocc. Decam. 8. 239. (C) Nè per grande affare che sopravvenisse potendo dimenticar la bellezza di Ginevra.

T. Mod. fam. L'affare si fa brutto. Vedo l'affare imbrogliato. L'affare péggiora.

T. Anche qui cadono i modi: Metter bocca negli affari altrui. Questo è affare mio (riguarda me solo). Non è mio affare (non me ne intendo, non me ne voglio intendere).

T. Altro affare. (Non solo di cosa, ma anco d'idea. Cotesto non ha relazione con quel che voi dite.)

T. Che affare è questo? (Quid hoc rei est? Meno dispregiativo o di celia, che l'altro modo: Che negozio è questo?)

T. Familiarm. diciamo: Quell'affare (e sarà un bastone, un piatto e sim.).

9. T. Familiarm.: Far quell'affare. È sollevarsi da un peso del corpo; che non è piccolo affare. Seggetta d'affari, era ai re di Francia quel trono, sul quale tutti diventano uguali ai re; e Brévet d'affaire (così il Diz. dell'Accad.) il privilegio d'assistere a quella funzione regia: ed è triviale, ma meno ignobile d'altri usi, che altri Diz. illustrano con esempi, e a' quali accenna modestamente il seg. Vit. S. Margher. (C) Sappi che tu non puoi avere nessuna comunitade, nè nessuno affare con lei; che ella non serve e non crede alli nostri Dei. † [Cam.] Dante, Chiose, p. 45. Non è vero che Enea capitasse a Cartagine e avesse affare di lei (di Didone. Rem habere).

10. Tronco nel pl. [Cam.] Nann. Nom. 545. Affar. Il Tass. Gerus. XVII. 12. Ne' grandi Affar' del regno. Buonarr. Fier. G. I. Att. V. Sc. XI. La fretta de' miei affar' s'arresti un poco.
Affare - [T.] V. neutr. pass. Convenirsi degli oggetti, segnatam. nelle operazioni loro vicendevoli. Dice, oltre alla convenienza, utilità e piacere, ma quell'utilità o quel piacere che viene appunto dalla effettiva convenienza. Grazz. Arzig. 2. 5. (C) Costui non si affà a me, sendo di venticinque anni e io attempata. Plut. Vit. volg. 223. Era più giovane, che non le si affaceva. Magal. Lett. Scient. 285. Addandosi, di mano in mano che andavano avanti, in siti… che meglio s'affacevano alle varie inclinazioni… que' tali luoghi s'elessero per loro abitazione. Allegr. Rim. Lett. 93. Ne trovi un paio (di scarpe) che s'affacciano al suo piede. T. Cibo che s'affà allo stomaco (che gli conviene. In questo senso e in altri il Confarsi dice di più).

Soder. Colt. Ort. 225. (C) S'affanno ai poponi le valli opposte al sole.

[Cam.] Firenz. Op. 1. 246. Benchè la Nera piaccia a Tommaso suo, ella è pur brutta quanto la può: e la mia comare, ch'era bellissima, il marito non la solea poter patire. Son forse i sangui che si affanno o che non affanno, o qualche altra occulta cagione. Qui è modo di Neutr. assol., che non è comune; e ha un es. di Guinizz. Guid. Rim. 1. 80 oscuro molto. [Cam.] Cecch. Spirito. 2. I. Ar. Io presi seco Una amicizia tale, che divenimmo Frate' giurati. An. Si affaceva il sangue. T. Di qui vediamo che Affarsi può stare anco senza la partic. A. Soffre del resto anche il Con, che dice convenienza maggiore, non però ancora tanto efficace nè piena quanto Confarsi.

2. T. Dice, talvolta, piuttosto la convenienza di sentimento e di opinione, che di giovamento. Mi si affà quello stile; Mi si confà questo clima. Non sempre gli studi che più si affanno al nostro gusto, si confanno meglio agli usi nostri.

T. Segnatam. colla negazione: Nulla gli si affà (non si chiama contento di nulla).

3. Di quella convenienza che più propriam. s'appartiene a bellezza: onde Bellezza è detta Avvenenza. Soder. Colt. Ort. 270. (C) Scegli il fiore qual vuoi, perchè quello che s'affà a uno conviene a tutti. [Cam.] Cell. Oref. 41. Il buon gioielliere mette il rubino ora in su questa e ora in su quella foglia, tanto che col buon giudizio lui cognosca qual sia quella che s'affaccia al detto rubino.

T. Anche assol.: Gli è un colore, un fregio che si affà.

4. Di convenienza che più specialm. concerne la mente. Fior. Virt. 169. (C) Non piace mai (al matto) se non che cosa che si affà alla sua pazzia. Com. Dant. Parad. 25. Tale esposizione sì s'affà al luogo. Salvin. Casaub. volg. 104. L'altre cose… tutte a questa favola ottimamente s'affanno.

T. Epiteto che si affà al nome; Metro, al soggetto.

Badisi che la terza pers. del pl. affanno non faccia equivoco con affanno nome, e l'altra del Soggiunt. Affacciano col suono sim. del verbo Affacciare. E però non si direbbe mai in questo senso noi ci affacciamo. Ma nè anche io m'affò.: nè la forma del Fut. pare che a questo verbo convenga, nè quella del Pass. perf., e dell'Imperat. nella seconda pers. ancora meno.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: affardellante, affardellanti, affardellare, affardellata, affardellate, affardellati, affardellato « affare » affaretti, affaretto, affari, affarini, affarino, affarismi, affarismo
Parole di sei lettere: affamo « affare » affari
Vocabolario inverso (per trovare le rime): rarefare, torrefare, putrefare, artefare, liquefare, assuefare, disassuefare « affare (eraffa) » daffare, schiaffare, malaffare, graffare, aggraffare, sopraffare, arraffare
Indice parole che: iniziano con A, con AF, parole che iniziano con AFF, finiscono con E

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