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Informazioni utili online sulla parola italiana «boria», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Boria

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Giochi di Parole
La parola boria è formata da cinque lettere, tre vocali e due consonanti.
Divisione in sillabe: bò-ria. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si possono avere queste parole: bario (scambio di vocali), boari (spostamento di una lettera).
Componendo le lettere di boria con quelle di un'altra parola si ottiene: +bea = abbaierò; +ben = abbinerò; +ben = abbonire; +una = abiurano; +[tau, tua] = abiurato; +uva = abiuravo; +uni = abiurino; +alt = ablatori; +[ali, ila, lai] = abolirai; +[ile, lei] = abolirei; +nel = abolirne; +[tar, tra] = aborrita; +[ter, tre] = aborrite; +tir = aborriti; +[ter, tre] = abortire; +[tar, tra] = abortirà; +tot = abortito; +tav = abortiva; +tag = abrogati; +tac = acrobati; +ace = aerobica; +[ceo, eco] = aerobico; +nel = alberino; +nel = alberoni; ...
Vedi anche: Anagrammi per boria
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: baria, borda, borea, borio, borra, borsa, moria, noria.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: dorio, morie, morii, norie, torio.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si possono ottenere le seguenti parole: boia, bora. Togliendo tutte le lettere in posizione pari si ha: bra.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si può avere: boaria.
Antipodi (con o senza cambio)
Spostando la prima lettera in fondo (eventualmente cambiandola) e invertendo il tutto si può avere: cairo.
Parole con "boria"
Contengono "boria": elaboriamo, elaboriate, collaboriamo, collaboriate, corroboriamo, corroboriate, rielaboriamo, rielaboriate.
Parole contenute in "boria"
ori, ria.
Incastri
Inserito nella parola collate dà COLLAboriaTE.
Inserendo al suo interno setta si ha BORsettaIA; con setter si ha BORsetterIA.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "boria" si può ottenere dalle seguenti coppie: boa/aria, bobina/binaria, bolina/linaria, boline/lineria, boma/maria, bosco/scoria, bosone/soneria, bovina/vinaria, bovine/vineria, bora/aia, borbotta/bottaia, borra/raia, borsa/saia.
Usando "boria" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * riama = boma; * riarsa = borsa; * riarse = borse; * riatti = botti; cubo * = curia; sebo * = seria; * riarati = borati; * riarato = borato; globo * = gloria; * rialzano = bolzano; incubo * = incuria; * riaccetta = boccetta.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "boria" si può ottenere dalle seguenti coppie: boaro/oraria, boato/otaria, boom/moria, bordo/odia, borra/aria, borsa/asia, borsite/etisia, borsona/anosia.
Usando "boria" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * aidone = bordone.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "boria" si può ottenere dalle seguenti coppie: cebo/riace, probo/riapro.
Usando "boria" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: riace * = cebo; riapro * = probo; * cebo = riace; * probo = riapro.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "boria" si può ottenere dalle seguenti coppie: boccetta/riaccetta, bolzano/rialzano, boma/riama, borati/riarati, borato/riarato, borsa/riarsa, borse/riarse, botti/riatti.
Usando "boria" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * maria = boma; curia * = cubo; seria * = sebo; * raia = borra; * saia = borsa; ala * = albori; * binaria = bobina; * linaria = bolina; * lineria = boline; * soneria = bosone; * vinaria = bovina; * vineria = bovine; incuria * = incubo; * borsa = riarsa; * borse = riarse; * borati = riarati; * borato = riarato; * bottaia = borbotta.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "boria" (*) con un'altra parola si può ottenere: * ira = bioraria; armo * = aborriamo; arte * = aborriate; atte * = abortiate; atri * = abortirai; * chat = borchiata; carne * = carboneria; argato * = abrogatoria; * ghigna = borghigiana; * ghigni = borghigiani; * ghigno = borghigiano; * setter = borsettiera.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "boria"
»» Vedi anche la pagina frasi con boria per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La boria di Marco lo ha portato ad essere escluso dal gruppo.
  • I ragazzi oggi dimostrano con i fatti e le parole di essere pieni di boria.
  • La boria che noto in alcune persone mi lascia alquanto allibita.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Boria, Orgoglio, Burbanza - Boria è superbia ridicola, gonfia e tronfia, fondata spesso sul vuoto; è vanità goffa e presuntuosa che ostenta sè stessa. - L'Orgoglio è superbia altera che proviene da alto o troppo alto sentire di sè, che ci rende sostenuti e talvolta anche duri verso gli altri. Può in certi casi l'Orgoglio esser sentimento buono e lodevole. - «Nobile orgoglio.» - La Burbanza è superbia insultante e brusca, che si rivela con atti esterni e con parole tendenti più a deprimere e avvilire altrui che a sollevare e glorificare sè stessi. G. F. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Boria, Alterigia, Alterezza, Superbia, Orgoglio, Burbanza, Ambizione, Vanità, Vanagloria, Arroganza, Presunzione, Albagia, Pretensione - La boria è la manifestazione della superbia, è un rigonfiarsi per cose vane e insulse, e quel voler far trasparire negli atti esterni il merito che si ha, o la gloria che si crede ridondare su noi da vani titoli, da altezza di parentele o di aderenze, e perfino dalla grandezza della nazione a cui s'appartiene: la boria spagnuola era passata in proverbio; ora hanno ad essere più dimessi, avendo perdute le miniere del Perù e quasi ogni altra ricca possessione da cui essa prendeva il maggiore alimento. Burbanza è peggiore di boria poichè racchiude eziandio l'idea di dure parole verso di altri, e di atti insolenti. La superbia è la torbida fonte da cui tutti questi malnati sentimenti derivano: poichè la superbia è nell'intimo del cuore, è la cancrena che ne corrode la carità; e l'uomo anche più povero e in apparenza più umile può essere cordialmente e profondamente superbo. La superbia adunque, se talora pur s'appalesa nell'opere, qualche volta se ne sta nascosta, specialmente quando non può all'altezza del sentimento proprio gli atti esterni adeguare; ed è appunto allora che una certa modestia chiamasi falsa: l'orgoglio invece è superbia smascherata e palese; egli è più odioso della superbia, perchè più manifesto, perchè molte volte più vano ne' suoi motivi, e forse perchè essendo cosa tutta artificiale non ha la scusa che, come passione vera, porta con sè la superbia nell'umana fiacchezza. L'alterigia molto partecipa dell'orgoglio; questo però è più nella riflessione, quella più nel carattere; questo talora per ostentazione d'una falsa virtù propria non bada a piccole offese se gli vengon da persone di molto inferiori e ch'egli conta per nulla al mondo; questa invece di ogni cosa s'adonta, si lagna, s'accende; l'orgoglio è serio e severo, l'alterigia preoccupata, irascibile. L'alterezza fra tutte le fasi e metamorfosi della superbia è la meno dannevole: val quasi un sentir alto di sè e delle cose che ci toccano; e come il sentir bassamente può essere vigliaccheria o conseguenza di profonda depravazione, perciò una certa alterezza nell'uomo è scusabile: può essere una esagerazione di delicati sentimenti, di naturale ritrosia, cui l'uomo fornito di vera carità dovrebbe sorpassare; ma se non è sentimento virtuoso, non può dirsi neppure vizioso a tutto rigore. L'albagia è un principio di boria, un misto di vanità e di presunzione; il suono e il senso della voce alba di cui è composta induce a farmela concepire come una presunzione o vanità giovanile più compatibile che ridicola. L'ambizione è desiderio d'onore o di distinzioni onorifiche: la superbia nell'ambizione sta nascosta molto accuratamente, poichè se v'è chi ambisce onori e glorie mondane, v'è perfino chi ambisce parere umile e santo: l'ambizione sacrifica o dissimula anche l'orgoglio per giungere ai suoi fini; in questo caso può dirsi che non ha di superbo che lo scopo. Una giusta e moderata ambizione, quella che risulta dalla coscienza del vero merito, quella che non ricerca che il dovuto premio a diuturni sforzi, a faticosi studii, non solo è innocente ma è pur commendevole, e sarà uomo dappoco chi non ambisce aver fama di galantuomo e d'uomo onesto. La vanità e una vana illusione che ci facciamo circa il proprio nostro merito, e quel voler trarre vanto da cose da poco o da nulla: vanità delle vanità! come ben la definisce la Scrittura. E' difetto della mente, piuttosto che vizioso affetto del cuore; «proviene da leggerezza e da vacuità» dice Tommaseo; è il pascolo degli sciocchi che amano rigonfiarsi di vento; è lo scoglio delle donne e di quegli uomini che alle donne somigliano, per cui la forma esterna, o per meglio dire la veste è tutto, e nulla credono degno di stima in altri e in sè che la vana apparenza.

«La vanagloria è un po' men fatua della vanità: s'aggira intorno cose un po' più serie, le considera in modo più serio: è una specie d'ambizione, ma desiderosa non d'altro che della stima degli uomini. La vanagloria è men leggera della vanità, ma più innocua della superbia, dell'orgoglio; meno brigante dell'ambizione; meno ardita o audace della presunzione o dell'arroganza; si sfoga d'ordinario in parole». Tommaseo.

Il vanaglorioso troppo amante delle lodi degli uomini è capace di mentire alla propria coscienza per ottenerle; questa gloria così mercata è vana, falsa e colpevole. La presunzione deriva in gran parte dalla vanità; chi non conosce bene le proprie forze, chi travede circa i meriti proprii presume più che non può fare: se poi la presunzione è sostenuta con immoderate parole, con provocazioni, con isfrontate accertazioni di capacità, è arroganza: arrogare a sè è quasi voler credere che ci sia dovuta una cosa necessariamente; or l'uomo nulla è più disposto a negare quanto ciò che era già pronto a dare, se ne venga con arroganza richiesto: l'arrogante è adunque il meno scaltro de' superbi, degli orgogliosi, de' presuntuosi, de' vani. La pretensione non sarà biasimevole se non passerà i limiti del dovere e della giustizia: l'uomo può e deve avere la pretensione di essere rispettato; ma se avesse quella che altri lo lodasse, anche meritandolo, sarebbe uno scioccone, e per poco un pazzo. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Boria - [T.] S. f. Significazione di quella vanità che ostenta se stessa. È una vanità goffa, una presunzione ventosa. Più che da Borea, Vento, direbbesi voce imit., giacchè le tre prime sue lettere entrano in vocaboli di più lingue, i quali denotano gonfiezza, orgoglio, altezza, rumore. O forse recasi all'ant. Baéria, nel senso fam. simile, d'Aria. = (Gh.) In irlandese Borr, Grandezza, Orgoglio. Luig. Pulc. Frott. 128. (C) Che tutto fumo e boria, Per troppa vanagloria, Perdè quel cacio il corbo (per aprire la bocca al canto. Vanagloria può essere colpa più grave). T. Boria matta, folle. – Gonfiato di boria.
Aver boria d'una cosa, Mostrarsene vanamente altero. Morg. 22. 227. (C)

T. Fare boria, dice più chiaro l'estrinseca mostra.

T. Metter su boria, Incominciare a farla apparire.

[Val.] Mach. Lett. fam. 162. Essendo quel re giovane e in su la boria della guerra, non ha dove voltarsi coll'armi.

T. Boria delle parole, delle maniere.

Uomo tutto boria. [Giust.] Cecchi, Diam. 1. 2. Tali uomini Son tutti prospettive e tutti borie.

2. Boria è voce fatta solenne dal Vico a denotare quell'Ambizione millantatrice d'amor patrio, che le glorie del proprio paese, de' proprii antenati, vuole innalzare sopra quelle delle altre nazioni e generazioni. Morg. 25. 213. (C) Par che si lievi (levi) in tanta boria Prato.

3. Gli oggetti stessi di cui si fa boria. Cron. Morell. 268. (C) Non essere vago di quella boria che ti disfarebbe. T. Boria nel vestire; Borie di vestiti, di pompe. = Malm. 8. 13. (Gh.) Le ninfe… Nè voglion pompe, nè moderne usanze, Per insegnare a noi ch'abbiam le borie Di quadri e letti d'oro, e tante storie. (Per Borie, dice il Biscioni,… i… vani ornamenti. Disse una monaca al Pievano Arlotto: Noi suore non abbiamo bisogno di tante borie di fuori.) Franc. Sacch. (C) Non caendo (cercando) queste borie e vanità.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: borgognoni, borgognotta, borgognotte, borgomastri, borgomastro, borgucci, borguccio « boria » borico, borio, boriosa, boriosamente, boriose, boriosi, boriosità
Parole di cinque lettere: borgo « boria » borio
Vocabolario inverso (per trovare le rime): allegria, sangria, acheiria, porfiria, valchiria, macrochiria, siria « boria (airob) » acoria, cicoria, allocoria, anemocoria, entomocoria, zoocoria, idrocoria
Indice parole che: iniziano con B, con BO, iniziano con BOR, finiscono con A

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