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Informazioni utili online sulla parola italiana «modestia», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Modestia

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La parola modestia è formata da otto lettere, quattro vocali e quattro consonanti.
Divisione in sillabe: mo-dè-stia. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si possono avere queste parole: destiamo, mastoide.
modestia si può ottenere combinando le lettere di (tra parentesi quadre le parole con anagrammi): sto + [amide]; [osti] + [dame]; mio + desta; [mito] + seda; somi + [date]; [istmo] + ade; set + [amido]; [oste] + [dami]; emo + [dista]; temo + aids; some + [dati]; mesto + [adì]; [site] + [damo]; [item] + [dosa]; [mesi] + [dato]; dot + [esami]; dio + [satem]; [dito] + sema; [dosi] + [mate]; [domi] + [aste]; dote + [mais]; desto + [ami]; demo + [asti]; [dite] + [maso]; sedi + [mota]; [edito] + mas; [esodi] + mat; ...
Componendo le lettere di modestia con quelle di un'altra parola si ottiene: +cad = addomestica; +doc = addomestico; +rna = ardimentosa; +[nas, san] = assodamenti; +rna = astraendomi; +pio = depositiamo; +pus = deputassimo; +van = destinavamo; +fin = dimafoniste; +tir = dimostriate; +rna = disamorante; +[ari, ira] = disamoriate; +tic = discettiamo; +sir = dissertiamo; +sms = dissestammo; +din = distendiamo; +cri = dosimetrica; +une = eudemonista; +con = incomodaste; ...
Vedi anche: Anagrammi per modestia
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: molestia.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si possono ottenere le seguenti parole: modesta, modesti.
Altri scarti con resto non consecutivo: modi, moda, mosti, moti, mota, mesti, mesta, mesi, meta, odia, ostia, osti, osta, desta.
Parole con "modestia"
Finiscono con "modestia": immodestia.
Parole contenute in "modestia"
est, ode, mode, stia, desti, modesti. Contenute all'inverso: sedo.
Incastri
Si può ottenere da moa e desti (MOdestiA).
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "modestia" si può ottenere dalle seguenti coppie: modena/nastia, modesta/aia.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "modestia" si può ottenere dalle seguenti coppie: temo/destiate.
Usando "modestia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: destiate * = temo; * temo = destiate.
Lucchetti Alterni
Usando "modestia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * nastia = modena.
Sciarade e composizione
"modestia" è formata da: mode+stia.
Sciarade incatenate
La parola "modestia" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: modesti+stia.
Intarsi e sciarade alterne
"modestia" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: mosti/dea, mesti/oda, mesta/odi.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "modestia"
»» Vedi anche la pagina frasi con modestia per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La modestia è una virtù che non riconosco in molte persone.
  • Modestia a parte, non vedo troppi concorrenti che possano ostacolare la mia vittoria.
  • La modestia è delle persone semplici che non si danno le arie e non si credono chissà chi.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Moderazione, Modestia, Temperanza - Modestia è timida dimostrazione d'innocenza o di umiltà. - Temperanza è virtù contraria d'ogni disordonato appetito, signoreggiamento severo di ogni diletto dei sensi: ma principalmente della gola e della libidine. - Moderazione è facoltà della ragione di contener l'animo nei suoi moti al di qua di ogni troppo. La moderazione è una temperanza morale, in quanto che proibisce ogni ebrezza, contiene ogni entusiasmo, regola il troppo ardor del sapere, il troppo amor della gloria, e veglia perfino la giustizia, assegnandole una meta tra la punizione e la vendetta. La temperanza e la modestia sono talvolta qualità naturali; ma la moderazione è virtù che si acquista coll'ajuto della religione e della filosofia. La moderazione è virtù altiera e gelosa; non così la modestia, che viene da timore e da diffidenza di sè, nè la temperanza, che si oppone a bassi e laidi avversarii. [immagine]
Modestia, Decenza, Contegno, Compostezza, Pudore - Qui la Modestia occupa il luogo suo, e qui dobbiamo esaminarne l'indole e la qualità, mentre essa senza nessun sospetto viene colle amabili sue compagne a far corteggio alla castità de' costumi, all'innocenza della vita.

La compostezza fa le donne guardinghe nelle maniere; il pudore negli atti e negli sguardi; il contegno nei gesti e nel portamento; la decenza negli abiti e nelle cose esterne; la modestia nei loro sentimenti segreti. Tutte queste preziose doti risplendono più belle nella donna, s'ella non sa d'averle e se ne fa uso per abitudine, e come per naturale istinto, a differenza dell'uomo che le possiede sapendolo e recandole fra' suoi doveri. Queste qualità apparendo nel gran mondo si offrono allo sguardo altrui in atteggiamenti diversi: la modestia fugge a tutto potere le occasioni di comparire e di essere osservata; la compostezza si produce a stento; il contegno si arma di gravità; la decenza si studia; il pudore arrossa e si nasconde. - La decenza è diligente; la compostezza è circospetta; il contegno è severo; la modestia è timida; il pudore selvatichetto.

Il pudore è segno e dimostrazione pressoché involontaria d'onesto timore e di candor d'anima; la decenza è una legge di società varia nelle varie civiltà; la modestia è dovere personale; il contegno è guardiano di questo dovere; la compostezza nelle persone ben nate è regola di decoro, nelle donne è la salvaguardia della buona fama. Il contegno e la decenza, la compostezza ed il pudore circondano la modestia per difenderla. Bandito il contegno, dimessa la compostezza, negletta la decenza, dileguato il pudore, la modestia è astretta a darsi vinta: epperò la decenza, il contegno, la compostezza, lo stesso pudore sono segni ed apparenze di virtù, ma non la virtù propria che è la modestia, la quale ha per altro a compagno inseparabile il pudore; quindi nel dar lode di decenza, di compostezza e di contegno ad una persona, non l'avrai ancora detta né modestapudica.

Nel consorzio degli uomini alcune di queste qualità cambiano d'aspetto, poiché noi opponiamo al modesto il vanaglorioso o lo sboccato, secondo che la modestia vien considerata procedere da innocenza o da umiltà, ed al pudore, che è fra noi meno geloso, opponiamo la sfrontatezza. Noi finalmente abbiamo talvolta la modestia per indizio d'animo timido, e mal atto a grandi ed arrischiate risoluzioni, mentre nelle donne è sempre virtù altrettanto ragguardevole quanto necessaria.

Così il contegno che nelle donne è compagno fedele della modestia, è talvolta segno nell'uomo di troppa gravità, e si accosta alla sostenutezza. Quindi i modi di dire andare in contegno, stare in contegno valgono Stare sul grave e andar con aria di gravità affettata.

All'ultimo noterò che il Vocabolario della Crusca nel definire giustamente il contegno, chiamandolo portamento nobile e grande, guasta la sua definizione col farlo ad un tempo sinonimo del Fasto; perocchè tra questo e il contegno v'ha ancora la sostenutezza, il sussiego e l'alterigia.

Valorosa espressione del contegno in donna, abbiamo nel Dittamondo dove dice:

«Tanto era grande e di nobil contegno,
Ch'io diceva tra me: Ben fu costei,
E pare ancor, da posseder bel regno.»

(Zecchini) [immagine]
Castità, Pudicizia, Pudore, Verecondia, Vergogna, Modestia, Decenza, Ritegno - La Castità, ben dice il Tommaseo, è forte e severa, chè doma il corpo e tiene gli appetiti nel debito freno. - La Pudicizia è virtù delicata, che vieta ogni immodestia; dove il Pudore si stende anche ad evitare ogni cosa solo inconveniente, e si perita anche di mostrarsi, o di parlare cose che crede a sè poco dicevoli. La Verecondia si astiene da ciò che ritien disdicevole, per riverenza dell'aspetto o del giudizio altrui. - La Vergogna non sempre procede dal desiderio di non fare cosa men che onesta, o dalla ripugnanza del farla; ma spesso procede dalla coscienza della colpa. - La Modestia evita di mostrarsi, nè lusinga mai l'amor proprio, nè fa mai pompa del sapere o di altri suoi pregi, nè va mai agli eccessi. Il Ritegno vorrebbe mostrarsi, ma si ferma a mezzo per timore di sembrar vanaglorioso. - La Decenza nasce dal rispetto di sè stesso e dal sentimento della convenienza: è quella virtù che ci trattiene dal far cosa che sia aliena dal convenevole e dal retto.

I concreti di tali astratti sono: Casto, Pudico, Verecondo, Vergognoso, Modesto, Decente, Ritenuto. [immagine]
Riguardo, Modestia, Ritegno - Il Riguardo è pieno di cautele, e non si arrischia troppo facilmente per timore di far male, o passare i termini del convenevole. - La Modestia non cerca di mettersi in mostra, nè lusinga l'amor proprio di alcuno. - Il Ritegno vorrebbe mettersi in mostra, ma tosto se ne ritrae per paura di scomparire o di eccedere. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Modestia, Decenza, Contegno, Ritegno, Compostezza, Pudore - Il contegno è tutto esterno; in quanto che non è garante de' sentimenti del cuore; unito alla compostezza, che è un contegno convenzionale del corpo, fa supporre la modestia; ma se sono ambedue finti e ipocriti, non la durano alla lunga e sono alla perfine smascherati; il contegno è dignitoso, la compostezza umile o riservata: se sono esagerati però il primo degenera in sussiego; la seconda, in caricatura. Il ritegno è una forza di riflessione la quale fa sì che non ci avventuriamo in cose arrischiate, e ci tratteniamo dal persistere in quelle se già cominciate: il pudore teme, non che il male, l'ombra di esso, si addimostra con la sincera modestia, colla squisita decenza, la quale è quel tale regolo che misura con giustezza le azioni, le parole, i modi, e li classifica in leciti e illeciti. [immagine]
Modestia, Umiltà - La modestia è quella virtù che consiste a non far pompa nè tanto meno esagerare i meriti proprii; la umiltà si studia di celarli temendo sempre d'insuperbirsene: il modesto si mette, se non al posto che gli conviene, poco più in giù; l'umile cerca l'ultimo posto e si reputa felice di esser quivi dimenticato. La modestia è virtù dell'uomo, anche filosofo; l'umiltà è virtù esclusiva del cristiano. [immagine]
Moderazione, Modestia, Temperanza - Moderazione in tutto, ne' fatti, negli atti, negli affetti, ne' sentimenti, nelle opinioni: quest'ultima, la più difficile forse, perchè figlia dell'amor proprio, la più ipocrita passione dell'uomo. Modestia nelle cose relative alla decenza, e così negli atti, nelle parole, nel contegno tutto della persona. Modestia poi è l'opposto di presunzione; l'uomo veramente saggio e sapiente è modesto, non mena vanto di sè, crede che altri possa uguagliarlo, non che sopravvanzarlo, e parla di sè con moderazione e temperanza. Temperanza, specialmente nel mangiare e nel bere, e poi nella soddisfazione di ogni appetito per cui il corpo possa o voglia dar legge allo spirito. La modestia aggiunge pregio alla bellezza, lustro al sapere; la moderazione, forza agli argomenti e alle ragioni; la temperanza, sapore ai piaceri leciti e presi in giusta e discreta misura. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Modestia - S. f. Aff. al lat. aureo Modestia. Ritenutezza, o Moderazione nel sentire e nel parlare di sè. Petr. cap. 5. (C) Senno, e modestia all'altre due confine. Pros. Fior. 1. 4. 103. (M.) La modestia sua fu tale, che di sè rado e forzatamente parlando, con verità e scarsità ragionava.

2. Dicesi altresì Quella virtù, che induce l'uomo a tenere una savia misura in tutte le cose. Albert. cap. 55. (C) La modestia è un'arte da affermare lo movimento e l'onore, e tutte le nostre faccende di là dal poco, e di qua dal troppo. Varch. Stor. 4. 101. (M.) Fu tanta la modestia del Fregoso, e la bontà dell'Adorno, che altro male non vi si fece, che saccheggiare il palazzo.

3. Per Pudore. Guar. Past. fid. 1. 5. (C) Perocchè la modestia è nel sembiante Sol virtù della donna,… [G.M.] Modestia nel vestire, negli atti, nelle parole.

[T.] Contr. di Vanità. T. Salvin. Pros. Fior. 4. 2. 61. Non veggio come ciò farmi senza sospetto dell'interezza mia, o senza offesa della modestia vostra. – Permetta la sua modestia (dicesi a chi vogliam rendere onore in parole o in fatti, prima di dire o di fare).

T. Per somma modestia.

T. Potendo avere il senso gen. di Moderazione, può riguardarsi come condizione dell'umiltà, la qual voce ha senso meno gen., ma moralm. più alto. Beda: Modestiam in humilitate. – C'è una umiltà smoderata, affettata, orgogliosa, falsa.

T. Il senso più gen. di Modestia, appare nel seg. Frutti di carità, di pace, di benignità, di fede, di modestia, di continenza.

II. T. Modi com. al senso not. e a quel di Pudore. Velo della modestia. – Bella modestia.

T. La modestia mi vieta. – Offendere la modestia, non solo dell'onorare altrui in modo ch'egli non ambisca, ma del fare o dir cosa che dispiaccia ad orecchio o ad occhio pudico.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: moderno, moderò, modero, modesta, modestamente, modeste, modesti « modestia » modesto, modi, modica, modicamente, modiche, modici, modicità
Parole di otto lettere: moderino « modestia » modicità
Vocabolario inverso (per trovare le rime): autoplastia, polimastia, ginecomastia, nastia, dinastia, pederastia, bestia « modestia (aitsedom) » immodestia, molestia, aplestia, restia, carestia, eucarestia, sacrestia
Indice parole che: iniziano con M, con MO, iniziano con MOD, finiscono con A

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