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Informazioni utili online sulla parola italiana «lacero», il significato, curiosità, forma del verbo «lacerare» aggettivo qualificativo, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Lacero

Forma verbale
Lacero è una forma del verbo lacerare (prima persona singolare dell'indicativo presente). Vedi anche: Coniugazione di lacerare.
Aggettivo
Lacero è un aggettivo qualificativo. Forme per genere e per numero: lacera (femminile singolare); laceri (maschile plurale); lacere (femminile plurale).
Parole Collegate
»» Sinonimi e contrari di lacero (logoro, consumato, liso, consunto, ...)
Utili Link
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Giochi di Parole
La parola lacero è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti.
È una parola bifronte senza capo né coda, la lettura all’inverso produce una parola di senso compiuto (reca).
Parole con la stessa grafia, ma accentate: lacerò.
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si possono avere queste parole: calerò (scambio di consonanti), calore, colare, colera, colerà, corale, creola, locare.
lacero si può ottenere combinando le lettere di: olé + cra; col + [are, era, rea].
Componendo le lettere di lacero con quelle di un'altra parola si ottiene: +cra = acclarerò; +udì = acidulerò; +[sai, sia] = aeroscali; +osa = aeroscalo; +big = algebrico; +gli = allergico; +[ilo, oli] = allocorie; +ani = arenicola; +nei = arenicole; +noi = arenicolo; +sta = ascoltare; +sta = ascolterà; +sto = ascolterò; +[abc, cab] = baloccare; +bai = barcaiole; +bra = barcarole; +bui = bioculare; +big = bricolage; +bit = cabriolet; +can = calcarone; +[adì, dia] = calderaio; +bum = calembour; ...
Vedi anche: Anagrammi per lacero
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: bacerò, lacera, lacere, laceri, laverò, macero, tacerò.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: bacerà, macera, maceri, tacere, tacerà.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: acero.
Altri scarti con resto non consecutivo: laro, acro, aero.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: lancerò, lascerò.
Parole contenute in "lacero"
ace, ero, cero, acero. Contenute all'inverso: ore, reca.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "lacero" si può ottenere dalle seguenti coppie: lama/macero, lapis/piscerò, lavo/vocerò.
Usando "lacero" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * ceroma = lama; * ceromi = lami; * cerone = lane; salace * = sarò; bela * = becero; * cerotici = latici; mala * = macero; vola * = vocerò; calla * = calcerò; carla * = carcero; falla * = falcerò; * cerottone = lattone; * cerottoni = lattoni; pil * = piacerò; suola * = suocero; infila * = inficerò.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "lacero" si può ottenere dalle seguenti coppie: lacca/acero, lacunetta/attenuerò.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "lacero" si può ottenere dalle seguenti coppie: mala/ceroma, sala/cerosa, sola/ceroso, salace/rosa.
Usando "lacero" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: ceroma * = mala; * salace = rosa; cerosa * = sala; ceroso * = sola; * mala = ceroma; * sala = cerosa; * sola = ceroso; rosa * = salace; * sol = aceroso.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "lacero" si può ottenere dalle seguenti coppie: lama/ceroma, lami/ceromi, lane/cerone, latici/cerotici, lattone/cerottone, lattoni/cerottoni.
Usando "lacero" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: becero * = bela; * vocerò = lavo; vocerò * = vola; calcerò * = calla; carcero * = carla; falcerò * = falla; * piscerò = lapis; suocero * = suola; inficerò * = infila; sarò * = salace; * ateo = lacerate; * avio = laceravi; * astio = lacerasti; lacerazione * = razionerò.
Intarsi e sciarade alterne
"lacero" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: le/acro.
Intrecciando le lettere di "lacero" (*) con un'altra parola si può ottenere: ph * = placherò; * arno = lacerarono; pass * = placassero; spechi * = spelacchierò.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "lacero"
»» Vedi anche la pagina frasi con lacero per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Adoro il mio maglione, ormai lacero ma pieno di ricordi.
  • Il mio cuore lacero vaga nel sogno cercando la tua morbida carezza!
  • Cammina per la strada con lo sguardo chino, lacero nell'abbigliamento, portando addosso gli abiti di tutte le stagioni.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Logoro, Lacero, Frusto, Trito, Consunto, Mostrar le corde - L'abito dicesi Logoro quando dal lungo portarlo n'è tanto assottigliata in più luoghi la stoffa da essere lì lì per lacerarsi: essa è Consunta ov'è consumata affatto, per cui l'abito ne resta bucato. Lacero è detto l'abito s'è rotto per l'uso o per accidente qualunque e ne rimangono pendenti i pezzi stracciati. - Trito sarebbe se fosse ridotto in pezzi affatto e in minuzzoli, ma allora non è più abito, è uno straccio o un mucchio di cenci. - Frusto è un po' meno di logoro, ma dice lo stesso. Frusto è l'uomo dal lavoro, quando ha rotti i nervi affatto, nè vale più alcun riposo a ristorarlo e a rimetterlo in forze; logoro dicesi dagli anni; logoro il capo da' pensieri. Consunto poi l'uomo da febbre lenta, da tisi o altra malattia cronica: e' muore consunto quando non ha più che pelle e l'ossa. - [Trito si dice in senso affine a Logoro di vestito dal quale si veda la miseria di chi lo porta, e si usa riferito anche alla persona stessa.

«Non vi posso mai dir quant'era trito:
Fate conto ch'ei fosse ignudo affatto;
Or guardate s'egli era mal vestito.»
Fagiuoli.

«Quel gusto cinico
Che avea ciascuno
Di farsi povero,
Trito e digiuno
Senza vergogna,
Chi se lo sogna?»
Giusti
.

Son dell'uso in questo senso anche Tritino, Trituccio e Tritone. - Di vestito che, consumato il pelo, se ne scorge l'ordito, suol dirsi che mostra le corde. G. F.] [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Lacerare, Stracciare, Sbranare, Sdrucire, Rompere, Strambellare, Strappare, Scindere, Squarciare, Squartare; Lacerato, Lacero, Strappato - Rompere è generico; è mettere o mandare in pezzi cosa intera; e rompere si puonno quindi anche i pezzi medesimi, se rimasti troppo grossi rispetto al desiderio nostro. Stracciare dicesi più propriamente della carta, de' libri e degli abiti fatti di stoffe poco meno sottili della carta: e gli abiti guasti e logori per lungo uso diconsi stracci; e straccio ogni altro panno e pannolino a tale ridotto. Sdrucire è quasi uno scucire, ma non lo scucire fatto apposta e bel bello, cioè punto per punto, colle forbici o altro strumento, ma per l'uso o perchè il filo di cui le cuciture son fatte viene a rompersi, o per isforzo o qualunque altro tirare violento, di maniera che le cuciture bene o male si disfanno: abito sdrucito è quello del quale i varii pezzi onde è composto si staccano uno dall'altro più o meno. Scindere è tagliare in mezzo di netto o quasi; da scindere, scissione, scissura e scisma; quest'ultimo, si sa, non si usa propriamente che in materia di religione. Squarciare è dividere violentemente cosa e farne grossi e larghi pezzi, come quarti o simili: è affine a squartare, che è proprio dividere o rompere in quarti ma squartare meglio dicesi degli animali le cui quattro più grosse membra indicano che in quattro più giuste parti possono dividersi. Lo squartare era un orribile supplizio al quale in tempi barbari condannavansi i rei di lesa maestà; consisteva nel legare ogni gamba e ogni braccio ad un cavallo focoso, e poi fare che i quattro cavalli tirassero violentemente ciascuno in senso opposto agli altri, finchè il corpo del paziente ne fosse ridotto in pezzi: ovvero legavansi le gambe e le braccia ai rami di quattro pioppi uno dall'altro discosti, che con funi costringevansi a stare ripiegati, fino a tanto che, finito di legarvi il paziente e troncati gli ostacoli, violentemente raddrizzandosi, venissero a strappare dal tronco quelle povere membra; così l'uomo usò e abusò dell'ingegno suo! Lacerare è più di stracciare: può essere stracciato a caso un vestito anche nuovo, che lacero non potrebbe dirsi: lacerato pare più elegante di stracciato; lacere poi diconsi le carni sotto la frusta o le tanaglie del tormentatore, o per ferite avute in battaglia. Lacerare ha senso traslato; si lacera la fama, l'onore di persona, e se immeritamente, queste ferite non sono meno delle corporee dolorose e funeste. Sbranare è il lacerare che fa le carni della sua preda l'animale carnivoro nel cibarsene; nello sbranare, sbrama la fame sua e la sete che ha di sangue. Strambellato è il vestito che cade a cenci e l'uomo che così malamente ha coperte le carni: strambellare è mettere e ridurre in pezzi, in cenci. Strappare dicesi propriamente del filo, di corda, o d'altra cosa che in un colpo solo si rompe: nel cucire gli stracci del marito sbevazzatore e poltrone, e quelli dei poveri figli, si strappa sovente per movimento di giusta impazienza il filo alla povera moglie, che pure dopo un sospiro o qualche lacrima si rimette al lavoro. Strappar di mano è torre altrui cosa con cattiva maniera e violentemente: nello strappar di mano molte volte la cosa resta strappata o stracciata; castigo dell'impaziente umore nell'atto medesimo nel quale si sfoga. [immagine]
Logoro, Lacero, Frusto, Trito, Consunto - L'abito dicesi logoro quando dal lungo portarlo n'è tanto assottigliata in più luoghi la stoffa da essere lì lì per lacerarsi; essa è consunta ov'è consumata affatto, per cui l'abito ne resta bucato; lacero è detto l'abito s'è rotto per l'uso o per accidente qualunque e ne rimangono penzoloni i pezzi stracciati. Trito sarebbe se fosse ridotto in pezzi affatto e minuzzoli, ma allora non è più abito, gli è uno straccio e un mucchio di cenci. Frusto è un po' meno di logoro, ma dice lo stesso. Frusto è l'uomo dal lavoro, quando ha rotti i nervi affatto, nè vale più alcun riposo a ristorarlo e a rimetterlo in forze; logoro dicesi dagli anni; logoro il capo da' pensieri. Consunto poi l'uomo da febbre lenta, da tisi o altra malattia cronica; e' muore consunto quando non ha più che la pelle e l'ossa. [immagine]
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: lacereresti, lacererete, lacererò, laceri, laceriamo, laceriate, lacerino « lacero » lacertide, lacertidi, lacertiforme, lacertiformi, lacinia, lacinie, laconica
Parole di sei lettere: laceri « lacero » lacuna
Lista Aggettivi: lacerante, lacerato « lacero » laconico, lacrimogeno
Vocabolario inverso (per trovare le rime): combacerò, megacero, giacerò, soggiacerò, piacerò, compiacerò, spiacerò « lacero (orecal) » macero, macerò, tacerò, sottacerò, caccerò, ricaccerò, procaccerò
Indice parole che: iniziano con L, con LA, parole che iniziano con LAC, finiscono con O

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