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Informazioni utili online sulla parola italiana «moneta», il significato, curiosità, associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Moneta

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Lira

Lira
 
Giochi di Parole
La parola moneta è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti.
Divisione in sillabe: mo-né-ta. È un trisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si possono avere queste parole: amento, menato, metano, temano, tonema (scambio di consonanti).
moneta si può ottenere combinando le lettere di: [neo, noè] + mat; emo + tan.
Componendo le lettere di moneta con quelle di un'altra parola si ottiene: +[are, rea] = aeramento; +[are, era, rea] = aeromante; +[ari, ira, ria] = aeromanti; +mat = ammanetto; +ram = ammanterò; +mat = ammettano; +[ami, mai, mia] = ammoniate; +sim = ammoniste; +ram = ammontare; +mat = ammontate; +ram = ammonterà; +rom = ammonterò; +[dan, dna] = andamento; +[ari, ira, ria] = animatore; +zip = anzitempo; +dir = ardimento; +ram = armamento; +sir = armoniste; +[sai, sia] = asteniamo; +tai = atteniamo; +una = aumentano; +[tau, tua] = aumentato; +uva = aumentavo; +uni = aumentino; ...
Vedi anche: Anagrammi per moneta
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: monema, monete.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si può avere: ponete.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: monta.
Altri scarti con resto non consecutivo: mota, meta, onta.
Parole con "moneta"
Iniziano con "moneta": monetari, monetaggi, monetaria, monetarie, monetario, monetabile, monetabili, monetaggio, monetarismi, monetarismo, monetarista, monetariste, monetaristi, monetaristica, monetaristici, monetaristico, monetaristiche.
Finiscono con "moneta": euromoneta, cartamoneta.
»» Vedi parole che contengono moneta per la lista completa
Parole contenute in "moneta"
eta.
Incastri
Inserendo al suo interno ari si ha MONETariA.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "moneta" si può ottenere dalle seguenti coppie: mondi/dieta.
Usando "moneta" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: ramone * = rata; simone * = sita; mormone * = morta; polmone * = polta; salmone * = salta; spumone * = sputa; salamone * = salata; telamone * = telata; volumone * = voluta; casermone * = caserta; * talli = monelli; * tallo = monello; pigiamone * = pigiata; * tatari = monetari; * aizza = monetizza; * aizzi = monetizzi; * aizzo = monetizzo; * aizzai = monetizzai; * aizzano = monetizzano; * aizzare = monetizzare; ...
Lucchetti Riflessi
Usando "moneta" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * ateista = monista; * ateiste = moniste; * ateisti = monisti; * attizza = monetizza; * attizzi = monetizzi; * attizzo = monetizzo; * ateistica = monistica; * ateistici = monistici; * ateistico = monistico; * attizzai = monetizzai; * ateistiche = monistiche; * attizzano = monetizzano; * attizzare = monetizzare; * attizzata = monetizzata; * attizzate = monetizzate; * attizzati = monetizzati; * attizzato = monetizzato; * attizzava = monetizzava; * attizzavi = monetizzavi; * attizzavo = monetizzavo; ...
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "moneta" si può ottenere dalle seguenti coppie: limone/tali, omone/tao, ramone/tara, sermone/taser.
Usando "moneta" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * limone = tali; * ramone = tara; * sermone = taser; tali * = limone; tara * = ramone; taser * = sermone.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "moneta" si può ottenere dalle seguenti coppie: monelli/talli, monello/tallo.
Usando "moneta" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * dieta = mondi; rata * = ramone; sita * = simone; * monetari = tatari; morta * = mormone; polta * = polmone; salta * = salmone; sputa * = spumone; * aria = monetari; salata * = salamone; telata * = telamone; voluta * = volumone; caserta * = casermone; pigiata * = pigiamone.
Intarsi e sciarade alterne
"moneta" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: me/onta.
Intrecciando le lettere di "moneta" (*) con un'altra parola si può ottenere: * oplà = monopetala.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "moneta"
»» Vedi anche la pagina frasi con moneta per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Camminando nel parco ho trovato una moneta non più in corso di validità.
  • L'euro da qualche anno è la moneta comune per molti stati europei.
  • Una moneta di troppo nella tasca è un crimine del capitalismo nei confronti di chi ha fame.
Proverbi
  • La speranza è la moneta spicciola della vita.
Espressioni e Modi di Dire
Definizioni da Cruciverba con soluzione
»» Vedi tutte le definizioni
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Denaro, Denari, Moneta, Quattrini, Soldi - Denaro s'intende la moneta coniata, e detto in generale; per esempio: «Quell'uomo ha danaro o del denaro;» s'intende che ne ha molto, che è denaroso. - Dicendo Ha denari o dei denari, s'intende che ne ha presentemente, ma che non sono molti e che può non averne più di qui a breve tempo. - Moneta è anche più generico, e comprende altresì la carta Moneta. Appresso alcuni dialetti, moneta significa anche denari spiccioli: uno dirà: «Mi cambia questo scudo?» E l'altro risponderà: «Non ho moneta.» - Quando si dice Quattrini, così in generale, si viene a dir lo stesso che denari; per es.: «Quello è un uomo che ha di gran quattrini;» che specialmente i Romani, e altri di altre provincie, dicono Ha de' soldi. [immagine]
Dizionario delle invenzioni, origini e scoperte del 1850
Moneta - Allorchè principiò il metallo ad essere introdotto nel commercio, il peso solo ed il grado di purezza ne determinavano il valore; ma il bisogno di pesare ad ogni contrattazione che si faceva la quantità d'oro, argento o altri metalli da darsi in pagamento aveva molti inconvenienti. E tale fu l'origine della moneta. E' difficilissimo, a non dire impossibile, il precisarne l'epoca. Se si dà fede a certi autori, l'invenzione è di tempi antichissimi. Dicono essi, che gli Assiri furono i primi a coniar moneta, qualche tempo innanzi alla nascita di Abramo. Secondo Erodoto, sarebbero i Lidj, e pare che presso questo popolo la scoperta sia di assai vecchia data. Altri scrittori ne riportano l'origine all'epoca in cui Saturno e Giano regnavano in Italia ec: Inquanto ai libri sacri, si trovano nella Genesi alcuni passi che sembra indichino essere stata nota in quelle contrade antichissimamente l'usanza di fissare il valore dei pezzi di metallo in altro modo che mediante il peso. Mosè dice che Abimelech diede mille pezzi d'argento ad Abramo. Giuseppe fu venduto da' suoi fratelli ai mercanti madianiti per la somma di venti pezzi d'argento. E' detto pure che questo patriarca fece dono a Beniamino di tre cento pezzi d'argento: Io penso adunque, che sino dai tempi di Giacobbe si conoscesse e praticasse in vari paesi l'uso d'imprimere sui metalli certi segni i quali servissero a stabilirne la valuta.

Pare che le prime monete poste nel commercio dai Greci fossero solo di rame e senza marca, e che a Fedone si attribuisca l'invenzione dei pesi, delle misure e delle monete coniate nella Grecia. I marmi di Arondel fissano l'epoca del regno di quel principe all'anno 142 avanti la fondazione di Roma. Non essendovi alcuna ragione che obbligasse a marcarle dai due lati, è supponibile che nell'origine dell'incisione delle monete s'impiegasse un solo tipo ed una impronta sola, onde impedire la frode e dar loro un carattere legale. Ma essendosi perfezionata l'arte di monetare, si ornò il secondo lato con una testa o qualche altro simbolo. I Greci vi mettevano dei geroglifici enigmatici particolari ad ogni stato o provincia: quelli di Delfo vi figuravano un delfino, gli Ateniesi una civetta, i Beozi un Bacco col grappolo d'uva e una gran tazza, i Lecedemoni uno scudo, e così discorrendo. Secondo Festo, i Romani, sotto il regno di Romolo, non fecero coniare veruna specie di moneta; ne avevano d'oro e di argento, che pervenivano loro però dall'Illiria e passavano per mercanzia. Il re Servio Tullio fu il primo a far coniare una moneta di rame, sulla quale si pose un bue o una pecora, e quindi derivò la voce p cunia, perchè codeste sorta di animali erano fra quelle che chiamavansi pecus. [immagine]
Dizionario compendiato di antichità del 1821/1822
Moneta - L'uso delle Monete è antichissimo. Fu la difficoltà di fare il Commercio per mezzo di cambio o baratto di merci come nei primi tempi si praticava che diede luogo di cercare dei mezzi per rimediare agl'inconvenienti, che ne sarebbero resultati, e condusse in tal guisa all'invenzione delle Monete; ma non si giunse che gradatamente a dar loro la forma, che presso a poco hanno adesso le nostre. L'oro, l'argento, il rame, il ferro ancora, furono la materia prescelta a tal'uopo, in modo però che si pesavano piuttostochè si contassero le Monete d'allora. Ogni porzione di ciascuno di questi metalli stimavasi a peso effettivo, e non sul valore nominale o arbitrario, che potesse esser dato; ma siccome vi s'introdussero frodi sì per il peso sì per la qualità della materia, intervenne la pubblica autorità per istabilire la sicurezza del Commercio, ed impresse in questi metalli alcuni segni legittimi per distinguerli e autorizzarli. La prima Moneta dei Greci portava l'impronta d'un Bove. Il motivo di questa scelta era probabilmente perchè i Greci, prima che si fossero introdotti i metalli in commercio, si servivano di bovi come della mercanzia la più cara per dare il prezzo agli altri effetti vendibili o permutabili. Sembra che Omero abbia indicate queste antiche specie di permute nei luoghi ov'egli stima il prezzo di qualche cosa con un certo numero di bovi. In seguito i Greci messero sulle loro Monete figure simboliche ed enimmatiche, che a ciascuna Provincia erano particolari. Gli Uomini di Delfo vi effigievano un Delfino; gli Ateniesi l'uccello della loro Minerva, cioè la Civetta, segno della vigilanza anche in tempo di notte, i Beozj un Bacco con un grappolo d'uva, ed una gran tazza per denotare l'abbondanza e le delizie del lor territorio; i Macedoni uno Scudo per notare la forza e bravura della loro milizia; i Rodiani il Disco del Sole, a cui avevano dedicato il famoso loro Colosso. In fine ogni Magistrato esprimeva ordinariamente nella propria moneta la gloria della sua Provincia, o i vantaggi della sua Città; ed in tal modo queste differenti impronte erano come tante Arme o Stemmi parlanti.

I Romani non fecero Monete d'argento se non che verso l'anno 485. dopo la fondazione della Città, che abitavano. Il numerario effettivo, che aveva corso in Commercio, ebbe successivamente diverse forme o figure. Dalla forma quadra si passò alla bislunga, all'ovale, alla circolare; ed il contorno di alcune nella sua grossezza era dentato, e perciò si chiamavano Nummi dentati. Quelle Monete, che avevano nel rovescio un Carro a due Cavalli, erano dette Bigate, e Quadrigate l'altre ove il Carro era a quattro. Alcune avevano certe lettere, come X denarius, L libra S semissis; segni indicanti il peso o il valore della Moneta.

Il tipo dell'As fu una testa di Giano, e nel rovescio la prua d'una nave. Questo rovescio si vede egualmente in tutte le porzioni del As suddiviso.

Il mezzo As o Semissis aveva l'impronta della teste di Giove coronato di lauro; ed a basso la Lettera S, come sopra si è detto.

Il terzo o Triens aveva una testa di Donna, che da taluni si prende per Roma, da altri è creduta Minerva; a parte vi erano quattro grossi punti o globetti indicanti quattro oncie. Il quarto o Quadrans aveva per tipo la testa d'Ercole coperta di una pelle di Leone, ed a parte tre punti o globetti, che denotavano le tre oncie.

Il Sextans o mezzo triens appresentava la testa di Mercurio col suo berretto alato, e due globetti per accennar le due oncie (V. As, Aureus, Medaglie).
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Moneta - S. f. Aff. al lat. aureo Moneta. Metallo coniato per autorità sovrana, ad uso di spendere. (Fanf.) [Cont.] Spet. nat. XII. 237. La moneta nell'origine sua è una picciola massa d'oro, d'argento, o di rame, d'un peso determinato per facilitare l'acquisto delle cose necessarie al cambio d'una materia stimabile ed incorruttibile. Fiorav. Spec. sci. I. 12. Avere buona cognizione di tutte le sorti di monete, che si spendono in diversi paesi: perciochè vi sono monete che portandole da una provincia in un'altra si guadagna assai, e per il contrario vi sono altre sorti di monete nelle quali si perde assai. Egli è ancor di mestieri al mercante sapere la pratica de' cambi, che si fanno da un luogo ad un'altro. = Bocc. Nov. 3. g. 4. tit. (C) E, per tema di morire, con moneta la guardia corrompono. G. V. 2. 17. 1. E per podere di sua moneta, che spese a' possenti Romani, e a Papa Giovanni VIII, si fece incoronare Imperadore. Dant. Par. 19. Lì si vedrà il duol che sopra Senna Induce, falseggiando la moneta, Quei che morrà di colpo di cotenna. Borgh. Orig. Fir. 127. Come fu… quello della moneta, che battendosi in Roma sotto il tempio di Giunone chiamata Moneta, prese questo nome, il quale è divenuto tanto suo proprio col tempo, che molti si credono, che questa voce di natura sua importi quel che con un'altra dicevano pecunia, ancorchè non abbiamo a fare insieme cosa del mondo. [Cast.] Bart. Pover. cont. 10. I tradimenti pubblici e privati si stabiliscono su la tavola dell'interesse, col sangue si scrivono e si suggellano con la moneta. [G.M.] Segner. Crist. Instr. 3. 19. 17. Un creditore indiscreto vuol essere pagato in moneta scelta. E 3. 34. 10. Le monete sincere e le adulterate.

T. Moneta coniata. – Conio della moneta. – Moneta di buon conio. – Moneta di buona lega. – Moneta di giusto peso. – Calante. – Tosata. – Moneta falsa. [Cont.] Pant. Arm. nav. 107. Pagar con monete cattive, o tosate, o rappezzate, o con ori scarsi. Agr. Geol. Min. Metall. 351. Quelli che zeccano le monete false; che con l'argento mescolano una gran parte di piombo bianco, o di ferro anco.

Coll'articolo pleonastico. Batter la moneta, invece di Batter moneta. Non com. [Val.] Pucc. Centil. 19. 2. E batter presso a Pisa la moneta.

2. Nel pl. Bern. Son. (M.) O spirito bizzarro… Sonvi ritratte su certe comete, Con quel che si condisce l'insalata, Di varie sorti, come le monete. [Cast.] Bart. Ricr. Sav. 1. 10. Dello stampar che i principi fanno nelle monete l'immagine de' lor volti. E Pover cont. 10. Preziose monete. Del Ross. Svet. Serg. Galb. 289. Un Banchiere il quale cambiava monete. Pallav. Art. Stil. 24.

3. T. Moneta metallica, di tale o tale metallo. Moneta d'oro, d'argento, di rame, di platino. = G. V. 4. 1. 7. (C) Privilegiò i Lucchesi, che potessero battere moneta d'oro, e d'ariento, e però la loro moneta è improntata del suo nome. Dav. Mon. c. 4. Moneta è oro, ariento, rame, coniato dal pubblico a piacimento, fatto dalle genti pregio, e misura delle cose, per contrattarle agevolmente.

[Val.] Pucc. Centil. 51. 59. Ed una falsa moneta di giallo Inargentata fero i Fiorentini.

4. T. Buona moneta, nel primo senso che ha valore intrinseco, che non è falsificata nè guasta. Nel fig. Accettare, Prendere per buona moneta, le ragioni, le scuse ch'altri ci reca; crederle sincere, buone, fidarvici. Prendere dice più che Accettare.

T. Non è moneta di buon conio, fig., Uomo da non se ne fidare, in senso mor. e soc.

5. T. Moneta di carta. – Carta moneta (così, quasi agg., come ai Rom. Giunone moneta). Biglietti che rappresentano la moneta e da doversi ricevere per moneta.

6. Moneta corrente, dicesi Quella che corre comunemente, e con prezzo determinato. V. CORRENTE, § 21.

† Moneta corsiva; lo stesso che Moneta corrente. [Cast.] Cellin. Ricord. e Docum. n. 87. Paghi di contanti soldi trentacinque di moneta corsiva nostra.

Correr della moneta vale Esser accettata dal pubblico. G. V. 8. 58. 2. (C) E così la moneta picciola, e così quella dell'oro…, facendole correre per più assai, che non valevano.

[G.M.] Moneta che va; che va per tanto. – I luigi vanno per venti lire e mezzo. Forse più com. che Correre, nel linguaggio parlato. Ma, all'opposto, Moneta corrente; Non, Andante. – E dallo spenderla, dicono Mandare. Non ho potuto mandare quel pezzo di cinque franchi, perchè era un po' tosato. – I napoleoni si mandano per venti lire e trenta centesimi.

7. T. Somma di danaro in gen. Si compra con poca moneta. – Mi costa della moneta (assai). Prov. Tosc. 217. Chi non ha moneta, non vada all'Impruneta. (Dov'è una fiera, in antico molto celebre.)

8. Fig. Dant. Par. 24. (C) Assai bene è trascorsa D'essa moneta già la lega, e 'l peso. But. ivi: Di questa moneta, cioè della fede. [Val.] Fag. Rim. 3. 34. Moneta ell'è (la cortesia) di cui può aver ciascuno, E più ne resta a chi viepiù ne spende.

9. [Val.] Cambiar le monete, fig. Dar quel ch'un cerca, Stargli a repentaglio, Misurarsi. Fortig. Ricciard. 21. 50. Aspetta, chè non siam frati di chiostro, Che ti saprem cambiare le monete.

10. [Camp.] Di buon metallo fare falsa moneta, fig. per Cuoprire il vizio col manto della virtù, Operare con ipocrisia. Somm. 6. Quelli sono bene sciocchi che di buono metallo fanno falsa moneta, guardandosi nettamente quanto al corpo, e facendo penitenza e buone opere principalmente per la laude ditta del mondo.

11. Pagare di buona, o di mala moneta, fig. vale Corrispondere, o Non corrispondere a chi sia per qualche verso obbligato. Segr. Fior. Andr. 1. 1. (Man.) Tu mi servivi liberamente, e per questo io ti pagai di quella moneta, che io potetti. V. PAGARE.

T. Pagare di pari moneta, per lo più in mal senso, ricambiare il torto o l'offesa con modi simili. In questo senso Pagare di buona moneta, anche soprabbondando nel ricatto. Pagare di bella moneta, anche peggio. – A chi mal corrisponde al bene ricevuto: Di tal moneta pagano il loro liberatore!

12. [Camp.] Pagare di moneta senza conio, fig. per Simoneggiare. D. 3. 29. Di questo 'ngrassa il porco sant'Antonio, Ed altri assai che son peggio di porci, Pagando di moneta sanza conio.

13. T. Monete spicciole, minute. Bassa moneta, contr. di Grossa moneta.

In questo senso dicesi anche Moneta spezzata. [F.] Panciat. Scritt. var. 23. E in tasca ho sempre moneta spezzata. E appresso: Non ve gli posso dare centocinquanta scudi, perchè ho moneta spezzata.

T. In Tosc. dicevasi la Moneta di dieci paoli. – Sette monete facevano paoli settanta.

14. E Moneta, ass. per Danari spiccioli. Gell. Sport. 2. 1. (Man.) Quando tu torni da desinare, recami la moneta a questo scudo; che se ci venisse la tua mona Laldomine a riportarmi cert'accia, io la possa pagare. [Cont.] Buonarr. M. V. Lett. 4. Tremila ducati che io portai a Vinegia, tra oro e moneta, diventorno quand' io tornai a Firenze cinquanta. = Pietrop. Chir. Commen. Primier. 25. (Gh.) Si vuotano innanzi (certi avidi giocatori) il piatto della posta,… senza cercar se moneta o oro v'è da cambiare o da rendere indietro ad alcuno. Car. Op. 1. 17. ediz. milan. Class. ital. Io non posso credere che la Camera sborsasse a moneta.

15. Moneta bianca, si dice della Moneta d'argento, a distinzione di quella di rame, o d'oro. Lasc. Gelos. 4. 9. (C) Questi son tre scudi di moneta bianca, cioè d'ariento.

16. Moneta traboccante Moneta di bonissimo peso. Non com. Segner. Sent. Oraz. 42. (M.) Non li vuole in qualunque moneta, ma in moneta molto eletta e molto traboccante.

17. [Fanf.] † Ufficio ove si batte moneta, Zecca. Stat. Calim. III. 27. 176. Portino la vigilia di S. Giovanni ceri lavorati a somiglianza di quello della moneta. Così nel francese.

[T.] Moneta e Ammonizione e Monumento e Memoria e Mente hanno tutte l'orig. stessa, per rammentarci che chi non ha moneta non ha nè memoria nè mente; ma poi per insegnarci più sul serio che il conio della moneta è l'avviso dalla fede pubblica dato alla privata per assicurare il necessario commercio sociale; e che la storia delle monete, chi sapesse e potesse condurla intera per l'appunto, sarebbe parte non piccola della storia de' pubblici monumenti. T. Valore delle monete, altro dal Prezzo corrente; e altro dal Costo, che è quando la moneta comprasi come merce. G. V. 11. 20. 1. Si trovò nel tesoro della chiesa in Vignone, in moneta d'oro coniata, il valore e compito di diciotto milioni di fiorini d'oro e più. Qui è il valore rappresentato da quel danaro, non il valore intrinseco dei pezzi di moneta.

T. Peso e titolo delle monete. Crusca alla v. CONDURRE, § 45. Condurre la moneta, term. dei zecchieri, Ridurla alla debita forma e grossezza prima di coniarla. Improntar la moneta col conio. Immagine, Motto iscritto nella moneta. – Diritto di coniare monete. [Pol.] Vill. G. 6. 53 I mercatanti di Firenze ordinarono che si battesse moneta d'oro. E 4. 1. Privilegiò i Lucchesi che potessero battere moneta d'oro e d'argento. G. V. 8. 52. 2. La buona moneta del tornese… tanto il fece peggiorare che quasi tornò a metade, e così la moneta picciola, e così quella dell'oro, che di 23 e mezzo carati la recò a meno di 20, faccendola correre per più assai che non valevano. Dav. Scism. l. 1. c. 55. Quanta moneta potè, accattò, rastrellò, e la ribattè peggiorata. E ivi: Sempre, mentre visse, peggiorò la moneta (di conio e valore).

T. I metalli, materia più soda e non troppo comune, usansi per moneta; ma per convenzione della fede pubblica può esserci moneta di carta e di corno. Il Burch. 1. 4. racconta che Giuda coniava le scaglie d'un muggine per volerle poi spender per moneta. Accennando a quel di D. 3. 29, il Bocc. 60. 17. Null'altra moneta spendendo che senza conio.

T. Cambiatemi questa moneta. Quindi La bottega del Cambia moneta.

[Pol.] Vill. G. 5. 10. Allora correa in Firenze una moneta d'argento.

II. T. Moneta corrente. Moneta di conto corrente. G. V. 7. 87. 1. Valse lo staio del grano alla misura rasa soldi 14 di soldi 32 il fiorino dell'oro; che, computando la misura e la moneta, fu grandissimo caro.

T. Moneta austriaca, Moneta italiana. Computare, Pagare in tale o tale moneta. Per ell. omettesi il Di. Mille lire, moneta italiana.

III. T. Collezione, Catalogo delle monete. Illustrarle.

T. In Tosc. ass. valeva Moneta di dieci paoli, M'ero serbata quelle nove monete.

IV. Danaro in gen. T. G. V. 6. 79. 1. Moneta non aveano più da condurceli (i soldati). [Pol.] Nov. Ant. 20. Stia in prigione per moneta (per debiti). T. G. V. 10. 35. 6. Ciò fece perchè i mercatanti non si partissero di Pisa, e per aver maggiore entrata, e i Pisani si civanzassono di moneta. D. Conv. 3. 11. Non per sapere studiano, ma per acquistare moneta o dignità. [Pol.] Chiabr. Serm. 15. E ne' palazzi alteri Serva farà sua libertade a cenno D'aspro signor, per adunar moneta. T. Franc. Barb. 137. 7. Cupido per moneta, Fa quel che ragion vieta. Fav. Esop. S. 149. Per lo tradimento di moneta. G. V. 6. 44. 4. Il fece a' detti medici per monete e gran promesse avvelenare in un cristeo.

T. Al prezzo d'una vile moneta, intendesi non proprio di tale o tale moneta, ma di poco danaro. Così quando diciamo Mi costa una bella moneta (di molto). Mi costa di buona moneta. E più ass. Costa moneta.

T. Prov. Il tempo è moneta, più vero se intendasi secondo l'orig.; chè ogni quarto d'ora che suona è un'ammonizione alla vita, non debba passare infeconda.

V. Tr. T. Segner. Mann. Magg. 30. 37. Sono, è vero, tante monete con cui compera quell'alta gloria celeste; ma non sono però monete condegne,… perchè, quantunque siano monete condegne per lo valore, non sono però condegne per la materia.

T. Tu se' moneta tosa (a un poco di buono). Moneta calante, e la pers., e piuttosto le sue qualità più apparenti che vere, le sue promesse, i suoi vanti.

T. Moneta che ha corso, anco nel fig. Le bugie (e tra quelle son da contare le più delle cerimonie) son la moneta che ha più corso anco tra i mezzi galantuomini, i quali non ci credono e sanno di non essere creduti, o pure la spendono cotesta moneta, e la accettano a tutto andare. – Altre fig. Sim. Chi vuole illudersi, i pretesti, le ragionacce, purchè gli vadano a versi, le riceve per buona moneta.

T. Ti ho pagato della moneta ch'io m'avessi maggiore (ti ho reso il miglior ricambio). Con qual moneta potrei io pagare così preziosi favori? Col credere di non poterli pagare – Pagato della stessa moneta, ricambio e di male e di bene.

T. Fam. dicesi Per quel tale e' farebbe moneta falsa, gli mostrerebbe il suo favore e l'affezione in ogni maniera. Non è bel tr.; gli è come dire: Per amor suo ammazzerebbe un uomo. Più com. Farebbe carte false.
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Parole in ordine alfabetico: monello, monellucce, monellucci, monelluccia, monelluccio, monema, monemi « moneta » monetabile, monetabili, monetaggi, monetaggio, monetari, monetaria, monetarie
Parole di sei lettere: monemi « moneta » monete
Vocabolario inverso (per trovare le rime): pianeta, plantageneta, veneta, triveneta, francoveneta, pineta, carpineta « moneta (atenom) » cartamoneta, euromoneta, argironeta, maratoneta, poeta, nepeta, ripeta
Indice parole che: iniziano con M, con MO, iniziano con MON, finiscono con A

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