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Informazioni utili online sulla parola italiana «affezione», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Affezione

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La parola affezione è formata da nove lettere, cinque vocali e quattro consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: ff.
Divisione in sillabe: af-fe-zió-ne. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
affezione si può ottenere combinando le lettere di: eone + zaffi; ozene + fifa; iene + zaffo; effe + [anzio, azoni, zaino, ...].
Componendo le lettere di affezione con quelle di un'altra parola si ottiene: +ram = affermazione; +tan = affezionante; +sta = affezionaste; +tai = affezioniate; +[albi, balì] = affezionabile; +drin = differenziano; +tute = effettuazione; +rari = riaffezionare; +[arti, atri, irta, ...] = riaffezionate; +manti = affezionamenti; +[manto, monta] = affezionamento; +[rossa, saros] = affezionassero; +[darsi, sardi, sdrai] = disaffezionare; +[dista, stadi] = disaffezionate; +mirra = riaffermazione; +[antri, trani, trina] = riaffezionante; +rissa = riaffezionasse; +[astri, sarti, sitar, ...] = riaffezionaste; +[atrii, irati, tirai] = riaffezioniate; ...
Vedi anche: Anagrammi per affezione
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: affeziona, affezioni, affeziono.
Con il cambio di doppia si ha: accezione.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: affine, afone, azione, aione, fine, eone, zone.
Parole con "affezione"
Iniziano con "affezione": affezionerà, affezionerai, affezioneranno, affezionerebbe, affezionerebbero, affezionerei, affezioneremmo, affezioneremo, affezionereste, affezioneresti, affezionerete, affezionerò.
Finiscono con "affezione": disaffezione.
Contengono "affezione": riaffezionerà, riaffezionerò, riaffezionerai, riaffezionerei, riaffezioneremo, riaffezionerete, riaffezioneranno, riaffezionerebbe, riaffezioneremmo, riaffezionereste, riaffezioneresti, riaffezionerebbero.
»» Vedi parole che contengono affezione per la lista completa
Parole contenute in "affezione"
fez, zio, ezio, ione, zione. Contenute all'inverso: noi.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "affezione" si può ottenere dalle seguenti coppie: afre/refezione, affini/iniezione.
Lucchetti Alterni
Usando "affezione" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * refezione = afre; * iniezione = affini; affezionavo * = navone; * aie = affezionai; * aree = affezionare; * atee = affezionate; * eroe = affezionerò.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "affezione" (*) con un'altra parola si può ottenere: decina * = decaffeinazione.
Frasi con "affezione"
»» Vedi anche la pagina frasi con affezione per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La tutela degli animali d'affezione è stata disciplinata da una serie di norme e regolamenti.
  • Provo affezione per quella persona ogni volta di più.
  • L'affezione che mi lega a mia zia ingelosisce mia madre.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Amicizia, Familiarità, Affezione, Affetto, Amore, Benevolenza, Dimestichezza, Intrinsechezza - Amore è la passione di cuore tra persone di sesso diverso; ed è pure quella tendenza che hanno le creature ad onorare e riverire il Creatore, e qualunque ben creata persona verso il suo simile e verso i parenti. L'Amicizia è quell'affetto scambievole che nasce da familiarità, da conformità di natura e che si mantiene e si rafforza per via di stima. L'Affetto è un sentimento di simpatia che nasce dalla consuetudine e dalla degna valutazione delle buone qualità. L'Affezione è meno dell'Affetto, ed è frutto generalmente di servigi ricevuti. La Benevolenza è ancor meno, e generalmente si dice parlando di persona da meno. La Familiarità è l'avere tanta confidenza con una persona come potrebbe fare una persona di famiglia. La Dimestichezza sta un gradino più su della Familiarità, ed è anche tra persone di sesso diverso. La Intrinsechezza è quando la confidenza è tanta, che anche le cose più segrete e gelose non si tengono nascoste. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Affetto, Affezione, Amore, Amorevolezza, Benevolenza, Dilezione, Predilezione - Affetto è la base di tutte queste voci affini, perciò è termine generale: è quel moto dell'animo che ci porta ad amare, a voler bene, ecc. L'affezione ha un oggetto; è il sentimento affettuoso che si dimostra in atto. Amore è più vivo, più forte: non s'applica questa parola che ai più forti sentimenti dell'animo: amor di madre, di figlio, di sposo: in un altr'ordine d'idee, amor di Dio: l'amore come fortissimo sentimento non si manifesta che in certe circostanze; in istato di calma dà luogo nell'animo alla benevolenza, all'affetto. Amorevolezza è segno dell'affetto, dell'amore; s'esterna in parole, in atti, nell'espressione degli occhi, del viso, ecc. Benevolenza è quel sentimento che l'uomo buono sente per il suo prossimo in generale; non è però che non possa sentirsi più viva e particolare per qualche persona che più da vicino ci tocchi. Dilezione è amore più tenero e appassionato verso persona o cosa speciale e prescelta; dal latino legere, scegliere, che sta in diligere, da cui vien dilezione: noi usiamo però più di sovente predilezione nello stesso senso, perchè più chiaro, e per il pre che esprime antecedenza. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Affezione - [T.] S. f. [Rosm.] Quella disposizione, che l'affetto abituale lascia nell'animo, o quel moto che dispone all'affetto. Dicesi in senso più ristretto per esprimere l'affezione speciale della benevolenza. Si applica ai sensi e ai corpi vivi per indicare le disposizioni da essi acquistate. – Anche Cic. definisce le affezioni, mutazioni del corpo o dell'animo per cagione qualsiasi. = Teol. mist. volg. R. 55. (C) Secondo l'affezione dell'anima conviene sia la conformità del corpo. T. D. 2. 20. Talor parliam l'un alto, e l'altro basso, Secondo l'affezion che a dir ci sprona. Cecch. Comm. 3. Affezione dell'animo. = Cavalc. Esp. Simb. 1. 32. (C) L'affezioni nostre si formano secondo l'apprensione del nostro intelletto e della nostra fede; come verbigrazia, perchè credo in Dio potente e giusto, però mi s'ingenera affetto di temerlo. T. Affezioni passive, quelle nelle quali l'impressione esteriore non può essere, almeno in sulle prime, dominata dall'anima; non però sì che mai annientino la sua attività. = Anco la tema, la maraviglia, la gioja, possonsi dire affezioni; ed è sempre un po' meno d'affetti, o nella forza o nella continuità.

2. Può l'affezione essere incipiente, ma può altresì abituale. Senonchè per abito formato, non è di comune uso; e tornerebbe ambiguo, se non dichiarato da altre parole. Allora varrebbe un abito nel quale la volontà eserciti via via sempre l'affetto. Com. Dant. 3. 467. (C) Temperanza è affezione costringente l'appetito di quelle cose che sconciamente sono desiderate.

3. Anco in senso prossimo a Passione, inquantochè l'affezione ha gradi, come l'impressione, e ogni fatto o atto, tranne l'Atto infinito. Onde Cic. Prave affezioni. Senonchè nell'affezione, anco rea, non è mai la perturbazione de' moti passionati. [Cam.] Adr. Plut. Op. 4. 275. Avendo rappresentati molto bene ed al vivo i pesci intorno allo scoglio di Scilla, parve che andasse più dietro all'affezione che all'arte, perchè era forte goloso. Bern. Orl. 2. 23. 8. Ma parte il vero, e parte affezione M'ha traviato dalla strada mia. T. Prov. Tosc. p. 19. Affezione accieca ragione.

† Quindi in senso d'Avversione. [Cam.] Gal. Dif. Comp. Gem. Per palesare la sua obliqua affezione verso di me… cominciò con l'apparir della nuova Stella del 1604 a germogliare ed a farsi vedere quella prava affezione del Capra verso di me.

4. Ma più specialm. Affezione è un grado d'amore; che dica altro da Benevolenza, lo prova Dant. Purg. 23. S'incontra Virgilio con Stazio suo ammiratore, e gli dice:… Dall'ora che tra noi discese Nel Limbo dello 'nferno Giovenale, Che la tua affezion mi fe' palese; Mia benvoglienza in verso te fu quale Più strinse mai di non vista persona. Alla affezione di Stazio Virgilio corrisponde con la benevolenza. – Affetto è talvolta più d'Affezione. L'amore, anche ardente, può chiamarsi affetto meglio che affezione. Così quando diciamo: le affezioni patrie, domestiche e sim., intendiamo vincolo meno stretto che se dicessimo: affetti. – Affetto, inoltre, riguarda più i segni esterni; affezione l'interno senso. Si abbraccia, si parla affettuosamente; si cerca affettuosamente un oggetto, non affezionatamente. T. Prendere affezione dice il principio; Portarla, la continuazione deliberata e più o meno abituale. Si può prendere affezione a un oggetto senza quasi avvedersene.

T. Avere affezione a, più spedito, e talvolta più efficace che Verso. Ott. Par. 17. Per l'affezione che costui ha a Dante.

T. Avere uno in affezione, dice più che: Avergli affezione. Questo può essere un principio di affetto, quello dice il sentimento più intimo e l'abito. Ma sempre affezione è più temperata che affetto; e però d'ordinario ha senso innocente. – Sentire e Provare affezione dicesi più a pers. che a cose.

Bern. Rim. 1. 31. (C) Io ve lo dico per affezione. Tolom. Lett. 3. Dell'obbligo ch'io ho con voi per questa vostra affezione verso le cose mie.[Cam.] Vill. G. 7. 259. La dilezione e carissima amistà vostra con chiara affezione vi rechiamo a memoria. T. D. 3. 4. Non è l'affezione mia tanto profonda che valga a render (coll'A) voi grazia per grazie. Ott. 2. 30. Più addolcisce nello umano parlare il nomare la persona per lo proprio nome, in ciò che più d'affezione si mostra.

Del Sentim. dimostrato nei fatti. Cas. Lett. Sor. 240. (Man.) Si comprerà quell'uffizio che sarà migliore, per quel prezzo, con quella diligenza ed affezione, che farebbe Ella stessa.

5. Segnatam. nel senso religioso. Cavalc. Specch. Cr. 28. (C) O pura ed efficace affezione, volere per onore di Dio con Paolo essere da Dio partito!

Nel ling. ascetico, Affezione contrapponesi quasi, o piuttosto corrisponde, a Meditazione: onde nell'orazione può l'una prendere più luogo che l'altra; ma la loro armonia rende il prego più accetto. Dant. Parad. 32. (C) Mi seguirai con l'affezione, Sì che dal dicer mio lo cuor non parti (mentre io prego con parole e tu m'accompagna col cuore).

6. Dell'affezione a pers. nelle relazioni sociali Stor. Eur. 5. 100. (Man.) Lo imperadore, avuto il prigione in mano, e veduto la benevolenzia e l'affezione incredibile di tutto lo esercito de' nemici verso costui… [Cam.] Segn. Stor. 12. 742. Quei frati che… ritenevano ancora le affezioni e le parti di fra Girolamo Savonarola. Salvin. Disc. 2. 75. Bisognerebbe che gli uomini, particolarmente filosofi, e scienziati, oltre al particolare amore, anzi obbligata carità, e pietà verso la patria, abbracciassero con sentimento di generale ampia affezione tutta l'umanità. =Dant. Inf. 16. (C) Sempremai L'ovra di voi e gli onorati nomi, Con affezion ritrassi ed ascoltai. (Presi a conoscere e udii le lodi delle opere vostre civili e de' nomi. Dante a tre Fiorentini.)

7. In senso più pross. a Amore. [Rosm.] Affezione sessuale, quella che unisce i due sessi nell'intento della generazione. – Affezione sensuale,quella che nasce in persone d'altro sesso o del medesimo conversanti fra loro, coll'avvicinamento e col contatto de' loro corpi in parti oneste, o coll'imaginazione de' piaceri indi ricevuti.

Bocc. Decam. 4. 17. (C) Foste da lui con l'affezion seguitate. E. 2. 222. Con grandissima affezione la perfezione di lui ed i suoi costumi considerando, d'occulto amore s'accese. Bocc. 10. 6. 8. 239. 240. (Gh.) Tenendo il re la sua affezione nascosa.

8. Dell'espressione esterna. [Cam.] Pulc. Morg. 3. 79. Io son Rinaldo e fui figliuol d'Ammone, E come a lui, a me cugino ancora Siete. – E piangeva con affezïone. Adr. Plut. Op. 1. 189. Se tocca le azioni di maggiore importanza, la parola sia tale in affezione, in gesti, in forza, che faccia credere e smuova.

9. A cose. [M.F.] S. Ant. Ap. a ben viv. A nulla cosa pone affezione di queste cose transitorie. [Cam.] Magal. Lett. fam. part. I. Lett. 2. p. 12. Da un gran Santo (è stato detto), che alcuni peccatori, i quali dopo aver lasciato il peccato ritengono tuttavia una certa affezione al peccato, sono simili a quei febbricitanti ai quali essendo proibito il popone, pur godono di vedergli, di recarsegli in mano, di odorargli. = Fag. Comm.5. 352. (C) Soverchia affezione al rispiarmo (risparmio). E Rim. 5. 64. La poesia cert'affezion simpatica Perdè fra gente oggi ignorante e stitica. Anco di pers. potrà dirsi: Perdere l'affezione d'uno, Non essere più onorato o consolato dall' affezione sua. Dant. Parad. 4. L'affezïon del vel Gostanza tenne. But. Com. ivi. La volontà e lo desiderio della religione monacale. T. Affezione delle cose terrene. Dice piuttosto l'abituale; ma con meno efficacia che quando congiungesi coll'A.

T. Siccome diciamo: Prendere affetto a una cosa, a un luogo, Affezionarsi; così Avere, Prendere affezione a' luoghi, a cose.

T. Lo scrittore, l'artista, dimostra affezione a certa maniera di fare, a certe locuzioni, a certo stile.

T. Prezzo d'affezione; Quello che non si misura al valore intrinseco colla stima ordinaria, ma che si assegna di soprappiù per il desiderio di avere la cosa.

10. In senso di Desiderio, come Affetto. Onde porta l'Infinito col Di. But. Com. Inf. 26. 2. (C) Vedi che del disio (cioè per lo desiderio ch'io ho di parlargli) ver lei mi piego. Cioè, per la grande affezione che n'avea, finge che si piegasse in verso la fiamma (dov'era Ulisse e Diomede). Com. Dant. 2. 479. Denota per le dolci parole la grande affezione che queste anime aveano di sapere. Ott. Com. Dant. 1. 555. (Gh.) Mostra sua affezione di saper certa cosa Dante dal detto suo cittadino.

11. D'animali. Dant. Parad. 25. (C) Il colombo si pone Presso al compagno, e l'uno e l'altro pande (esprime), Girando e mormorando, l'affezione. Domen. Plin. volg. 1. 261. Le scimie portano grandissima affezione a' loro figliuoli.

12. Per estens. Di piante. Soder. Agric. 119. (C) Hanno (gli alberi) varie e diverse affezioni e complessioni e contrarietà. (Ma qui prende alquanto il senso di affezione del corpo animato e del corpo in gen.; che segue ora.)

13. T. Impressione sul senso, la qual prepara benessere o malessere. [Rosm.] Alle affezioni sensibili noi riduciamo tutte quelle che hanno dello spirituale e insieme dell'animale, ma di questo tanto poco che appena l'uom se n'accorge; di maniera che domina più in esse la parte spirituale.[Tav.] Etic. d'Arist. B. Segn. L. 3. c. 10. Dividonsi i piaceri dell'animo da quei del corpo; com'è il desiderio dell'onore e delle discipline: perchè ciascuno che ha simili voglie, nel conseguirle si prende piacere di quello ch'egli ama, senza affezione alcuna del corpo, ma piuttosto con affezione discorsiva… (ragionevole). = Passav. Specch. Penit. 356. (C) Secondo le passioni e l'affezioni, più e meno, secondochè la persona è più e meno affetta e passionata, intervengono diversi sogni. Magal. Lett. At. 422. Gode, patisce secondo le placide o le violente affezioni delle membra.

Più special. per quel che ora dicesi Sensazione, [Tav.] Segn. dell'Anima. L. 2. c. 60. Il color è visibile per sè, conciossiachè la visibilità sia un'affezione; e però, dice il filosofo, il colore non essere per sè visibile per ragione; ma perchè egli ha in se stesso la cagione d'esser visibile, siccome il soggetto ha in se stesso la cagion della propria affezione. = Galil. Sagg. 389. (C) Quell'affezione grata o molesta che noi poi abbiamo nominata caldo, bruciore o scottamento. Pap. Umid. e Sec. 69. (Gh.) Il fuoco il quale… ci arreca una particolare affezione, la quale caldo appelliamo. E 60. (C) Ricevono i nostri sensi or l'una or l'altra di quelle affezioni, le quali secchezza e umidezza si appellano. Galil. Sagg. 386. Venendo toccato (il corpo) verbigrazia sotto le piante de' piedi, sopra le ginocchia, o sotto l'ascelle, sente, oltre il comune toccamento, un'altra affezione, alla quale noi abbiamo imposto un nome particolare, chiamandola solletico; la quale affezione è tutta nostra, e non punto della mano.

E in quanto alla sensazione soggettiva contrapp. all'esterna realtà. Pap. Umid. e Sec. 58. 59. (Gh.) Io non posso non istupire qualora i' vo' meco riflettendo che niuno mai… abbia avvertito che l'umidezza e la secchezza null'altro sieno nella natura che due semplici nomi da noi trovati per denotare due determinate affezioni dei sensi nostri. Galil. Sagg. 2. 299. ed. Fior. 1718. Le nubilose ed anco tutta la via lattea non son niente; ma sono una pura affezione dell'occhio nostro.

14. Dell'impressione morbosa, della morbosa disposizione e dell'abito. Bertin. Speech. 32. (Gh.) A quante isteriche affezioni non fu ella soggetta? E ivi, 21. (C) Isteriche affezioni che volgarmente appellansi uterine. Cocch. Bagn. Pis. 251. (Gh.) Affezion celíaca, quasi ventricolare. Targ. Relaz. Febbr. 97. (C) Apparenza di frenitide o di affezione comatosa. Cocch. Cons. Med. 1. 110. Affezione ipocondriaca, cioè affezione nervosa convulsiva, massime delle parti del corpo più membranose. Vallisn. Op. 3. 497. Affezione ipocondriaca o isterica o scorbutica. Libr. Cur. Febbr. 29. Affezione di cuore e di stomaco. [V-i.] Pallav. V. Al. VII. l. 3. c. 2. Non potendo egli far quella lunga funzione a piedi per la mala affezione, che ricordammo rimasagli dal taglio… T. Affezione cronica.

T. Anco la Demenza è Affezione morbosa corporea e mentale insieme.

15. Anco de' corpi che sono o paiono senza vita, Affezione, Impressione o momentanea o abituale, che fanno altri enti in essi; e gli atti, disposizioni, qualità che ne' corpi ne seguono. Cocch. Disc. 1. 137. (C) Le necessarie affezioni della materia e le forze di ciaschedun corpo. Guglielmin. Nat. Fium. 52. Le diverse affezioni de' corpi, siccome variano le diverse proprietà di essi, così fanno che in alcuni casi diversamente si esercitino le impressioni ricevute dalla gravità. [Tor.] Cocch. Disc. 1. 7. Benchè tale sia la natura de' corpi che colle nostre abilità noi non possiamo pervenire alla cognizione delle primarie qualità dei loro componenti, nè delle loro meccaniche affezioni, noi possiamo però assicurarci della differenza delle loro sensibili qualità. = Galil. Macch. Sol. 2. 147. (C) O noi vogliamo, speculando, tentar di penetrare l'essenza vera, ed intrinseca delle sostanze naturali, o noi vogliamo contentarci di venire in notizia d'alcune loro affezioni.

† Segnatam. de' moti. Guglielmin. Nat. Fium. 57. (C) Come che tutti i moti si fanno dentro qualche mezzo fluido, dipendono molto dalla condizione di questo le affezioni de' moti medesimi. [Cont.] Ivi. Supposta la verità di tale affezione, cioè che nei fori delle sponde de' vasi ciascuna parte dell'acqua abbia al suo uscire la velocità in ragione dimidiata dell'altezza.

Per celia e con doppio senso. [Cam.] Magal. Lett. Scient. 282. Una infinita varietà di movimenti, vibrazioni, e brandimenti di diverse affezioni (dell'armeggío del ventaglio).

† E di quelli che ora chiamano Fenomeni. [Tor.] Sass. Lett. 201. Non so se il sito vi ha tanto che fare che basti, nella generazione di questa affezione (della congelazione dell'acqua in gragnuola). = E 4. 3. 123. (C) D'altre affezioni non vedemmo gran diversità: tuoni non molti, saette rare, stelle cadenti senza numero. E 125. S'e' fu caso il trovarsi le nuvole in disposizione tale, che ogni nube avesse fatto quell'apparenza o che pure ella fusse affezione della luna, non so. [Tor.] E 203. Tifoni chiamano (i Portoghesi) un'altra affezione molto più pericolosa. E 202. Il colore della nugola era assai chiaro, e del mezzo usciva come una tromba od una manica di fumo di color negro, dalla quale similitudine addomandano Manga quella affezione; e il fumo continuava fino alle nugole, e tutta l'affezione durò cosa d'un quarto d'ora.

16. Nel senso matem. Proprietà; ma sempre riguardata nella relazione di effetto. E dimostra come la mente umana per istinto veda in tutto quel che è della materia, anco idealmente considerata, un che di passivo. Magal. Lett. At. 62. (C) Di tutte queste cose, che finalmente non sono altro che pure affezioni della quantità, parte io ne veggo con gli occhi e colla ragione. Agn. Inst. Anal. 440. Un arco qualunque infinitesimo B C di qualsivoglia curva avrà le stesse affezioni e proprietà dell'arco del circolo.

17. Nel senso gramm. Variazione che viene al signif. del vocabolo dalla mutazione della sua desinenza o da altro, e che imprime, per così dire, in esso una nuova gradazione di idee. Non com. Mann. Lez. Tosc. 146. (C) Otto tempi (de' verbi), o per parlare propriamente, tre tempi e cinque affezioni di essi.

18. T. Dante lo fa di quattro sillabe, non di cinque. 1. 16; 2. 23; 3. 4, e 32. Il Berni lo fa di cinque.
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