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Informazioni utili online sulla parola italiana «orazione», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Orazione

Parole Collegate
Nomi Alterati e Derivati
Diminutivi: orazioncella, orazioncina.
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
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Giochi di Parole
La parola orazione è formata da otto lettere, cinque vocali e tre consonanti.
Divisione in sillabe: o-ra-zió-ne. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si può avere questa parola: azionerò.
orazione si può ottenere combinando le lettere di: zoo + [areni, arnie, ernia, ...]; orzo + [iena, naie]; ronzo + aie; ozi + [areno, erano, onera, ...]; [ori, rio] + ozena; noi + azero; [noir, orni] + zoea; [ozino, ozoni] + [are, era, rea]; [ero, ore, reo] + [anzio, azoni, zaino, ...]; zero + [aoni, noia]; nero + ozia; [onero, onore] + zia; zie + [onora, roano]; ezio + [arno, orna]; eroi + zona.
Componendo le lettere di orazione con quelle di un'altra parola si ottiene: +tac = coartazione; +sim = emozionarsi; +mie = emozionerai; +udì = iodurazione; +ong = negoziarono; +psi = posizionare; +psi = posizionerà; +[ira, ria] = reazionario; +gel = regolazione; +gli = regolazioni; +alt = relazionato; +[ter, tre] = retroazione; +tir = retroazioni; +gin = rinegoziano; +alt = rotazionale; +[est, set] = sezionatore; +[aste, seta, tesa] = aerostazione; +[asti, sita, stai, ...] = aerostazioni; +tuta = autotrazione; +clic = circolazione; ...
Vedi anche: Anagrammi per orazione
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: frazione, oraziane, orazioni, ovazione, trazione.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: fraziona, frazioni, fraziono, frazionò, trazioni.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: razione.
Altri scarti con resto non consecutivo: orzo, orione, ozio, raion, raie, rane, rione, aione, zone.
Scavalco
Spostando la prima lettera al posto dell'ultima si ha: raziono.
Parole con "orazione"
Finiscono con "orazione": adorazione, clorazione, colorazione, decorazione, irrorazione, lavorazione, minorazione, monorazione, perorazione, sudorazione, corporazione, declorazione, deflorazione, deplorazione, elaborazione, esplorazione, evaporazione, folgorazione, implorazione, mormorazione, perforazione, ristorazione, solforazione, traforazione, decolorazione, edulcorazione, esautorazione, maggiorazione, rilavorazione, collaborazione, ...
»» Vedi parole che contengono orazione per la lista completa
Parole contenute in "orazione"
ora, zio, ione, zione, azione, orazio, razione. Contenute all'inverso: aro, noi, zar.
Incastri
Inserendo al suo interno cin si ha ORAZIONcinE; con din si ha ORdinAZIONE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "orazione" si può ottenere dalle seguenti coppie: orco/coazione, orafa/fazione, orale/lezione, oraziani/anione.
Usando "orazione" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: suora * = suzione; finora * = finzione; atto * = attrazione; info * = infrazione; rifò * = rifrazione; rito * = ritrazione; casto * = castrazione; conto * = contrazione; disto * = distrazione; espio * = espirazione; proto * = protrazione; sotto * = sottrazione; frusto * = frustrazione.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "orazione" si può ottenere dalle seguenti coppie: orni/inazione, orse/esazione.
Usando "orazione" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: coro * = coazione; negro * = negazione; nutro * = nutazione; espiro * = espiazione; allegro * = allegazione; decorro * = decorazione; interro * = interazione; accentro * = accentazione.
Cerniere
Usando "orazione" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * restio = razioneresti.
Lucchetti Alterni
Usando "orazione" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * coazione = orco; * lezione = orale; suzione * = suora; finzione * = finora; * ora = razionerà; * oro = razionerò; * oreste = razionereste.
Sciarade e composizione
"orazione" è formata da: ora+zione.
Sciarade incatenate
La parola "orazione" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: ora+azione, ora+razione, orazio+ione, orazio+zione, orazio+azione, orazio+razione.
Intarsi e sciarade alterne
"orazione" si può ottenere intrecciando le lettere delle seguenti coppie di parole: ozio/rane.
Intrecciando le lettere di "orazione" (*) con un'altra parola si può ottenere: est * = esortazione; esci * = escoriazione; immune * = immunoreazione.
Frasi con "orazione"
»» Vedi anche la pagina frasi con orazione per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Durante la sua orazione quel prete sa sempre come attirare l'attenzione dei giovani.
  • Il nostro parroco ci invita sempre a recitare l'orazione alla Madonna.
  • Mia zia ha passato tutta la notte in orazione nella Cappella di Santissimo Sacramento.
Citazioni
  • Il 14 ottobre 2013, il quotidiano Il Mattino, in un articolo sul "Premio Italia Diritti Umani", scrive: "Un'orazione civile in memoria di Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale assassinato nel 2000 nel corso della guerra in Cecenia".
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Orazione, Preghiera, Le divozioni, Dire le sue divozioni, Fare le sue divozioni - Orazione nella frase Fare orazione ha significato assoluto, e significa tutti gli atti e le parole con cui ci raccomandiamo a Dio: onde la orazione è vocale e mentale. Orazione significa pure singolarmente o una giaculatoria, o un concetto di devozione a Dio o alla Madonna, significato in diversa forma. - La Preghiera è più generica; ed è quella con la quale si sodisfà abitualmente a' precetti della religione. - Le devozioni sono, nel linguaggio familiare, quegli atti di divozione che si insegnano a' fanciulli da dirsi alzandosi e andando a letto. - [Dir le sue divozioni è Recitare le orazioni solite la mattina alzandosi o la sera andando a letto; Far le sue divozioni è Confessarsi e comunicarsi. G. F.] [immagine]
Concizione, Diceria, Arringa, Orazione, Discorso, Ragionamento - La Concione è d'argomento civile e si fa al popolo adunato in pubblico luogo: e si fa, o per muoverlo a fare una cosa, o per distoglierlo dal farla. - La Diceria è pure fatta al pubblico; ma può trattare qualsivoglia argomento. - L'Arringa si fa nelle assemblee da coloro che ne fanno parte, col fine di persuadere i compagni, o pro o contro una proposta fatta. Tutte e tre queste voci sono dello stile sostenuto; e la prima assolutamente storica. La seconda e la terza nell'uso comune si usano, ma scherzevolmente. - Orazione è discorso grave, fatto con apparato d'eloquenza, in occasioni solenni, o per difesa della innocenza, ecc. - In generale sotto questa voce si comprende nell'uso anche l'Arringa. - Il Discorso è generico, e nell'uso è comprensivo delle prime tre voci aliene dall'uso comune. - Il Ragionamento è un poco più solenne del Discorso, e si fa col proposito di persuadere gli ascoltatori per via di raziocinio. Discorso e Ragionamento possono non esser detti al cospetto del pubblico, ma solo fatti pubblici per istampa. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Aringa, Concione, Sermone, Predica, Orazione, Discorso, Diceria, Dissertazione - Aringa, discorso in pubblico fatto con intendimento di esaltare, di commuovere; l'aringa ha da essere concitata, perché di solito con essa si parla al popolo. Concione è voce storica; vale aringa in tuono e in modi alquanto più gravi. Sermone è ragionamento morale-religioso; e perciò quasi con ironia diciam sermone ad ogni modo di ragionamento serio che ci venga fatto per ammonirci o riprenderci; ha per dim. sermoncino. Sermone è un genere di poesia famigliare che tien dell'ironia e della satira; è meno virulento di quest'ultima. Orazione è discorso declamato o letto, ma composto con apparato appunto oratorio. Diceria è discorso lungo, slombato, intricato, noioso. Discorso è la specie di tutti questi generi: dicesi in questo senso per significare breve e piano discorso su argomento sacro o panegirico: discorso della Madonna, di s. Antonio, ecc.

«La dissertazione è grave, scritta, meditata, di genere erudito e scientifico; più disputativo o dogmatico o dichiarativo, che oratorio ed ornato». Tommaseo.

Predica è sermone alquanto concitato su qualche punto di morale o di religione: alla predica sulla morte, sul giudizio, sull'educazione de' figliuoli, lo stile pacato de' sermoni pare non le convenga. [immagine]
Deprecazione, Preghiera, Orazione, Istanza - Deprecazione è preghiera calda e veemente che si porge a Dio e agli uomini in qualche grave circostanza, o quando un male grave ci minaccia, o quando si teme di perdere un bene che ci sta sommamente a cuore. La preghiera poi, in senso affatto ascetico, è quell'azione di grazie che il cristiano deve porgere a Dio ogni giorno: meglio però queste preghiere solite d'ogni giorno diconsi assolutamente le orazioni. Istanza è preghiera continua, ripetuta; non solo prega, ma prega e chiede che presto si aderisca alla preghiera: questa specie di preghiera se non fosse appoggiata a un qualche diritto riescirebbe una seccatura: il tribunale, il giudice ad istanza d'un tale chiama in giudizio, fa convenire un tal altro: le istanze dei poveri, come appoggiate al diritto naturale, devono essere accolte amorevolmente ed esaudite. [immagine]
Dizionario delle invenzioni, origini e scoperte del 1850
Orazione funebre - È antichissimo l'uso delle orazioni funebri. Presso gli Egizj ed i Greci, uno dei parenti era quel che pronunciava la di lui orazione funebre. Alcuni autori pretendono che Solone, il quale dava leggi ad Atene nel tempo in cui Tarquinio l'antico regnava in Roma, fosse autore di questo costume. Secondo il rapporto di Tucidide, Pericle proferì l'elogio funebre de guerrieri morti in un combattimento. Questo storico ci ha conservato quel discorso per intero; lo stile di esso è ad un tempo semplice e nobile; dall'elevazione dei concetti, dalla grandezza dei sentimenti, si sarebbe indotti a credere aver Tucidide prestato all'opera di Pericle la magia del suo proprio talento. Presso i Romani il detto uso principiò quasi insieme con la repubblica. Il primo ad introdurlo fu Valerio Publicola. Giunio Bruto, suo collega, essendo stato ucciso in una battaglia contro gli Etrurj, ei fece esporre il di lui corpo alla vista del popolo; indi asceso alla tribuna, pronunziò l'elogio di quell'illustre liberatore di Roma.

Da tal'epoca si continuò a rendere questo legittimo tributo di encomj a tutti i grandi uomini. Siffatto onore si rese pure alle dame romane; fu una ricompensa della generosità con cui esse offersero le loro gioje e pietre preziose onde contribuire al pagamento delle immense somme ch'esigevano i Galli dalla repubblica. Il senato riconoscente ordinò che in avvenire le dame romane fossero onorate, dopo morte, d'un elogio funebre. Papiria fu la prima a godere di questo privilegio. Augusto all'età di dodici anni fece l'orazione funebre di Giulia sua avola.

In Francia, la prima orazione funebre proferita nelle chiese è quella fatta, per quanto dicono gli storici, nella chiesa dell'abbazia di S. Dionigi in memoria del connestabile Duguesclin. Carlo VI. pieno di gratitudine pei servigi di quel grand'uomo, volle rinnovare i di lui funerali nel 1389. Condussero il corruccio il connestabile Oliviero di Clisson ed i marescialli Luigi di Sancerre e Mouton di Mainville. Si presentarono all'offerta, a norma dell'antica usanza, i cavalli e le armi del defunto, ed il vescovo d'Auxerre che celebrava la messa salì sul pulpito, e proferì la sua orazione funebre, avendo preso per testo le parole: Nominatus est usque ad extrema terrae (È stato celebrato il nome suo fino alle estremità della terra). La Harpe dice che «L'orazione funebre, tale qual è fra noi, appartiene, siccome il sermone, al solo Cristianesimo. Bossuet e Flechier si sono immortalati in questo ramo d'eloquenza. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Orazione - S. f. Aff. al lat. aureo Oratio, onis, in alcun senso. Preghiera indirizzata a Dio, alla Vergine o u'Santi. (Fanf.) Cosc. S. Bern. 118. (C) L'orazione è una divozion di mente, cioè rivolgimento in Dio per piatoso e umile affetto. Umile, dico, per coscienza della propria infirmità, e piatoso, dico, per la considerazione della divina clemenza. Cavalc. Frutt. ling. 1. 2. Orazione viene a dire domandita d'alcun bene o da Dio, o dagli Angioli o dalli Santi. E 3. Orazione è ascendimento d'intelletto in Dio. E altrove: Dice san Bernardo, che orazione è una faticosa permanenza e perseveranza negli esercizii delle battaglie, e pericoli spirituali. E appresso: Orazione è una delle afflizioni d'anima, che s'accosta a Dio, e una familiare e dolce collocuzione; in altro modo: Orazion perfetta si è un dolce accostamento amoroso dell'anima con Dio. Scal. Claustr. 417. Orazione non è altro che una divota intenzione in Domeneddio, per rimuover li pericoli, e li mali di chi gli fae, o da colui, per cui si fa, e per aver gli beni. Dant. Par. 14. Così all'orazïon pronta, e devota Li santi cerchi mostrâr nuova gioja. [Camp.] D. 3. 22. Pier cominciò sanz'oro e sanza argento, Ed io con orazioni e con digiuno, E Francesco umilmente il suo convento. = Bocc. Nov. 10. g. 2. (C) Giusta cosa, e molto onesta reputerei, che ad onor di Dio piuttosto ad orazioni, che a novelle, vacassimo. Lab. 111. E quasi come a sommo ajutatore ne' bisogni gli fate sacrificio delle vostre menti, e devotissime orazioni gli porgete.

2. (Eccl.) Orazione domenicale, cioè del Signore: è la Preghíera che Gesù di bocca insegnò a' suoi discepoli. Volgarm. si chiama il Paternostro. (Mt.)

Orazione mentale: Preghiera che si fa internamente senza profferire parole. Si chiama anche Meditazione, Contemplazione, o semplicemente Orazione. (M.) Segner. Risp. Quiet. 2. 4. E l'orazione mentale un atto di mente (actus mentis), come c'insegna lungamente il Suarez. Segner. Dubb. 25. Si dee… trattenersi in quella orazione che è detta affettiva, cioè in quella in cui per via d'affetti procura l'anima di godere il suo Dio presente, e di unirsi a lui.

3. Essere o Stare in orazione, vale Essere o Stare in ginocchioni orando. Segner. Risp. Quiet. 9. 5 (M.) Quasi che sia tutt'uno lo stare in orazione col corpo, e il farla col cuore. E 13. 4. Lo stare in orazione senza fare, senza sapere, nè volere intender nulla, che bel vanto è? È stare in orazione, ma non è farla. Bocc. Amet. 64. Io era in questa orazione ancora, ma io non so se io m'addormentai, e dormendo vidi le cose che io dirò. V. STARE.

4. Fare orazione, vale Orare. Segner. Risp. Quiet. 9. 5. (M.) Se pure anch'egli non vuol fare una distinzione finissima, qual è quella che fa lo scrittore da lui difeso, fra il fare orazione, e lo stare in orazione. V. FARE.

[Camp.] S. Greg. Mor. Spesse fiate eziandio quando noi facciamo a Dio sacrificio di orazione, contro noi si commuovono alcuni pensieri illiciti.

5. Gettarsi in orazione, vale Inginocchiarsi per orare. V. GETTARE, § 125. [Val.] Leggend. Tobia, 7. E poi si gittò in orazione.

6. [Laz.] † Mandare una orazione. Indirizzare, Inviare una preghiera. Coll. SS. PP. 23. 7. Commette non solamente leggiere, ma gravissimo peccato d'empiezza quegli che, quando manda alcuna orazione a Dio, subitamente si dilegua dinanzi come da persona che non oda e non veggia, seguitando il vano pensiero.

7. Fig. [Fanf.] † Stare in orazione. Desiderare ardentemente. Morg. Magg. 10. 102. E 16. 89. Io credo che tu stavi in orazione Ch'io fossi da colei preso e legato.

8. Vivere in orazione, o sim., vale Passare la vita, o sim., orando. Bocc. Nov. g. 4. Intr. (C) Col quale di limosine in digiuni, ed in orazioni vivendo sommamente si guardava di non ragionare, là dove egli fosse, d'alcuna temporal cosa.

9. Vale anche Scrittura, o sim., nella quale si contenga quello che si dea dire orando. Bocc. Nov. 7 g. 8. (C) Quando tempo sarà, vi manderò la immagine, e l'orazione.

10. Orazione, vale anche La cosa che si domanda a Dio orando. Fr. Giord. 184. (M.) E questa raccoglienza con Dio si hae virtù d'impetrare ogni tua orazione.

11. In modo basso diciamo Dir l'orazione della bertuccia; e vale Mormorare, o Bestemmiare, che anche si dice Dire il paternostro della bertuccia. Ciriff. Calv. 3. 95. (C) E pel colpo, c'ha avuto Col baston nella man, quella si succia, Dicendo l'orazion della bertuccia. Malm. 9. 54. Non vuol parer, ma in sè l'ha poi per male, E dice l'orazion della bertuccia. V. BERTUCCIA, § 6 e PATERNOSTRO.

[Cont.] Vas. V. Pitt. Scul. Arch. III. 210. La quale orazione funerale di M. Benedetto Varchi fu poco appresso stampata, sì come fu anco non molto dopo un'altra similmente bellissima orazione, pure delle lodi di Michelagnolo e della pittura, stata fatta dal nobilissimo e dottissimo M. Lionardo Salviati.

12. Del parlare in gen. T. rett. e gramm. But. Purg. 26. 2. (C) Come lo fabbro del ferro compone ogni forma, così delle parole ogni orazione.

13. † (Mus.) [Ross.] Parte della melodia e della melopeia presso gli antichi Greci; la quale dividesi in materia, ordine, dizione e metro. Mart. St. 2. Disc. 2. 231. L'Orazione consiste nel significato delle parole a qualche determinata misura legale. Zarl. 1. 2. 12. 96. E se ben pare che l'Armonia propria non abbia da sè tal forza, tuttavia l'acquista col mezzo del Numero, e dell'Orazione, cioè del parlare o delle parole che se le accompagnano.

14. Ragionamento pensato, e con arte. Dant. Inf. 26. (C) Li miei compagni fec'io sì acuti, Con questa orazion picciola, al cammino. G. V. 12. 108. Priegoti, che gli occhi tuoi stieno aperti alla mia orazione, la quale oggi dinanzi a te farò. Segn. Stor. 3. 100. Furono queste ultime parti dell'orazione del gonfaloniere da certi ricevute con indignazione. Varch. Stor. 10. 329. L'orazione si stampò, ma non riuscì a leggerla, come a udirla. Petr. Vit. Imp. Pont. 36. (M.) Fece una orazione, la quale egli ebbe…, che ancora ne' nostri tempi si vede (alla lat. orationem habuit; per tenne).

[T.] Plur. Dice per lo più tali e atti del pregare in parole determinate. T. Dire le sue orazioni, leggerle: libro d'orazioni, le orazioni della Chiesa, altre accomodate a certi casi, altre universali come il suo spirito, e come il bisogno dello spirito umano. Nel sing. oltre all'essere questa e quella forma d'orare in parole, gli è l'atto. Stare in orazione, Passare in orazioni le notti.

T. Può essere tutta interiore; onde Lett. B. Colonn. 201. Colla fervente orazione e anco colla viva voce. – Venerare coll'orazione.

II. Dell'abito. T. Vang. È scritto: la mia casa è casa d'orazione. – Intenta all'orazione. [Pol.] S. Greg. Om. 9. 7. Si desti il cuore nostro a studio di orazione. T. Dono dell'orazione. – Spirito d'orazione. – Trovare celesti delizie nell'orazione. Cavalc. Frutt. ling. cap. 4. tit. Molti effetti e commendazioni della orazione.

III. L'atto. T. Pass. 5. Domandare lo beneficio delle sue orazioni. – Mi raccomando alle sue orazioni. Aìutano colle orazioni. Legg. S. Ismeria. La tua orazione sarà esaudita.

IV. Delle pronunziate in parole. T. Vit. S. M. Madd. 35. Come era bella quella cosa, a veder andare Marta ammaestrando questa gente ch'ella riceveva, e facendo dir loro salmi e belle orazioni, e confortandosi del laudare Iddio il più ch'e' potessero. – Recitare le orazioni. – Canterà le orazioni. Leggere. Borbottare.

V. Verbi, in senso più vario. T. E fare e dire. Ma nel sing. dicesi Fare orazione, non Dire orazione. E: Dire un'orazione questa o quell'orazione, no Fare un'orazione. Ma questo modo vale in gen. Pregare colle labbra o leggendo, o in cuore, o meditando Dicesi però: Ho fatto la mia orazione, intendendo e del dirla e del recitarla e del leggerla e della mentale. Dell'Orare l'orazione, V. il verbo.

VI. Con partic. T. Coll. Ab. Isaac. prol. 28. Entròe all'orazione, e tutto 'l die compiette nell'orazione. – Andare alla, Venire dalla…

T. Pernottare in orazione. – Era a pernottare nell'orazione di Dio. – In digiuni e orazioni, dice l'abito.

VII. Agg. T. D. 3. 14. All'orazion pronta e devota. † Collaz. SS. Pad. prol. 1. 2. Salga il parlare nostro alla continovanza della perpetua orazione. Com. Orazione continua. – Assiduo nell'orazione. Esp. Pater nost. Orazione amica e familiare (a lui). Bocc. Tes. 7. 68. Istette… Palemone Dentro nel tempio sagrato rinchiuso Continovo 'n devota orazione. Ar. Fur. Fa' che ti ricordi Di me nell'orazion tue grate a Dio. – A voi l'orazione de' Giusti è odore soavissimo. Esp. Patern. O quanto è fedele e beata questa orazione! D. 2. 13. A memoria m'ebbe… in sue sante orazioni. E 3. 32. E cominciò questa santa orazione.

VIII. T. Orazione, Discorso alquanto lungo e condotto con arte nel senso lat. di Orare da Os. Orazioni di Demostene, di Cicerone. Gor. Long. Sez. 8. Presso gli oratori gli encomii e le orazioni di pompa e di mostra contengono ampiezza e sublimitade, ma di affetti mancano in gran parte. E 38. Orazione panegirica. T. Orazioni funebri del Bossuet. – Orazione funebre del principe di Condè (in onore del). – Orazione gratulatoria, inaugurale.

T. Le orazioni di Monsignor Della Casa e altre simili, fanno ripensare l'uso quasi iron. del vocab.: Ha fatto un'orazione in forma.

IX. T. Gramm., quel che ora Discorso. T. C. alla voce CONGIUNZIONE, § 5. Parte indeclinabile dell'orazione.

† Non d'intero discorso, ma di periodo. T. Varch. Ercol. 277. Orazione, la quale fornisca atta e sonoramente, e per conseguenza abbia numero. D. Conv. 100. Soavi orazioni che di lui si fanno (del Volgare).

Per Favella, Facoltà di discorrere. [Cors.] S. Agost. C. D. 9. 8. Li uomini risplendono di ragione, sono ornati di orazione, sono d'animi immortali.

T. Dante lo fa quadrisill. D. 1. 10. 26. 29. – E 2. 13. 32. – E 4. 14. 32. – Di cinque sill., cioè con ieresi, 2. 4. Se buona orazïon lui non aita.
Gran Dizionario Teorico-Militare del 1847
All'orazione l'arme - L'arme en oraison. Comando nel maneggio delle armi, che si esegue in tre tempi, dopo aver fatto fare il presentate l'arme ad una truppa: nel primo tempo si posa prontamente il ginocchio destro a terra, un piede indietro del sito, dove stava il calcagno sinistro, portando la sinistra col pollice alla prima fascetta, e la destra sul cane, col pollice sull'esteriore dell'acciarino; nel secondo tempo, senza muovere la testa, si prende con la mano destra il casco, situando l'indice il medio e l'anulare sul fondo, a due pollici sulla dritta del pennacchio, ed il pollice ed il mignolo al di sotto della cucitura della fascia posta sull'estremità superiore del casco medesimo; nel terzo si cava il casco stando con la testa immobile, e si situa sulla parte esteriore della coscia destra, col vuoto al di sotto verso la coscia e colla visiera al di fuori, sostenendolo col braccio disteso.

I granatieri, al secondo tempo, prendono il berettone lateralmente a tre pollici su la testa, situando il pollice dalla parte di dietro e le altre quattro dita in avanti, uniformandosi per tutt'altro al prescritto di sopra.

Se il sito in cui una truppa dovesse inginocchiarsi, fosse fangoso, non si fa il movimento all'orazione l'arme, ma invece quello di alla preghiera l'arme.

Tanto una truppa che un soldato, marciando isolatamente, si mettono all'orazione solo quale immediatamente si ripiglia sopra della destra, ed indi si situa coll'estremità a terra; e tenendosi la scure col taglio in fuori con la mano sinistra, si rimane situato, come gli altri soldati, riportando la destra al rispettivo lato: il secondo e terzo tempo come pei soldati.

Pei tamburi, questo comando si esegue in tre tempi: nel primo ponendo il ginocchio dritto a terra, il corpo e la testa rimangon fermi, con la destra si passa la bacchetta nella mano sinistra col manico all'ingiù, e si situa la cassa con la stessa mano obliquamente presso del ginocchio sinistro: nel secondo e terzo tempo come pei soldati.

Se i tamburi stando inginocchiati per l'orazione dovessero battere la cassa, dopo il terzo tempo d'un tal movimento, lasceranno il casco appoggiato lateralmente alla coscia dritta, e ripresa la bacchetta dalla man sinistra, toccheranno.

Per la bandiera, questo movimento si eseguisce anche in tre tempi: nel primo, appoggiata la cima della bandiera a terra, s'inginocchia il porta-bandiera col ginocchio destro e si porta la man sinistra nel rispettivo lato: nel secondo e terzo, come pei soldati.

Per gli Uffiziali, si eseguisce questo comando in tre tempi: nel primo inginocchiandosi si situa la punta della spada a terra, due pollici lateralmente distante dal calcagno sinistro, prendendo la lama con la mano sinistra per sotto l'elsa, ed appoggiato il braccio sulla coscia sinistra, si toglie la destra dall'impugnatura per passarla sul proprio lato: nel secondo e terzo tempo come pei soldati.

Pei guastatori trovandosi al portate l'arme, il comando all'orazione l'arme si esegue in tre tempi: nel primo facendo ginocchio a terra, si prende il manico della scure colla destra al di sopra della sinistra, la quale immediatamente si ripiglia sopra della destra, ed indi si situa coll'estremità a terra; e tenendosi la scure col taglio in fuori con la mano sinistra, si rimane situato, come gli altri soldati, riportando la destra al rispettivo lato: il secondo e terzo tempo come pei soldati.

Pei tamburi, questo comando si esegue in tre tempi: nel primo ponendo il ginocchio dritto a terra, il corpo e la testa rimangon fermi, con la destra si passa la bacchetta nella mano sinistra col manico all'ingiù, e si situa la cassa con la stessa mano obliquamente presso del ginocchio sinistro: nel secondo e terzo tempo come pei soldati.

Se i tamburi stando inginocchiati per l'orazione dovessero battere la cassa, dopo il terzo tempo d'un tal movimento, lasceranno il casco appoggiato lateralmente alla coscia dritta, e ripresa la bacchetta dalla man sinistra, toccheranno.

Per la bandiera, questo movimento si eseguisce anche in tre tempi: nel primo, appoggiata la cima della bandiera a terra, s'inginocchia il porta-bandiera col ginocchio destro e si porta la man sinistra nel rispettivo lato: nel secondo e terzo, come pei soldati.

Per gli Uffiziali, si eseguisce questo comando in tre tempi: nel primo inginocchiandosi si situa la punta della spada a terra, due pollici lateralmente distante dal calcagno sinistro, prendendo la lama con la mano sinistra per sotto l'elsa, ed appoggiato il braccio sulla coscia sinistra, si toglie la destra dall'impugnatura per passarla sul proprio lato: nel secondo e terzo tempo come pei soldati. [immagine]
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: oraziani, oraziano, orazio, orazioncella, orazioncelle, orazioncina, orazioncine « orazione » orazioni, orba, orbace, orbaci, orbe, orbelli, orbello
Parole di otto lettere: oraziano « orazione » orazioni
Vocabolario inverso (per trovare le rime): espirazione, respirazione, ispirazione, inspirazione, cospirazione, perspirazione, evirazione « orazione (enoizaro) » elaborazione, teleelaborazione, rielaborazione, collaborazione, decorazione, edulcorazione, adorazione
Indice parole che: iniziano con O, con OR, iniziano con ORA, finiscono con E

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