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Informazioni utili online sulla parola italiana «noia», il significato, curiosità, associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Noia

Parole Collegate
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
mortale (15%), ozio (7%), tedio (6%), apatia (5%), stanchezza (4%), barba (3%), sbadiglio (3%), annoiato (2%), uggia (2%), monotonia (2%), allegria (2%), solitudine (2%), fastidio (2%), nausea (2%), disinteresse (2%), sonno (2%), resto (2%), inattività (2%), triste (2%), infinita (2%), malinconia (2%)
Utili Link
Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani | Wikipedia
Liste a cui appartiene
Parole Monoconsonantiche [Noi « * » Noie]
Sentimenti [Misoginia « * » Nostalgia]
Giochi di Parole
La parola noia è formata da quattro lettere, tre vocali e una consonante.
È una parola bifronte senza capo né coda, la lettura all’inverso produce una parola di senso compiuto (io).
Divisione in sillabe: nò-ia. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si può avere questa parola: aoni.
Componendo le lettere di noia con quelle di un'altra parola si ottiene: +[sub, usb] = abusino; +cct = accinto; +[csi, ics, sci, ...] = acinosi; +tic = aconiti; +toc = aconito; +caf = afonica; +tag = agitano; +gas = agnosia; +gag = agognai; +alt = ailanto; +[tau, tua] = aiutano; +dal = aladino; +alt = alitano; +gel = alogeni; +ram = amarino; +ram = amaroni; +mat = amianto; +rom = amorino; +cra = ancorai; +rem = animerò; +mas = animosa; +sim = animosi; +[dan, dna] = annodai; +non = annoino; ...
Vedi anche: Anagrammi per noia
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: boia, foia, naia, noie, noir, nola, noma, nona, nota, nova, soia.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: foie, pois, soie.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si può avere: noi.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si può avere: noria.
Antipodi (con o senza cambio)
Spostando la prima lettera in fondo (eventualmente cambiandola) e invertendo il tutto si possono ottenere: baio, caio, gaio, paio, saio.
Antipodi inversi: se si sposta l'ultima lettera all'inizio (con eventuale cambio) e si inverte il tutto si possono ottenere: ione, ioni.
Parole con "noia"
Iniziano con "noia": noiare, noialtre, noialtri.
Finiscono con "noia": annoia, dianoia, metanoia, paranoia, schizonoia.
Contengono "noia": annoiai, annoiamo, annoiano, annoiare, annoiata, annoiate, annoiati, annoiato, annoiava, annoiavi, annoiavo, annoiammo, annoiando, annoiante, annoianti, annoiarci, annoiarla, annoiarle, annoiarli, annoiarlo, annoiarmi, annoiarsi, annoiarti, annoiarvi, annoiasse, annoiassi, annoiaste, annoiasti, annoiarono, annoiavamo, ...
»» Vedi parole che contengono noia per la lista completa
Parole contenute in "noia"
noi.
Incastri
Inserito nella parola ani dà ANnoiaI; in anno dà ANnoiaNO; in anta dà ANnoiaTA; in ante dà ANnoiaTE.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "noia" si può ottenere dalle seguenti coppie: noma/maia, nona/naia, notina/tinaia.
Usando "noia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: arno * = aria; fono * = foia; inno * = inia; mano * = maia; nano * = naia; * iati = noti; * iato = noto; sano * = saia; sono * = soia; bugno * = bugia; gin * = gioia; magno * = magia; panno * = pania; ragno * = ragia; regno * = regia; sonno * = sonia; spano * = spaia; stano * = staia; tenno * = tenia; tonno * = tonia; ...
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "noia" si può ottenere dalle seguenti coppie: nodo/odia, nolo/olia, noni/inia, novella/allevia.
Usando "noia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: buon * = buia; bacon * = bacia; radon * = radia; patron * = patria; attinon * = attinia; * aitante = notante; * aitanti = notanti.
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "noia" si può ottenere dalle seguenti coppie: tino/iati, tono/iato.
Usando "noia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * tino = iati; * tono = iato; iati * = tino; iato * = tono.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "noia" si può ottenere dalle seguenti coppie: noti/iati, noto/iato.
Usando "noia" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: aria * = arno; inia * = inno; maia * = mano; naia * = nano; * maia = noma; * naia = nona; saia * = sano; ana * = annoi; bugia * = bugno; magia * = magno; pania * = panno; ragia * = ragno; regia * = regno; sonia * = sonno; spaia * = spano; staia * = stano; tenia * = tenno; tonia * = tonno; alzaia * = alzano; eteria * = eterno; ...
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "noia" (*) con un'altra parola si può ottenere: * ics = nicosia; cast * = canoista; dette * = denotiate; ritmo * = rinotiamo; ritte * = rinotiate; prette * = prenotiate; canneggi * = cannoneggiai; * tormente = notoriamente.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "noia"
»» Vedi anche la pagina frasi con noia per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Per superare la noia ho dovuto inventare un nuovo gioco.
  • L'ultimo libro che ho letto in vacanza è stato davvero una noia mortale!
  • Spesso il tema delle conferenze è di una noia deprimente.
Proverbi
  • Ogni bel cantare va a noia.
Libri
  • La noia (Scritto da: Alberto Moravia; Anno 1961)
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Fastidio, Noja - Fastidio è tutto ciò che molesta attualmente e materialmente, e che ci studiamo, quanto è in noi, di rimuovere. - Noja è meno materiale, e può procedere, non da cose materiali, ma da condizioni morali, da disposizione di animo o da simili cagioni. Fastidio è cosa positiva, Noja è privazione di letizia. [immagine]
Molestia, Noja, Fastidio - Molestia è tutto ciò che turba la tranquillità dell'animo nostro, che interrompe il corso de' nostri lavori, che ci costringe a far cosa che non sia conforme alla nostra. - La Noja è più grave: è cosa che spesso affligge l'animo; è anche dolore fisico: spesso è disgusto che viene dalla ripetizione d'impressione spiacevole, o dalla durata di uno stato che rincresce per la sua uniformità, o simili. - Fastidio è ciò che quasi ci indispettisce o con la ripetizione degli atti uniformi, o per qualche scomodo o disagio che ci arrechi. [immagine]
Inquietare, Dar noja, Fare inquietare - Inquietare è il togliere altrui la quiete comecchessia, o turbargliela con gravi rancori, con assidue domande, con calunnie o altro. - Dare noja è il far cosa che ad altrui noccia o dispiaccia molto. - Fare inquietare suol dirsi quando, seccandolo di continuo, o non ascoltando i suoi consigli o in altro modo, gli diamo cagione di sdegnarsi o adirarsi. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Noia, Tedio, Molestia, Uggia, Fastidio, Disgusto, Seccatura, Seccaggine - Il principio della noia a vero dire è in noi: la parola stessa lo avverte (noi); ed è la noia quel disgusto dello stato e delle cose presenti per cui ci spiacciono, ci paiono insulse, e desideriamo cangiarle con altre, in peggio talvolta. Il tedio ci viene da altrui (te?), persona o cosa; e risulta ordinariamente dalla ripetizione di cosa stucchevole e noiosa: una mosca col suo continuo aleggiarci d'attorno e punzecchiarci dà tedio; e allora si scaccia; ma cacciate via la noia se vi dà l'animo? L'occupazione, l'utile lavoro è l'unico rimedio contro la cronica noia che tormenta certi ricchi disutili. Noia e tedio però certe volte si scambiano, ma allora tedio è sempre un pochino di più: la noia ci fa sbadigliare, il tedio impazientire, esclamare. La molestia ci viene di solito dalle persone malevoli o da quelle non meno importune che per per troppo buon volere disturbano, impicciano, danneggiano. La molestia non solo si riferisce alla tranquillità dell'animo, ma al corpo, agli affari. Uggia è particolarmente noia di vedere: avere, venire in uggia una persona, una cosa, è vederla mal volontieri, non potersela più soffrire davanti. Fastidio, affinissimo a tedio, è più: il tedio ci fa impazientire; il fastidio, contorcere, smaniare. Il disgusto, non parlo del morale, affine a dispiacere, o ad avversione, è vicino alla nausea: ma in questo senso lo tengo proveniente dal francese dégoût, nè consiglierei a valersene sovente. Seccaggine, seccatura diconsi di cosa e meglio di persona importuna; il primo sembra dire più del secondo, cioè ripetizione frequente dell'atto seccante: gran seccatura, continua seccaggine, [immagine]
Prendere, Recarsi, Avere a noia - Prendere è principio di questa noia o fastidio verso cosa o persona; avere significa data più vecchia: possono però le cose prese o avute a noia fastidire per le qualità loro poco attraenti ed essere in noi effetto naturale, non concorrendovi, reluttando anzi la volontà; ma nel prendere a noia si fa palese una qualche nostra connivenza, un'accidia viziosa: posso prendere a noia il leggere poesie; posso avere a noia i romanzi, perché fatto e rifatto, dicono quasi tutti le stesse cose; ma prendere a noia lo studio o il lavoro è de' poltroni e de' dappoco. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Noja - S. f. Increscimento, Fastidio, Molestia, Disgusto, che viene dalla ripetizione di impressione non piacevole, o dalla durata di uno stato increscevolmente uniforme. Bocc. Proem. (C) Nella qual noja tanto refrigerio già mi porsero i piacevoli ragionamenti d'alcuno amico. E ivi. Appr sso il quale con un modo, o con altro, o consolazione sopravviene, o diventa la noja minore. E nov. 1. g. 3. Le monache incominciarono a dargli noja, e a metterlo in novelle. E nov. 7. g. 3. Il quale Domeneddio ha voluto in parte purgare con questa noja. E nov. 10. g. 3. Non facendo il Sol già tiepido alcuna noja. E nov. 7. g. 8. Noja sentiva, movendo l'umanità a compassione delle miserie. Dant. Inf. 1. Ma tu perchè ritorni a tanta noja? Petr. Canz. 2. 6. part. III. Orsi, lupi, leoni, aquile, e serpi Ad una gran marmorea Colonna Fanno noja sovente, ed a sè danno. [Val.] Fortig. Ricciard. 6. 3. Ho per me tanto questo vizio a noja, Che… Fag. Rim. 3. 160. Com'ha' tu cuor questi fagiuoli egregi Di deformar, che non ti danno noja?

2. [Tav.] Per Doglia grave. Bocc. Proem. Il quale (appetito) perciò che a niuno convenevol termine mi lasciava contento stare, più di noja che bisogno non m'era spesse volte sentir mi facea.

3. Dar noja alla noja si dice dell'Essere assai fastidioso. (C)

4. [Val.] Dar noja, anco per Nuocere, Alterare, ecc. Borghin. Scritt. ined. Etrur. 1. 621. Nè dà noja che queste voci di, a, da sian talvolta preposizioni.

5. † Essere in noja una cosa, vale Averla in odio. Introd. Virt. 7. (M.) Penso, e piango, e lamentomi dì e nolte, ed emmi in noja la vita.

6. Far noja, vale Nojare. V. FARE.

† Far noja, Dar mal di stomaco, cagionata dal vino. Bocc. Nov. 1. g. 1. (Man.) Golosissimo e bevitore grande, tanto che alcuna volta sconciamente gli facea noja.

[Camp.] D. 3. 4. È l'argomento casso Che t'avría fatto noja ancor più volte.

7. Recarsi a noja, o Avere a noja, vagliono Recarsi in fastidio, in rincrescimento, in odio. Dant. Inf. 30. (C) Che si recò a noja Forse d'esser nomato sì oscuro. Nov. ant. 8. 2. Recolsi a mala agura, e a noja, e prese questo povero Saracino, e dissegli… Bern. Orl. 66. 17. Morir vuol ella quivi, ovver ch'ei muoja, Perchè se l'è recato troppo a noja.

8. Venire a noja, per Cominciare a nauseare, Recar fastidio, Fastidire, Nojare. Cron. Morell. 271. (C) Subito ti verrà a noja quello ozio che prima acconsentivi. Galat. 26. Niuno è sì scioperato, che possa nè rispondere nè badare a sì fatta sciocchezza, e viensi a noja a ognuno. Tac. Dav. ann. 3. 30. Quando non rimane più a quelli che dare, nè a questi che chiedere si vengono a noja.

[T.] Noja, Malessere per mancanza d'oggetto che eserciti vivamente lo spirito o il corpo o entrambi. O Malessere per impressione spiacevolmente uniforme. Molestia è più grave di Noja; quantunque la noja faccia spesso patir più molestia. La sazietà è cagion della noja; ma può essere sazietà senza noja. Tedio, talvolta è noja più grave; al fastidio può accompagnarsi disdegno.

T. Non viene da No gioja. Rammenta Nausea; e della nausea cagionata dall'ubriachezza il Bocc. Nov. 1. g. I. dice Noja. Plin. Aegri vini noxiam timent. Altri lo recano a Noxia, come Foja da Furia, Savoja da Sabaudia. Auson. Saepe in conjugiis est noxia, si nimia est dos. Manil. Noxas bellumque movere.

II. T. L'orig. è dubitabile; ma i sensi di Noja non sono alieni dalle idee nè di Nausea nè di Nocumento. Il più ovvio e il signif. del contr. a Piacere. Prov. Tosc. 201. Per un dì di gioja, se ne ha mille di noja. Guitt. Rim. 1. 13. Piacere ho di noja,… E di tutt'onta orranza.

T. In senso più grave, del terrore e del pericolo nella selva più amara che morte, D. 1. 1. Perchè ritorni a tanta noja? Perchè non sali il dilettoso monte Ch'è principio e cagion di tutta gioja? Anche qui, però, contrapp. alla gioja. – E di tedio doloroso contrapp. a Diletto, Bocc. Introd. Questa brieve noja, dico brieve, in quanto in poche lettere si contiene.

III. Accompagnamenti con sost. e agg. T. Tormentato da noje. – Tormento della noja. – Noja lento morbo dell'anima. – Il sing. dice e il sentimento attuale e lo stato abit., e la cagione di questo o di quello, il plur., le cagioni che recano noja più o meno lunga.

T. Pien di noja l'uomo, l'animo. – Ufficio, Occupazione piena di noja, di noje. – Fastidiosa noja. – Mortale. Incomportabile.

T. Amene noje, che cercansi accattando il piacere, nel quale l'uomo fa mostra e finge a sè di trovarcelo.

IV. Con partic. T. Col Di, denota la cagiane. La noja del non far nulla. – Noja degli studii legali.

O quello di cui l'uomo è annojato. T. Noja della vita.

Col Di poi. T. Lavoro, Libro di molta noja.

T. Ripetere sino alla noja, Tanto da annojarne altri e sè.

V. Con verbi. T. Aver noja da persona o da cosa, dice il sentimento senz'altro. – Aver noja dalla persona, Esserne deliberatamente molestato. – Aver delle noje, Cose che molestano più o men gravemente.

T. Avere a noja, più che non gradire l'oggetto; Sentimento che va dal semplice disamore, fin quasi all'odio.

Dare. T. Dà noja un'importunità momentanea.

T. Di pers. nell'uso tosc., può aver senso grave di Dare impaccio, dolore, offesa. Un ragazzo all'altro dà noja nella scuola. – A chi si risente, rispondono o sinceramente o per ischerno: Chi gli dà noja? – Io non do noja a nessuno, Non offendo, Non provoco, Bado a me. – Ma poi Un foglio fuor di luogo, Un po' d'ombra che tolga la piena luce, Una luce molesta, dà noja. Anco impers. Mi dà noja che…

Senso intell. T. Borgh. Vesc. Fior. 464. Or questo che, in altri tempi darebbe noja, in uno scrittore di quella età, per poco non viene in considerazione. – Questa parola, collocata in fin di verso, mi dà noja.

Senso più grave. T. Prov. Tosc. 282. Tempo perduto, ridotto a memoria, dà più noja che gloria.

T. Col Fare, men com.; ma sempre ha senso grave. [Pol.] Sent. Mor. 1. 88. Allora si possono prendere diritti e veri consigli, quando l'uomo conosce quello che potesse altrui far noja.

Col Venire. T. Oggetto che viene a noja, non solamente comincia a piacer meno, ma stanca già. Gli è venuto a noja lo studio. Prov. Tosc. 309. Il pane non vien mai a noja. E 288. Malattia che dura viene a noja alle mura. E 132. Il bel tempo non vien mai a noja. E 265. A star troppo con la gente se gli viene a noja. [Pol.] Dav. Scism. l. 1. c. 29. Col tempo e con lo sfogo questo folle amore verrebbe a noja.

Impers. T. Coll'A per pleon. invece del lo espresso o sottint. M'è venuto a noja a stare in questo mondo.

T. Venire a noja a se medesimo. Una povera donna, vedendo un vecchio di cent'anni: Gesù mio! esclamava, mi ci verrei a noja.

T. Prendere a noja pers. o cosa. diciamo quando l'animo ci mette quasi di suo per disgustarsene; e però il Prendere a noja non è mai cosa innocente, ma colpa insieme e pena. – Pigliare, dice il sim., con qualcosa di più, per la diff. solita tra i due verbi. Altro è, poi, La noja che prende l'uomo. Nè direbbesi La noja che lo piglia, perchè qui parrebbe troppo violento.

T. Recarsi a noja, men com., è ancora più deliberato di Prendere. [Pol.] Dav. Scism. l. 1. c. 6. Tornata in Inghilterra; e, messa in palazzo, di leggieri attinse che il re s'era recata a noja la regina.

T. Coll'Essere, non tanto com. accompagnato dall'A. Cotesto mi è a noja. Più evidente e più risoluto da sè. Petr. Canz. 1. 1. part. II. L'aspettar m'è noja. [Pol.] Sent. Mor. 3. 48. Nella miseria la virtù è noja. T. È una, più enf., e denota sovente quel che produce la noja. È una noja il sentirli.

Altri verbi. T. Generare noja, di cose non di pers. Recarla, e la pers. e la cosa. Noje che impone l'altrui cortesia prepoiente.

T. Colto dalla noja – Provare la noja. – Patir noja. Iperb. Morire di noja.

T. Sopportare la noja. – Alleggerirla.

T. Togliersi dalla noja. Guitt. Rim. 1. 163. Ch'a dannaggio ed a noja mi son tolto. Buon. Fier. 4. 4. 23. La trarran di noja Sicuramente. – Liberarsene. – Lettore, io ve ne ho liberato; Dio ve ne scampi.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: noè, noematica, noematiche, noematici, noematico, noemi, noi « noia » noialtre, noialtri, noiare, noie, noiosa, noiosamente, noiose
Parole di quattro lettere: nodo « noia » noie
Vocabolario inverso (per trovare le rime): petunia, boia, foia, ingoia, ringoia, gioia, salamoia « noia (aion) » dianoia, paranoia, metanoia, annoia, schizonoia, troia, soia
Indice parole che: iniziano con N, con NO, iniziano con NOI, finiscono con A

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