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Informazioni utili online sulla parola italiana «lingua», il significato, curiosità, associazioni, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Lingua

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Giochi di Parole
La parola lingua è formata da sei lettere, tre vocali e tre consonanti.
Divisione in sillabe: lìn-gua. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).
Anagrammi
Cambiando l'ordine delle lettere si può avere questa parola: languì (scambio di vocali).
lingua si può ottenere combinando le lettere di: uni + gal; gnu + [ali, ila, lai]; gli + una.
Componendo le lettere di lingua con quelle di un'altra parola si ottiene: +tag = agglutina; +bea = albuginea; +bei = albuginei; +[beo, boe] = albugineo; +gal = allunaggi; +alt = allungati; +[ero, ore, reo] = alogenuri; +eco = coniugale; +[ciò, coi] = coniugali; +ode = dileguano; +don = dilungano; +ego = eguaglino; +[ero, ore, reo] = geolunari; +bio = giubilano; +ton = glutinano; +tre = glutinare; +tot = glutinato; +tav = glutinava; +tre = glutinerà; +sto = glutinosa; +[tar, tra] = granulati; +rom = granulomi; +ace = guanciale; +don = indulgano; ...
Vedi anche: Anagrammi per lingua
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: lingue.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: pingue, pingui.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: lina.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si può avere: lingula.
Testacoda
Togliendo la lettera iniziale e aggiungendone una alla fine si può ottenere: inguai.
Parole con "lingua"
Iniziano con "lingua": linguale, linguali, linguata, linguate, linguacce, linguaggi, linguaccia, linguaggio, linguaiola, linguaiole, linguaioli, linguaiolo, linguatula, linguatule, linguacciuta, linguacciute, linguacciuti, linguacciuto, linguatulide, linguatulidi.
Finiscono con "lingua": malalingua, metalingua, tiralingua, interlingua, madrelingua, microlingua, protolingua, abbassalingua, scioglilingua.
Contengono "lingua": perlinguale, perlinguali, sublinguale, sublinguali, metalinguaggi, sottolinguale, sottolinguali, anterolinguale, anterolinguali, metalinguaggio.
»» Vedi parole che contengono lingua per la lista completa
Incastri
Inserito nella parola perle dà PERlinguaLE.
Lucchetti
Usando "lingua" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * guada = linda; * guadi = lindi; * guado = lindo; * guaite = linite; * guaiti = liniti; * ala = lingula; * alé = lingule; impili * = impingua; dissali * = dissangua.
Lucchetti Riflessi
Usando "lingua" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * augite = linite; * augiti = liniti.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "lingua" si può ottenere dalle seguenti coppie: linda/guada, lindi/guadi, lindo/guado, lini/guai, linite/guaite, liniti/guaiti.
Usando "lingua" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: dissangua * = dissali; * lina = inguaina; * lini = inguaini; * lino = inguaino; * alea = linguale; * atea = linguate; * linai = inguainai.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "lingua"
»» Vedi anche la pagina frasi con lingua per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La lingua è un organo importante. Le sue papille gustative ci permettono di sentire e riconoscere il sapore dei vari alimenti.
  • La lingua di vitello accompagnata dalla salsa verde è un secondo molto buono.
  • Trovarsi in un paese straniero e non sapere la lingua ti fa sentire perso.
Proverbi
  • La lingua batte dove il dente duole.
  • Ne uccide più la lingua che la spada.
  • Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.
  • La lingua ossa non ha ma spezza le ossa.
Espressioni e Modi di Dire
  • Mordersi la lingua
  • Non avere peli sulla lingua
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario grammaticale della lingua italiana del 1869
Lingua - Lingua è la serie di quelle parole che sono adoprate nel medesimo senso e al medesimo modo costrutte da una società di uomini. Il vocabolo Lingua dunque è men generico di linguaggio. La lingua non è che parlata o scritta (Tommas.).

Il sig. Beauzèe definisce la lingua: La totalità degli usi propri ad una Nazione per esprimere i pensieri per mezzo della voce. Si potrebbe dire, soggiunge un altro filologo, in altri termini, che la lingua è il complesso di tutte le parole adoperate da un popolo in tutti i loro sensi ed in tutte le costruzioni ov'esse possano entrare.

Lingua madre, è rispetto ad un'altra lingua, quella da cui quest'ultima è stata derivata. La latina è la lingua madre dell'italiana, perché quasi tutte le nostre parole sono formate dalla latina.

Lingua morta è quella che non si parla più da un popolo riunito in nazioni. L'ebreo, il greco antico, il latino sono lingue morte, cioè non son più conservate che nelle opere scritte.

Lingua viva è l'opposto della lingua morta: è quella che si parla da uno o più popoli esistenti come popoli. L'Italiana, la Francese, la Inglese sono lingue viventi. [immagine]
Studio (della lingua) - Perchè taluni dopo avere ben concepito e divisato il tema d'un componimento nol sanno poi così bene mettere in carta? Ciò proviene dal non aver essi una piena conoscenza della lingua. Chi non ha appresa a fondo la favella in che scrive, è come un cieco o come un uomo all'oscuro, che dà mano a dipingere una tela con colori che non conosce. Se uno della Cina volesse scrivere in italiano, il potrebbe? E se un dotto Italiano, per avere imparato l'abbecedario cinese, imprendesse a scrivere in quella lingua, potrebbe egli sfuggire la taccia di sciocco presuntuoso? Or fa tu ragione che un Italiano ignori la propria lingua o ne sappia poco più d'un Cinese venuto di fresco in Italia; sarebbe egli mai al caso di far buona composizione italiana?

Oltre adunque ad una perfetta conoscenza delle regole della grammatica, è d'uopo fare buon tesoro di parole e di frasi leggendo e studiando nei più degni scrittori, e procurarsi da loro una ricchezza di vocaboli proprii e trascelti, che tengano precisamente alle idee che si vogliano esporre.

Se tu, a modo di esempio, hai da stendere un racconto, ti studierai da prima di fornirti d'un buon capitale di parole e di frasi sopra la materia di quel racconto. A tal fine niun esercizio è più vantaggioso che il prendere qualche tratto di un eccellente autore, leggerlo due e tre volte attentamente, rilevarne i più bei modi e i meglio acconci al tuo subbietto; e quindi, messo il libro da parte, farne la più viva imitazione che si possa.

Avverti però che imitare è ben altro che copiare. Imitare importa fare a somiglianza, e in questo senso diciamo che l'arte imita la natura; laddove copiare è trascrivere o prender di peso lo scritto altrui, il che è vituperevole, com'è l'appropriarsi la roba altrui (1).

(1) Castrogiov. - Precetti ed Esercizi di composizione italiana. [immagine]
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Lingua, Linguaggio, Idioma, Favella, Loquela, Parlatura, Parlata - Lingua è la serie delle parole che sono adoperate nel medesimo senso da un popolo, e costruite nel modo medesimo, per significare i suoi pensieri. - Linguaggio comprende tutti i possibili modi di significare il pensiero. - Idioma è meno generico di Lingua, e riguarda la proprietà di una lingua in paragone di un'altra. - Favella è la facoltà, che naturalmente ha l'uomo, di parlare, e il modo come parla, per rispetto alla forma e a' concetti: lo stesso presso a poco significa la voce Loquela, salvo che essa considera il puro atto e non la forma. - Parlatura è il modo speciale, col quale si parla nelle diverse parti di una stessa provincia, rispetto all'alterare più o meno le forme e la pronunzia della lingua comune, che più spesso si dice Parlata. (Vedi num. 912). [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Linguaggio, Lingua, Idioma, Favella, Dialetto, Gergo, Loquela, Locuzione - Linguaggio, può dirsi ogni qualunque mezzo con cui l’uomo ottiene di spiegare i suoi concetti, sia di segni, di gesti, di parole: il linguaggio degli occhi, quello del cuore è sovente citato da romanzieri e da poeti: lingua veramente può dirsi quella che ha parola o frase appropriata ad esprimere qualunque idea, e che ha regole fisse; cioè vocabolario e grammatica. Se non ha ogni parola necessaria, se è retta da poche e insufficienti regole, o da particolari convenzioni, se non è parlata che da pochi o da soli iniziati, non è che un povero gergo. Le lingue vive son parlate da popoli intieri e da nazioni; le linque morte lo furono. Idioma, dal greco idios, è proprio il linguaggio particolare di una nazione; direi quasi l’insieme della lingua e de’ dialetti che ne promanano. Favella è il dono che ha l’uomo di parlare, articolando parole; la loquela è proprio la facoltà di parlare, cioè di muovere speditamente la lingua; la loquela riguarda il moto materiale della lingua che parla; la favella le parole che dice ispirate dall’intelletto che in sì fatta guisa esprime i suoi raziocinii, i concepimenti suoi; la favella, come l’intelletto e la ragione, sono i principali e generali caratteri che più distinguono l’uomo dagli altri animali: i muti sono privi della favella, pure, mercè le cure dell’abate de l’Epée, dell’abate Sicard, dell’abate Assarotti, tre ecclesiastici, or sono dotati d’un linguaggio che equivale ad una lingua, e in una lingua o più si esprimono e scrivono. Locuzione è termine grammatico o rettorico. Vediamo la figliazione delle parole e delle idee, locuzione, elocuzione, eloquenza; la locuzione riguarda la lingua come arte: le cattive elocuzioni imbastardiscono la lingua. I dialetti sono figli delle lingue: più ritengono in sè de’ caratteri della lingua madre quanto più la popolazione cui servono è vicina al centro nel quale essa lingua madre si parla: mano a mano che se ne allontanano, più se ne discostano nelle forme, ne’ modi, e più vi si rinvengono caratteri dell’altra lingua al cui centro si vanno avvicinando: pigliamo per esempio il dialetto genovese e il piemontese; il primo ha in sè molti più elementi dell’italiano, il secondo moltissimi già del francese, a cui la posizione geografica del paese lo avvicina: da Firenze a Genova mano a mano il dialetto si trasforma; da Genova a Torino assume mano a mano altri caratteri. [immagine]
Dizionario delle invenzioni, origini e scoperte del 1850
Lingua - In tutte le lingue, è d'uopo distinguere tre stati per cui sono passate uno dopo l'altro, cioè di nascimento, di formazione e di perfezione. La lingua nascente era un composto di parole e gesti, in cui gli aggettivi senza genere nè caso, ed i verbi senza conjugazione nè regime, conservavano dovunque la stessa terminazione. Nella lingua formata, v'erano parole, casi, conjugazioni, regime, insomma i segni oratorj necessarj per esprimer tutto; ma non v'era altro. In quella perfezionata si è voluto di più l'armonia, perchè si è creduto non essere inutile di piacere all'orecchio parlando alla mente.

Nonostante il prodigioso numero di diversi idiomi che si parlano dai varj popoli che occupano il globo, e la confusione che il miscuglio delle nazioni dovette recare negli idiomi di cui esse si servono, alcuni eruditi hanno cercato però di riportare tutte le favelle conosciute a poche madri lingue.

Ecco un prospetto dell'origine e discendenza delle lingue, secondo il sistema di La Tour d'Auvergne.

I sapienti più versati nel meccanismo dei linguaggi riconoscono tre madri lingue di quelle d'Europa, cioè la Cimbrica, la Teutonica e la Celtica. Essi provano nello stesso tempo con infiniti esempj, che si possono riportar tutte ad una sola radice. Riconoscono la Scito-Celtica, o Gallica, come principio e ceppo di tutte le altre.

1.° Lingua Cimbrica

La Cimbrica, o Runica, figlia della Scito-Celtica, ha formato:

Il Dano-gotico, o vecchio Danese, lo Scano-gotico, il Sueco-gotico o vecchio Svedese. Il Danese e lo Svedese moderni si trovano mescolati con un poco di Tedesco.

Il Norvegiano, l'Islandese, sono i meno imbastarditi.

2.° Lingua Tedesca, o Teutonica

Il vecchio Teutonico o vecchio Tedesco, venuto dal Scito-Celtico, ha formato:

Il moeso-gotico - l'anglo-sassone - il Frisone.

Dall'Anglo-Sassone si è formato:

1.° l'Inglese, che si trova mescolato di Danese e delle lingue romanza e normanna.

2.° Il Basso Scozzese, che è meno mischiato di romanza che l'Inglese.

1.° Il Belgico, chiamato Fiammingo - 2.° il dialetto moderno degli Svizzeri, che è quello che ha conservato maggior rapporto col vecchio Tedesco - 3.° il Franco-Teutonico, o Basso Sassone. Dal miscuglio di queste due lingue è uscito il Tedesco moderno.

Il vecchio Tedesco ed il Franco-Teutonico non esistono più che nei vecchi scritti, ugualmente che il moeso-gotico e l'anglo sassone; l'antico Frisone si è ancora conservato nel paese piano della Frisa.

3.° Lingua Scito-Celtica, o Gallica. Lo Scito-Celtico o vecchio Gallico, che esiste nella sua originale purezza nell'antica Armorica o Bassa Brettagna, del pari che nella provincia di Galles in Inghilterra. Questa lingua, madre della Cimbrica o Runica e della Teutonica, ha formato pure l'Ersa e lo Scozzese delle montagne, l'Irlandese e la Schiavona. Quest'ultima domina nella parte più orientale d'Europa, e vi fu recata nei primi secoli dell'era nostra dagli Sciti. Comprende la lingua Russa o Moscovita, la Dalmatica, la Croata, la Serviana, quella di Albanis o l'Epira, la Carnica, l'Illirica, la Pollacca, la Boana e la Wandica.

Si trovano ancora in quelle parti d'Europa quattro specie di lingue, che differiscono totalmente dalle altre, cioè:

1.° Quelle di Lituania e di Livonia. Queste hanno grande relazione fra loro, e sono mescolate con alcune parole Schiavone.

2.° Quelle di Estonia, di Fennia, e di Lapponia. Si scuoprono in esse delle voci Cimbriche e Tedesche.

3.° La Ungherese.

4.° La Tartara e la Turca. Queste due offrono traccie visibili dell'antico Scitico, e diversificano soltanto nei dialetti.

La Scito-Celtica o Gallica sembra aver formato altresì il vecchio Greco, come si parlava avanti ai tempi di Cadmo, e divenuto poi mediante il suo mescuglio con le lingue asiatiche il Greco celebre, tanto superiore a tutte le altre lingue dotte; il Greco moderno n'è stato formato per corruzione; pare anche che abbia formato il vecchio Latino siccome era conosciuto avanti al passaggio dei Greci in Italia. Questo è doventato, pel suo miscuglio con il Greco ed il Celtico, il Latino celebre, ch'è pure ai giorni nostri la lingua universale dei sapienti. Questa, trapiantata in varj paesi, ha prodotto gl'idiomi Romanici, come:

1.° l'Italiano - il Portoghese - e lo Spagnuolo. In questi tre si sono introdotte molte voci gotiche; i due ultimi si trovano misti con Arabo o Moresco;

2.° Il Grigione - il Francese - ed il Sardo. La lingua francese, composta in parte di Latino e di Celtico, racchiude ancora molte parole franco - teutoniche. [immagine]
Lingua musicale - Linguaggio rapido eseguito con istrumenti per la celere trasmissione degli ordini militari, immaginato da Sudre nel 1328. [immagine]
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Vocabolario inverso (per trovare le rime): ambigua, disambigua, irrigua, esigua, contigua, attigua, dissangua « lingua (augnil) » malalingua, tiralingua, abbassalingua, metalingua, madrelingua, scioglilingua, microlingua
Indice parole che: iniziano con L, con LI, iniziano con LIN, finiscono con A

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