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Informazioni utili online sulla parola italiana «lampada», il significato, curiosità, sillabazione, anagrammi, definizioni da cruciverba, frasi di esempio, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Lampada

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Giochi di Parole
La parola lampada è formata da sette lettere, tre vocali (tutte uguali, è monovocalica) e quattro consonanti. Lettera maggiormente presente: a (tre).
Divisione in sillabe: làm-pa-da. È un trisillabo sdrucciolo (accento sulla terzultima sillaba).
Anagrammi
Componendo le lettere di lampada con quelle di un'altra parola si ottiene: +voi = lapidavamo; +[evo, ove] = pedalavamo; +puoi = applaudiamo; +[ciro, cori, irco, ...] = cardiopalma; +[ragù, ruga, urga] = guardapalma; +cuci = lampaduccia; +muovi = impaludavamo; +[nuovi, univo] = impaludavano; +terre = madreperlata; +iriti = piramidalità; +[porte, poter] = portalampade; +[dimore, diremo, moderi, ...] = lampadedromia; +cerere = madreperlacea; +eolite = mediopalatale; +eoliti = mediopalatali; +[censito, cestino, cestoni, ...] = endoplasmatica; +nitruri = plurimandatari; +gnoccona = accompagnandola; +gnoccone = accompagnandole; ...
Vedi anche: Anagrammi per lampada
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: lambada, lampade, lampara.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: lama.
Parole con "lampada"
Iniziano con "lampada": lampadari, lampadario.
Finiscono con "lampada": portalampada.
Parole contenute in "lampada"
ada. Contenute all'inverso: mal.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "lampada" si può ottenere dalle seguenti coppie: lampara/rada.
Usando "lampada" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * darà = lampara; * dare = lampare; * dante = lampante.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "lampada" si può ottenere dalle seguenti coppie: lampara/arda.
Lucchetti Alterni
Usando "lampada" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * aria = lampadari.
Definizioni da Cruciverba
Frasi con "lampada"
»» Vedi anche la pagina frasi con lampada per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • La lampada della camera da letto è scoppiata, la devo sostituire.
  • Basta con questa benedetta lampada abbronzante, il fatto che sia portatrice di tumori non ti tocca?
  • Mi piace pensare che la lampada di Aladino esiste veramente e che possa esaudire tre miei desideri.
Definizioni da Cruciverba con soluzione
Definizioni da Dizionari Storici
Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Lampada, Lampana, Lanterna, Lampione, Fanale, Faro - Lampada è più secondo etimologia, ma nell'uso si dice più spesso Lampana, che suole sospendersi dinanzi ad altari e ad immagini. A Firenze è a tutti nota la Madonna delle cinque lampane. - La Lanterna è lume chiuso in una specie di cassetta con vetri, con manico, e di varie forme, che si porta a mano per vederci di notte, ed è famoso, appresso il falso Dino Compagni, quel Pecora Beccajo che andava la notte con piccola lanterna a collegare il volere degli uomini. Si chiama Lanternone la lanterna più grande, o fissa su un'asta, o sospesa alla volta di caserme o di scuderie. - Lampione è quello fisso ad un'asta o braccio sporgente, o in cima a colonne di ferro fuso, che servono a illuminare la città. - Fanale è più grande, più decente, posto in luogo da vedersi molto lontano, per segno a' naviganti, e spesso anche a' viaggiatori. - Faro è solo quello de' grandi porti di mare; ed è edificato con magnificenza. - [Si noti che Lampana è forma piuttosto volgare per Lampada come oggi si scrive dai più, e si pronunzia anche in Firenze dalle persone più colte, fuori del linguaggio familiarissimo. - Nell'uso scientifico sempre Lampada. - «Lampada a spirito - elettrica - filosofica - del Berzelius - di sicurezza:» queste non son lampane. - Ne' diminutivi suona meglio Lampanina e Lampanino; ma poi si ha Lampadario (Vedi) e non Lampanario. G. F.] [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Fiaccola, Face, Lucerna, Lumiera, Lampana, Lampada, Lampa, Lume, Teda, Doppiero, Torcia - Lume è generico: qualunque cosa accesa da cui si sprigioni una fiamma di una certa durata è lume, è un lume o può esserlo. Lucerna è vaso per lo più di ferro, latta, ottone, nel quale si mette olio e s'adatta un lucignolo per far lume; è portabile; ora s'appende mediante un suo manico rivolto all'insù, munito d'un uncino di fil di ferro; ora si posa: è lume che serve per gli usi domestici, ma d'ordinario per la cucina: può avere anche altre forme, che variano secondo i paesi, ma non è mai tanto pulito o elegante da servirsene, per esempio, in una sala da conversazione. La lumiera può essere a cera o a olio, a bracci o a becchi, disposti intorno ad un centro; o si sospende, o si posa, secondo la forma sua. Lampada, vaso nel quale d'ordinario non è più che un lume a olio, e che sospendesi davanti ad altari e sacre immagini. Molti la dicono lampana, e alcuni anche lampa, che è la voce stessa tronca dell'ultima sillaba. Face, e più il suo plurale, è parola dello stile elevato, ma non più esclusivamente poetica: e così è di mille altre voci, dacchè in questi tempi di serii studii e di positivismo, la vile prose, come la diceva, per ischerzo certamente, il Voltaire, è salita a così alto grado per opera di molti sommi ingegni, da lasciar la poesia negletta forse un poco troppo. La frase «le tenebre della notte eran vinte dallo splendore di mille e mille faci» è comune, è naturale a chi venga a parlare d'una luminara: face, faci adunque è preso ora per lume o fiamma di lume in genere. Fuori però di questo caso o altri consimili, face mi pare indicare meglio lume che si porti in mano a guisa di candela o torcia.

«Face è poetico: a' Latini valeva fusto intriso di materia accensibile da far lume. Fiaccola corrisponde a face nell'uso. E fiaccola dicesi la fiamma d'una candela o d'una lampana, in ispecie quand'è molta e crassa. Teda è da parcamente usare anco nella lingua poetica; ma per tradurre dal latino, o per accennare ad antico costume può essere voce tecnica. La usavano in certe solennità, od anche per appiccare il fuoco. Par forse più grande della face. Doppiero, voce di genere che indica cero composto di due o più candele, ciascuna col suo lucignolo, attaccate in modo da fare un sol pezzo; che quando si componga di quattro candele riunite, dicesi torcetto, quasi torchietto. Torcia, secondo l'origine, esprimerebbe ancor meglio le candele spiralmente attorte, dai liturgici chiamate intortìtia. Del resto doppiere a vento non si direbbe, come dicesi torcia a vento. Più, doppiere è voce più nobile, e pare serbato a lume di cera: torcia anche d'altra materia». Romani. [immagine]
Dizionario delle invenzioni, origini e scoperte del 1850
Lampada di sicurezza - Dacchè si è cominciato l'esercizio delle miniere di carbon fossile, si è scoperto come vi si sviluppino sovente dei vapori suscettibili d'infiammarsi con esplosione dentro alle miniere stesse. Quando quella corrente sia bastevolmente mescolata con l'aria atmosferica contenutavi, se si incontra in quei che lavorano con le loro lampade accese, s'infiamma di subito e con iscoppio terribile. Coloro che così si trovano esposti sono coperti di fuoco, miseramente squarciati ed abbruciati in tutto il corpo. Onde evitare simili accidenti si dovettero fare e si fecero molti tentativi. Erano stati immaginati soltanto mezzi imperfetti e spesso pericolosi, ma Davy, celebre chimico inglese, intraprese di ricercare procedimenti più sicuri. Diversi esperimenti lo condussero a vedere, che semplici tele metalliche fermano la trasmissione della esplosione del gaz, ed anche di qualunque fiamma, purchè siano di un tessuto assai fitto. Questo resultato gli offerse il modo di costruire una lampada, sempre aperta per il passaggio della luce e chiusa per la fiamma delle esplosioni; ed egli vi riuscì contornando il corpo di una lampada comune con una grata di tela metallica. L'esperienza provò, che se una corrente di gaz infiammabile viene ad introdursi nello spazio abbracciato dalla gabbia metallica, vi s'infiamma e si spande ardendo attorno alla fiammella del lume, cui a lungo andare può anche soffocare, ma si ferma al contorno del detto tessuto e non può penetrarlo. La nuova lampada di Davy, che giustamente esso ha chiamata di sicurezza, possiede tutte le proprietà suenunciate. È destinata alla illuminazione delle miniere, ed ha ricevuto ancora dall'autore nuovi perfezionamenti. Ha salvato la vita a molti minatori. Illumina malamente, ed il chiarore che spande assorbito in parte dalle pareti nere delle gallerie non è sufficiente ad ajutar gli operaj nei loro lavori. Per riparare al qual difetto, è stato ideato in Inghilterra di aggiungervi un globo di cristallo, che è fermato col mastico sulla cassetta da olio e chiuso ermeticamente.

Devesi ad Humboldt l'invenzione di una lampada indipendente dall'atmosfera. Questa non si spenge nè nel gaz azoto, nè nel gaz carbonico, nè nelle esalazioni delle gallerie sotterranee. Consiste in due magazzini, che uno pieno d'acqua e l'altro di aria atmosferica; l'acqua infiltrandosi nel secondo comprime l'aria la quale esce dal lucignolo. [immagine]
Lampada inestinguibile - Le lampade dette inestinguibili si mantenevano tali per sempre o solo per un tempo limitato. Secondo Pausania, nel tempio di Minerva in Atene, ve n'era una d'oro non spengibile, che ardeva per un anno intero, giorno e notte, senza che fosse bisogno di ravvivarla. Si citano altri esempj di lampade perpetue trovate nelle tombe, e segnatamente quella di Tulliola figlia di Cicerone, il di cui sepolcro fu scoperto in Roma nel 1540; si dice che ivi si rinvenisse una lampada accesa, la quale si spense appena entratavi l'aria. Alcuni autori giudiziosi negano di prestar fede a questi supposti prodigi (Ved. Lume perpetuo) [immagine]
Lampada piro-pneumatica - Hareing, fabbricante d'istrumenti di fisica, fa delle lampade dette piro-pneumatiche, le quali all'eleganza ed al lusso uniscono il vantaggio di accendersi da se. Consistono in due serbatoj in cui lo zinco messo a contatto dell'acqua acidulata somministra uno scioglimento di gaz idrogeno, che scalda delle scorie di platina, la di cui temperatura inalzatasi improvvisamente infiamma il gaz e dà il lume. [immagine]
Lampada economica - Nel febbrajo 1642 Luigi Collier e Luigi Deschamps, abitanti di Grenoble, ottennero il permesso di fabbricare e vendere delle lampade a foggia di candele, che davano luce in tutti i sensi e consumavano una piccolissima quantità d'olio.

Quelle chiamate volgarmente in Francia quinquets furono inventate nel 1785 da Lange Quinquet, e di questo conservarono il nome. [immagine]
Lampada - Goguet dice: «Il caso indubitatamente diede luogo ad osservare che certi corpi tuffati nell'olio venivano poscia ad accendersi, conservavano il lume, e si consumavano molto lentamente.» Questa osservazione bastò perchè s'immaginassero le lampade. L'antichità ne attribuiva la scoperta agli Egizj. Infatti dovevano essere conosciute in Egitto qualche tempo innanzi a Mosè. Il grande uso che ne fece questo legislatore, e i dettagli in cui entrò a loro riguardo, non permettono di dubitarne; ma vi sono d'altronde dei fatti i quali provano che l'uso delle lampade è molto più antico. Nella Genesi si parla di un misterioso sogno di Abramo, e fra altre cose vi si dice che quel patriarca vide a passare una lampada ardente. Anche Giobbe discorre spesso di lampade, e fa ad esse frequenti allusioni.

Le lampade furono il modo più perfetto che conoscessero gli antichi per aver lume, nè mai pensarono dessi ad adoprare sevo o cera.

Al celebre Amy Argand si debbono i miglioramenti arrecati nell'illuminazione da mezzo secolo in quà. Le lampade a doppia corrente di sua invenzione hanno provato sino ai giorni nostri molti cambiamenti nel principio su cui sono fondate. Per alimentare quella ad olio, bisognava porre il recipiente da olio di sopra al beccuccio; si cercò di procurarsi un livello costante, acciocchè l'intensità della luce fosse la stessa, ma sinora la riuscita non è stata completa. Carcel e Carreau inventarono nel 1800. una nuova costruzione nella quale il piede serve di recipiente per l'olio, che mediante certe ruote da orologio è sempre portato al lucignolo con tale abbondanza, che la cima di quel lucignolo è sempre bianca a cinque o sei linee più su del beccuccio il quale non resta mai annerito. E' uno dei più perfetti lavori che si conoscano in questo genere. -

Nel 1826. Thilorier inventò una lampada idrostatica, che offre vantaggi reali su quelle ordinarie, ma essa non può stare a confronto con quella di Carcel. [immagine]
Lampada ad aria infiammabile - La prima ch'esistè di questa specie fu inventata da Furstemberg fisico di Basilea; e sui principj di essa, Brender meccanico di Augsburgo e Gabriol meccanico francese ne variarono e perfezionarono la forma. Ma la lampada ad aria infiammabile, come si conosceva, aveva l'inconveniente che si dovesse troppo spesso rinnuovarvi il gaz idrogeno. Mediante i perfezionamenti recativi da Gay-Lussac, la lampada si alimenta da per se, e non v'è necessità di rinnuovare gl'ingredienti che debbono produrre quel gaz più di una volta all'anno. Lo che d'altronde si fa con somma facilità, consistendo l'arte nel sospendere un cilindro di zinco o di ferro nella parte superiore del vaso ove si è messo dell'acido solforico; così si produrrà il gaz idrogeno intanto che il metallo starà tuffato nell'acido, e lo scioglimento di esso cesserà tosto che non abbia più luogo il contatto. [immagine]
Lampada galleggiante - (in francese Lampes flottante) - I marinaj che di notte tempo cadono in mare, sono per solito uomini perduti, perchè con la difficoltà di vedersi tolgonsi i mezzi a salvarli. L'inglese Shipley ha immaginato una lampada galleggiante che rimedia a tale inconveniente. Se ne trova la descrizione nel Vol 3.° delle Transazioni filosofiche della Società Reale di Londra. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Lampada - e † LÀMPADE. S. f. Aff. al gr. Λαμπὰς, άδος. Lampada, in Pl. Lo stesso che Lampana (V.) Serd. Stor. 4. 145. (C) Edificarono una moschea con molte lampade, che stessero accese in perpetuo. Tass. Ger. 7. 36. Sicchè vedeasi appena Apparir tante lampade d'intorno, Che ne fu l'aria lucida e serena.

T. Vang. Fornirono (d'olio) le lampade loro.

[Cont.] Fal. Vas. quadri, I. 3. Barili, buglioli, caratelli e botte stagne, fanali, lampade.

2. Fig. T. Lampada della fede.

3. (Fis.) [Gov.] Strumento destinato a produrre luce, e a mantenerla costante per un certo tempo.

[Gov.] Lampada elettrica. Congegno per mezzo del quale si ottiene un lume vivissimo, facendo passare l'elettricità di una pila attraverso a cilindretti di carbone o di sostanze metalliche, separati da breve intervallo. I cilindretti e il loro vapore divenuti incandescenti dánno quella luce che dicesi elettrica.

[Sel.] Lampada a spirito. Lampada di vetro alimentata collo spirito di vino, e che serve di frequente nei laboratorii di chimica.

[Sel.] Lampada di Berzelius. Lampada a spirito costrutta in modo che la fiamma esca da uno stoppino anulare, e possa spingersi in alto o ritirare in basso, per regolare il calore, e che si usa di frequente nei laboratorii di chimica.

[Sel.] Lampada di Locatelli. Lampada di costruzione particolare, inventata dal Locatelli, che ha la fiamma costante, e di cui si valse il Melloni per le sue celebri esperienze sul calorico raggiante.

[Gov.] Lampada filosofica. Recipiente nel quale svolgesi idrogeno, che ne esce per un beccuccio e si accende.

[Gov.] Lampada di sicurezza. Lampada a olio la cui fiamma è circondata da una o più reti metalliche, affinchè, immergendola in un gaz infiammabile, questo non s'accenda.
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: laminiate, laminino, laminò, lamino, lamio, lamniforme, lamniformi « lampada » lampadari, lampadario, lampade, lampadedromia, lampadedromie, lampadina, lampadine
Parole di sette lettere: laminai « lampada » lampade
Vocabolario inverso (per trovare le rime): rugiada, piada, hamada, torquemada, hammada, canada, masnada « lampada (adapmal) » portalampada, spada, portaspada, rada, sciarada, semibrada, degrada
Indice parole che: iniziano con L, con LA, iniziano con LAM, finiscono con A

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