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Informazioni utili online sulla parola italiana «provocare», il significato, curiosità, coniugazione del verbo, associazioni, sillabazione, frasi di esempio, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Provocare

Verbo

Provocare è un verbo della 1ª coniugazione. È un verbo regolare, transitivo. Ha come ausiliare avere. Il participio passato è provocato. Il gerundio è provocando. Il participio presente è provocante. Vedi: coniugazione del verbo provocare.

Parole Collegate

»» Sinonimi e contrari di provocare (determinare, scatenare, originare, innescare, ...)
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
rissa (11%), causare (10%), stuzzicare (6%), aizzare (4%), reazione (3%), lite (3%), istigare (3%), danni (3%), stimolare (2%), nemico (2%), urtare (2%), irritare (2%), insultare (2%), offendere (2%). Vedi anche: Parole associate a provocare.

Utili Link

Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani

Informazioni di base

La parola provocare è formata da nove lettere, quattro vocali e cinque consonanti. Divisione in sillabe: pro-vo-cà-re. È un quadrisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).

Frasi e testi di esempio

»» Vedi anche la pagina frasi con provocare per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • In rari casi, questo farmaco può provocare degli effetti collaterali indesiderati, quali nausea, tremori, vomito.
  • Per provocare una fusione nucleare occorrono quattro stadi perché il deuterio arrivi a temperatura elevata e crei la reazione.
  • Agenore aveva un carattere davvero difficile, era solito provocare inutilmente i passanti con sberleffi quando non addirittura con frasi oscene.
Citazioni da opere letterarie
I promessi sposi di Alessandro Manzoni (1840): Quel contrapposto di gale e di cenci, di superfluità e di miseria, spettacolo ordinario de' tempi ordinari, era allora affatto cessato. I cenci e la miseria eran quasi per tutto; e ciò che se ne distingueva, era appena un'apparenza di parca mediocrità. Si vedevano i nobili camminare in abito semplice e dimesso, o anche logoro e gretto; alcuni, perché le cagioni comuni della miseria avevan mutata a quel segno anche la loro fortuna, o dato il tracollo a patrimoni già sconcertati: gli altri, o che temessero di provocare col fasto la pubblica disperazione, o che si vergognassero d'insultare alla pubblica calamità.

Se questo è un uomo di Primo Levi (1947): Ma a migliaia di metri sopra di noi, negli squarci fra le nuvole grige, si svolgevano i complicati miracoli dei duelli aerei. Sopra noi, nudi impotenti inermi, uomini del nostro tempo cercavano la reciproca morte coi più raffinati strumenti. Un loro gesto del dito poteva provocare la distruzione del campo intero, annientare migliaia di uomini; mentre la somma di tutte le nostre energie e volontà non sarebbe bastata a prolungare di un minuto la vita di uno solo di noi.

I Viceré di Federico De Roberto (1894): — Me n'hanno cacciato!... Eccellenza, me n'hanno cacciato!... — e guardava tutti i signori, tutte le signore, quasi a provocare la dimostrazione del loro sdegno contro quella mostruosità. — Dunque era vero?... Ma che non s'ha da far nulla?... Voialtri che siete ascoltati?... Lascerete che quei scellerati rubino San Nicola, San Benedetto, tutti i santi del Paradiso?...

Giochi di Parole

Giochi enigmistici, trasformazioni varie e curiosità. Vedi anche: Anagrammi per provocare
Definizioni da Cruciverba di cui è la soluzione
Definizioni da Cruciverba in cui è presente
»» Vedi tutte le definizioni
Cambi
Cambiando una lettera sola si può ottenere: provocate.
Scarti
Scarti di lettere con resto non consecutivo: provare, prova, prove, prore, poca, pare, roca, roar, rare, voce.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: provocarle, provocarne.
Parole contenute in "provocare"
are, oca, pro, care, rovo, provo, provoca. Contenute all'inverso: era, covo.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "provocare" si può ottenere dalle seguenti coppie: prore/revocare, provocai/ire, provocata/tare, provocatore/torere.
Usando "provocare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * areata = provocata; * areate = provocate; * areati = provocati; * areato = provocato; * rendo = provocando; * evi = provocarvi; * resse = provocasse; * ressi = provocassi; * reste = provocaste; * resti = provocasti; * retore = provocatore; * retori = provocatori; * ressero = provocassero.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "provocare" si può ottenere dalle seguenti coppie: proni/invocare, provocata/atre, provocato/otre.
Usando "provocare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * erta = provocata; * erte = provocate; * erti = provocati; * erto = provocato.
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "provocare" si può ottenere dalle seguenti coppie: provoca/area, provocata/areata, provocate/areate, provocati/areati, provocato/areato, provocai/rei, provocando/rendo, provocasse/resse, provocassero/ressero, provocassi/ressi, provocaste/reste, provocasti/resti, provocate/rete, provocati/reti, provocatore/retore, provocatori/retori.
Usando "provocare" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * mie = provocarmi; * tiè = provocarti; * vie = provocarvi; * torere = provocatore.
Sciarade e composizione
"provocare" è formata da: provo+care.
Sciarade incatenate
La parola "provocare" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: provoca+are, provoca+care.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "provocare" (*) con un'altra parola si può ottenere: * tic = provocatrice.

Definizioni da Dizionari Storici

Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Eccitare, Incitare, Stimolare, Aizzare, Istigare, Irritare, Innasprire, Provocare, Stuzzicare, Animare, Sospingere - «Eccitare da ex-citare; incitare da in; il secondo è più forte: stimolare, nel proprio, è pungere con lo stimolo i bovi; gli è un modo d'incitare o d'eccitare, a cui non sempre seguita l'effetto. Istigare è uno stimolare più forte, e più al male che al bene. Aizzare è un istigare a sensi di rabbia più che d'altro. Dicesi più particolarmente dei cani. Irritare è un eccitare ira o collera direttamente; ha dunque l'effetto. Si può talvolta aizzare senza irritare. Si può, da un'altra parte, irritare senz'aizzare, quando l'uomo è irritato o da chi non vorrebbe, o dall'umore suo caustico. Provocare è generico; ma dicesi specialmente di chi aizza, o stimola l'ira altrui, non contro un terzo, ma contro se stesso. Stuzzicare è un provocare leggermente». Romani.

Innasprire è rendere più amaro e cocente un dolore, più dolorosa una piaga; è ciò moralmente e fisicamente; innasprire chi è già avverso ad un altro, è proprio di chi si gode nelle discordie e nel metter male. Eccitare a qualche impresa può venire proprio dal citarla e parlarne una prima volta e poi ritornarne a parlare; animare a farla è un tentare di metter coraggio in chi si vorrebbe che la eseguisse; sospingervelo è quasi un mettervelo dentro a forza, egli non volente, o resistente. La vista o la descrizione delle altrui miserie eccita la compassione: l'esempio altrui o le esortazioni puonno animarci a fare il bene, come anche il male, al quale però siamo sospinti di preferenza, abbenchè in principio a malincuore, da quella certa propensione che la corrotta nostra natura ha verso il male. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Provocare - V. a. Commovere a checchessia. Aur. lat. Vit. Plut. Provocava que' del consiglio, che si ridesser di questo fatto. Petr. Uom. ill. Avevano provocato gli Affricani ad alcuna audacia per salute della patria. Vit. SS. Pad. 2. 3. Se tu indugi, provocherai l'ira mia contro a te. Cavalc. Frutt. ling. 24. Conoscendo la sua miseria, provoca verso di sè la divina misericordia. Tac. Dav. Stor. 2. 61. Ardì provocare l'armi romane, col chiamarsi liberator delle Gallie, e iddio. Filoc. 1. 144. (C) Provocò la seconda schiera alla battaglia. [Camp.] Bib. Paral. I. Prol. Se la translazione dei settanta interpretatori, pura, e come da essi fu translatata in greco, stesse… invano mi provocheresti (impelleres) che i libri ebrei io recassi in latino sermone.

[Cors.] Muovere a sdegno. S. Bern. Medit. c. 14. Quando il cantore s'ingegna di dilettare il popolo con le voci, provoca e contradice a Dio, se non ha devozione di cuore. (Il lat. ha irritat).

T. Provocare la guerra.

E n. pass. Vit. SS. Pad. 2. (M.) Lo santissimo patriarca, non provocandosi a indegnazione contro al povero, ma volendo vincere se medesimo…, rispose:…

[Pol.] † In senso buono, badando all'origine Voco. Imit. Cr. 1. 18. 4. I quali (Santi) più ci debbono provocare al ben vivere, che non debbe fare la vita de' negligenti a intepidire.

2. Per Invitare, Sfidare, Eccitare. [Cont.] Garimb. Cap. gen. 52. Manca la propria riputazione tutte le volte che si ricusa di venir all'armi contra di chi ti invita con le parole, o ti provuoca con l'ingiuria. [Laz.] Mont. Il. 7. 42. Suscitiam la forte Alma d'Ettorre a provocar qualcuno De' prodi Achivi a singolar tenzone. = Segner. Pred. Pal. Ap. 3. 4. (C) Si volle esporre ad un pubblico sindacato: e così con animo eccelso provocò sulla piazza chiunque si fosse… a dir di lui quanto mai sapesse di peggio.

T. In senso aff. a Sollecitare. Provocare decreti, Ordini dell'autorità, propriam. se avversi o molesti a taluno: ma lo dicono non bene del Sollecitarli in gen. E propriam. direbbesi Provocarli anco se favorevoli, quando l'intenzione o l'effetto sia di male, perchè il male è nemichevole sempre, e più quando alletta.

3. Per Conciliare. F. Vill. Vit. Zanob. 7. (M.) Sempre l'aspetto suo era allegro, col qual facilmente l'amicizie provocava.

4. Dicesi anche delle cose che cagionano dolore, febbre, sudore, e sim. Cr. 5. 5. 6. (M.) La sua gomma (del ciriegio), col vino e con l'acqua mischiata, cura l'antica tosse, e migliora il calor della faccia, e sottiglia il vedere, e provoca l'appetito. Serd. Stor. 12. 486. (C) L'acqua fredda ristrigne l'interiora, provoca la tosse, e' mali di petto. Red. Esp. nat. 54. Una dramma della sua scorza, o guscio provoca potentemente 'l sudore a coloro, che hanno il mal franzese. Lib. cur. malatt. (Man.) La decozione del fiorrancio provoca i mestrui. Allegr. 228. (Gh.) Un Fisico gentil, ch'a sorte v'era, Provocandogli il vomito, lo rese In sanità con forza e buona cera. Cocch. Bagn. Pis. 462. Delle loro facoltà medicinali (dell'acque termali di Pisa) ci dice solamente che bevute non provocano il vomito. Pap. Umid. e Secch. 167. Egli è certissimo che per provocare l'urina non vi ha maniera alcuna, fuori che il dare da bere in gran quantità. Bocc. Lett. Pr. S. Ap. 239. (C) Oimè quante volte non in fastidio solamente, ma in vomito fu provocato lo stomaco mio! T. Sassett. Lett. 85. Io credo che (l'ananas) tanto o quanto giovi, o provochi l'orina, perchè il sugo è astersivo.

[Cont.] N. N. Roseo, Agr. Her. 90. v. Il caldo apre, e sveglia, e provoca; il freddo serra, stringe, e addormenta.

5. † N. ass. Per Fare, Operare. Fr. Giord. Pred. 156. (Man.) Se tu fai il peccato, sì provochi che Cristo muoja un'altra volta.

6. N. pass. per Tirarsi addosso, Procacciarsi e sim. Guicc. Stor. 2. 85. (M.) Questo… aveva dato lor animo di provocarsi tanto più la nimicizia de' Fiorentini.

7. [Fanf.] Provocarsi, per Chiamare a ragione: Appellarsi Giannot. Repub. fior. 2. 3. 69. Nelle città che sono prudentemente ordinate non è alcun magistrato che abbia libera podestà di fare quello vuole nelle azioni a lui appartenenti, perchè da tutti si può provocare a' consigli che sono a tal causa ordinati.
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