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Informazioni utili online sulla parola italiana «pazzo», il significato, curiosità, aggettivo qualificativo, sillabazione, frasi di esempio, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Pazzo

Aggettivo

Pazzo è un aggettivo qualificativo. Forme per genere e per numero: pazza (femminile singolare); pazzi (maschile plurale); pazze (femminile plurale).

Parole Collegate

»» Aggettivi per descrivere pazzo (scatenato, incurabile, squilibrato, furioso, matto, ...)
»» Sinonimi e contrari di pazzo (squilibrato, matto, psicopatico, paranoico, ...)

Utili Link

Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani | Wikipedia

Informazioni di base

La parola pazzo è formata da cinque lettere, due vocali e tre consonanti. In particolare risulta avere una consonante doppia: zz. Divisione in sillabe: pàz-zo. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).

Frasi e testi di esempio

»» Vedi anche le pagine frasi con pazzo e canzoni con pazzo per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Solo un pazzo può dare fiducia a quel commediante da strapazzo.
  • Mi dicono che sono pazzo, forse hanno ragione loro.
  • Va pazzo per lo sport e ogni occasione è buona per praticarlo.
Citazioni da opere letterarie
Il resto di niente di Enzo Striano (1986): Ma chi si vede più, in questo clima pazzo! Siamo strani personaggi presi da chissà quali misteriosi doveri, assorti in pensieri sconosciuti, già proiettati in dimensione estranea, lontana. Evitiamo ogni discorso ch'abbia senso d'avvenire. Quali strani sorrisi, compìti e smorti, ci facciamo! Siamo cortesissimi: della gentilezza untuosa, un po' vile, che s'usa coi malati gravi.

Il romanzo della fanciulla di Matilde Serao (1921): e la rossa figura passionata e voluttuosa di Elfrida Kapnist, nello splendore un po' livido della luce elettrica, acquistava una seduzione quasi diabolica, mentre la dolcissima faccia della fanciulla slava, si illuminava morbidamente, in un chiarore di malinconia, dove i biondi capelli e i fiori azzurri che vi erano sparsi e i grandi occhi aspettanti mestamente, la facevano rassomigliare a una smorta Ophelia, guardante il Baltico gelato, sotto la luna, sospirante un pazzo principe Amleto.

I galletti del bottajo di Luigi Pirandello (1894): Ma non rimanga, per carità, se ha cara la vista, a desinar con noi! Sa, il povero pazzo? Invita la gente in casa, poi mette le spranghe alla porta e, a fin di tavola, vuole strappar gli occhi agl'invitati… Se vedesse, ogni volta, che lotta disperata! Adesso in paese si sa di questa pazzia e nessuno più accetta inviti da lui.
Scioglilingua
  • Al pozzo dei pazzi una pazza lavava le pezze. Andò un pazzo e buttò la pazza con tutte le pezze nel pozzo dei pazzi.
  • Con la tazza un mezzo pazzo vuota il pozzo del palazzo.
Proverbi
  • Non mettere un rasoio in mano a un pazzo.
  • Non è pazzo il carnevale ma chi gli va dietro.
Espressioni e Modi di Dire
  • Pazzo da legare
Libri
  • Diario di un pazzo (Scritto da: Lu Xun; Anno 1918)
Titoli di Film
  • L'aereo più pazzo del mondo (Regia di Jim Abrahams, David Zucker e Jerry Zucker; Anno 1980)
  • Questo pazzo pazzo pazzo mondo (Regia di Stanley Kramer; Anno 1963)
Canzoni
  • Je so' pazzo (Cantata da: Pino Daniele; Anno 1979)
  • Sopra i tetti azzurri del mio pazzo amore (Cantata da: Domenico Modugno e Gidiuli; Anno 1967)

Giochi di Parole

Giochi enigmistici, trasformazioni varie e curiosità. Vedi anche: Anagrammi per pazzo
Definizioni da Cruciverba di cui è la soluzione
Definizioni da Cruciverba in cui è presente
»» Vedi tutte le definizioni
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: lazzo, mazzo, pazza, pazze, pazzi, pezzo, pizzo, pozzo, puzzo, razzo.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: bazza, bazze, gazza, gazze, lazzi, mazza, mazze, mazzi, razza, razze, razzi, tazza, tazze.
Con il cambio di doppia si ha: pacco, panno, pappo, parrò, passo, patto.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: piazzo, spazzo.
Antipodi (con o senza cambio)
Spostando la prima lettera in fondo (eventualmente cambiandola) e invertendo il tutto si possono ottenere: bozza, cozza, mozza, pozza, rozza, sozza, tozza.
Parole con "pazzo"
Iniziano con "pazzo": pazzoide, pazzoidi.
Finiscono con "pazzo": spazzo, spazzò, impazzo, impazzò, pupazzo, spupazzo, spupazzò, strapazzo, strapazzò.
Contengono "pazzo": spazzola, spazzole, spazzoli, spazzolo, spazzolò, spazzolai, spazzolaia, spazzolaie, spazzolaio, spazzolano, spazzolare, spazzolata, spazzolate, spazzolati, spazzolato, spazzolava, spazzolavi, spazzolavo, spazzolerà, spazzolerò, spazzolina, spazzoline, spazzolini, spazzolino, spazzolone, spazzoloni, spazzolammo, spazzolando, spazzolante, spazzolanti, ...
»» Vedi parole che contengono pazzo per la lista completa
Incastri
Inserito nella parola sla dà SpazzoLA; in slava dà SpazzoLAVA; in slavi dà SpazzoLAVI; in slavo dà SpazzoLAVO; in strana dà STRApazzoNA; in strane dà STRApazzoNE; in strani dà STRApazzoNI; in slavate dà SpazzoLAVATE.
Inserendo al suo interno para si ha PAparaZZO; con letti si ha PAlettiZZO.
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "pazzo" si può ottenere dalle seguenti coppie: padri/drizzo, pago/gozzo, pala/lazzo, palatini/latinizzo, pale/lezzo, papi/pizzo, para/razzo, pari/rizzo, paro/rozzo, pasta/stazzo, pasto/stozzo, pavé/vezzo.
Usando "pazzo" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: pepa * = pezzo; pipa * = pizzo; pupa * = puzzo; rapa * = razzo; ripa * = rizzo; chip * = chiazzo.
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "pazzo" si può ottenere dalle seguenti coppie: paia/aizzo.
Lucchetti Alterni
Usando "pazzo" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: * gozzo = pago; * pizzo = papi; * rozzo = paro; pizzo * = pipa; puzzo * = pupa; rizzo * = ripa; * drizzo = padri; * stozzo = pasto; par * = arazzo; * latinizzo = palatini; * oidio = pazzoidi; * eschio = pazzeschi.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "pazzo" (*) con un'altra parola si può ottenere: si * = spiazzo; * ila = piazzola; * ile = piazzole; san * = spazzano; iman * = impazzano; * lane = palazzone; * alni = palazzoni; * apra = paparazzo; rimi * = rimpiazzo; siam * = spazziamo; sarno * = spazzarono; super * = spupazzerò; saturai * = spazzaturaio.

Definizioni da Dizionari Storici

Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Pazzo, Matto, Mentecatto, Matterello, Giuccherello, Buacciuolo, Buacciolino, Grullo, Grullerello - Il Pazzo e il Matto sono gli affetti da pazzia e da mattia. - Mentecatto è colui che comincia a perdere il senno, che non comprende le cose più semplici, nè sa fare ordinatamente il più semplice ragionamento. Gli altri diminutivi non significano propriamente stato di malattia, ma si dicono quasi iperbolicamente per mordere amorevolmente qualcuno del suo poco senno. - Matterello accenna a sconsideratezza e stranezza d'idee. - Giuccherello corrisponde a debolezza di mente. - Buacciuolo e Buacciolino è rimprovero a chi vede e comprende le cose a rovescio, o le fa contrariamente al fine proposto. - Grullo e Grullerello è chi non sa discernere tra cosa e cosa, tra il bello e il brutto, chi non ha idee chiare e ordinate. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Folle, Matto, Stolto, Pazzo, Demente, Frenetico, Forsennato, Maniaco, Lunatico, Insano, Delirante, Furioso, Mentecatto - Il folle è privo di criterio; lo stolto, di giudizio; il matto, di buon senso; il pazzo, della ragione. Matto, nella lingua del popolo, è sinonimo di pazzo: ei dice ugualmente ospedale de' matti, quanto ospedale de' pazzi: la follia e la matteria sono principii di pazzia, ma non bastano a dichiarare l'uomo pazzo affatto: a questo mondo, dicesi, sono più i matti che i savii; non però tutti i matti sono pazzi. Demente, privo di mente; forsennato, fuori di senno; mentecatto, preso, colpito nella mente; e qui mente vale per intelligenza, ed anzi, per le facoltà intellettuali tutte. Fra questi tre vocaboli parmi ravvisare questa differenza, che il mentecatto può essere più tranquillo, ma in lui il cervello è leso gravemente e senza rimedio: che il demente può dare in ismanie, ma che può tornare in sè a intervalli, a riprese, e fors'anche guarire, se venga rimossa la causa che gli diede l'urto, il crollo fatale; forsennato è eziandio chi va fuori de' gangheri non per pazzia, ma per impeto di passione, per insulto di bile o di sangue che momentaneamente lo fa somigliare a un pazzo: Insano, chi non è sano di mente, nè sta fermo per conseguenza, ma si abbandona a moti sregolati, sragionati. Delirante, per febbre o altra malattia che fortemente agisca sul cervello e sull'immaginazione: i moti sregolati di questa, i fantasmi d'ogni maniera che va evocando, producono anche l'irrequietezza del corpo, e una volubilità di parole che quei fantasmi, irose o benevole, accompagnano, Frenetico è chi giunge al massimo parossismo del delirio: furioso, chi a quello dell'ira: pazzi furiosi son quelli che farneticano tutto giorno, e minacciano, e danno busse quando arrivino, nè stanno tranquilli mai o quasi mai: questi quattro vocaboli son disposti nella loro naturale progressione d'intensità e di forza. Lunatico, chi cambia idea e sentimento come cambia d'aspetto la luna, o al cambiar della luna. Maniaco, chi ha inclinazione soverchia per una qualche cosa, per cui non vede altro che quella, o non ne vede altra che sì gli gradisca; avvi chi ha la manìa de' libri, chi quella della musica, chi quell'altra delle anticaglie e simili; maniaco, eziandio, chi ha un chiodo fitto in capo, talchè non vale ragione a distorgliernelo: di questo genere sono e chi ha la manìa d'essere gentiluomo, e chi l'altra d'essere poeta, e chi letterato, e chi dotto, e chi altre cose: ma sempre la manìa verte su cosa cui meno siamo da natura disposti e favoriti; ond'è che si può concludere, che la manìa, e quasi ogni altro genere di follia, nell'amor proprio e nell'orgoglio hanno la primiera e principale radice. Tutti, o quasi tutti questi termini hanno sensi traslati, e molto servono a quell'esagerazione nella quale pare oggidì si riponga ogni forza ed energia nell'esprimersi. [immagine]
Dizionario Tommaseo-Bellini del 1865-1879
Pazzo - Agg. e S. m. Oppresso da pazzia, Che ha perduto il senno. [G.M.] Taluno ci trovava qualche affinità col gr. Παίζω, Scherzo a guisa di fanciullo. = Ambr. Furt. 4. 14. (M.) Non vi siete voi accorto ch'egli è pazzo? Guic. Pazzo io eh? Lasciami che non son pazzo. Buon. Fier. 1. 2. 4. Sta! ch'io n'ho vedut'uno Far capolino, e porgerci l'orecchio, Che così pazzo ha pur tanto del savio, Che… Buon. Fier. 1. 2. 4. E' favella De' pazzi assai da savio. Ambr. Furt. 4. 14. Lo stare qui non fa per me, io non vo' contender con pazzi.

2. Per estens. Sciocco, Scemo, Scempiato, Che ha poco senno. Bocc. Nov. 1. g. 9. (C) La quale aspettò di vedere se sì fosser pazzi, che essi il facessero.

3. Che fa, o dice cose stravaganti. Bern. Orl. Inn. 9. 49. (M.) A' suoi rivolto il re sentendo quello, C'ha detto Astolfo, dice, egli è peccato, Che costui sia sì pazzo, e sia sì bello. E: Signor, risposer quei, lascialo andare, Poco co' pazzi si può guadagnare.

4. † Pazzo a bandiera, si dice di Chi fa le stravaganze senza alcun riguardo, quasi porti la bandiera de' matti. (C)

5. Pazzo da catena, vale Pazzo assai, e che per soverchio di pazzia merita di essere incatenato; e dicesi anche fig. Fr. Jac. Tod. 1. 7. 39. (C) Ed io pazzo da catena Lascio il ver per la bugia. Bern. Rim. 1. 3. Pazzi che noi siam stati da catene!

6. Pazzo sbardellato, vale Eccessivamente stravagante. Morg. 22. 101. (M.) Rispose Gan: tu hai 'l capo pien di grilli, E fusti sempre pazzo sbardellato.

7. Pazzo spolpato; lo stesso che Pazzo sbardellato. Bellin. Lett. Malp. 200. (Man.) Io per me… lascerei cuocerli nel lor brodo con sommo silenzio… essendo veramente pazzi spolpati.

8. Pazzo chi 'l crede. Varch. Ercol. 131. (M.) A uno che racconti alcuna cosa, e colui a chi egli la racconta, vuol mostrare in un bel modo di non la credere, suol dire: san chi l'ode; alle quali parole debbono seguitar queste: pazzo chi 'l crede.

9. [Val.] Impazzar coi pazzi. Partecipare comecchessia alle loro pazzie. Fag. Comm. 6. 152. Vo' lasciarli fare e disfare, non vo' impazzar co' pazzi.

10. Fig. Per Bestiale, Furibondo. Dant. Inf. 21. (C) E Farfarello, e Rubicante pazzo.

11. [Val.] Di cose. Fortig. Ricciard. 24. 38. E dàgli una percossa così pazza, Che lo disgamba.= Bern. Orl. Inn. 4. 37. (C) Più pazza cosa non si vide mai, Che 'l viso di quel re, c'ha nome Alfrera. E 4. 93. Parsegli un pazzo scherzo, uno strano atto. [G.M.] Tratt. Gov. Fam. Spese pazze. E: Spese pazze e bestiali.

12. † Pazzo, Grande, Eccessivo. Salvin. Senof. 2. 43. (M.) Appresso queste parole, licenziò Roda, la quale si trovò in un pazzo guajo.

13. Acqua pazza, dicesi del brodo lungo e insipido, ed anche del Vino molto innacquato. Salvin. Annot. Fier. Buon. 404. (Man.) Un brodo senza sale lo diciamo un'acqua pazza.

14. Andare, o Essere pazzo di checchessia, fig. vale Essere desideroso o vaghissimo di quella cosa. Lor. Med. Nenc. 11. (C) Io son sì pazzo della tua persona, Che tutta notte i' vo traendo guai. E 44. Tu suoi esser pur pazza del cantare. M. V. 8. 49. Il Capitano e suoi cittadini pazzi di lui, disperatamente… [Val.] Fortig. Ricciard. 27. 47. Della bellezza loro andava pazza. [G.M.] Fag. Commed. So che la ragazza Lo vuol (per marito), la ne va pazza. E Rim. Quest'è quell'odore, Di cui ne va la gente così pazza.

Esser come la pazza al figliuolo, dicesi di Chi tenendo per eccellente checchessia, ne è eccessivamente innamorato. Rip. Impr. 215. (M.) Perciò non vi vo' dire s'io ne gonfiava, s'io gongolava: io era come la pazza al figliuolo; ma infatti ognun se lo lo becca.

[G.M.] Esser più pazzo della Fiorina, che sonava il cembalo a' grilli; si dice nell'uso d'un gran matto. Fag. Comm. È più pazzo della Fiorina, che andava la notte su i prati a sonare il cembalo a' grilli, perchè ballassero.

15. † Andare dietro, o sim. ad alcuno, come la pazza al figliuolo, vale Tenergli dietro di continuo, senza mai poterlo lasciare. Bocc. Nov. 5. g. 9. (C) Ella mi verrà dietro, come va la pazza al figliuolo. Lasc. Spir. 3. 4. Io vorrò ch'ella mi corra più dietro, che la pazza al figliuolo.

16. Modi proverbiali.

A popolo pazzo prete spiritato, sí dice in prov. Del dare il gastigo meritato a chi se lo cerca. (M.) T. Prov. Tosc. 326. E ivi. A un pazzo, un pazzo e mezzo (gli eccessi degli uni provocano eccessi peggiori, a sè pena). V. POPOLO.

Prov. Basta un pazzo per casa, vale che Nelle stravaganze uno è a sufficienza. Pataff. 5. (C) E' basta ben un pazzo per casetta.

Prov. Chi nasce pazzo, non guarisce mai; si dice per mostrare, che molto è difficile il mutare i costumi stravaganti. Buon. Fier. 1. 2. 6. (C) Dice il proverbio: fa pur, se tu sai: Chi nasce pazzo non guarisce mai.

Chi sta in cervello un'ora è pazzo; prov. che si dice per denotare, ch'Egli è lecito mutarsi d'opinione; e si dice anche per esprimere la volubilità ed incostanza degli uomini. T. Prov. Tosc. 348. = Dat. Lett. 170. (Man.) Chi sta in cervello un'ora è pazzo, dice il nostro proverbio; ma chi sta un giorno, è pazzo spolpato. V. il § 7.

Prov. Fa' a modo di un pazzo, o Se vuoi fare a modo di un pazzo; maniera solita dirsi per modestia di chi vuol persuadere altri a seguitare un suo consiglio. Bern. Orl. Inn. 36. 42. (C) Ma s'a modo di un pazzo far volessi, Prima di lui direi che tu venissi.

Il pazzo fa le nozze, e il savio se le gode; prov. che si dice Quando uno spende, o danneggia sè e altri si gode la sua spesa o approfitta. (C)

[Val.] Prov. La fortuna de' pazzi ha cura, a signif. che d'ordinario i pazzi nelle loro pazzie non incolgon male. Fag. Comm. 2. 280. Non lo sai che la fortuna de' pazzi ha cura?

La prima parte del pazzo è tenersi savio; dettato che vale Lo stimarsi savio è principio di pazzia. (C)

Prov. Quando parla il pazzo è segno che ha udito parlare il savio. Magal. Operett. 359. (Man.) Suol dirsi, che quando parla il pazzo, è segno che ha udito parlare il savio.

Prov. Sa meglio il pazzo i fatti suoi, che il savio quelli d'altri; e vale che ne' fatti proprii ognuno ne sa più degli altri. Cecch. Dot. 1. 2. (M.) E' sa meglio il pazzo i fatti suoi, che 'l savio quelli d'altri. T. Prov. Tosc. 75. Più ne sa un pazzo a casa sua, che un savio a casa d'altri.

† Più pazzo che un can da rete; prov. che si usa quando si vuol dire, che Uno non abbia punto di fermezza, nè di stabilità. (C)

Prov. Un pazzo ne fa cento; e si dice quando si veggon molti seguitare il reo esempio d'alcuno. Benv. Cell. Vit. 2. 395. (M.) Umilmente mi volsi a sua Eccellenza, e dissi: Signor mio, un pazzo ne fa cento. Cecch. Lez. M. Bartolin. 20. (Man.) Dice il proverbio, che un pazzo ne fa cento.

17. A modo di sost. per Pazzia. Cecch. Assiuol. 4. 3. (M.) Ottima medicina per cavare chetamente il pazzo del capo a questo vecchiaccio.

Prov. Cavare il pazzo del capo, o della testa a uno, vale Ridurlo al dovere, Fargli metter giudizio. (C) [G.M.] Fag. Commed. Cavarti il pazzo del capo.

[Val.] Aver del pazzo, Mostrar pazzia nelle azioni. Fag. Comm. 4. 50. V'avresti del pazzo! Che fortuna!

[Val.] Dar nel pazzo. Far del pazzo. Fag. Rim. 2. 27. Pel gusto, che avrei, darei nel pazzo. E 3. 124. Rido, salto, festeggio, e do nel pazzo.

[T.] Siccome da Solatium, Sollazzo, così forse Pazzo da Patior, perchè il male della mente è il peggior patimento o passione; e al suono ital. corrisponde meglio la pronunzia del gr. mod. Πατος. Così diciamo Patire nel cervello, o accennando col dito la testa, diciamo per cel. Patisce. – I Lat. Insanus, e il contr. Mente sana. Cic. Insipientia quasi insanitas quaedam. T. Prov. Tosc. 297. Non mettete il rasoio in mano a un pazzo (non porgere a chi può abusarne il modo d'offendere altri e se stesso).

T. Pazzo furioso. – Pazzo da legare, anco per iperb. [Pol.] Fortig. Ricciard. 13. 100. Voi siete pazza da mille catene.

II. Lo spedale de' pazzi. T. Andar ne' pazzi. – Rinchiuso ne'… – Chi sa com'egli è tenuto là nei pazzi?

III. Contrapp. a Savio. T. Prov. Tosc. 298. Un pazzo getta una pietra nel pozzo, che poi ci voglion cento savii a cavarla fuori. E 296. Bisogna che il savio porti il pazzo in spalla. E 105. Savie all'impensata, e pazze alla pensata (dicono delle donne. E lo dice anco l'Ar. Nè vero sempre nè falso). E 295. Pazzo per natura, savio per iscrittura (di chi con la scienza mal ripara i difetti del senno). E 233. Ogni pazzo è savio quando tace (prudente assai volte il silenzio). E 58. Chi è tenuto savio di giorno, non sarà mai pazzo di notte (l'abito del senno ispira fiducia). E 58. Chi cammina un miglio pazzo, non torna a casa savio. (Lasciarsi andare all'errore o al male è abito pericoloso). E 53. Vista all'insù (chi guarda sempre in aria), o pazzo o tanto savio.

In senso più mite. T. Prov. Tosc. 297. Non è sempre savio chi non sa essere qualche volta pazzo (non voler fare il saputo a sproposito).

Per estens. T. Prov. Tosc. 23. Agli ulivi, un pazzo sopra e un savio sotto (tagliar molto e molto concimare).

IV. Uomo di poco senno, stravagante, Avventato. T. Prov. Tosc. 297. Se tutti i pazzi portassero una berretta bianca, si parrebbe un branco d'oche. E 75. Ogni pazzo vuol dar consiglio. E 297. Sogno di briaco e gravità di pazzo, fanno un bel mazzo. E 295. Alle barbe de' pazzi, il barbiere impara a radere (prove che si fanno sui disgraziati e sugli inesperti). E ivi: Ai pazzi e ai fanciulli, non si suol prometter nulla. E 297. I pazzi e i fanciulli posson dire quello che vogliono. E 345. Muro bianco, carta di pazzi (ci scrivono sopra gli sciocchi e gli scioperati). E 298. Testa di pazzo non incanutisce mai. E 296. I pazzi crescono senza inaffiarli. G. Gozzi. Ciascun di noi, quanti siam vivi, Ha del pazzo, e nol crede. Prov. Tosc. 296. Con i pazzi poco si guadagna. – Dura cosa dover contrastare con tutti i pazzi.

V. In senso di biasimo grave, coll'Un. T. Gli è un pazzo, Chi fa cose dissennate, e abitualm. ne fa. Altro è Siete un pazzo; altro: Che? Siete pazzo? Questo si dice di qualunque atto o detto che paia da doversi anco leggermente riprendere. E pure senza l'Un. Prov. Tosc. 35. Pazzo è colui che strazia sè per dar sollazzo altrui.

A modo d'escl. per ell. T. Prov. Tosc. 281. Pazzo chi perde il volo per lo sbalzo.

VI. D'atti, pensieri, parole. [Cors.] Tass. Dial. 1. 35. Per isciocchezza precipiti ne' consigli pazzi e imprudenti. T. Discorsi da pazzo, quali sogliono tenere gli usciti di mente. Discorsi pazzi, anco gli studiati e artifiziati, ma con arte falsa, con esagerazioni sconvenienti. Pazzo stile. – Metafore pazze.

D'affetto. T. Prov. Tosc. 44. Gusto pazzo, amor guasto (può voler dire che gli affetti non degni dànno piaceri malsani e insani). Altro è Gusto matto che vale non altro che Gran piacere, ma non de' più nobili. A certe letture frivole ci ha un gusto matto; il compiacersi in certe esagerazioni politiche, è un gusto pazzo. – Innamorato pazzo, amore di donna il quale scemi l'uso della sana ragione. Pazzo amore, può avere senso più grave. – Andar pazzo e di pers. e di cosa.

VII. [L.B.] Acqua pazza, non solo ciò che si disse nel § 13, ma anco il latte annacquato. T. Lat. Fatuus. Fr. Fade, in senso più gen. Fag. Comm. 2. 93. Pane scusso inzuppato nel brodo lungo. C. Che vuol dire acqua pazza. M. Se non pazza, almeno sciocca, per mancanza di sale. Magal. Lett. Scient. 157. Sangue dilavato, acquidoso, e, come si dice d'un brodo di poca sostanza, acqua pazza quanto vi pare, ma finalmente sangue.
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