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Informazioni utili online sulla parola italiana «dire», il significato, curiosità, coniugazione del verbo, associazioni, sillabazione, frasi di esempio, definizioni da cruciverba, definizioni storiche, rime, dizionario inverso. Cosa vuol dire.


Dire

Verbo

Dire è un verbo della 3ª coniugazione. È un verbo irregolare, sia transitivo che intransitivo. Ha come ausiliare avere. Il participio passato è detto. Il gerundio è dicendo. Il participio presente è dicente. Vedi: coniugazione del verbo dire.

Parole Collegate

»» Sinonimi e contrari di dire (parlare, riferire, asserire, raccontare, ...)
Associate (la prima parola che viene a mente, su 100 persone)
fare (65%), parlare (16%), esprimersi (2%), mai (2%), parola (2%). Vedi anche: Parole associate a dire.

Utili Link

Significato su Dizionari ed Enciclopedie online
Hoepli | Sabatini Coletti | Treccani | Wikipedia

Informazioni di base

La parola dire è formata da quattro lettere, due vocali e due consonanti.
È una parola bifronte senza capo, la lettura all’inverso produce una parola di senso compiuto (eri). Divisione in sillabe: dì-re. È un bisillabo piano (accento sulla penultima sillaba).

Frasi e testi di esempio

»» Vedi anche le pagine frasi con dire e canzoni con dire per una lista di esempi.
Esempi d'uso
  • Che dire? Che senso ha riferito ad una frase scritta?
  • Tra il dire e il fare c'è di mezzo un gran faticare.
  • Non mi sembra proprio ortodosso dire che è bene vivere il presente, perché il domani è incerto.
Citazioni da opere letterarie
Carthago di Franco Forte (2009): Publio aprì la bocca per dire qualcosa, ma poi la richiuse di scatto. Il cuore gli batteva con forza nel petto, lo sentiva rintronare nelle orecchie. Annibale non era stato sconfitto, il che significava che Roma avrebbe dovuto affrontarlo. E forse questa volta lui avrebbe potuto fare parte della spedizione che si sarebbe opposta all'avanzata del Barcide.

Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello (1926): Ma a modo di chi allora? Non certo a modo mio, perché io, ripeto, non riuscivo davvero a riconoscere per miei i pensieri, i sentimenti, i gusti che ella attribuiva al suo Gengè. Si vede dunque chiaramente che glieli attribuiva perché, secondo lei, Gengè aveva quei gusti e pensava e sentiva così, a modo suo, c'è poco da dire, propriamente suo, secondo la sua realtà che non era affatto la mia.

Nelle nebbie del tempo di Lanfranco Fabriani (2005): Marina assentì. — Sì, ma non complichiamoci la vita oltre. Se ti scrivo dicendo "subito qui", vuol dire che tu non ci sei. Quindi mi toccherà andare per prima. Dammi una settimana di tempo del 1450 prima di venire. Rientreremo nel pomeriggio, un'assenza di un paio di ore non dovrebbe mandare tutto a rotoli. Però, prima di andare giù voglio un pasto decente, quindi oggi niente panini. Prendiamoci una pausa lunga e andiamo al ristorante.
Proverbi
  • Non dire tre se non hai quattro.
  • Non dire quattro se non ce l'hai nel sacco.
  • Quando non si sa cosa dire, la cosa miglior da fare è tacere.
  • Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
  • Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.
Espressioni e Modi di Dire
  • Dire pane al pane e vino al vino
  • Dire tra il serio e il faceto
  • Il che è tutto dire
  • Tanto per dire
  • Modo di dire
Libri
  • Mandami a dire (Scritto da: Pino Roveredo; Anno 2005)
  • Mandate a dire all'Imperatore (Scritto da: Pierluigi Cappello; Anno 2010)
Canzoni
  • Per dire di no (Cantata da: Alexia; Anno 2003)
  • Fammi dire (Cantata da: Enzo Avitabile; Anno 1990)
  • Non mi dire chi sei (Cantata da: Umberto Bindi e Miranda Martino; Anno 1961)

Giochi di Parole

Giochi enigmistici, trasformazioni varie e curiosità. Vedi anche: Anagrammi per dire
Definizioni da Cruciverba di cui è la soluzione
Definizioni da Cruciverba in cui è presente
»» Vedi tutte le definizioni
Cambi
Cambiando una lettera sola si possono ottenere le seguenti parole: dare, dice, dime, dine, dirà, dirò, dite, dive, dure, lire, mire, sire.
Cambiando entrambi gli estremi della parola si possono avere: biro, ciro, cirò, eira, gira, giri, giro, girò, lira, mira, miri, miro, mirò, pira, piri, piro, tira, tiri, tiro, tirò, vira, viri, viro, virò.
Scarti
Rimuovendo una sola lettera si possono ottenere i vocaboli: ire, dir.
Zeppe (e aggiunte)
Aggiungendo una sola lettera si possono ottenere le parole: adire, direi, dirle, dirne, udire.
Antipodi (con o senza cambio)
Spostando la prima lettera in fondo (eventualmente cambiandola) e invertendo il tutto si possono ottenere: aeri, ceri, ferì, ieri, meri, neri, peri, seri, teri, veri, zeri.
Antipodi inversi: se si sposta l'ultima lettera all'inizio (con eventuale cambio) e si inverte il tutto si possono ottenere: rida, ride, ridi, rido.
Parole con "dire"
Iniziano con "dire": direi, diremo, direte, direbbe, diremmo, diresse, diressi, direste, diresti, diretta, dirette, diretti, diretto, direbbero, directory, diressero, direttiva, direttive, direttivi, direttivo, direttore, direttori, direzione, direzioni, direttorio, direttrice, direttrici, direzionale, direzionali, direzionata, ...
Finiscono con "dire": adire, udire, ardire, indire, ordire, ridire, bandire, candire, condire, disdire, erudire, gradire, predire, riudire, spedire, tradire, accudire, benedire, blandire, brandire, esaudire, esordire, impedire, maledire, obbedire, plaudire, ribadire, sbiadire, scandire, stordire, ...
Contengono "dire": adirei, udirei, adiremo, adirete, indirei, ordirei, ridirei, udiremo, udirete, adirebbe, adiremmo, adireste, adiresti, bandirei, candirei, condirei, erudirei, gradirei, indiremo, indirete, ordiremo, ordirete, predirei, ridiremo, ridirete, spedirei, tradirei, udirebbe, udiremmo, udireste, ...
»» Vedi parole che contengono dire per la lista completa
Parole contenute in "dire"
dir, ire. Contenute all'inverso: eri.
Incastri
Inserito nella parola ai dà AdireI; in amo dà AdireMO; in ori dà ORdireI; in rii dà RIdireI; in umo dà UdireMO; in aste dà AdireSTE; in asti dà AdireSTI; in cani dà CANdireI; in coni dà CONdireI; in rimo dà RIdireMO; in brani dà BRANdireI; in conte dà CONdireTE; in gramo dà GRAdireMO; in grate dà GRAdireTE; in premo dà PREdireMO; in prete dà PREdireTE; in tramo dà TRAdireMO; in consti dà CONdireSTI; in grammo dà GRAdireMMO; in interi dà INTERdireI; ...
Inserendo al suo interno lui si ha DIluiRE; con est si ha DIRestE; con sta si ha DIstaRE; con aspo si ha DIaspoRE; con cito si ha DIcitoRE; con gita si ha DIgitaRE; con lava si ha DIlavaRE; con mena si ha DImenaRE; con mora si ha DImoraRE; con rada si ha DIradaRE; con amar si ha DIRamarE; con rime si ha DIrimeRE; con sono si ha DIsonoRE; con vaga si ha DIvagaRE; con vide si ha DIvideRE; con viso si ha DIvisoRE; con batte si ha DIbatteRE; con fende si ha DIfendeRE; con fetta si ha DIfettaRE; con gesto si ha DIgestoRE; ...
Lucchetti
Scartando le parti in comune (in coda e poi in capo), "dire" si può ottenere dalle seguenti coppie: dia/are, diadi/adire, diamo/amore, diara/arare, dibatte/battere, dibattito/battitore, dica/care, dicano/canore, dice/cere, dichiari/chiarire, dichiaro/chiarore, dico/core, diede/edere, diete/etere, difende/fendere, diga/gare, digesto/gestore, digradi/gradire, diguazza/guazzare, dilapida/lapidare, dilapidato/lapidatore...
Usando "dire" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: ardi * = arre; badi * = bare; cadi * = care; cedi * = cere; dadi * = dare; * reca = dica; * reco = dico; * rema = dima; * rena = dina; * rene = dine; * rete = dite; * reti = diti; godi * = gore; lidi * = lire; medi * = mere; midi * = mire; modi * = more; radi * = rare; sedi * = sere; sudi * = sure; ...
Lucchetti Riflessi
Scartando le parti in comune (in coda e il riflesso in capo), "dire" si può ottenere dalle seguenti coppie: diali/ilare, dica/acre, diedra/ardere, diga/agre, diorama/amarore, dita/atre, dito/otre.
Usando "dire" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: caid * = care; * erga = diga; * erma = dima; * erme = dime; * erta = dita; * erte = dite; * erti = diti; * erto = dito; raid * = rare; * erano = diano; * erari = diari; * erede = diede; * eredi = diedi; * erodi = diodi; * erodo = diodo; * errai = dirai; * erario = diario; * eroica = dioica; * eroici = dioici; * eroico = dioico; ...
Cerniere
Scartando le parti in comune (prima in capo e poi in coda), "dire" si può ottenere dalle seguenti coppie: adì/rea, amidi/reami, attinidi/reattini, cadi/reca, catodi/recato, citaredi/recitare, clamidi/reclami, fedi/refe, fidi/refi, fluidi/reflui, idi/rei, ledi/relè, mantidi/remanti, matricidi/rematrici, midi/remi, modi/remo, nidi/reni, odi/reo, sedi/rese, sodi/reso, stadi/resta...
Usando "dire" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: reca * = cadi; refe * = fedi; refi * = fidi; relè * = ledi; remi * = midi; remo * = modi; reni * = nidi; * cadi = reca; * fedi = refe; * fidi = refi; * ledi = relè; * midi = remi; * modi = remo; * nidi = reni; * sedi = rese; * sodi = reso; * tedi = rete; rese * = sedi; reso * = sodi; rete * = tedi; ...
Lucchetti Alterni
Scartando le parti in comune (in coda oppure in capo), "dire" si può ottenere dalle seguenti coppie: dia/rea, diale/reale, diali/reali, dializzare/realizzare, dializzata/realizzata, dializzate/realizzate, dializzati/realizzati, dializzato/realizzato, dializzatore/realizzatore, dializzatori/realizzatori, dializzatrice/realizzatrice, dializzatrici/realizzatrici, dica/reca, dicano/recano, dicente/recente, dicessi/recessi, dico/reco, didatta/redatta, didatte/redatte, didatti/redatti, digressione/regressione...
Usando "dire" (*) si possono ottenere i seguenti risultati: arre * = ardi; bare * = badi; care * = cadi; cere * = cedi; dare * = dadi; * care = dica; * cere = dice; * core = dico; * gare = diga; * mare = dima; * mere = dime; * nere = dine; * tare = dita; * vere = dive; gore * = godi; mere * = medi; more * = modi; rare * = radi; sere * = sedi; sure * = sudi; ...
Sciarade incatenate
La parola "dire" si può ottenere (usando una volta sola la parte uguale) da: dir+ire.
Intarsi e sciarade alterne
Intrecciando le lettere di "dire" (*) con un'altra parola si può ottenere: * ai = diarie; * un = diurne; un * = udirne; * eva = deviare; * ara = diarrea; * are = diarree; * sta = distrae; * usi = diuresi; eta * = editare; tea * = tediare; aeri * = aderirei; arto * = arditore; auto * = auditore; bure * = budriere; ceto * = ceditore; cere * = cedriere; * ente = dentiere; * mora = dimorerà; * moro = dimorerò; * seda = disereda; ...

Definizioni da Dizionari Storici

Vocabolario dei sinonimi della lingua italiana del 1884
Dire, Per modo di dire, Per così dire, Dico per dire, Sto per dire, Quasi dissi - Quando una cosa non la diciamo di proposito, e non intendiamo di affermarla e confermarla, si usa la formula Per modo di dire, come per es.: «Lo dissi per modo di dire; ma, se non le piace, faccia pure.» - Il modo Per così dire tempera l'arditezza di una locuzione. - Dico per dire, accenna proprio che a una tal proposizione non diamo veruna importanza e la usammo senza pensarvi più che tanto. - Sto per dire è quasi un protestare altrui che quanto siamo per dire non ha nulla di acerbo nè è detto a mal fine. - E lo stesso valgano Fui per dire o Quasi dissi, salvo che in questo caso la protesta è più efficace. - [Si noti che gli ultimi due modi non sono dell'uso familiare, e che il quasi dissi sa addirittura di leccato e di pedantesco anche negli scritti. G. F.] [immagine]
Dire la sua, Dire la sua opinione, Dire il fatto suo - Dire la sua opinione è significare come reputiamo debba procedersi in un dato caso, o qual è il nostro giudizio rispetto a certe cose. - Dire la sua non implica formale giudizio: è il parlare sopra un dato soggetto su cui altri hanno già parlato: e spesso ha dell'ironico o del dispettoso. - «Anch'egli volle dir la sua.» - La frase Dire il fatto suo significa risentimento o rimprovero. - «Anderò là, e gli dirò il fatto mio.» [immagine]
Frase, Locuzione, Modo di dire - Frase è unione di due o più voci che dieno un significato compiuto, ma per sè stante. - Locuzione è più composta della frase, e si chiama così in quanto è parte di un intero scritto, o discorso, e ha relazione con le altre sue simili. - Modo di dire è unione di due o più parole, che significa in modo speciale un'idea, la quale comunemente può significarsi in altra forma. [immagine]
Denotare, Indicare, Significare, Voler dire - Denotare è propriamente il mostrare o annunziare la cosa, o in tutto o in parte, in modo che l'intelletto ben lo conosca. - Indicare è quasi Mostrare a dito; e dimostra quasi materialmente la qualità della cosa. - Significare è come chi dicesse Mostrare i segni qualificativi della cosa: è più generico di Denotare, e si riferisce, più che altro, alle voci e alle frasi di una lingua: al qual verbo si sostituisce spesso, nell'uso comune, la frase Voler dire; per es.: «La voce Pulcher in italiano vuol dir Bello. [immagine]
Dire di sì o di no, Dire che sì o che no, Dire di sì o no - I non toscani spesso non sanno risolversi qual de' tre modi sia da usarsi; e però noto qui, che la frase Dire che sì è forse più secondo grammatica; ma da noi è fuor d'uso, e parrebbe un'affettazione; come parrebbe un parlar monco il Dire sì e Dire no. Resta dunque che il solo Dir di sì e Dir di no è dell'uso vero e comune. [immagine]
Dizionario dei sinonimi - Zecchini del 1860
Dire, Parlare, Favellare, Ragionare, Discorrere, Far parola - Parlare è il mezzo per cui tutte queste altre azioni si fanno; Favellare è proprio esprimersi con parole, e parole d'un certo idioma; onde dicesi la naturale favella: esprimersi si può anche a segni, come i muti, o scrivendo. Dire riguarda i pensieri, i sentimenti: si dice quel che si ha da dire, quel che si pensa; e talora si dice anche il contrario: si dice anche una parola, non come parola, ma come segno o espressione dell'idea che significa; e poi per dire una parola se ne dicono cento. Ragionare vorrebbe dire portar ragioni pro o contro un dato tema, una data cosa; ma molti credendo ragionare sragionano a tutt'andare, e al più discorrono, cioè dicon parole su parole tastando l'argomento, ma senza addentrarvisi. Si parla per dire qualche cosa; si discorre per passare il tempo; ma ragionare pare la cosa che meno sappia fare l'uomo, dotato della ragione e della favella. Far parola di qualche cosa vale darne un cenno più o meno circostanziato. [immagine]
Dire, Chiamare - Il primo è relativo a frase, il secondo ad oggetto: come si chiamano i cardi a Roma? Gobbi. - Come si dice, in modo un po' urbano, che un non vuole più mischiarsi d'un affare, ma lasciare che altri si cavi dall'imbroglio? - Me ne lavo le mani. [immagine]
Direi quasi, Per così dire, Sto per dire, Dirò così - Tutti correttivi che l'urbanità e il temperato sentire di sè ha introdotti nel linguaggio. Direi quasi sottintende, se non temessi d'ingannarmi, o frase consimile. Per così dire, cioè per non sapere o potere spiegarsi altrimenti. Sto per dire, vale mi arrischio a dire, ma non oso affermare. Dirò così è quasi scusa o protesta di chi si serve di parola o di figura un po' strana o poco usitata, ma che per quella spera farsi più facilmente capire. Direi quasi e sto per dire sono più affini tra di loro, che con per così dire e dire così, i quali pure tra lor due hanno maggiore affinità che coi due primi. Sto per dire che lo studio della lingua italiana non ha limiti, e direi quasi che pochissimi o nessuni la sanno perfettamente: essa è per così dire un mare senza sponde, e dirò così un pelago, un caos cui nessuna mano assai potente è ancora venuta a dar forma certa e stabile. [immagine]
Dire la sua, Dire la sua opinione - Dire la sua opinione, moderatamente e ne' debiti termini, è lecito a tutti; anzi ognuno ha diritto di dirla, o dovrebbe averlo, tanto più se la questione lo riguarda: dire la sua è sovente un abuso di libertà e qualche volta un'insolenza. Un uomo piuttosto franco potrebbe dire: io dico liberamente la mia opinione, e faccio e mi regolo a mio modo, perchè tanto ognuno vuol dire la sua. [immagine]
Tante (dirne), Dire tante cose - Dire tante cose in lode o biasimo, o anco indifferenti, è non dirne poche; dirne tante di persona o di cosa ha sempre mal senso, poichè è uno sparlarne, è un parlarne a carico e dirne tutto il male o moltissimo: i novellieri di professione dicono tante cose che il crederne metà è già di troppo; i maledici ne dicono tante che alfine non sono più creduti. [immagine]
Profferire, Articolare, Pronunziare, Vocalizzare, Dire, Proferire - Profferire e proferire sono registrati nei vocabolarii senza differenza o distinzione alcuna, e nel senso di pronunziare e nel senso di esibire, tanto l'uno quanto l'altro; ma partendo da una certa analogia ortografica, non varrebbe meglio il fissare a profferire il senso di esibire, offrire, giacchè ha le due f come il suo affine, e a proferire il senso di pronunziare? questa è una delle opinioni che in questo libro vado via via emettendo, e nulla più; ma non mi sembra mancare di opportunità ora che si va modificando l'ortografia della lingua: il profferire così fatto e pronunciato sarebbe un offrire cerimonioso, come nella chiusa delle lettere: «le profferisco la mia servitù»: o un offrire prima che altri chieda, e quasi un preofferire. Proferire, se s'intende di parola, di vocabolo, vale mandarlo fuori chiaro e bene suonante, superando le difficoltà che possono essere nella sua pronunzia: se si tratta poi di frase, di promessa o d'altro che di simile, il proferirla vale un dirla solennemente: il sacerdote nel dire la messa proferisce le parole della consecrazione, e pronuzia più speditamente le altre. Pronunziare è quasi annunziare colla voce, cioè per mezzo delle parole la cosa che queste significano: ma si pronunciano parole che slegate fra di loro non hanno significato alcuno, e si pronunzia una sentenza; così i giudici dai loro tribunali. Articolare la parola è piegare bene la lingua a tutte le inflessioni di voce che quella richiede; vocalizzarla è fare sentire bene le vocali di cui consta: molti non puonno articolare perbene quelle parole ove s'incontrano delle s, dei t, delle r; il vocalizzare è più facile, perchè il suono delle vocali non è che una semplice emissione di fiato. Dire una cosa è esprimerla con parole; proferirla è dirla con una certa intenzione; pronunziarla è non ritenerla più in sè, e farla, volere o non volere, del pubblico dominio. La difficoltà della pronunzia può dipendere o da difetto organico o da mal vezzo preso da fanciullo; la ritenutezza nel proferire è figlia della prudenza o del pudore. [immagine]
Navigazione
Parole in ordine alfabetico: diraspare, diraspata, diraspate, diraspati, diraspato, dircelo, dirci « dire » direbbe, direbbero, directory, direi, diremmo, diremo, diresse
Parole di quattro lettere: dine, dino, dirà « dire » dirò, disk, dita
Lista Verbi: diradare, diramare « dire » dirigere, dirimere
Vocabolario inverso (per trovare le rime): uscire, riuscire, fuoriuscire, cucire, ricucire, scucire, sdrucire « dire (erid) » adire, ribadire, sbiadire, gradire, tradire, contraddire, obbedire
Indice parole che: iniziano con D, con DI, parole che iniziano con DIR, finiscono con E

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